Guido Pasolini
Guidalberto Pasolini (Belluno, 4 ottobre 1925 – Bosco Romagno, 12 febbraio 1945) è stato un partigiano italiano, morì appena diciannovenne nei fatti legati all'Eccidio di Porzûs, tragico e controverso episodio della Resistenza Italiana in cui 20 partigiani delle Brigate Osoppo furono trucidati dai partigiani comunisti..
Indice |
[modifica] Biografia
Fratello minore di Pier Paolo Pasolini. Faceva parte delle Brigate Osoppo dell'Est con il nome di battaglia Ermes, nelle quali entra subito dopo aver raggiunto la maturità scientifica a Pordenone.
Entra in clandestinità alla fine del maggio 1944 dopo aver optato per l'impegno attivo nella lotta contro l'occupazione tedesca del Friuli rispetto quella che era l'intenzione iniziale di iscriversi all'università. Confluisce negli effettivi della formazione Osoppo Friuli prima nella zona di Pielungo (PN) per poi prendere posto nella zona di Attimis-Faedis-Nimis (UD), nella quale si era costituita la Zona Libera del Friuli Orientale. È in questa zona che si verificheranno il 7 febbraio 1945, quasi verso la fine del conflitto mondiale, i tragici eventi delle malghe di Porzus.
| Per approfondire, vedi la voce Eccidio di Porzus. |
Il 7 febbraio 1945 è catturato alla Malghe Topli Uork da un gruppo di partigiani comunisti appartenenti ai GAP friulani delle Brigate Garibaldi capeggiati da Mario Toffanin (nome di battaglia Giacca). Il comandante di Guido Pasolini, Francesco De Gregori viene giustiziato subito con altri tre compagni mentre lui viene trasferito con altri compagni al Bosco Romagno, vicino a Cividale del Friuli.
Viene sottoposto ad interrogatorio e processato in modo sommario il 12 febbraio 1945, ammazzato poi dagli stessi che l'avevano fatto prigioniero.
La sua fine è alquanto drammatica.
La mattina del 12 febbraio, dopo un sommario processo e assieme ad altri tre partigiani osovani catturati e fatti prigionieri nelle malghe di Porzus, viene condotto sotto scorta sul luogo destinato all'esecuzione, dove viene fatta loro scavare la fossa. Riesce a fuggire in circostanze poco chiare, ma nella fuga viene ferito dai suoi aguzzini alla spalla e al braccio destro. Raggiunge a fatica la vicina frazione di Sant'Andrat dello Judrio in comune di Corno di Rosazzo (UD) e si fa quindi medicare presso la locale farmacia di Quattroventi. Da qui prosegue a piedi verso il vicino paese di Dolegnano, ove ottiene ospitalità da una famiglia locale. In questa abitazione si presentano due partigiani del luogo, probabilmente allertati dalla farmacista, che lo conducono in un'altra casa. Qui fa irruzione il partigiano Mario Tulissi che, dopo aver preso ordini, preleva il ferito con la scusa di condurlo al vicino ospedale di Cormons (GO) per garantirgli le cure del caso. Pare che alla vista di Mario Tulissi, Guidalberto Pasolini abbia detto: "adesso sono perduto". Ermes viene invece consegnato a due gappisti, dai quali era riuscito a sfuggire la mattina. Questi riconducono il poveretto quasi esanime sul luogo che era destinato alla sua esecuzione, lo distendono nella fossa e lo finiscono con un colpo di piccone.
I suoi resti vengono riesumati a guerra finita tra il 10 e il 20 giugno 1945 assieme a quelli degli altri caduti nell'eccidio. Dopo il solenne funerale celebrato a Cividale del Friuli (UD) il 21 giugno 1945, i resti di Guidalberto Pasolini vengono traslati a Casarsa della Delizia (PN), ove tuttora riposa in una tomba vicino l'ingresso del cimitero che l'amministrazione locale ha riservato ai suoi Caduti per la Libertà (nello stesso cimitero riposa il fratello Pier Paolo Pasolini).
[modifica] Riconoscimenti
- Casarsa della Delizia gli ha dedicato una via del centro e un cenotafio nel cimitero, assieme agli altri caduti per la liberazione.
[modifica] Bibliografia
- Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1999, pp. 61-64).
- Tarcisio Petracco, La lotta partigiana al confine orientale (la bicicletta della libertà), Ribis, Udine, 1994
- Paolo Strazzolini, Da Porzus a Bosco Romagno, Associazione Culturale Forum Democratico, 2006
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda sul sito INSMLI
- Lettera inviata da Guido Pasolini al fratello il 27 novembre 1944
- Strage di Porzûs un’ombra cupa sulla resistenza, articolo di Paolo Deotto, sul sito storiainnetwork