Gina Lollobrigida
| « In Europa Gi-na-Lol-lo-bri-gi-da sono le sette sillabe più famose. È lei la ragazza che, secondo Humphrey Bogart, “fa sembrare Marilyn Monroe simile a Shirley Temple”. » |
| (TIME, 1954) |
Gina Lollobrigida, nome d'arte di Luigina Lollobrigida[1] (Subiaco, 4 luglio 1927), è un'attrice, fotografa, scultrice, nonché disegnatrice e cantante italiana.
È stata una delle attrici europee, oltre che sex symbol, più importanti a livello internazionale degli anni cinquanta e sessanta.
Indice |
Biografia [modifica]
| « Ha le forme più perfette tra tutte le attrici che ho conosciuto » |
| (Philippe Halsman) |
Nasce a Subiaco, in provincia di Roma, il 4 luglio 1927, figlia di Giovanni Lollobrigida (1897-1977) un benestante produttore di mobili che perde tutte le sue proprietà a causa di un bombardamento angloamericano, e di Giuseppina Mercuri (1900-1970).[2] Nipote di Chelidonia Merosi, supercentenaria già decana d'Italia, fin da piccola rivela un carattere ambizioso, determinato, combattivo e non incline ai compromessi.
Nel 1944, ancor prima dell'arrivo degli Alleati, la famiglia si trasferisce a Roma iscrivendo Gina all'Istituto di Belle Arti. La famiglia non è più benestante quindi per mantenersi agli studi lei vende delle caricature disegnate col carboncino e posa per i primi fotoromanzi, con lo pseudonimo di Diana Loris.
Nella primavera del 1947 un amico la convince a partecipare all'ultimo momento al concorso di Miss Roma. Lei non ha nemmeno un vestito adatto ma si classifica seconda e ottiene un tale successo di pubblico che viene invitata a Stresa per le finali di Miss Italia dove ottiene il terzo posto dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, future stelle del cinema italiano come lei. In quello stesso anno parteciparono alla manifestazione anche Eleonora Rossi Drago, esclusa perché priva dei requisiti richiesti, e Silvana Mangano, anche loro in seguito divenute celebri attrici.
Nel gennaio 1949 sposò il medico sloveno Milko Skofic, che prestava servizio fra i profughi temporaneamente alloggiati a Cinecittà. Nell'agosto 1957 ebbero un figlio, Igor Milko Skofic[3], che darà loro un nipote, Dimitri, nato nel 1994. Nel 1971 divorziò dal marito, da cui viveva separata da almeno 5 anni, che aveva già iniziato una relazione con una cantante lirica austriaca.
Creatrice e amministratrice della propria immagine, la Lollo ha preferito contare soprattutto su se stessa; si è sempre truccata da sola e spesso ha disegnato personalmente i suoi sontuosi abiti da sera. Per almeno 20 anni è stata uno dei principali simboli della bellezza italiana nel mondo e tra le pochissime attrici del Bel Paese che hanno mantenuto nel tempo un grande successo internazionale. Infatti, nel corso della sua lunga carriera, ha ottenuto circa 6.000 copertine sulle riviste di tutto il mondo (le più belle saranno riprodotte in un libro attualmente in preparazione).
Nell'ottobre 2006 dichiara inaspettatamente alla rivista spagnola Hola l'intenzione di sposarsi, dopo una relazione tenuta segreta per più di vent'anni, con l'imprenditore spagnolo Javier Rigau: lei ha 79 anni, lui 45. Il matrimonio non viene celebrato: a causa delle "pressioni della stampa", l'imprenditore rompe il fidanzamento con l'attrice (attraverso un comunicato dell'avvocato) pur precisando che «sempre [la] amerà e [la] rispetterà».[4] Il 26 marzo 2011 il quotidiano spagnolo El Mundo rilancia la notizia che la diva si sia segretamente sposata con Rigau a Barcellona nel novembre del 2010, sebbene nel registro civile della città catalana non vi sia riscontro del matrimonio.[5]
Carriera [modifica]
I primi anni [modifica]
Gina Lollobrigida interpreta, nel 1945, una parte nella commedia Santarellina di Eduardo Scarpetta nel Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, il più piccolo teatro all'italiana del mondo.[6]
L'attrice iniziò la carriera cinematografica prima come comparsa e controfigura, e successivamente in piccoli ruoli di contorno nei popolari film operistici dell'immediato dopoguerra. Silvana Pampanini tuttora ricorda con malizia che fu lei a sceglierla per una particina in una pellicola di cui era protagonista.
Nel 1950 Gina volò sola verso Hollywood, accettando l'invito del miliardario Howard Hughes, produttore e scopritore di dive come Jane Russell. Quando Gina scoprì che stava per essere chiusa in una gabbia dorata tornò precipitosamente a Roma. Il contratto in esclusiva che aveva già firmato le impedì fino al 1959 di lavorare negli Stati Uniti, ma non in produzioni statunitensi girate in Europa.
Il successo [modifica]
Arrivarono comunque i primi successi, fra i quali: Campane a martello di Luigi Zampa (1949), Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani (1951) e soprattutto Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952, che la consacrò star in Francia, mentre in Italia, nello stesso anno, conquistò una vasta popolarità con Altri tempi di Alessandro Blasetti, nell'episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica, che coniò per lei il neologismo "maggiorata fisica".
Nel 1953 interpretò, ancora al fianco di Vittorio De Sica, il ruolo della Bersagliera, premiato con il Nastro d'argento e candidato al BAFTA, in Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, entrando definitivamente nell'immaginario collettivo grazie alla gradevole e spontanea caratterizzazione della bella popolana povera dal cuore d'oro. Raggiunti i vertici della notorietà, l'anno dopo girò un sequel altrettanto riuscito: Pane, amore e gelosia, ma nel 1955 rifiutò la terza puntata della serie e fu rimpiazzata da Sophia Loren, sua storica "rivale".
I ruoli che seguirono sottolineano il tentativo di approfondimento drammatico delle sue interpretazioni, come in La provinciale di Mario Soldati, La romana di Luigi Zampa e Mare matto di Renato Castellani, che rimangono le sue prove migliori.
Anni '50 e '60 [modifica]
Dalla seconda metà degli anni cinquanta la Lollo, come è soprannominata dalla stampa, diventa protagonista di produzioni internazionali come Il tesoro dell'Africa di John Huston con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, e La donna più bella del mondo, con Vittorio Gassman, film biografico che romanza la vita di Lina Cavalieri. In questo ruolo la Lollobrigida dà una buona prova di cantante lirica, ma soprattutto vince il David di Donatello alla migliore attrice protagonista, premio che l'Accademia del cinema italiano ha istituito proprio quell'anno.
L'anno seguente recita in Trapezio di Carol Reed accanto a Burt Lancaster e Tony Curtis, Il gobbo di Notre Dame (1956) dove interpreta una splendida e sensuale Esmeralda, accanto ad Anthony Quinn come Quasimodo, Sacro e profano di John Sturges, con a fianco Frank Sinatra, Salomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor con Yul Brynner (che sostituì Tyrone Power morto durante le riprese).
Nel 1961, con Torna a settembre, in cui è protagonista assieme a Rock Hudson e Sandra Dee, vince un Golden Globe come miglior attrice del mondo. L'anno seguente recita nel film in costume Venere imperiale di Jean Delannoy: il ruolo di Paolina Bonaparte le fa aggiudicare un David di Donatello alla migliore attrice e un Nastro d'argento nella stessa categoria.
Nel 1964 recita in Strani compagni di letto di Melvin Frank di nuovo accanto a Rock Hudson. Nel 1968, grazie alla sua interpretazione in Buona Sera, Mrs. Campbell di Melvin Frank riceve una candidatura al Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale (vinto poi da Barbra Streisand per Funny Girl) e un terzo David di Donatello alla migliore attrice e altri successi.
Tra i film che rifiutò, a volte all'ultimo momento: La signora senza camelie di Michelangelo Antonioni, Jovanka e le altre e Lady L. Fu sostituita rispettivamente da Lucia Bosè, Silvana Mangano e Sophia Loren. L'attrice afferma di avere ricevuto un'offerta per recitare in La dolce vita nel ruolo della fidanzata di Marcello Mastroianni, ma all'epoca il marito le nascose il copione.
Anni '70 e '80 [modifica]
Nel 1972 fu una gustosa Fata Turchina ne Le avventure di Pinocchio televisivo di Luigi Comencini.[7] Ma da quell'anno iniziò a diradare le apparizioni per dedicarsi alla fotografia, pubblicando alcuni libri di reportage, e alla scultura, partecipando a esposizioni in tutto il mondo.
Nel 1984 è nel cast del serial americano Falcon Crest: a quasi 60 anni, ancora in ottima forma e inguainata di rosso, balla la tarantella guadagnandosi una nomination al Golden Globe per la miglior attrice non protagonista in una serie. Di qualche anno successivo è il remake televisivo de La romana diretto da Giuseppe Patroni Griffi, nel ruolo della madre della protagonista, interpretata da Francesca Dellera con cui litigò apertamente.[8][9] Dopodiché si limitò ad apparire saltuariamente al cinema ed in televisione in ruoli cameo.
Dagli anni '90 [modifica]
Nel 1996 riceve il David di Donatello alla carriera e nel 2006 un riconoscimento speciale in occasione del cinquantenario del trofeo di cui era stata la prima vincitrice nel 1956.
Nel 1999 si candida senza successo al Parlamento Europeo in una lista di centro-sinistra, I Democratici.
Nell'ottobre 2010 è ospite di Pippo Baudo nella trasmissione Novecento, dove ricostruisce la sua lunga e fortunata carriera d'attrice, fotografa e scultrice.
Nel 2011, dopo 14 anni di assenza nel cinema, torna sul grande schermo con una partecipazione straordinaria nel film Box Office 3D - Il film dei film, diretto e interpretato da Ezio Greggio. Alla fine dello stesso anno, per la prima volta insieme sul grande schermo, Gina Lollobrigida e Sophia Loren sono tra le protagoniste del documentario Schuberth - L'atelier della dolce vita di Antonello Sarno.
Nel maggio 2012, a quasi 85 anni, è stata ospite d'onore alla cerimonia del David di Donatello dove ha raccontato alcuni aneddoti della sua lunga ed intensa carriera d'attrice.
Vive dagli anni cinquanta in una villa inaccessibile sull'Appia antica a Roma.
Filmografia [modifica]
Cinema [modifica]
- Lucia di Lammermoor, regia di Piero Ballerini (1946) (non accreditata)
- Aquila nera, regia di Riccardo Freda (1946)
- L'elisir d'amore, regia di Mario Costa (1946)
- Il segreto di don Giovanni, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
- Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947)
- Vendetta nel sole (A Man About the House), regia di Leslie Arliss (1947)
- Follie per l'opera, regia di Mario Costa (1948)
- Pagliacci, regia di Mario Costa (1948)
- La sposa non può attendere, regia di Gianni Franciolini (1949)
- Cuori senza frontiere, regia di Luigi Zampa (1949)
- Campane a martello, regia di Luigi Zampa (1949)
- Vita da cani, regia di Mario Monicelli e Steno (1950)
- Miss Italia, regia di Duilio Coletti (1950)
- Alina, regia di Giorgio Pàstina (1950)
- Passaporto per l'oriente (A Tale of Five Cities) (1951)
- Enrico Caruso, leggenda di una voce, regia di Giacomo Gentilomo (1951)
- La città si difende, regia di Pietro Germi (1951)
- Amor non ho... però... però, regia di Giorgio Bianchi (1951)
- Achtung! Banditi!, regia di Carlo Lizzani (1951)
- Moglie per una notte, regia di Mario Camerini (1952)
- Altri tempi, episodio Il processo di Frine, regia di Alessandro Blasetti (1952)
- Fanfan la Tulipe, regia di Christian-Jaque (1952)
- Le belle della notte (Les Belles de nuit), regia di René Clair (1952)
- La provinciale, regia di Mario Soldati (1953)
- Pane, amore e fantasia, regia di Luigi Comencini (1953)
- Il maestro di Don Giovanni, regia di Milton Krims (1953)
- Le infedeli, regia di Mario Monicelli e Steno (1953)
- La romana, regia di Luigi Zampa (1954)
- Pane, amore e gelosia, regia di Luigi Comencini (1954)
- Il tesoro dell'Africa (Beat the Devil), regia di John Huston (1954)
- Il grande gioco (Le Grand Jeu), regia di Robert Siodmak (1954)
- La donna più bella del mondo, regia di Robert Z. Leonard (1955)
- Trapezio (Trapeze), regia di Carol Reed (1956)
- Il gobbo di Notre Dame (Notre Dame de Paris), regia di Jean Delannoy (1956)
- La legge, regia di Jules Dassin (1958)
- Anna di Brooklyn, regia di Vittorio De Sica e Carlo Lastricati (1958)
- Sacro e profano (Never So Few), regia di John Sturges (1959)
- Salomone e la regina di Saba (Solomon and Sheba), regia di King Vidor (1959)
- Va nuda per il mondo (Go Naked in the World), regia di Ranald MacDougall (1961)
- Torna a settembre (Come September), regia di Robert Mulligan (1961)
- La bellezza di Ippolita, regia di Giancarlo Zagni (1962)
- Venere imperiale, regia di Jean Delannoy (1963)
- Mare matto, regia di Renato Castellani (1963)
- Strani compagni di letto (Strange Bedfellows), regia di Melvin Frank (1964)
- La donna di paglia (Woman of Straw), regia di Basil Dearden (1964)
- Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1965)
- Le bambole (ep. Monsignor Cupido), regia di Mauro Bolognini (1965)
- L'amante italiana (Les Sultans), regia di Jean Delannoy (1966)
- Le piacevoli notti, regia di Armando Crispino e Luciano Lucignani (1966)
- Cervantes, regia di Vincent Sherman (1966)
- Hotel Paradiso, regia di Peter Glenville (1966)
- La morte ha fatto l'uovo, regia di Giulio Questi (1967)
- Stuntman, regia di Marcello Baldi (1968)
- Buona Sera, Mrs. Campbell, regia di Melvin Frank (1968)
- Mash, la guerra privata del sergente O'Farrell (The Private Navy of Sgt. O'Farrell), regia di Frank Tashlin (1968)
- Un bellissimo novembre, regia di Mauro Bolognini (1969)
- E continuavano a fregarsi il milione di dollari (Bad Man's River), regia di Eugenio Martín (1971)
- Peccato mortale, regia di Rovira Beleta (1972)
- Un ospite gradito... per mia moglie, regia di Jerzy Skolimowski (1973)
- Les cent et une nuits de Simon Cinéma, regia di Agnès Varda (1995)
- XXL, regia di Ariel Zeitoun (1997)
- Box Office 3D - Il film dei film, regia di Ezio Greggio (2011) cameo finale
Doppiaggio [modifica]
Gina Lollobrigida teneva, come è noto, a doppiare sé stessa nei suoi film internazionali (a differenza di Sophia Loren, ad esempio) e lo ha fatto sia in italiano che in francese. Tuttavia in alcune pellicole italiane precedenti la Lollo non recita con la sua voce. Grazie al mondo dei doppiatori e fonti similari, segnaliamo le voci di:
- Lydia Simoneschi in Cuori senza frontiere, La città si difende, Alina, Amor non ho... però... però
- Dhia Cristiani in Enrico Caruso, leggenda di una voce, Miss Italia, Anselmo ha fretta
- Adriana Parrella in Fanfan la Tulipe, Le belle di notte, Vita da cani
- Rosetta Calavetta in Follie per l'opera, Achtung! Banditi!
- Andreina Pagnani in Campane a martello
- Clara Bindi in Altri tempi
- Rita Savagnone in Un bellissimo novembre
Come segnalato, in Enrico Caruso, leggenda di una voce è doppiata da Dhia Cristiani, ma Gina stessa è nelle vesti di doppiatrice (solo per il canto) del piccolo Maurizio Di Nardo che interpreta Caruso da bambino.
Fra i film americani in cui Gina provvide a doppiarsi nella sua lingua madre compariva anche Il tesoro dell'Africa, oggi però ridoppiato.
Televisione [modifica]
- Il Musichiere (1958) (ospite)
- Il Mattatore (1959) (ospite)
- Stasera Rita (1965) (ospite)
- Stasera: Gina Lollobrigida (1969)
- The Dean Martin Show (1969) (ospite)
- Le avventure di Pinocchio, regia di Luigi Comencini (1972) sceneggiato TV
- Falcon Crest (1984) Serie TV (5 episodi)
- Deceptions (1985) Film TV
- Love Boat (1986) Serie TV (2 episodi)
- La romana, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1988) Film TV
- Una donna in fuga (1996) Film TV
Film e documentari su Gina Lollobrigida [modifica]
- Le dee dell'amore (The Love Goddesses) documentario di Saul J. Turell - filmati di repertorio (1965)
- Schuberth - L'atelier della dolce vita, regia di Antonello Sarno (2011) Documentario
- Gina Lollobrigida. Un simbolo italiano nel mondo, regia di Gina Lollobrigida (documentario del 2008)
Premi e riconoscimenti [modifica]
Il 16 ottobre 1999 Gina Lollobrigida è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO).
| Anno | Titolo | Categoria | Risultato |
|---|---|---|---|
| 1953 | La donna più bella del mondo | Migliore attrice protagonista | Vinto |
| 1963 | Venere imperiale |
| Anno | Titolo | Categoria | Risultato |
|---|---|---|---|
| 1961 | Torna a settembre | Henrietta Award | Vinto |
| 1969 | Buona Sera, Mrs. Campbell | Migliore attrice in un film commedia o musicale | Nomination |
| 1985 | Falcon Crest | Miglior attrice non protagonista in una serie |
| Anno | Titolo | Categoria | Risultato |
|---|---|---|---|
| 1953 | Pane, amore e fantasia | Migliore attrice protagonista | Nomination |
Discografia parziale [modifica]
Singoli [modifica]
- 1955 - ‘A frangesa/Ideale/La spagnola/Pourquois ne pas m’aimer?/Vissi d'arte (Fono Film Ricordi, R-0003, EP 7")
- 1969 - Roma, Roma, Roma/Fra te e me confidenzialmente (Carosello, CI 20233, 7")
- 1971 - Nel mio orto/Prendimi tu (RCA Italiana, PM 3623, 7")
Onorificenze [modifica]
| Accademico d'Onore dell'Accademia delle arti del disegno | |
| — Firenze[10] |
| Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| — Roma, 27 aprile 1987. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[11] |
| Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres | |
| — Parigi, 1985. |
| Cavaliere della Legion d'onore della Repubblica Francese | |
| «per i suoi meriti artistici» — Parigi, 1992. |
Cultura popolare e citazioni [modifica]
- La locomotiva V 160.003 delle ferrovie tedesche (DB) era soprannominata Lollo per via delle sporgenze sulle due testate che ricordavano le "forme" dell'attrice.
- Prende il suo soprannome anche una varietà di insalata "riccia" definita appunto Lollo.
- In Francia l'espressione "lollobrigidien" è entrata nel vocabolario (si usa per indicare una strada o un'altura piena di curve).
- Coco Chanel disse di lei: "Gina è nata per indossare i miei tailleurs. È meglio delle mie mannequins".
- Marilyn Monroe disse di lei: "Mi chiamano la Lollobrigida d'America".
Note [modifica]
- ^ http://www.imdb.com/name/nm0518178/bio
- ^ Imperial Gina by Luis Canales. Google books. URL consultato in data 3 settembre 2012.
- ^ Gina Lollobrigida con il figlio Igor Skofic e il marito Milko mentre scendono dalle scalette dell'aereo. Totale - Fondo VEDO - Scheda fotografica - Provincia in Luce - Archivi...
- ^ Niente nozze per la Lollo: «La colpa è dei media», corriere.it, 7 dicembre 2006
- ^ Tra conferme e smentite su 'El Mundo' il giallo delle nozze segrete della Lollo, AdnKronos, 26 marzo 2011
- ^ Storie, vicende e protagonisti. Storia del Teatro della Concordia nel sito web ufficiale del teatro, 2011.
- ^ Corriere della Sera 1997/giugno/04 Gina Lollobrigida: I miei 70 anni non li festeggio
- ^ Lollo vede Dellera ed è subito guerra, La Repubblica, 27 ottobre 1988
- ^ I rapporti tra le due attrici furono così burrascosi che, in un'intervista rilasciata al quotidiano la Stampa nel 2009, a oltre vent'anni di distanza, la Dellera descriverà la Lollobrigida come "una persona molto competitiva, per niente umana, né generosa. Mi chiedo ancora oggi perché accettò di fare quel ruolo di madre, quando era chiaro che lei voleva fare ancora la figlia. C'era una scena in cui lei, da madre, doveva menarmi. Mi diede schiaffi veri, mi fece molto male. “Uso il metodo della verità", si giustificò. In un'altra scena doveva tirarmi delle forbici addosso. Patroni Griffi la fermò. Aveva capito tutto. “Gettale contro il muro, se no l'ammazzi"" [1].
- ^ Elenco degli Accademici d'Onore dell'Accademia delle arti del disegno
- ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig.ra Luigia Lollobrigida
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Gina Lollobrigida
Collegamenti esterni [modifica]
- Il sito ufficiale di Gina Lollobrigida
- (EN) Scheda su Gina Lollobrigida dell'Internet Movie Database
| Predecessore | David di Donatello per la migliore attrice protagonista | Successore | |
|---|---|---|---|
| Nessuno | 1956 per La donna più bella del mondo |
Non assegnato | I |
| Non assegnato | 1963 per Venere imperiale ex aequo con Silvana Mangano per Il processo di Verona |
Sophia Loren per Ieri, oggi e domani |
II |
| Claudia Cardinale per Il giorno della civetta |
1969 per Buonasera, signora Campbell ex aequo con Monica Vitti per La ragazza con la pistola |
Sophia Loren per I girasoli |
III |
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