Eleonora Rossi Drago

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Eleonora Rossi Drago nel film Estate violenta (1959)

Eleonora Rossi Drago, nome d'arte di Palmira Omiccioli (Quinto al Mare, 23 settembre 1925Palermo, 2 dicembre 2007), è stata un'attrice italiana di cinema e teatro.

Raggiunse il periodo di massima notorietà all'interno del cinema italiano fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta. L'ultimo film da lei interpretato è del 1970. Ha lavorato anche per la tv interpretando diversi sceneggiati televisivi (fra gli altri, Padri e figli, del 1958).

Indice

[modifica] Biografia

Nata in un sobborgo marinaro di Genova, sposa di guerra nel 1942, alla fine del conflitto si separa dal marito, emigrato in Argentina, e alleva da sola la figlia nata nel 1943.

Dopo una breve attività come indossatrice di moda, nel 1947 si iscrive al concorso di Miss Italia e viene data fra le favorite. È però esclusa dalla corsa al titolo in quanto sposata e madre. Questo incidente di percorso non le impedisce di farsi notare ed esordire al cinema con I pirati di Capri (1949).

All'inizio della carriera prende parte soprattutto a film "di genere", interpretando ruoli convenzionali. Un'occasione per un salto di qualità artistico le si presenta quando viene interpellata dal regista Giuseppe De Santis per Non c'è pace tra gli ulivi; ma il ruolo viene poi affidato a Lucia Bosè.

Avrà modo di mettere in luce anche le sue qualità drammatiche in pellicole quali Persiane chiuse di Luigi Comencini (1951), Sensualità di Clemente Fracassi, Le amiche di Michelangelo Antonioni (1955) e La strada lunga un anno di Giuseppe De Santis (1959).

Mentre i rotocalchi le attribuiscono l'appellativo di "Signora del cinema italiano", nel 1956 lei debutta con successo sulle scene teatrali in Zio Vanja di Čechov per la regia di Visconti. I giornali parlano a lungo delle sue relazioni sentimentali con il collega Amedeo Nazzari e il duca D'Acquarone.

Dopo essere stata scelta da Pietro Germi per la parte della vittima in Un maledetto imbroglio (1959), arrivano finalmente due ruoli significativi, rispettivamente in Estate violenta di Valerio Zurlini e in Tiro al piccione di Giuliano Montaldo, passando per la caratterizzazione della capoufficio di Nino Manfredi ne L'impiegato di Gianni Puccini. Nel 1960 il personaggio interpretato in Estate violenta le farà guadagnare un Nastro d'argento come migliore attrice protagonista e un premio al Mar del Plata Film Festival.

Negli anni sessanta recita in diversi film di cassetta - (Il disco volante, L'idea fissa, Se permettete parliamo di donne) - e in pellicole di produzione francese, spagnola, tedesca, jugoslava. Inoltre incide su disco una serie di poesie e testi teatrali.

L'ultimo ruolo di prestigio sarà quello della moglie di Lot nel kolossal La Bibbia di John Huston, mentre diverrà via via più importante la sua presenza in televisione, come interprete di celebri sceneggiati, in particolare La cittadella del 1964.

Ormai trascurata dal cinema, nel 1966 accetta l'ingaggio di un popolare settimanale per un lungo fotoromanzo storico.

Alla ricerca di un rilancio professionale, nel 1968 torna al teatro nella parte di un'affascinante lesbica quarantenne ma la commedia rimane in scena solo pochi giorni. Il suo ultimo film, Il dio chiamato Dorian, risale al 1970.

Intanto la notevole bellezza fisica sfuma inesorabilmente. Alla fine del 1971, poche settimane dopo essere diventata nonna, tenta il suicidio col gas ma viene salvata dall'ingegnere siciliano Domenico La Cavera che sposerà due anni dopo a Palermo. La Rossi Drago trova finalmente la serenità e abbandona senza rimpianti il mondo dello spettacolo, con un'unica eccezione. Nel 1989 collabora, con Claudia Cardinale e Claudio Gora, al documentario di John Jeremy - su testi di Ennio De Concini e Alfredo Giannetti - dedicato alla figura del jazzista Ben Webster, Ben Webster: The Brute and the Beautiful.

Il nipote Valerio, figlio della figlia Fiorella lavora come MC con lo pseudonimo di Master Enjoy.

[modifica] Filmografia

[modifica] Doppiatrici

In alcuni suoi film, Eleonora Rossi Drago è doppiata da Lydia Simoneschi. Sappiamo con precisione che ha voce della Simoneschi in Un maledetto imbroglio (1959), David e Golia (1960) e Rosmunda e Alboino (1962), ma la didascalia di questa foto tratta da un numero di Oggi del 22 gennaio 1953 prova che l'attrice fu doppiata da Lydia Simoneschi anche in altre pellicole; infatti, Gerardo Di Cola la accredita come doppiatrice della Rossi Drago anche in Verginità e Donne sole (esistono sicuramente altri film con l'accoppiata Rossi Drago - Simoneschi). Ne La tratta delle bianche e L'impiegato l'attrice è invece doppiata da Rina Morelli.

[modifica] Collegamenti esterni

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