Raf Vallone

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Raf Vallone
Raffaele Vallone.jpg
Raffaele Vallone in maglia granata
Dati biografici
Nome Raffaele Vallone
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Mezzala
Ritirato 1941
Carriera
Giovanili
Torino Torino
Squadre di club1
1934-1939 Torino Torino 23 (4)
1939-1940 Novara Novara 7 (0)
1940-1941 Torino Torino 2 (0)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al marzo 2008

Raffaele Vallone, più noto come Raf Vallone (Tropea, 17 febbraio 1916Roma, 31 ottobre 2002), è stato un attore, calciatore, giornalista e partigiano italiano.

Attivo nel cinema e in teatro, è stato anche interprete di fotoromanzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Da bambino si trasferì con i genitori a Torino, dove frequentò il Liceo classico Cavour e si laureò in lettere e in giurisprudenza con docenti come Luigi Einaudi e Leone Ginzburg.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcisticamente cresciuto nel settore giovanili del Torino, alterna gli studi universitari al gioco del calcio. Esordisce in Serie A nella stagione 1934-1935, disputando una partita con la maglia del Torino e nello stesso anno vince la Coppa Italia.

In totale accumula 25 presenze nella massima serie, sempre giocando nei granata. Perde la finale di Coppa Italia nel 1938 contro la Juventus. Abbandona l'attività calcistica nel 1941 per dedicarsi al giornalismo.

Partigiano[modifica | modifica wikitesto]

Giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Come giornalista fu redattore capo delle pagine culturali dell'Unità, ma mai s'iscrisse al PCI, come raccontò in un'intervista, per le sue posizioni di critica allo stalinismo; fu pure critico cinematografico per La Stampa.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Raf Vallone nel film Riso amaro del 1949
Vallone nel film Il segno di Venere del 1955

È conosciuto soprattutto per il suo lavoro di attore cinematografico. La sua prima apparizione risale al 1942, nel film Noi vivi, dove interpreta un marinaio. Fece anche i primi passi nel teatro debuttando nel 1946 al Teatro Gobetti di Torino con Woyzeck di Georg Büchner, per la regia di Vincenzo Ciaffi. Ma è con Riso amaro, film del 1949 di Giuseppe De Santis, cui seguirono nel 1950 Non c'è pace tra gli ulivi, sempre di De Santis, e Il cammino della speranza di Pietro Germi che riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del neorealismo e decide di dedicarsi unicamente al cinema.

Negli anni cinquanta interpreta numerosi film, tra cui Il Cristo proibito di Curzio Malaparte (che lo definì "l'unico volto marxista del cinema italiano"), Anna e La spiaggia, entrambi di Alberto Lattuada, e Roma ore 11 di Giuseppe De Santis; interpreta anche Garibaldi in Camicie rosse, film del 1952 di Goffredo Alessandrini, e, in Francia, Teresa Raquin, film con Simone Signoret diretto da Marcel Carné nel 1953, mentre nello stesso anno torna a calcare i campi da gioco, nella finzione de Gli eroi della domenica di Mario Camerini.

Teatro e televisione[modifica | modifica wikitesto]

La sua fortuna teatrale fu legata al dramma di Arthur Miller Uno sguardo dal ponte, portato in scena a Parigi nel 1958 e in Italia nel 1967, nonché sullo schermo nel 1962 da Sidney Lumet, e altresì su Rai2 nel 1973, per la regia di Claudio Fino.

Presente anche in televisione (dal Mulino del Po, 1963, fino a Vino santo, 2000), alternò l'attività teatrale (Il costruttore Solness, di Henrik Ibsen, 1975; Nostalgia, di Franz Jung, 1984; Luci di Bohème, di Ramón del Valle-Inclán, 1985; Il prezzo di Arthur Miller, 1987; La medesima strada, 1987; Tito Andronico, 1989; Stalin di Gaston Salvatore, 1989) a quella cinematografica (La ciociara, 1960; Una voglia da morire, 1965; L'altra faccia di mezzanotte, 1977; Il magnate greco, 1978; Retour à Marseille, 1980; Lion of the Desert, 1981; A Time to Die, 1982; Il padrino - Parte III, 1990).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Vallone, la moglie Elena Varzi e la piccola Eleonora nel 1955

Fu sposato per cinquant'anni con l'attrice Elena Varzi (conosciuta nel 1950 sul set de Il cammino della speranza), dalla quale ebbe la figlia Eleonora e i gemelli Saverio e Arabella.

Alla fine degli anni cinquanta ebbe una relazione con l'attrice francese Brigitte Bardot.[1]

Nel 2001 pubblicò l'autobiografia L'alfabeto della memoria (edita da Gremese).

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès da calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Torino: 1935-1936

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 16 marzo 1994[2]

Premi cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Il bivio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brigitte Bardot, Mi chiamano B.B., Bombiani Editore, 1997. ISBN 88-452-3092-9
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 71579610 LCCN: n88051152