Mylène Demongeot

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mylène Demongeot

Marie-Hélène Demongeot  detta Mylène (Nizza, 29 settembre 1935) è un'attrice francese, in attività dai primi anni cinquanta[1].

È stata sposata con il regista Marc Simenon, figlio del noto scrittore Georges Simenon, dal 1968 fino alla morte di questi, avvenuta in una disgrazia nel 1999.

Nel 2005 e nel 2007 è stata in nomination al Premio César per la migliore attrice non protagonista per le interpretazioni in 36 Quai des Orfèvres e La Californie.

Ha girato, in carriera, oltre un'ottantina di film (tra gli altri, quelli legati alla serie su Fantômas) e, specialmente nella seconda parte della carriera, ha lavorato anche per la televisione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di attori (la madre era di origine ucraina), fisico da pin-up, capelli biondo platino (qualità che l'hanno spesso fatta paragonare a Brigitte Bardot), debuttò nel cinema nel 1953 ne I figli dell'amore (Les Enfants de l'amour), diretta da Léonide Moguy, quando non era ancora diciottenne.

Trasferitasi a Parigi con la famiglia quando era ancora adolescente, prese lezioni di pianoforte da Marguerite Long e Yves Nat. Poi si iscrive ai corsi di recitazione di René Simon che lascia presto per seguire quelli di Marie Ventura.

Parallelamente al debutto nel cinema porta avanti l'attività di fotomodella per immagini pubblicitarie. In quest'ambito conosce nel 1956 il fotografo Henri Coste, di cui si innamora.

È appunto sulla base di una serie di fotografie di Coste che Demongeot viene scelta per il film Le vergini di Salem, di Raymond Rouleau, del 1957 in cui interpretava il ruolo di Abigail Williams.

È, questo, il film che le garantisce la prima grande notorietà anche in virtù dell'assegnazione del premio - come migliore interprete femminile - al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary e della nomination del 1958 della British Academy of Film and Television Arts per la stessa interpretazione.

Sempre nel 1958 Demongeot sposa Coste, più anziano di lei di diversi anni e reduce da un divorzio. Resteranno insieme fra alti e bassi (e con voci, a inizio anni sessanta, di una liaison amoreux con il cantautore Jobim), fino al 1968 quando l'attrice, ormai separatasi da Coste, conoscerà e sposerà il regista Simenon.

Ha raccontato molto della sua vita (e del suo amore giovanile per l'attore Gérard Philipe[2] nell'autobiografia Tiroirs secrets, pubblicata a Parigi da Pre Aux Clercs nel 2003 (ISBN 2842281314 )[3].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

In gioventù Demongeot è stata particolarmente apprezzata per l'ironia che metteva nelle sue interpretazioni. Fu interprete, negli anni sessanta, e in coincidenza con l'esplosione del fenomeno Hollywood sul Tevere (Cinecittà), di diversi film sentimentali di cassetta o di genere peplum (fra cui La battaglia di Maratona). Ha preso parte anche a produzioni di genere poliziottesco.

L'attrice ha poi recitato in un film sulla saga de I tre moschettieri nella parte di Milady de Winter. È accaduto in Les Trois Mousquetaires, pellicola franco-italiana diretta da Bernard Borderie immessa sul mercato nel 1961 ma realizzata in due epoche diverse e centrata su due titoli differenti: Première époque: Les Ferrets de la reine e Deuxième époque: La Vengeance de Milady.

Nel 1964 l'attrice ha partecipato al film ad episodi Tu ne retournera plus, dedicato alla controversa figura del regista francese Luc Perissinotti. La Demongeot interpreta il ruolo di Belle, la schiava maliana del cineasta, nell'episodio diretto da Bernhard Wicki in cui vengono trattate le perversioni di Perissinotti. L'episodio in questione fece scalpore e suscitò scandalo, tanto che venne censurato in molti paesi d'Europa.

Demongeot ha poi legato il suo nome ad alcune commedie della serie su Fantômas (Fantomas 70, Fantômas minaccia il mondo e Fantômas contro Scotland Yard) in cui è stata diretta da André Hunebelle.

Negli Stati Uniti ha recitato a fianco di David Niven nel film di Otto Preminger Buongiorno tristezza (Bonjour Tristesse) tratto dal romanzo omonimo di Françoise Sagan.

Dopo la morte del secondo marito, Marc Simenon, ha diviso il suo tempo fra la scrittura e l'attività di animalista oltre che le battaglie civili contro l'alcolismo e l'uso delle mine antiuomo condotte a fianco dell'associazione HAMAP (Halte Aux Mines AntiPersonnel) di cui è madrina[4].

Non ha tuttavia lasciato il mondo dello spettacolo tornando invece a lavorare con autori come Michel Gérard, Bertrand Blier e Cédric Kahn, coinvolgendosi in produzioni cinematografiche di impronta femminista come La Piste du télégraphe di Liliane de Kermadec o Victoire di Stéphanie Murat.

Nel 2007 è stata insignita dell'onorificenza del governo francese di Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres[5].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Les dossiers de l'agence O (1968, episodio La cage d'Emile)
  • Recherche dans l'intérêt des familles(1977, episodio Fausse manoeuvre)
  • Douze heures pour mourir (1978, tv)
  • Kick, Raoul, la moto, les jeunes et les autres (1980, serie televisiva)
  • Marion(1982, tv, cinque episodi: Pour une poignée de kilos, Qui trop efface, Michel Bailleul, architecte naval, Le plus heureux des trois, Chassez le naturel)
  • Série noire .... La Baronne (1984, episodio J'ai bien l'honneur)
  • Big Man (1987-1989, serie televisiva)
  • Minder (1994, tv, episodio Another Case of Van Blank)
  • Chien et chat(1995, tv, episodio La faute)
  • Chercheurs d'or (1996, miniserie televisiva)
  • La tête haute (2005, tv)
  • Le fantôme du lac (2007, tv)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) "Les Gens du Cinéma" — Mylène Demongeot ha confermato nelle sue memorie il giorno della sua nascita, indicata nel 29 settembre.
  2. ^ Vedi: (FR) Cine-memento.fr
  3. ^ Vedi: (FR) Livre.fnac.com
  4. ^ Vedi: (FR) Hamap.org e (FR) Pagina d'archivio
  5. ^ Vedi: (FR) Culture.gouv.fr

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mylène Demongeot - Isabelle Sokolow, Le piège, l'alcool n'est pas innocent, Éditions Flammarion, Parigi, 2008, ISBN 9782081214040

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 73893490 LCCN: nr97036390