Il processo di Verona

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Il processo di Verona
Il processo di Verona.png
La scena finale del film
Titolo originale Il processo di Verona
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1962
Durata 120 minuti
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere drammatico, storico
Regia Carlo Lizzani
Soggetto Sergio Amidei e Luigi Somma
Sceneggiatura Ugo Pirro
Produttore Duilio Coletti e Dino De Laurentiis
Casa di produzione Duilio Cinematografica, Orsay Films
Distribuzione (Italia) Dino De Laurentiis Distribuzione
Fotografia Claudio Ragona e Leonida Barboni
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Mario Nascimbene
Scenografia Elio Costanzi
Costumi Giulia Mafai
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il processo di Verona è un film del 1963 diretto da Carlo Lizzani.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il 24 luglio 1943, durante la seduta del Gran Consiglio del Fascismo viene votato l'ordine del giorno Grandi che esautora Benito Mussolini dai suoi poteri, restituendo il comando delle forze armate a Re Vittorio Emanuele che il giorno dopo lo fa arrestare.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre e la liberazione del Duce, avvenuta il 12 settembre con l'operazione Quercia, i firmatari dell'ordine del giorno che non sono riusciti a darsi alla fuga, ossia Galeazzo Ciano, genero e "delfino" del duce, Emilio De Bono, Giovanni Marinelli, Carlo Pareschi, Luciano Gottardi e Tullio Cianetti, vengono arrestati in attesa di essere processati con l'accusa di tradimento.

I sei vengono processati a Verona, nella Repubblica Sociale Italiana, dall'8 al 10 gennaio 1944, mentre la moglie di Ciano Edda tenta invano di trattare con i tedeschi, che manovrano il processo, per salvare la vita al marito, che viene invece condannato a morte e fucilato con gli altri l'11 gennaio 1944.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film racconta le fasi terminali del regime fascista, in particolare la vicenda del processo di Verona, dal punto di vista di Edda Ciano, moglie del principale imputato del processo, rileggendo la storia come una tragedia elisabettiana[1] o un dramma di corte.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Per la sua interpretazione della protagonista, Silvana Mangano ha vinto i due principali riconoscimenti cinematografici italiani, il David di Donatello e il Nastro d'argento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007, p. 2325.
  2. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999, p. 1035.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9
  • Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 88-08-02189-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]