I mostri

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I mostri
MostriRisi.jpg
Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi nell'episodio Il mostro
Titolo originale I mostri
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1963
Durata 118 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia grottesca
Regia Dino Risi
Soggetto Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Agenore Incrocci, Ruggero Maccari, Elio Petri, Dino Risi, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Produttore Mario Cecchi Gori
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Maurizio Lucidi
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Ugo Pericoli
Costumi Ugo Pericoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

episodio La Musa :

I mostri è un film a episodi del 1963, diretto dal regista Dino Risi e interpretato da Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è articolato su una sequenza di 20 episodi del tutto disgiunti tra loro, per la durata complessiva di 118 minuti; ogni episodio è di durata e struttura assai diversa dagli altri ma tutti riferibili a un contesto temporale e geografico uniformi: la Roma dei primi anni sessanta.

Tutti gli episodi ruotano intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, interpretate dai due attori principali (Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman) che compaiono sia alternativamente che insieme. Alcuni episodi sono assai brevi e hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri invece presentano le costruzioni più elaborate di un racconto.

Episodi[modifica | modifica sorgente]

  • L'educazione sentimentale: un padre (Ugo Tognazzi) si prende cura dell'educazione e dell'iniziazione sociale del figlio scolaro elementare (Ricky Tognazzi) ricorrendo a una serie di esempi e insegnamenti ispirati all'assoluta disonestà e alla più totale mancanza di rispetto per il prossimo. Sarà lui stesso anni dopo a pagarne le conseguenze.
  • La raccomandazione: un attore navigato e snob (Vittorio Gassman) telefona svogliatamente a un impresario suo conoscente, per raccomandargli un modesto attore di teatro che a lui si era rivolto in cerca di aiuto e che era stato accolto con ipocrite manifestazioni di stima. Nel corso della stessa telefonata il protagonista, riflettendo sulla fama di jettatore del collega da raccomandare, finirà per segnalare un altro attore.
  • Il mostro: due poliziotti con evidenti difetti fisici (Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi) si concedono ebeti e vanesi al fotografo che li immortala dopo la cattura di un pluriomicida.
  • Come un padre: un giovane marito geloso (Lando Buzzanca) disperato si precipita in piena notte a casa del suo migliore amico Stefano (Ugo Tognazzi) per confidargli la prova inconfutabile del tradimento della moglie Luciana. Ne riceve rassicurazioni, consigli amichevoli e l'invito a tornare a casa sereno e tranquillo; in realtà Luciana è proprio nella camera da letto di Stefano.
  • Presa dalla vita: un regista d'avanguardia, che nel film può essere facilmente identificato con un grande maestro del cinema di quel periodo (Vittorio De Sica), fa rapire una povera signora anziana da una banda di balordi (capeggiati da Gassman) per utilizzarla, suo malgrado, in una scena di un suo film.
  • Il povero soldato: un soldato di leva veneto (Ugo Tognazzi), apparentemente disperato per la morte della sorella, Elide Battacchi, prostituta d'alto bordo ritrovata uccisa nel suo appartamento ai Parioli, cerca di ricavare soldi dalla vendita ai giornali del diario segreto della poveretta e si presenta a un redattore fingendosi ignaro dell'attività della vittima.
  • Che vitaccia!: un baraccato romano (Vittorio Gassman), padre di una famiglia numerosa e indigente, si dispera per le condizioni economiche in cui versa e che non gli consentono nemmeno di provvedere alle cure di un figlio malato. Appena fuori del tugurio però spende gli ultimi spiccioli rimasti per recarsi allo stadio e tifare la sua squadra di calcio, la Roma.
  • La giornata dell'onorevole: un deputato con importanti incarichi pubblici (Ugo Tognazzi) onesto e morigerato nelle apparenze, ospite fisso di un convento di frati, riceve la notizia che un generale, incaricato di indagare sulla compravendita di alcuni terreni, sta per consegnargli un dossier con le prove schiaccianti della truffa che sta per essere perpetrata ai danni dello stato. L'onorevole, che nelle sembianze è facilmente riconducibile a un importantissimo personaggio politico dell'epoca, s'inventa numerosi impegni durante il giorno per evitare il colloquio e impedire che il dossier venga consegnato in tempo per denunciare la truffa. Lo stesso generale sarà poi "premiato" dal deputato con il pensionamento.
  • Latin lovers (amanti latini): Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi sono due apparenti latin lover che, sdraiati al sole di una spiaggia romana, sembrano cercare un approccio con l'avvenente mora seduta tra di loro. L'improvviso sollevarsi della ragazza svela la sorprendente realtà.
  • Testimone volontario: l'avvocato D'Amore (Vittorio Gassman), un abile legale senza scrupoli, riesce a gettare nel discredito e far quasi arrestare un innocente, Pilade Fioravanti (Ugo Tognazzi), che si era presentato spontaneamente al processo per rendere una testimonianza chiave contro l'assistito di D'Amore, accusato di omicidio.
  • I due orfanelli: due mendicanti chiedono l'elemosina sulla scalinata della Basilica parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Uno dei due (Vittorio Gassman) sfrutta biecamente la cecità del suo giovane e ignaro compare anche a costo di sfuggire all'aiuto disinteressato di un famoso chirurgo oftalmico, che sarebbe disposto a ridare la vista al cieco.
  • L'agguato: un vigile zelante tende agguati ai clienti di un'edicola che, ignorando un divieto di sosta, fermano la loro auto giusto il tempo per acquistare il giornale.
  • Il sacrificato: un logorroico dongiovanni (Vittorio Gassman) cerca di scaricare l'amante facendole credere di compiere un sacrificio per il suo bene; in realtà l'uomo intende essere più libero di coltivare un'altra relazione clandestina, naturalmente all'insaputa della moglie.
  • Vernissage: un padre di famiglia (Ugo Tognazzi) riesce finalmente ad acquistare, a forza di cambiali, una Fiat 600, ufficialmente per garantire comodità e benessere ai suoi cari; però appena ritirata la macchina va a prostitute, ben sapendo che una prestazione in auto comporta uno sconto rispetto a una in camera.
  • La musa: la giuria di un concorso letterario cede alle insistenze caparbie e alle motivazioni circostanziate della sua presidentessa (Vittorio Gassman, in un ruolo femminile) e assegna il primo premio a un autore sconosciuto e semianalfabeta che si rivelerà essere l'amante della presidentessa stessa.
  • Scenda l'oblio: durante la proiezione di un film bellico sugli eccidi nazisti, uno spettatore (Ugo Tognazzi) assiste con sua moglie alla scena di una fucilazione di civili; i due sono colpiti solo dal muro presso cui sono massacrate le vittime, immaginando di farne costruire uno simile nella loro villa di campagna.
  • La strada è di tutti: Vittorio Gassman è un pedone che quando attraversa le strisce (indugiando di proposito) chiede prudenza e invita con veemenza al rispetto gli automobilisti, ma una volta in macchina si produce negli stessi comportamenti irriguardevoli dei diritti e della sicurezza dei pedoni.
  • L'oppio dei popoli: una giovane signora annoiata riceve l'amante in casa mentre il marito (Ugo Tognazzi) assiste come ipnotizzato all'intero programma serale della televisione, tanto da non rendersi minimamente conto della presenza del rivale a pochi metri da lui.
  • Il testamento di Francesco: un uomo (Vittorio Gassman) dall'aspetto molto curato e dal linguaggio forbito è seduto nella sala trucco di uno studio televisivo e tormenta il truccatore esigendo, con pretesti logorroici, continui ritocchi al suo maquillage. Una volta in onda lo si scoprirà essere un frate intento a predicare contro la vanità all'interno di una rubrica religiosa.
  • La nobile arte: Enea Guarnacci (Ugo Tognazzi), organizzatore di incontri pugilistici, tenta di riprendere la sua attività organizzando un incontro impari tra il campione del momento e Artemio Altidori (Vittorio Gassman), un pugile mediocre e di scarsa intelligenza che ha lasciato da anni l'attività agonistica per ritirarsi con sua moglie a vita privata. Il pugile, raggirato dalle lusinghe del compagno, accetta di tornare sul ring: non solo l'esito dell'incontro sarà scontato, ma causerà ad Artemio un'invalidità fisica e psichica permanente.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Gassman nell'episodio Che vitaccia!

I mostri di Dino Risi è un mosaico cinico e ironico dell'Italia che, alla metà degli anni sessanta esce dal miracolo economico e si trova ad affrontare l'industrializzazione e il cambiamento di valori di riferimento e di codici di comportamento. Il film tratta dei vizi e delle contraddizioni di un paese in via di veloce trasformazione, colti in ambiti diversissimi: dalla famiglia alla cultura, dalla giustizia all'educazione stradale, dallo sport alla sessualità alla religione e all'amicizia.

L'Italiano di Dino Risi è un mostro civile e sociale rappresentato nel suo essere disabile, nella sua difficoltà quasi connaturata di divenire cittadino onesto, educatore severo, amico sincero, marito affidabile, giudice leale. Ed è proprio per accentuarne il carattere patologico delle sue nuove particolarità che i personaggi sono biechi e deformi, con difetti fisici a volte caricati tanto da suscitare disgusto.

Risi, inaugurando un ciclo dei film a episodi, si esprime utilizzando la tecnica del racconto breve, con sequenze visive veloci, spesso adattate al ritmo di una colonna sonora leggera.

Nell'episodio L'educazione sentimentale, forse il più noto e significativo del film, compare nel ruolo del bambino Ricky Tognazzi. A quanto racconta l'attore, figlio del comico cremonese, fu lo stesso Ugo Tognazzi a insistere per averlo vicino nello sketch.

Nell'episodio L'agguato, il produttore del film Mario Cecchi Gori compare come una delle vittime del vigile urbano.

Severe sono le critiche al sistema politico; critiche che riguardano sia direttamente il partito allora di maggioranza, sia indirettamente l'intero sistema politico. Critiche che compaiono non solo nell'episodio La giornata dell'onorevole.

Forse il passo più significativo ed emblematico sta nel primo episodio dove un padre tiene una lunga lezione di forte cinismo unito al più crudo realismo.

«[...] Anzi, adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, ... si chiama Pappamento, si chiama ... Eh ... tu ridi ... eh ... c'è mica tanto da ridere, sai, ... ci sarebbe da piangere ... altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c'è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede.[...]».

Spiegazione rivelatrice della causa del comportamento mostruoso di due privati cittadini, prima del padre e poi del figlio. Dopotutto il Male non origina solo dai potenti. Infatti al ragionamento paterno segue l'assioma: «Perciò nella vita non bisogna mai fidarsi di nessuno, neanche di tuo padre»

Altre citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • «Il mondo è tondo e chi non galleggia va a fondo» - «Meglio un brutto processo che un bel funerale», massime che Ugo Tognazzi ripete con insistenza al figlio nel primo episodio L'educazione sentimentale.
  • «Mio figlio sta diventando un vero mascalzone - Anche il mio», id. id., Ugo Tognazzi vanta la "formazione" del proprio ragazzo comparandola con quella di altri.
  • «Con un "sì" ti impicci, con un "no" ti spicci» - id. id. , altro proverbio ripetuto da Tognazzi al figlio.
  • «Ricco perché povero - povero e per questo ricco» (Episodio: La raccomandazione)
  • «Che ti sei persa!» - Ugo Tognazzi alla moglie (Michèle Mercier) appena incontratasi con l'amante nell'episodio L'oppio dei popoli.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Colonna sonora nell'episodio Latin lovers è il celeberrimo Abbronzatissima di Edoardo Vianello. Probabilmente, data l'epoca, non tutti avranno colto la sfumatura del colloquio finale tra i due bagnanti. Nell'episodio La nobile arte, è possibile ascoltare Cosa vuoi da me di Michele Maisano ed Io che amo solo te di Sergio Endrigo.
  • Nell'episodio La Musa, il giovane scrittore analfabeta è interpretato da Sal Borgese che, negli anni Settanta, lavorerà in numerosi spaghetti-western e a fianco di Terence Hill e Bud Spencer.
  • Sempre nell'episodio La Musa il personaggio en travesti di Vittorio Gassman è ispirato (nell'abbigliamento e nella collana di perle) a Maria Bellonci, l'ideatrice del Premio Strega (nell'episodio appare anche la celebre "lavagna" su cui gli "Amici della Domenica" assegnano i voti ai candidati allo Strega).
  • L'avvincente film cui Ugo Tognazzi assiste assorto, nell'episodio L'oppio dei popoli, è probabilmente il giallo fantascientifico inglese Viaggio nell'interspazio (1953), trasmesso all'epoca dalla Rai con un forte impatto emotivo sul pubblico. Trattasi di un delitto passionale le cui vittime, guarda caso moglie e amante, vengono occultate in un razzo a sua volta lanciato nello spazio. Non assurdo un desiderio inconscio dell'uomo ancora ignaro del tradimento.
  • L'avvenente attrice francese Michèle Mercier nello stesso episodio sarà ricordata in seguito per i film della serie Angelica.
  • Nell'episodio Il testamento di Francesco, all'inizio, in sala trucco, appare nella parte di se stesso Riccardo Paladini, primo lettore del telegiornale. Paladini ironizza sull'importanza delle notizie che avrebbe letto in onda, in realtà informazioni banali e narcotizzanti, controllate dalla rigidissima censura democristiana che vigeva in Rai all'inizio degli anni Sessanta.
  • Nell'episodio La giornata dell'onorevole, il protagonista è ispirato a Giorgio La Pira, sindaco democristiano di Firenze, noto perché dimorava in un convento e perché portava calzini bianchi.
  • L'episodio Il povero soldato, con la scoperta del "diario segreto" della sorella uccisa, è una palese allusione all'allora appena avvenuto Mistero di via Veneto.
  • L'episodio Testimone volontario ricorda per certi aspetti il processo di Il vigile di Luigi Zampa, in cui il personaggio interpretato da Alberto Sordi, chiamato a rendere una testimonianza inoppugnabile, viene messo in cattiva luce dalla difesa che sfrutta circostanze infamanti totalmente estranee alla causa; da notare anche la presenza di Marisa Merlini, in entrambi i casi nei panni della moglie del malcapitato testimone.
  • L'ex pugile interpretato da Vittorio Gassman nell'ultimo episodio fa il verso al celebre personaggio sempre da lui interpretato Peppe er Pantera ne I soliti ignoti. Triste finale d'ambientazione felliniana. Tognazzi tornerà presto nei panni del manager senza scrupoli in uno sketch di Carosello dove a far le spese sarà un Raimondo Vianello in guantoni.
  • Partecipazione nello stesso episodio del caratterista e pugile dilettante Mario Brega.
  • Il regista Leonardo Pieraccioni renderà omaggio alla celebre pellicola nel suo film Fuochi d'artificio. In una scena, infatti, Pieraccioni cerca di guardare il film disturbato dalle effusioni dei padroni di casa, ragion per cui decide di spostarsi nell'appartamento superiore, nel tentativo di non perdere il film.
  • Il film fu censurato in Spagna.[senza fonte]
  • Il film fu trasmesso per la prima volta in RAI nell'estate del 1977, in un ciclo dedicato agli sceneggiatori Age & Scarpelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rete degli Spettatori

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gian Piero Brunetta. Guida alla storia del cinema italiano (1905-2003). Einaudi (2003)
  • Bruno Torri. Il cinema italiano dalla realtà alle metafore. Palumbo (1973)
  • Masolino D'Amico. La commedia all'italiana. Mondadori (1985), ripubblicato da Il Saggiatore (2008)
  • Stefano Della Casa. Storia e storie del cinema popolare italiano. La Stampa (2001)
  • Aldo Viganò. La commedia italiana in cento film. Le Mani (1999)
  • Valerio Caprara. Dino Risi. Maestro per caso. Gremese Editore (1993)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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