I mostri

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I mostri

Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi nell'episodio "Il mostro"
Titolo originale: I mostri
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Paese: Italia/Francia
Anno: 1963
Durata: 115'
Colore: B/N
Audio: sonoro
Rapporto:
Genere: commedia
Regia: Dino Risi
Soggetto: Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura: Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Produttore: Mario Cecchi Gori
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Alfio Contini
Montaggio: Maurizio Lucidi
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Musiche: Armando Trovajoli
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Scenografia: Ugo Pericoli
Costumi: Ugo Pericoli
Trucco:
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Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

I mostri è un film ad episodi del 1963, diretto dal regista Dino Risi ed interpretato da Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

Indice

[modifica] Trama

Il film è articolato su una sequenza di 20 episodi del tutto disgiunti tra loro per la durata complessiva di 116 minuti; ogni episodio è di durata e struttura assai diversa dagli altri ma tutti riferibili ad un contesto temporale e geografico uniformi: la Roma dei primi anni sessanta.

Tutti gli episodi ruotano intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, interpretate dai due attori principali (Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman) che compaiono sia alternativamente che insieme. Alcuni episodi sono assai brevi ed hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri invece presentano le costruzioni più elaborate di un racconto.

[modifica] Episodi

  • L'educazione sentimentale: un padre (Ugo Tognazzi) si prende cura dell'educazione e dell'iniziazione sociale del figlio (Ricky Tognazzi) ricorrendo ad una serie di esempi e insegnamenti ispirati alla assoluta disonestà e alla più totale mancanza di rispetto per gli altri. Sarà lui stesso a pagarne le conseguenze.
  • La raccomandazione: un attore navigato e snob (Vittorio Gassman) cerca svogliatamente di raccomandare presso un impresario suo conoscente, un modesto attore di teatro che a lui si era rivolto in cerca di aiuto e che era stato accolto con ipocrite manifestazioni di stima.
  • Il mostro: due poliziotti (Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi) si concedono ebeti e vanesi al fotografo che li immortala dopo la cattura di un pluriomicida.
  • Come un padre: Lando Buzzanca è un giovane marito geloso che disperato si precipita in piena notte a casa del suo migliore amico (Ugo Tognazzi) per confidargli la prova inconfutabile del tradimento della moglie. Ne riceve rassicurazioni, consigli amichevoli e l'invito a tornare a casa sereno e tranquillo ma in realtà è proprio il suo amico la persona con la quale sua moglie lo tradisce.
  • Presa dalla vita: un regista d'avanguardia (Vittorio Gassman), che nel film può essere facilmente identificato con un grande maestro del cinema di quel periodo, fa rapire una povera signora anziana da una banda di balordi per utilizzarla, suo malgrado, in una scena di un suo film.
  • Il povero soldato: un soldato di leva (Ugo Tognazzi), apparentemente disperato per la morte della sorella, prostituta d'alto bordo ritrovata uccisa nel suo appartamento, cerca di ricavare soldi dalla vendita ai giornali del diario segreto della poveretta.
  • Che vitaccia: un baraccato romano (Vittorio Gassman), padre di una famiglia numerosa ed indigente, si dispera per le condizioni economiche in cui versa e che non gli consentono nemmeno di provvedere alle cure di un figlio malato. Appena fuori del tugurio però spende gli ultimi spiccioli rimasti per recarsi allo stadio e tifare la sua squadra di calcio.
  • La giornata dell'onorevole: un deputato con importanti incarichi pubblici (Ugo Tognazzi) onesto e morigerato nelle apparenze, ospite fisso di un convento di frati, riceve la notizia che un generale incaricato di indagare sulla compravendita di alcuni terreni, sta per consegnargli un dossier con le prove schiaccianti della truffa che sta per essere perpetrata ai danni dello stato. L'onorevole, che nelle sembianze è facilmente riconducibile ad un importantissimo personaggio politico dell'epoca, si inventa numerosi impegni durante il giorno per non incontrare il generale ed evitare che il dossier venga consegnato in tempo per denunciare la truffa. Lo stesso generale verrà poi "premiato" dal deputato con il pensionamento.
  • Latin lovers (amanti latini): Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi sono due apparenti latin lover che sdraiati al sole di una spiaggia romana sembrano cercare un approccio con l'avvenente mora seduta tra di loro. L'improvviso sollevarsi della ragazza svela la sorprendente realtà.
  • Testimone volontario: un abile avvocato senza scrupoli (Vittorio Gassman) riesce a gettare nel discredito e far quasi arrestare un innocente (Ugo Tognazzi) che si era presentato spontaneamente al processo per rendere una testimonianza chiave contro il suo assistito, accusato di omicidio.
  • I due orfanelli: un mendicante (Vittorio Gassman) sfrutta biecamente la cecità del suo giovane ed ignaro compare anche a costo di fuggire l'aiuto disinteressato che un famoso chirurgo oculista offre spontaneamente per risolvere la malattia del ragazzo.
  • L'agguato: un vigile zelante tende agguati ai clienti di un'edicola che ignorando un divieto di sosta, fermano la loro auto giusto il tempo per acquistare i giornali.
  • Il sacrificato: un logorroico dongiovanni (Vittorio Gassman) cerca di scaricare l'amante facendole credere di compiere un sacrificio per il suo bene, in realtà per gettarsi tra le braccia di un'altra relazione clandestina che coltiva naturalmente all'insaputa della moglie.
  • Vernissage: un padre di famiglia (Ugo Tognazzi) inaugura la sua nuova Fiat 600 acquistata a cambiali andandosene subito a prostitute.
  • La musa: la giuria di un concorso letterario cede alle insistenze caparbie e alle motivazioni circostanziate della sua presidentessa (Vittorio Gassman, in un ruolo femminile) e assegna il primo premio ad un autore sconosciuto e semianalfabeta che si rivelerà essere l'amante della presidentessa stessa.
  • Scende l'oblio: durante la proiezione di un film sugli eccidi nazisti un uomo (Ugo Tognazzi) assistendo con sua moglie alla scena della fucilazione di alcuni ostaggi non trova altro commento che annotare il coronamento a tegole del muro lungo cui sono allineati i disgraziati e di constatare come esso sia il più idoneo per quello di cinta del loro giardino.
  • La strada è di tutti: Vittorio Gassman è un pedone che quando attraversa le strisce (indugiando di proposito) chiede prudenza e invita con veemenza al rispetto gli automobilisti, ma una volta in macchina si produce negli stessi comportamenti irriguardevoli dei diritti e della sicurezza dei pedoni.
  • L'oppio dei popoli: una giovane signora annoiata riceve l'amante in casa mentre il marito (Ugo Tognazzi) assiste come ipnotizzato all'intero programma serale della televisione.
  • Il testamento di Francesco: un uomo (Vittorio Gassman) dall'aspetto molto curato e dal linguaggio forbito è seduto nella sala trucco di uno studio televisivo e tormenta il truccatore esigendo, con pretesti logorroici, continui ritocchi al suo maquillage. Una volta in onda lo si scoprirà essere un frate intento a predicare contro la vanità all'interno di una rubrica religiosa.
  • La nobile arte: un organizzatore di incontri vecchio e schiantato (Ugo Tognazzi) tenta la rentrée nel mondo del pugilato organizzando un incontro impari tra il campione del momento ed un pugile suonato che ha lasciato da anni l'attività agonistica (Vittorio Gassman) per ritirarsi con sua moglie a vita privata. Il pugile, raggirato dalle lusinghe del compagno, accetta di tornare sul ring: l'esito dell'incontro sarà scontato ma non le conseguenze fisiche che il pugile dovrà subire.

[modifica] Caratteristiche

I mostri di Dino Risi è un mosaico cinico ed ironico dell'Italia che, alla metà degli anni sessanta esce dal miracolo economico e si trova ad affrontare l'industrializzazione ed il cambiamento di valori di riferimento e di codici di comportamento. Il film tratta dei vizi e delle contraddizioni di un paese in via di veloce trasformazione, colti in ambiti diversissimi: dalla famiglia alla cultura, dalla giustizia alla educazione stradale, dallo sport al sesso alla religione e all'amicizia.

L'Italiano di Dino Risi è un mostro civile e sociale rappresentato nel suo essere disabile, nella sua difficoltà quasi connaturata di divenire cittadino onesto, educatore severo, amico sincero, marito affidabile, giudice leale. Ed è proprio per accentuarne il carattere patologico delle sue nuove particolarità, che i personaggi sono biechi e deformi, con difetti fisici a volte caricati tanto da suscitare disgusto.

Risi, inaugurando un ciclo dei film ad episodi, si esprime utilizzando la tecnica del racconto breve, con sequenze visive veloci, spesso adattate al ritmo di una colonna sonora leggera.

Nell'episodio L'educazione sentimentale, forse il più noto e significativo del film, compare nel ruolo del bambino Ricky Tognazzi. A quanto racconta l'attore, figlio del comico cremonese, fu lo stesso Ugo Tognazzi ad insistere per averlo vicino nello sketch.

Nell'episodio L'agguato, il produttore del film Mario Cecchi Gori compare come una delle vittime del vigile urbano.

Severe sono le critiche al sistema politico; critiche che riguardano sia direttamente il partito allora di maggioranza, sia indirettamente l'intero sistema politico. Critiche che compaiono non solo nell'episodio La giornata dell'onorevole, ma anche altrove. Significativo è che nel primo episodio il padre tiene una lunga lezione, decisamente più lunga delle altre, su questo tema. In questa lezione compare tra l'altro la seguente spiegazione: "[...] Anzi, adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, ... si chiama Pappamento, si chiama ... Eh ... tu ridi ... eh ... c'è mica tanto da ridere, sai, ... ci sarebbe da piangere ... altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c'è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede.[...]". Spiegazione che potrebbe voler essere rivelatrice della causa del comportamento mostruoso prima del padre e poi del figlio, che arriva a derubare ed uccidere il proprio padre. Infatti tale frase è immediatamente seguita da: "Perciò nella vita non bisogna mai fidarsi di nessuno, neanche di tuo padre"

[modifica] Alcune frasi

  • Il mondo è tondo e chi non galleggia va a fondo - Il curioso proverbio che Ugo Tognazzi ripete con insistenza al figlio nel primo episodio del film.
  • "Ricco perché povero" - "povero e per questo ricco" (Episodio: La raccomandazione)
  • Con un "si" ti impicci, con un "no" ti spicci - Altro proverbio ripetuto da Tognazzi al figlio. (episodio: L'educazione sentimentale)

[modifica] Bibliografia

  • Gian Piero Brunetta. Guida alla storia del cinema italiano (1905-2003). Einaudi (2003)
  • Bruno Torri. Il cinema italiano dalla realtà alle metafore. Palumbo (1973)
  • Masolino D'Amico. La commedia all'italiana. Mondadori (1985)
  • Stefano Della Casa. Storia e storie del cinema popolare italiano. La Stampa (2001)
  • Aldo Viganò. La commedia italiana in cento film. Le Mani (1999)
  • Valerio Caprara. Dino Risi. Maestro per caso. Gremese Editore (1993)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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