Caro papà (film)

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Caro papà
Caro papà (film).JPG
una scena del film
Titolo originale Caro papà
Paese di produzione Italia, Francia, Canada
Anno 1979
Durata 109 min
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere drammatico
Regia Dino Risi
Soggetto Bernardino Zapponi, Marco Risi, Dino Risi
Sceneggiatura Bernardino Zapponi, Marco Risi, Dino Risi
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli
Casa di produzione Dean film
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Luciano Ricceri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Caro papà è un film diretto da Dino Risi nel 1979, con l'interpretazione di Vittorio Gassman che valse a quest'ultimo il David di Donatello per il miglior attore protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Albino Millozzi, che ha partecipato alla Resistenza italiana e si è sempre dichiarato di sinistra, sente che sta perdendo la sua democraticità ora che è diventato un importante uomo d'affari.

Ha una casa a Ginevra, dove vive con la moglie Giulia, la quale cerca di attrarre la sua attenzione minacciando periodicamente un suicidio, e una a Roma, dove abita suo figlio Marco. Albino ha anche un'amante, Margot, il cui marito sembra consapevole della tresca ma spera di trarne vantaggio.

La figlia Costanza, invece, vive in una "comune", fuma spinelli e andrà a vivere in India dietro a qualche guru. Durante un soggiorno a Roma, un giorno trova per caso il diario del ragazzo, dove tra citazioni di Mao Tse-tung e Lenin viene colpito da alcune frasi che fanno capire l'appartenenza politica attiva del figlio a qualche gruppo terrorista di estrema sinistra. L'ultima pagina, poi, dice chiaramente che un certo P. verrà ucciso il giorno 12.

Albino ne parla con il socio Perrella, sospettando si possa trattare di lui, e cerca Marco per avere spiegazioni, ma il primo prende tutto alla leggera e il secondo è sparito. L'ansia di Albino cresce. Proprio il 12 deve essere per lavoro a Montréal e parte.

Arrivato in albergo trova un biglietto del figlio che gli consiglia di non lasciare la stanza per l'intero giorno. Albino pensa che la P. non voleva dire Parrella, come ha pure creduto, ma forse proprio Papà, e mentre si arrovella viene raggiunto da un killer che lo ferisce.

Rimasto immobilizzato perché le pallottole hanno colpito la colonna vertebrale, Albino è costretto a ricevere in clinica la visita di moglie, amante e socio, dai quali si sente lontanissimo. Una volta tornato a casa, ritrova Marco, che tra pentimento e affetto sembra l'unico rimasto a versare qualche lacrima per lui.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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