La notte brava

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La notte brava
Rosanna schiaffino.jpg
Rosanna Schiaffino in una scena del film
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1959
Durata 95 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Mauro Bolognini
Soggetto Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura Jacques-Laurent Bost, Pier Paolo Pasolini
Produttore Antonio Cervi, Alessandro Jacovoni, Antonio Giommarelli per Ajace Film - Franco London Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Nino Baragli
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Carlo Egidi
Costumi Marcel Escoffier
Trucco Duilio Scarozza
Interpreti e personaggi
Premi

La notte brava è un film del 1959 diretto da Mauro Bolognini, liberamente tratto dal romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due borgatari romani, Scintillone e Ruggeretto, a Caracalla fanno salire in macchina due giovani prostitute, Anna e Supplizia, che stavano litigando per motivi di "zona", allo scopo di passare inosservati alla polizia mentre tentano di piazzare alcuni fucili rubati; recatisi tutti insieme a casa del Mosciarella, lo trovano però impegnato con il funerale della sorella e, non sapendo cosa fare, accettano la proposta del nipote del ricettatore, Gino detto er bella bella, che, in cambio di un compenso, promette di liberarli della merce.

Elsa Martinelli in una scena del film

L'amico di Gino però in quel momento si trova in disgrazia e le due ragazze, resesi conto dello scopo per cui sono state caricate, suggeriscono ai tre di recarsi a Fiumicino dove si trova Frustoni, il sordomuto, un altro ricettatore, ed arrivati a destinazione, con l'aiuto di Nicoletta, un'altra prostituta che loro conoscono, riescono a combinare l'affare; sulla strada del ritorno per Roma i sei si fermano lungo la strada di campagna e le tre coppie si appartano per "festeggiare" ma i tre ragazzi, finito il divertimento, scappano lasciando le tre ragazze a piedi ma, una volta rimasti soli, iniziano a discutere in merito alla spartizione del denaro ed in quel momento si accorgono che Anna, insospettita al pari delle altre dal comportamento dei ragazzi, ha rubato il portafoglio a Scintillone.

I tre tornano precipitosamente indietro ma le ragazze sono scomparse, non dandosi per vinti si recano a Caracalla a cercare informazioni ma le altre prostitute sono reticenti ed allora, vista una bella macchina incustodita, tentano di rubare una radio lasciata sul sedile ma vengono sorpresi dai proprietari, tre ragazzi della Roma bene, Achille, detto il Moretto, Pepito ed un terzo compagno con cui ingaggiano una zuffa, subito interrotta dall'arrivo della polizia, ed i tre borgatari vengono portati via dai tre ragazzi per toglierli dai guai ma con la promessa di andare in un posto isolato dove dovranno dargli soddisfazione.

Arrivati a destinazione il gruppo decide però di non seguitare nel litigio e di iniziare una serata insieme; dopo una zuffa dentro un locale, i sei transitano nuovamente nella zona di Caracalla ed incontrano casualmente Nicoletta e, dopo avere riscontrato che non ha il denaro e che Anna e Supplizia hanno abbandonato anche lei, si sfogano gettandole addosso dei rifiuti e versandole addosso l'acqua contenuta in alcuni vasi di fiori; proseguendo nella serata donano il sangue in un centro mobile e tutti insieme si recano a casa di Achille per rifocillarsi.
Egli sembra rivelare una certa ambiguità sessuale, solo accennata in precedenza nelle carezze fatte ad un ragazzino nel prato dove il gruppo doveva battersi, mentre Ruggero fa la "conoscenza" di Laura, una graziosa biondina che dapprima si fa passare per la sorella di Achille e poi rivela di essere una ragazza che lavora a servizio nella ricca abitazione.

Gino "richiama all'ordine" gli altri due, scappando dopo avere rubato un portafoglio ma, al momento della spartizione, intende trattenere tutti soldi, circa 100.000 lire, mentre Ruggero vorrebbe riportare indietro il maltolto per non pregiudicarsi la possibilità di rivedere Laura e, dopo avere steso Gino a seguito di una breve zuffa, vede Scintillone che si allontana in taxi dopo essersi impossessato del portafoglio; questi si reca a Torpignattara per cercare Rossana, una ragazza da lui corteggiata in passato, venendo a sapere che ora anche lei fa "la vita", incoraggiata dal suo fidanzato Eliseo.
Dopo avere incontrato la coppia in una balera i due si danno appuntamento a casa di Rossana ed insieme, dopo essersi fermati lungo strada per fare l'amore, si recano in un elegante locale nei pressi della Rupe Tarpea ma, una volta arrivati, Scintillone viene cacciato e, sopraggiunta la polizia, arrestato per le sue intemperanze.

Laurent Terzieff nella scena finale del film

Rossana raccoglie i soldi lasciati da Scintillone ma è costretta a consegnarli a Ruggero nel frattempo arrivato dopo ore di ricerca; quest'ultimo invita Rossana ad unirsi a lui per proseguire la serata insieme ed inizia a corteggiarla passando da un locale all'altro fino a quando arrivano ad un ristorante ormai chiuso che, grazie ad una lauta mancia elargita al maître ed all'orchestra, viene riaperto e dove i due possono confidarsi: Ruggero fa capire la sua volontà di cambiare vita, offrendo a Rossana anche la prospettiva di un matrimonio, trovandosi però di fronte al suo cinismo e rivelando per entrambi la loro natura di perdenti ma con il desiderio di vivere, simbolizzato dal loro lungo bacio, dopo che lui le offerto la sua giacca per ripararla dal freddo, e dalla raccolta di un mazzo di rose selvatiche, raccolte lungo la strada fermando il taxi che li sta riportando indietro mentre l'alba sta sorgendo.

Dopo un breve saluto Ruggero rimane solo nel taxi che lo sta riportando alla borgata e dove vengono spesi gli ultimi soldi per pagare la corsa ed alla fine della "notte brava" scopre nella tasca della giacca le ultime 1.000 lire, ultimo frutto della lunga giornata, e, come per lasciarsi alle spalle qualcosa che non gli appartiene e che vorrebbe cambiare, le getta sorridendo da un ponticello.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe un incasso accertato, a tutto il 31 marzo 1964, di £ 470.932.000[2].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MYmovies.it
  2. ^ Catalogo Bolaffi vol. II, Torino, 1967, pag. 154.
  3. ^ Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1956/1965, Torino, 1967.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]