Il commissario Lo Gatto

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Il commissario Lo Gatto
Il commissario Lo Gatto.jpg
Lo Gatto interroga il Papa
Paese di produzione Italia
Anno 1986
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto Panoramica a colori
Genere commedia
Regia Dino Risi
Soggetto Dino Risi
Sceneggiatura Enrico Vanzina, Dino Risi
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli
Fotografia Sandro D'Eva
Montaggio Alberto Gallitti, Claudio Risi
Musiche Manuel De Sica
Costumi Silvio Laurenzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il commissario Lo Gatto è un film diretto da Dino Risi del 1986.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata per la maggior parte all'isola di Favignana, dove il commissario Lo Gatto e l'agente Gridelli indagano su un misterioso omicidio; il commissario è appena stato trasferito nell'isola come punizione per aver osato chiedere l'alibi a Papa Giovanni Paolo II in seguito ad un omicidio avvenuto in Vaticano.

I primi mesi nell'isola passano senza che succeda nulla di particolare, ma non appena scoppia l'afosa estate siciliana sparisce improvvisamente Wilma Cerulli, il cui vero nome è Maria Papetti, una donna giovane e benestante dall'oscuro passato di valletta e dalle importanti frequentazioni; pare verosimile che sia stata assassinata, viste le invidie e le gelosie che la circondano, e il commissario inizia le sue ricerche coadiuvato dal giovane agente Gridelli, dallo spiccato accento romagnolo, che lo ammira e ne fa il suo modello di uomo e di professionista.

I due soggiornano presso una pensione gestita da tre donne (le sorelle Patanè) sicilianissime nei modi e nella morale, ricalcata sugli stereotipi della sicilianità, e questo è motivo di numerose gag; si fa avanti per aiutare il Lo Gatto anche un singolare giornalista, Vito Ragusa, un po' sciancato e molto determinato a costruire sul suo giornale (L'Eco di Trapani) il mito del commissario; lui stesso spera di fare carriera seguendo un investigatore dal futuro promettente.

Si scoprirà però ben presto che non c'è stato nessun omicidio e la presunta vittima è viva e vegeta (tutta l'aura di seriosità che circondava la vicenda viene qui comicamente smontata), ed era segretamente in compagnia del Presidente del Consiglio in carica Bettino Craxi su una nave della Marina Militare e che quindi si tratti di un clamoroso scandalo, una scappatella extra-coniugale che fa cadere il governo in carica. Il nuovo presidente del consiglio Giulio Andreotti vuole ricompensare il commissario, facendolo promuovere nei ranghi della Polizia, visto che in fondo è grazie al clamore da lui suscitato intorno alla vicenda a consentirgli di tornare al potere.

Nel finale del film, dopo essere stato promosso vicequestore e trasferito a Milano assieme al Gridelli, commetterà una nuova clamorosa gaffe poliziesca: fa infatti tuffare in piscina i sette uomini più importanti del mondo riuniti a Milano (dove c'è anche Ragusa, diventato inviato speciale della RAI), per aver presunto un imminente attentato, avendo scambiato per un'arma pericolosa il bocchettone di un aspirapolvere. Con la "scusa" della promozione a questore, verrà quindi nuovamente trasferito in una zona lontanissima e sperduta della Sicilia, ove pochi giorni prima una bomba mafiosa aveva fatto saltare in aria il suo predecessore.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta certamente di un film più comico che giallo, ed è da molti ritenuto una delle prove più riuscite di Lino Banfi, forse superiore alla maggior parte delle tante commedie sexy all'italiana da lui interpretate in precedenza. Divertente e ben caratterizzato secondo la critica il personaggio del giornalista interpretato da un ottimo Maurizio Micheli.

Il film è pregevole anche perché si prende gioco di un tratto forse tipico dell'italianità: quello di ammantare di pompa e retorica fatti che alla resa dei conti si scoprono essere nulla più che degli equivoci. "Lo schema dell'investigazione poliziesca è il pretesto per una commedia di costume con intenti di satira sociale" (Morando Morandini). Non è assente un velo di erotismo casereccio, a volte anche comico, ma non volgare neppure per l'epoca (1986).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Originariamente, il vero cognome del commissario era Martufello: si nota più volte nel film leggendo i labiali.
  • Che Lo Gatto sia "specialista" in investigazioni arrabbattate, è testimoniato non solo dall'indagine a Favignana e quella precedente in Vaticano, ma anche da altre a Salerno (dove fa arrestare l'intera giunta comunale, poi assolta, per un carico di sardine) e a Velletri menzionate dal giornalista Ragusa; ed anche la missione successiva a Milano si risolverà in un disastro.
  • Sebbene Ragusa sia diventato inviato speciale della RAI per merito del clamoroso scoop ottenuto grazie a Lo Gatto, nella sequenza del falso attentato al G7 egli ha in mano un microfono con un adesivo di Canale 5.
  • Nonostante l'elevato numero di nudi femminili, anche integrali, il film è stato trasmesso in Tv più volte anche in orario diurno.
  • All'inizio del film, quando s'indaga sull'omicidio in Vaticano di un prete, troviamo un irriconoscibile e giovane all'epoca Kaspar Capparoni, divenuto famoso vent'anni dopo per aver interpretato ruoli in primo piano in Capri e ne Il commissario Rex.
  • Il Papa e Giulio Andreotti furono doppiati da Fabio Fazio.

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