La mia signora

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La mia signora
La mia signora.JPG
Alberto Sordi e Silvana Mangano (ep. L'automobile)
Titolo originale La mia signora
Paese di produzione Italia
Anno 1964
Durata 97 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Tinto Brass, Mauro Bolognini, Luigi Comencini
Soggetto Goffredo Parise, Marcello Fondato, Luigi Comencini, Alberto Bevilacqua, Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Rodolfo Sonego, Marcello Fondato, Alberto Bevilacqua
Produttore Dino De Laurentiis
Casa di produzione Dino de Laurentiis Cinematografica
Fotografia Otello Martelli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Mario Garbuglia
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La mia signora è un film collettivo del 1964 diretto da Tinto Brass, Mauro Bolognini e Luigi Comencini ed interpretato in tutti e cinque gli episodi da Alberto Sordi e Silvana Mangano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ep. 1: L'uccellino[modifica | modifica wikitesto]

Regia: Tinto Brass - Soggetto e Sceneggiatura: Rodolfo Sonego e Alberto Bevilacqua

Una donna nutre un affetto maniacale per il suo canarino e lo vizia oltre ogni limite. Il marito, vedendosi totalmente ignorato ed esasperato da questa situazione, studia un piano raffinato per sopprimere il pennuto sparandogli da lontano. La moglie continua a comprare uccelli e il marito a ucciderli, finché non decide di usare il fucile per liberarsi della consorte.

Ep. 2: Eritrea[modifica | modifica wikitesto]

Regia: Luigi Comencini - Soggetto: Luigi Comencini e Marcello Fondato
Sceneggiatura: Marcello Fondato

L'arrivista ing. Sartoletti fa di tutto per ingraziarsi un potente onorevole, che però non vuol saperne di aiutarlo finché non cambia atteggiamento vedendo una prostituta, Eritrea (che Sartoletti aveva incontrato del tutto casualmente), e credendola la moglie di lui. L'ingegnere propone a Eritrea di fingersi sua moglie, con l'intento di spingerla a letto con il politico. Il proposito sembra sfumare a causa dell'ingenuità di Eritrea, ma poi va a buon fine; la donna, dopo aver imparato a frequentare l'alta società, finisce sposata con un uomo ricco e molto più anziano di lei.

Ep. 3: I miei cari[modifica | modifica wikitesto]

Regia: Mauro Bolognini - Soggetto tratto da una novella di Goffredo Parise
Sceneggiatura: Rodolfo Sonego

Un uomo ancora giovane è malato, tanto da dover passare lungo tempo in ospedale. I suoi familiari (moglie, figlio e suocera) in visita, anziché confortarlo, lo mortificano perché a loro dire essendo malato lui non potrebbe prendersi le sue responsabilità di padre di famiglia.

Ep. 4: Luciana[modifica | modifica wikitesto]

Regia: Mauro Bolognini - Soggetto e Sceneggiatura: Rodolfo Sonego

Giovanni e Luciana si incontrano casualmente al ristorante dell'aeroporto di Fiumicino: entrambi accompagnano i rispettivi coniugi in partenza con lo stesso volo intercontinentale. Entrambi hanno contratto un matrimonio di interesse per poi pentirsene: il marito di Luciana è un industriale anziano e di carattere arido, la moglie di Giovanni è una donna mascolina, volgare e autoritaria. Quando viene annunciato un guasto al carrello dell'aereo su cui sono partiti i due, Giovanni e Luciana notano di essere nella stessa situazione (ognuno dei due erediterebbe una fortissima somma in caso di vedovanza), familiarizzano e scoprono una forte intesa che li porterà a consumare un rapporto clandestino, in attesa di un possibile atterraggio di emergenza ma in realtà con la segreta speranza di una disgrazia. L'aereo però riesce ad atterrare e tutto torna come prima.

Ep. 5: L'automobile[modifica | modifica wikitesto]

Regia: Tinto Brass - Soggetto e Sceneggiatura: Rodolfo Sonego

Un uomo si presenta al commissariato per denunciare il furto della propria Jaguar, a cui è attaccato in modo morboso. La moglie, chiamata a testimoniare, dichiara di aver preso la macchina per andare a trovare clandestinamente un giovanotto semisconosciuto e di aver lasciato il mezzo incustodito durante il loro incontro intimo. Il marito non batte ciglio di fronte al tradimento di lei e si preoccupa solo della Jaguar: quando questa viene ritrovata si lascia andare a indescrivibili scene di giubilo, a cui la donna reagisce con un sonoro schiaffone.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel film appaiono, in due ruoli da comprimari abbastanza sostanziosi, due "volti", scoperti già anziani da Federico Fellini: Mario Conocchia (interprete, fra gli altri, di , 1963, e Giulietta degli spiriti, 1965 e padre della doppiatrice Luisella Visconti, immaturamente scomparsa nel 1967) e Maria Tedeschi, una delle più longeve caratteriste del cinema italiano.
Degna di nota anche la presenza di Elena Fabrizi, all'epoca non ancora nota al grande pubblico come la Sora Lella, nella parte di una simpatica e corpulenta suora infermiera.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'episodio Eritrea Claudio Gora non ha la sua voce, ma è doppiato da un attore da sempre "specializzato" a dare intonazioni da ricco borghese torinese, ovvero Francesco Sormano.
  • Sempre l'episodio Eritrea è stato rifatto nel 1987 da Sergio Corbucci nel suo film Rimini Rimini, con Jerry Calà nel ruolo che qui era di Sordi, Livia Romano in quello della Mangano, e Paolo Bonacelli nella parte del commendatore donnaiolo; il finale però è diverso, e vede l'intervento determinante di un'ancora splendida Sylva Koscina nel ruolo della sorella del commendatore.
  • In una sequenza dell'episodio Eritrea, diretto da Luigi Comencini, Alberto Sordi e Silvana Mangano giocano a scopone scientifico; entrambi, otto anni dopo, saranno i protagonisti del film Lo scopone scientifico diretto sempre da Comencini.
  • In Luciana Marisa Fiorio, una spigolosa e spigliata miliardaria, accettò quasi per gioco di interpretare Roberta, la terribile moglie di Giovanni, per poi abbandonare l'ambiente cinematografico. Nel film la Fiorio è doppiata con un marcato accento lombardo da Didi Perego.
  • Il personaggio del capitano dell'Aeronautica Militare è qui interpretato dall'attore e doppiatore Alfredo Censi ma è doppiato a sua volta da Mario Bardella con un leggero accento veneto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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