Le bambole

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Le bambole
Gina Lollobrigida - Le bambole.jpg
Gina Lollobrigida nell'episodio Monsignor Cupido
Titolo originale Le bambole
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1964
Durata 110 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Luigi Comencini,
Dino Risi,
Mauro Bolognini,
Franco Rossi
Soggetto Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Rodolfo Sonego
Produttore Gianni Hecht Lucari
Fotografia Leonida Barboni,
Ennio Guarnieri
Montaggio Giuliana Bettoja,
Roberto Cinquini
Musiche Armando Trovajoli,
Alessandro Alessandroni
Scenografia Gianni Polidori
Interpreti e personaggi

Le bambole è un film in quattro episodi del 1964 diretti da Dino Risi, Luigi Comencini, Franco Rossi e Mauro Bolognini.

Film a sketch in cui si raccontano storie di amori, tradimenti e litigi.

I quattro episodi sono: La telefonata (Virna Lisi, Nino Manfredi), Il trattamento di eugenetica (Elke Sommer, Maurizio Arena), La minestra (Monica Vitti, Orazio Orlando) e Monsignor Cupido (Gina Lollobrigida, Akim Tamiroff, Jean Sorel).

Gina Lollobrigida nell'episodio Monsignor Cupido
Virna Lisi nell'episodio La telefonata

Il film - vietato ai minori di diciotto anni - fu denunciato per oscenità a causa del I e del IV episodio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

  • La telefonata: Giorgio e Luisa sono giovani sposi innamoratissimi. In un caldo pomeriggio estivo Giorgio cerca di convincere la moglie a fare l'amore, ma i preliminari sono interrotti da una telefonata della madre di lei. Luisa, malgrado le proteste di Giorgio, resta a lungo a chiacchierare con la madre, passando da argomenti futili a discussioni risentite (e dalla telefonata si deduce la scarsa opinione che la suocera ha del genero). Giorgio adocchia nel palazzo di fronte la nuova inquilina, una ragazza procace e, stando alle voci che gli sono giunte, molto disinibita, e si finge un venditore di enciclopedie per entrare nel suo appartamento. Luisa, senza accorgersi di nulla, continua la telefonata.
  • Il trattamento di eugenetica: Ulla è una ragazza tedesca dalle idee molto chiare: non crede nell'amore e nel sentimento, non desidera sposarsi per non perdere la sua indipendenza, ma vorrebbe un figlio con un perfetto esemplare di maschio latino. Per questo passa un periodo di tempo a Roma sottoponendo tutti gli uomini che incontra a esami di ogni tipo. Finirà però per sposare il suo autista, uomo simpatico ma ben lontano dai suoi ideali fisici e intellettivi, e per diventare una classica madre di famiglia italiana.
  • La minestra: Giovanna, borgatara romana, è sposata infelicemente con Alfonso, uomo rozzo, manesco e più vecchio di lei, e progetta di ucciderlo gettandolo in un canale per rifarsi una vita. Incarica dell'omicidio prima un vecchio camionista, che fallisce nell'intento; poi assolda dei criminali specializzati, che dopo aver incassato un congruo anticipo vengono meno all'accordo; anche l'amante di Giovanna per errore getta lei stessa nel canale invece di Alfonso, e la donna si salva per miracolo. Giovanna è costretta a tornare a mangiare la solita minestra con il marito e a sopportare gli sgradevoli rumori che lui produce sorbendola.
  • Monsignor Cupido: Monsignore veneto si reca a un convegno a Roma accompagnato dal nipote Vincenzo, un bel giovane timido che lavora come segretario dello zio. Nell'albergo in cui alloggiano, Beatrice la moglie del proprietario, si incapriccia del ragazzo e cerca di sedurlo in ogni modo, ma Vincenzo sembra indifferente al suo fascino. Beatrice, pur di farsi notare, protesta vivamente col monsignore, lamentandosi di presunte molestie nei suoi confronti da parte del nipote. Vincenzo inizialmente rimane sconcertato di fronte alle ramanzine dello zio, ma a poco a poco finisce per sentirsi attratto dalla donna, finché Beatrice riesce nel suo proposito senza che il monsignore sospetti nulla.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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