Jean-Paul Belmondo

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Jean-Paul Belmondo al Festival di Cannes 2011

Jean-Paul Belmondo (Neuilly-sur-Seine, 9 aprile 1933) è un attore francese. È figlio dello scultore di origine italiana Paul Belmondo, nato in Algeria (allora colonia francese), e stabilitosi in Francia, ove ottenne importanti riconoscimenti e una cattedra all'Accademia di Belle Arti.

Indice

[modifica] Biografia

Jean Paul, dopo essersi diplomato al secondo tentativo presso il Conservatorio Nazionale d'Arte Drammatica, inizia il suo apprendistato di attore in teatro, per il quale ha recitato in classici come L'avaro di Molière e, successivamente, in Cyrano de Bergerac di Rostand.

L'esordio cinematografico avviene nel 1956 con il cortometraggio Molière, di Norbert Tildian.

Nonostante abbia interpretato già pellicole di un certo rilievo - come A doppia mandata (1959) di Claude Chabrol e La ciociara (1960) di Vittorio De Sica - il film che lo consacra come uno dei maggiori attori francesi presso pubblico e critica è Fino all'ultimo respiro (A bout de souffle) (1960) di Jean-Luc Godard, che lo aveva già diretto e notato precedentemente nel cortometraggio Charlotte et son Jules.

Jean-Paul Belmondo in La viaccia di Mauro Bolognini

Seguono, successivamente, le ottime prove recitative in film, come Léon Morin prete (Léon Morin, prêtre) (1961) e Lo spione (Le doulos) (1962), entrambi di Jean-Pierre Melville, e La mia droga si chiama Julie (La Sirène du Mississipi) di François Truffaut (1969).

Riconosciuto ormai come un divo fra i più popolari del cinema francese, con L'uomo di Rio (L'homme de Rio) (1965) di Philippe de Broca, inizia il suo cambiamento verso un filone più 'commerciale', tuttavia sempre molto apprezzato ed anche più seguito, tra sono da citare Borsalino di Jacques Deray (1970) in coppia con Alain Delon e Il clan dei marsigliesi (La scoumoune) di José Giovanni (1972). Ritorna nel 1974 al cinema d'autore con Stavisky il grande truffatore di Alain Resnais senza riscuotere particolari consensi.

Una capacità di Belmondo che lo portò ad essere considerato un attore molto versatile nel mondo del cinema è stata sicuramente quella del possedere una recitazione fine e disinvolta e un portamento scanzonato ma elegante: nella sua carriera, infatti, egli, nelle miriadi di personaggi portati sullo schermo, ha saputo recitare in ruoli brillanti e divertenti, come in Mare matto (1963) di Renato Castellani, nel già citato Borsalino di Jacques Deray (1970), ne Gli scassinatori (1970) e ne Il poliziotto della brigata criminale (1975) (entrambi) di Henri Verneuil e in Joss il professionista (1981) di Georges Lautner, così come in ruoli più freddi ed ambigui, specialmente nel polar Lo spione di Jean-Pierre Melville e ne La ciociara di Vittorio De Sica, per giungere a interpretazioni di ugual profondità, in ruoli drammatici, sullo stile Il bandito delle undici di Jean-Luc Godard, La mia droga si chiama Julie di François Truffaut e Il cadavere del mio nemico di Henri Verneuil. Diverse tipologie di ruoli, insomma.

A partire dai tardi anni ottanta si dedica al teatro più che al cinema, anche se nel 1989 riceve il Premio César come migliore attore protagonista per il film Una vita non basta (Itinéraire d'un enfant gâté) di Claude Lelouch.

Nel 2001 è colpito da un'ischemia cerebrale che lo allontana dal grande schermo e dal teatro fino al 2008, quando tornerà al cinema come protagonista del remake francese di Umberto D. di De Sica.

Il 18 maggio 2011 viene insignito della Palma d'Oro alla Carriera, durante la 64ª edizione del Festival di Cannes.

[modifica] Matrimoni, relazioni sentimentali e figli

Jean Paul Belmondo sposò il 4 dicembre 1953 una ballerina, Élodie Constantin, dalla quale ebbe tre figli:

Nel 1966 Jean Paul divorziò da Élodie Constantin.

Negli anni settanta ha avuto una relazione ufficiale con Laura Antonelli.

Il 29 dicembre 2002 Jean Paul sposò a Parigi in seconde nozze la sua compagna Natty Tardivel,[2] con la quale conviveva da circa 13 anni. Da Natty Jean Paul ebbe la quarta figlia:

[modifica] L'immagine di Belmondo in fumetto

I lineamenti del protagonista del fumetto Blueberry sono ispirati a quelli di Jean-Paul Belmondo.[senza fonte]

[modifica] Doppiatori italiani

Jean-Paul Belmondo in Italia, all'uscita dei suoi film fu doppiato prevalentemente dal grande Pino Locchi, che gli prestò la voce nella maggior parte della sua filmografia, in film come: Mare matto, Il bandito delle undici, Fino all'ultimo respiro, Cartouche, Buccia di banana, L'uomo di Rio, L'uomo di Hong Kong, Un avventuriero a Tahiti, La mia droga si chiama Julie, Borsalino, Il clan dei Marsigliesi, Trappola per un lupo, Gli scassinatori, Il cadavere del mio nemico, Il poliziotto della brigata criminale, Lo sparviero, L'incorreggibile, Stavinsky il grande truffatore, Come si distrugge la reputazione del più grande agente segreto del mondo, Joss il professionista, Parigi brucia?. In altre pellicole, per motivi non troppo noti (probabilmente legati ad impegni di Locchi e o al direttore delle corrispettive sale di doppiaggio), fu doppiato da:

Una piccola curiosità: nel film Gli scassinatori di Henri Verneuil, Belmondo era affiancato da Omar Sharif, il quale aveva come doppiatore fisso lo stesso Pino Locchi. Per non rendere il personaggio di Belmondo, nel film brillante ed ironico, troppo sottotono, si preferì mantenere in tale circostanza Locchi per Belmondo e Sharif venne doppiato dall'altrettanto efficace Giuseppe Rinaldi.

[modifica] Filmografia

Impronta e autografo di Jean-Paul Belmondo sul marciapiede del Palais des Festivals a Cannes.

[modifica] Note

  1. ^ Paul ha preso parte ad alcune produzioni cinematografiche accanto al padre, come Una vita non basta e I miserabili di Lelouch, e televisive.
  2. ^ Natty Terdivel era una coco-girl, nome con cui erano chiamate le ballerine della troupe dell'umorista e presentatore francese Stéphane Collaro

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Premio César per il migliore attore Successore:
Richard Bohringer
per Innocenza e malizia
1989
per Una vita non basta
Philippe Noiret
per La vita e niente altro
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