Società Sportiva Lazio

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S.S. Lazio
Calcio Football pictogram.svg
Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Biancocelesti, Biancazzurri, Aquile, Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Bianco e Celeste.svg Bianco e celeste
Simboli Aquila
Inno Vola Lazio vola
Toni Malco
Dati societari
Città Roma
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1900
Presidente Italia Claudio Lotito
Allenatore Italia Stefano Pioli
Stadio Olimpico di Roma
(73 261[1] posti)
Sito web www.sslazio.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png Coppacoppe.png Supercoppaeuropea.png
Scudetti 2
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 6 Coppe Italia
3 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Supercoppe UEFA
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« La Lazio è un ente morale, molto di più rispetto ad una semplice società di calcio. »
(Giorgio Vaccaro[2])

La Società Sportiva Lazio S.p.A., nota anche come S.S. Lazio, più semplicemente, Lazio, è una società polisportiva italiana nota soprattutto per la sua sezione calcistica. Fu fondata a Roma il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio da nove atleti romani, guidati dal sottufficiale dei Bersaglieri, nonché podista, Luigi Bigiarelli.

Il club ha cominciato a praticare il football sin dal 6 gennaio 1901,[3][4][5] si è affiliato ufficialmente alla FIF/FIGC (almeno) dal 1908,[6] ed ha istituito separatamente il proprio settore calcistico nel gennaio[7] del 1910.[8][9] È una delle tre società di calcio italiane (assieme a Roma e Juventus) ad essere quotata in Borsa come S.p.A.[10]

I tradizionali colori della Lazio sono il bianco e il celeste, scelti all'epoca della fondazione, in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, mentre il simbolo della società è l'Aquila. Lo Stadio Olimpico di Roma, inaugurato nel 1953, è l'impianto dove la squadra disputa le gare casalinghe, così come la Roma, storica rivale dei biancocelesti. Le due formazioni romane si affrontano annualmente nel Derby della Capitale.[11]

La Lazio gioca nella massima serie del campionato italiano di calcio, divisione nella quale ha militato per la maggior parte della sua storia, disputando 71 campionati di Serie A a girone unico sugli 82 totali, arrivando anche a giocarsi in quattro occasioni la finalissima nazionale, prima che venisse costituito il torneo a girone unico. I biancocelesti si sono laureati 2 volte campioni d'Italia, vincendo inoltre 6 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane e, in ambito internazionale, hanno conquistato una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa UEFA,[12] oltre ad una Coppa delle Alpi, raggiungendo anche la finale di Coppa UEFA nel 1998.

Nella classifica mondiale per club dell'International Federation of Football History & Statistics (IFFHS) di tutti i tempi (IFFHS All-Time Club World Ranking), aggiornata al febbraio 2013, la Lazio occupa il 14º posto.[13] Nel mese di aprile del 1998 la Lazio ha terminato in testa alla classifica mondiale di rendimento dei club stilata dall'IFFHS (IFFHS The World's Club Team for the Month).[14]

L'attività sportiva della Polisportiva S.S. Lazio interessa complessivamente 44 discipline, più di ogni altra polisportiva in Europa.[15]

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Società Sportiva Lazio.

Dalle origini al secondo dopoguerra

Luigi Bigiarelli, principale fondatore della Società Podistica Lazio.

La Società Podistica Lazio (solo nel 1925 rinominata Società Sportiva Lazio), fu fondata il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, nel quartiere Prati di Roma, da un gruppo di nove ragazzi romani, con a capo il giovane sottoufficiale dei Bersaglieri, oltre che atleta podista, Luigi Bigiarelli.[3]

La Lazio, che nelle primissime annate calcistiche della sua storia praticò l'attività sportiva solamente a carattere locale, rivelandosi come la più forte squadra di calcio della Capitale, si affiliò alla FIF almeno dal 1908 (pur costituendo ufficialmente il suo settore calcistico due anni più tardi),[6][8][9] partecipò alle prime competizioni federali dal 1910 (anno in cui si svolse la prima edizione laziale della Terza Categoria),[7][9] e a partire dal 1912 cominciò a disputare la Prima Categoria. Il club romano, il quale visse stagioni importanti nella prima parte degli anni dieci conquistando consecutivamente tre Campionati dell'Italia Meridionale, raggiunse la finalissima del torneo nazionale in quattro occasioni, senza però mai vincerlo, perdendo prima con la Pro Vercelli nel 1913, poi con il Casale nel 1914, e con il Genoa nel 1923; la finalissima del 1915 invece non venne fatta disputare a causa dello scoppio del Primo conflitto mondiale.

5 acquisti per la stagione 1934-35: Giacomo Blason, Giuseppe Viani, Silvio Piola, Virgilio Felice Levratto e Attilio Ferraris (detto Ferraris IV).

Nel 1927 la Lazio, grazie al decisivo intervento del Generale Giorgio Vaccaro, fu l'unica società capitolina a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico club, quello che sarebbe poi diventato l'A.S. Roma.[16] I biancocelesti parteciparono al primo campionato di Serie A nel 1929 e guidati da Silvio Piola, storico centrattacco della Nazionale, nonché il più prolifico attaccante italiano di tutti i tempi, raggiunse il secondo posto nella stagione 1936-1937, andando a sfiorare quello che sarebbe stato il suo primo Scudetto, e centrando il proprio miglior piazzamento in campionato antecedente alla Seconda guerra mondiale; sempre nel 1937 la formazione capitolina, trascinata ancora una volta dalle reti di Piola, conquista l'accesso alla finale di Coppa dell'Europa Centrale (successivamente ridenominata Coppa Mitropa) in cui fu sconfitta nel doppio confronto dalla compagine ungherese del Ferencvaros.[17]

Gli anni quaranta rappresentano per i colori biancocelesti un decennio vissuto tra alti e bassi, con stagioni di livello, durante le quali la Lazio si attesta subito dopo le grandi squadre del Nord, ma anche con annate che vedono le Aquile attestarsi a metà classifica, soprattutto nel periodo postumo al secondo conflitto mondiale, quando la squadra rimase orfana del bomber Silvio Piola, trasferitosi tra le fila del Grande Torino, dopo aver trascorso nove stagioni in maglia laziale.

Dagli anni cinquanta agli anni settanta

Gli anni cinquanta videro la Lazio ottenere risultati altalenanti. Alla fine del decennio arrivò però la vittoria del primo trofeo ufficiale, la Coppa Italia del 1958;[18] nell'occasione, i biancocelesti furono anche la prima squadra italiana a potersi fregiare della coccarda tricolore per il successo nella coppa nazionale. Successivamente, i biancazzurri retrocessero per la prima volta in Serie B nel 1961, ma ritornarono in massima serie due anni dopo.

Dopo alcuni anni con piazzamenti a metà classifica, il club capitolino retrocesse nuovamente nel torneo 1970-1971. Tornata in Serie A la stagione 1972-1973, la Lazio sorprendentemente si dimostrò all'altezza degli altri contendenti al titolo, ovvero Juventus e Milan, e sfiorò la vittoria del Tricolore perdendo all'ultima giornata sul campo del Napoli.

La "spina dorsale" di questa squadra era formata dal difensore, nonché capitano, Pino Wilson, dai centrocampisti Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi, dal bomber Giorgio Chinaglia e dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio conquistò l'anno successivo il suo primo titolo in Serie A, nel campionato 1973-1974.[19]

Subito dopo l'impresa compiuta dalla "banda Maestrelli" con la vittoria dello Scudetto, la Lazio dovette affrontare alcuni avvenimenti che segneranno in maniera profonda le stagioni a venire: le tragiche scomparse di Re Cecconi e Maestrelli e l'improvviso trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il valore della compagine romana scendesse precipitosamente di livello. L'unico conforto fu dato dalle reti segnate dall'attaccante Bruno Giordano che, dopo aver raccolto la pesante eredità di Long John Chinaglia, nel 1979 divenne capocannoniere della massima categoria consentendo alla Lazio di ottenere l'ottavo posto finale.[20]

La Lazio con lo Scudetto sul petto.

Dagli anni ottanta agli anni duemila

L'anno dopo, la Lazio fu, per sentenza del Giudice Sportivo, retrocessa nel campionato cadetto a causa di uno scandalo per scommesse illecite, noto come Totonero, che coinvolse alcuni suoi giocatori, insieme a quelli di altre squadre. La formazione biancoceleste rimase tre stagioni in Serie B, e questo periodo è stato il più buio nella storia del club capitolino. Tornò nella massima categoria nel 1983 e riuscì a rimanerci anche l'anno successivo grazie ad una salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata. La tormentata stagione 1984-1985 portò ad una nuova retrocessione dato che la squadra si classificò all'ultimo posto, raccogliendo solamente 15 punti, pur avendo in rosa calciatori del calibro di D'Amico, Giordano, Manfredonia e Michael Laudrup.

Nel 1986, la Lazio fu colpita da una nuova penalizzazione di 9 punti (un colpo veramente duro, in un periodo in cui la vittoria comportava solamente due punti) per uno scandalo sempre su illecite scommesse, noto anche come Totonero-bis, che coinvolgeva il capitano Claudio Vinazzani. Ci fu in questa annata una dura ed estenuante lotta contro la retrocessione per non sprofondare in C, con la squadra guidata dal tecnico toscano Eugenio Fascetti e trascinata dalle reti di Giuliano Fiorini che la evitò solamente agli spareggi finali contro il Taranto e il Campobasso.[21] Questa fu una vera e propria svolta nella storia della squadra romana, che tornò in Serie A nel 1988 e, sotto un'attenta gestione del patrimonio finanziario da parte del presidente Gianmarco Calleri, si consolidò dal punto di vista economico e tecnico e cominciò così a competere per i primissimi posti della classifica.

L'insediamento del finanziere romano Sergio Cragnotti, avvenuto nel 1992,[22] cambiò radicalmente la storia del club laziale grazie ai suoi importanti investimenti che portarono i biancocelesti a primeggiare in Italia e in Europa. Cragnotti batté ripetutamente tutti i record riguardo alle valutazioni del calciomercato, acquistando calciatori del calibro di Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente del centravanti argentino Hernán Crespo, acquisito quasi al prezzo doppio del centrocampista Verón.[23]

Alessandro Nesta, capitano biancoceleste negli "anni d'oro".

La Lazio si classificò seconda in Serie A nel 1995, terza nel 1996 e quarta nel 1997; si attestò nuovamente al secondo posto ad un solo punto dal Milan all'ultima giornata di campionato nel 1999 - furono poi forti le polemiche per un presunto aggiustamento del torneo a favore del club milanese[24] - per poi finalmente vincere il suo secondo Tricolore nel 2000,[25] anno in cui vinse anche la Coppa Italia, collezionando così (secondo gli standard italiani) un impressionante "Double" con lo svedese Sven-Göran Eriksson (1997-2001) come allenatore.[26] Questi anni videro la squadra capitolina vincere altre due Coppa Italia, nel 1998 e nel 2004, oltre all'ultima Coppa delle Coppe disputata nel 1999, che conferì alla Lazio il primo titolo europeo a livello calcistico.[27] Già nel 1998 la Lazio era arrivata in una finale europea, quella di Coppa UEFA contro l'Inter, ma aveva perso con un netto 3-0.[28] In quell'anno, comunque, i biancocelesti vinsero la loro prima Supercoppa italiana (successo che sotto Cragnotti si sarebbe anche ripetuto nel 2000) e il loro secondo titolo europeo nel 1999, la Supercoppa UEFA contro gli allora Invincibili del Manchester United.[29] Inoltre, nel 1998 divenne il primo club di calcio italiano ad essere quotato in Borsa.[30]

A partire dal 2002, anche a seguito di alcuni problemi finanziari del presidente Cragnotti e della sua società, la Cirio, i risultati della Lazio iniziarono a peggiorare, anche perché il club fu costretto a privarsi delle proprie maggiori stelle, compreso il capitano e simbolo Alessandro Nesta.[31] Nell'estate 2004, dopo una gestione di due anni guidata dal gruppo bancario Capitalia, con alla guida della società il presidente Ugo Longo, la Lazio si ritrovò sull'orlo della bancarotta, nonostante due aumenti di capitale in gran parte sottoscritti dai tifosi delle Aquile.

Nel luglio 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquistò infine il club biancoceleste grazie ad un accordo con i vertici di Capitalia, e lo stesso patron laziale riuscì a salvare la società dal fallimento grazie ad una transazione con l'Agenzia delle Entrate per la rateizzazione in 23 anni dei debiti accumulati dalla S.S. Lazio col Fisco nel marzo 2005.[32] Dopo un anno di transizione, che vide il ritorno alla Lazio dell'attaccante Paolo Di Canio, una sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana contro il Milan, ed una qualificazione in Intertoto, nell'anno successivo le Aquile, sotto la guida tecnica del mister Delio Rossi, arrivarono fino alla qualificazione per la Coppa UEFA 2006-2007, ma a causa dello scandalo di Calciopoli fu estromessa dalle competizioni europee e penalizzata di 11 punti, ridotti poi a 3, in campionato per la stagione successiva. In quest'ultima, comunque, la Lazio riuscì a piazzarsi terza guadagnando l'accesso alla Champions League dell'annata seguente.[33]

La Lazio festeggia la quinta Coppa Italia della sua storia.

Il primo trofeo dell'era Lotito risale al 2009, quando la Lazio vinse la sua quinta Coppa Italia.[34] A fine stagione Rossi fu sostituito dal ravennate Davide Ballardini, che mise in bacheca la terza Supercoppa italiana biancazzurra, battendo nella finale di Pechino i campioni d'Italia in carica dell'Inter.[35]

Gli anni duemiladieci

Il 9 febbraio 2010 Edoardo Reja viene chiamato dal presidente Lotito alla guida della Lazio al posto dell'esonerato Ballardini, con la missione di centrare il prima possibile l'obiettivo salvezza; questo traguardo è stato raggiunto, dopo una lunga rincorsa, alla penultima giornata di campionato. Le due annate successive però sono quelle del riscatto, con la Lazio che ottiene un quinto ed un quarto posto in classifica, mancando per poco la qualificazione ai preliminari di Champions League in entrambi i casi, riuscendo comunque a conquistare l'ingresso in Europa League, rilanciandosi definitivamente in ambito nazionale ed internazionale.

Il 2 giugno 2012, dopo aver interrotto il rapporto con Reja, la società capitolina annuncia come nuovo allenatore il bosniaco naturalizzato svizzero Vladimir Petković. Il 26 maggio 2013 la Lazio conquista la sua sesta Coppa Italia battendo, in un derby storico, i rivali cittadini della Roma.

Il 18 agosto 2013 la Lazio perde la sua seconda finale nella storia della Supercoppa italiana, sconfitta per 4-0 dai campioni d'Italia della Juventus. Il 4 gennaio 2014, dopo una serie di risultati poco soddisfacenti e la firma per guidare la Nazionale di calcio della Svizzera, viene esonerato per giusta causa il tecnico Vladimir Petković, insieme al suo staff, venendo sostituito da Edy Reja, che già sedette sulla panchina della Lazio dal 2010 al 2012.[36]

Il 12 giugno 2014 la società biancoceleste ufficializza l'ingaggio del parmense Stefano Pioli come nuovo allenatore della Lazio.[37]

Cronistoria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cronistoria della Società Sportiva Lazio.
Cronistoria della Società Sportiva Lazio[38]
  • 1900 - 9 gennaio, fondazione della Società Podistica Lazio.

  • 1901 - 6 gennaio, inizio dell'attività calcistica ufficiosa. L'uniforme è una maglia bianca con calzoncini neri.
  • 1902 - Attività a carattere locale.
  • 1903 - Attività a carattere locale.
  • 1904 - Attività a carattere locale.
  • 1905 - Attività a carattere locale.
  • 1906 - Attività a carattere locale.
Vincitrice della Coppa Baccelli (1º titolo).
  • 1907 - Attività a carattere locale.
Vincitrice del Campionato Romano (1º titolo).
Vincitrice del Torneo di Perugia (1º titolo).
  • 1908 - Semifinalista al Torneo Centro-sud-nord.
Vincitrice della Coppa Tosti (1º titolo).
Vincitrice del Campionato Interregionale Centro-sud (1º titolo).
Vincitrice della Coppa Baccelli (2º titolo).
  • 1909 - 4ª al Torneo Centro-sud-nord.
Vincitrice della Coppa Tosti (2º titolo).
Vincitrice della Coppa Baccelli (3º titolo).
Vincitrice del Torneo di Napoli (1º titolo).
  • 1910 - Vincitrice della Terza Categoria.
Vincitrice della Coppa Baccelli (4º titolo).
2ª al Torneo di Sicilia.
  • 1910 - Istituzione della sezione dedicata al football.

  • 1911 - Vincitrice della Terza Categoria.
Vincitrice della Coppa Italia Sportiva (1º titolo).
Vincitrice della Coppa Gaia Perugini (1º titolo).
Vincitrice della Targa Audace (1º titolo).
Vincitrice della Coppa Branca (1º titolo).
Vincitrice della Coppa di Pasqua (1º titolo).
Vincitrice del Campionato Laziale di Seconda Categoria.
Vincitrice della Coppa di Natale (1º titolo).
  • 1916-1917 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vincitrice del Torneo dei Primi Calci (1º titolo).
2ª in Coppa di Natale.
  • 1917-1918 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
  • 1918-1919 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vincitrice della Coppa di Pasqua (2º titolo).
Vincitrice del Torneo Canalini (1º titolo).
2ª al Memorial ai Caduti.

3ª nel girone eliminatorio di Coppa CONI.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
Vincitrice del Campionato romano di guerra.
3ª nel Torneo a Quattro.
  • 1944-1945 - Sospensione attività ufficiale per cause belliche.
2ª nel Campionato romano di guerra.
2ª nel Torneo Interregionale.
3ª nella Coppa Città di Roma.
1º posto nel girone eliminatorio del Campionato Romano; Ritirata per il girone di semifinale.
4ª in Coppa Latina.

4ª in Coppa Mitropa.
Qualificata ai quarti di finale della Coppa Italia 1958.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa dell'Amicizia con la rappresentativa italiana.

Finalista di Coppa Italia.
Contribuisce alla vittoria della Coppa delle Alpi con la rappresentativa italiana.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
1º turno di Coppa Italia.
3º turno di Coppa Italia.
3º posto alla Pequeña Copa del Mundo 1966.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Mitropa.
1º turno, seconda fase di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa delle Alpi.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.

2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Vincitrice della Coppa delle Alpi (1º titolo).
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
6ª nel girone eliminatorio di Coppa Anglo-Italiana.
4ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
4ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Non ammessa alla Coppa dei Campioni.[40]
3ª nel girone semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
2ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
2ª nel quarto girone di Coppa Piano Karl Rappan.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
5ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
3ª nel girone eliminatorio di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.

2º turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
  • 1998 - 27 aprile, la Società Sportiva Lazio S.p.A. avvia la quotazione in Borsa.
  • 1998-1999 - 2ª in Serie A.
Coppacoppe.png Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Supercoppaeuropea.png Vincitrice della Supercoppa UEFA (1º titolo).
Quarti di finale di Champions League.
  • 2000 - 9 gennaio, centenario della fondazione della società polisportiva (Società Podistica Lazio).

Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
Prima fase di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
2º turno di Coppa UEFA.
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Intertoto.
3º turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Europa League.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Quarti di finale di Europa League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.
Finalista di Supercoppa italiana.

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colori e simboli della Società Sportiva Lazio.

Colori

I colori storici della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste, scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, in quanto la società romana fu fondata in un periodo di rinascita dell'antico spirito olimpico, risorto in quanto nel 1896, su impulso del barone francese Pierre de Coubertin, si svolsero i primi Giochi olimpici dell'era moderna.[45][46]

Per la scelta dei colori determinante fu il giudizio del principale fondatore, Luigi Bigiarelli, segnato dalla rinascita dell'ideale olimpico di cui fu un appassionato cultore e al quale consacrò le sue gesta di emerito sportivo dell'epoca (fu podista e nuotatore), mentre uno dei suoi amici nonché socio fondatore, Olindo Bitetti, fu colui che ispirò la scelta del nome Lazio, escludendo volutamente quello di Roma, in quanto già esistente una società polisportiva dal nome Ginnastica Roma, ma soprattutto per ampliare gli scenari anche oltre i confini dell'Urbe abbracciando tutta la regione.

Per i colori della loro maglia (la prima versione bianca con la scritta "Lazio" a caratteri celesti sul petto, e poco dopo a scacchi bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono soprannominati Biancocelesti od anche Biancazzurri.[47][48]

Simboli ufficiali

Stemma

Il simbolo della S.S. Lazio è l’Aquila, scelta in quanto emblema di potenza, vittoria e prosperità.

Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche: il primo vero logo ufficiale, ideato nel 1912, raffigurava uno scudo a strisce verticali bianche e celesti dove era posata un'aquila che reggeva un nastro sul quale campeggiava il nome della società.[49]

Qualche stagione più tardi comparirà sul simbolo laziale la dicitura "Roma", per poi essere modificato durante il Ventennio per volontà del regime mussoliniano. Alla fine della dittatura lo stemma del club biancoceleste fu ridisegnato secondo lo stile originario. Nel 1979, con l'arrivo del merchandising nel calcio italiano, anche la Lazio creò un proprio logo, registrato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, ovvero una piccola aquila stilizzata blu, che comparve nelle maglie realizzate dalla azienda romana Pouchain.[50]

Particolare è il simbolo adottato negli anni ottanta, caratterizzato esclusivamente dalla figura stilizzata dell'aquila, molto amata dai tifosi laziali e non solo, tant'è vero che secondo la classifica degli stemmi più belli del calcio stilata dal Guerin Sportivo, quello biancoceleste risulta essere il terzo simbolo più apprezzato in assoluto.[51]

Lo stemma attuale della società capitolina, il quale ha subito l'ultimo restyling nel 1993, riprende lo stile di quelli passati, con un'aquila d'oro che si posa sullo scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale è inciso il nome del club. Tale emblema è stato rivisitato in una versione speciale in occasione del centenario laziale ed è rimasto per un anno esatto sulle maglie della Lazio a partire dal 9 gennaio 2000: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente in forma stilizzata e a grossi caratteri il numero 100, che andava a ricordare gli anni trascorsi dalla fondazione della più antica società calcistica della Capitale.

Inno

L'inno ufficiale della S.S. Lazio è Vola Lazio vola, composto ed interpretato nel 1983 dal cantautore ed attore romano Toni Malco, da sempre sostenitore dei colori biancocelesti. Per la presentazione di questo inno fu organizzata una serata di gala durante la quale lo cantarono anche tre "bandiere" della Lazio come Vincenzo D'Amico, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, i quali hanno ripetuto la loro performance proprio in occasione dei 25 anni di Vola Lazio vola, recentemente festeggiati.[52] Altro idolo della tifoseria laziale ad aver intonato insieme a Malco l'inno biancoceleste è stato Giuseppe Signori, all'epoca bomber della formazione capitolina. Vola Lazio vola è trasmesso dagli altoparlanti dello Stadio Olimpico al termine di ogni partita vinta dalla Lazio, mentre poco prima dell'inizio delle gare in casa delle Aquile viene diffuso l'inno Non mollare mai, scritto ed interpretato dal cantautore romano Francesco Scarcelli.

Durante il prepartita dei match casalinghi viene diffuso anche Inno alla Lazio - Sò già du ore, un brano di Aldo Donati pubblicato nel 1977, molto caro alla tifoseria poiché è l'inno più antico. Le ultime strofe, pur senza nominarlo, sono un tributo all'indimenticato Tommaso Maestrelli e vengono salutate con l'applauso dai tifosi.

Mascotte

Alla fine degli anni novanta la Lazio creò la sua mascotte ufficiale: Skeggia, un aquilotto con la divisa biancoceleste e un pallone da calcio, divenuto poi anche il simbolo delle scuole calcio del club romano.

Nel 2010 la società capitolina ha adottato un'aquila che, dopo un sondaggio online tra i tifosi, ha battezzato col nome di Olimpia,[53] e che richiama il ricordo della sua fondazione ispirata dagli ideali olimpici. Prima di ogni gara casalinga, la mascotte viene fatta volare per qualche minuto all'interno dello stadio sotto il controllo dei propri falconieri il cui capo è lo spagnolo Juan Bernabè.[54] Il rapace, che vive all'interno del Centro sportivo di Formello, accompagna la squadra anche nel periodo del ritiro estivo, in occasioni delle amichevoli e per le gare ufficiali casalinghe dove viene fatto volare sul campo di gioco.

Strutture

Stadi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio della Rondinella, Stadio Nazionale, Stadio Flaminio e Stadio Olimpico (Roma).
Lo Stadio Nazionale fu la "casa" biancoceleste dal 1931 al 1953.
Lo Stadio Olimpico di Roma ospita le partite interne della Lazio dal 1953.

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Lazio fu il campo di Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 al Parco dei Daini. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attacante Fernando Saraceni I centrò in pieno volto una nobildonna in carrozza: come punizione suo marito, il prefetto Angelo Annaratone, "sfrattò" i biancocelesti.

In cerca di un nuovo stadio, i calciatori laziali si trasferirono prima al campo della Farnesina e successivamente allo Stadio della Rondinella (che sorgeva nell'area fra gli attuali Stadio Flaminio e Palazzetto dello Sport), dove giocarono fino al 1931.[16] A quel punto la Lazio, così come la Roma, si divisero lo Stadio Nazionale, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori.[16][55]

Nel 1953 entrambe le squadre romane si trasferirono allo Stadio Olimpico, dove tuttora disputano i loro match casalinghi. L'Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio della Capitale. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali della Roma, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008,[56] lo stadio ha una capacità di 73.261 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, i campionati del mondo di atletica leggera 1987, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali del 1990 che avrebbero visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le compagini capitoline giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio.

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro sportivo di Formello.

Il Centro sportivo di Formello è situato nell'omonima cittadina in provincia di Roma. Fu costruito nella seconda metà degli anni novanta per volontà dell'allora presidente Sergio Cragnotti e fu inaugurato ufficialmente il 7 aprile del 1997. La squadra ne usufruisce dalla stagione sportiva 1997-1998, utilizzandolo come centro di allenamento quotidiano per i calciatori biancocelesti.

Dal 1998 è situata presso gli uffici del centro sportivo la sede ufficiale del club, anche se in un breve periodo (dal 2001 al 2004), la sede fu spostata a Roma prima in via Augusto Valenziani 10 e poi in via Borgognona 47, per essere di nuovo trasferita in maniera definitiva in quel di Formello.

Società

La Società Sportiva Lazio è, dal 27 aprile 1967, una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.".[57] Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società Capogruppo S.S. Lazio S.p.A.. Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative all’omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, nonché le attività pubblicitarie, di merchandising ed in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio (tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.).

Il Gruppo ha rapporti con Roma Union Security S.r.l., Gasoltermica Laurentina S.p.A., facenti capo al Dott. Claudio Lotito, e Cirio Lazio Immobiliare S.r.l..

S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A. detiene il 100% del capitale posseduto.[58]

Dal 19 luglio 2004 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Lazio è la "Lazio Events S.r.l.", presieduta da Claudio Lotito, che attualmente detiene il 100% della citata "Lazio Events" e, tramite quest'ultima, il 66,44% del capitale azionario della Lazio.

Il capitale sociale è di Euro 40.643.346,60 i.v. diviso in n. 67.738.911 azioni del valore nominale di euro 1,219 (uno e duecentodiciannove centesimi) ciascuna.

Secondo l'attuale organigramma societario, la Lazio è articolata su un sistema dualistico; la società è guidata da un consiglio di gestione, presidenziato da Claudio Lotito, ed uno di sorveglianza, composto da cinque membri, compreso l'attuale presidente, il Prof. Corrado Caruso.

Dal 27 aprile 1998 la Lazio è quotata presso il mercato di Borsa Italiana S.p.A. a partire nel segmento Standard (Classe 1) (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL), e su tale mercato vengono negoziate le azioni ordinarie circolanti.[59]

Il Centro sportivo di Formello, campo di allenamento della Lazio, risulta essere gravato da ipoteca legale iscritta il 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l’Agenzia delle Entrate.

In base a quanto emerge dal rapporto annuale effettuatato da "Deloitte Football Money League" e pubblicato da Deloitte & Touche nel 2009, la Lazio risultava essere la ventesima società più ricca al mondo per quantità di ricavi (83,1 milioni di Euro).[60]

Organigramma societario

Dal sito internet ufficiale della società.[57]

Staff dell'area amministrativa

CONSIGLIO DI GESTIONE

CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA

  • Italia Corrado Caruso - Presidente
  • Italia Alberto Incollingo - Vicepresidente
  • Italia Fabio Bassan - Consigliere
  • Italia Vincenzo Sanguigni - Consigliere
  • Italia Silvia Venturini - Consigliere

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

  • Italia Claudio Lotito - Presidente
  • Italia Armando Antonio Calveri - Segretario Generale
  • Italia Marco Cavaliere - Direzione Amm.va e Controllo di Gestione / Investor Relator
  • Italia Francesca Miele - Direzione Legale e Contenziosi
  • Italia Giovanni Russo - Direzione Organizzativa Centro Sportivo di Formello, Uffici, Country Club, Stadio
  • Italia Sergio Pinata - Delegato Sicurezza Stadio / R.S.P.P.
  • Italia Angelo Cragnotti - Responsabile Biglietteria
  • Italia Giulio Coletta - Direzione Settore Giovanile

STRUTTURA FORMATIVA QUALIFICATA STEWARD

  • Italia Giovanni Russo - Direttore Struttura
  • Italia Sergio Pinata - Direttore Corsi
  • Italia Stefano Bucci - Segreteria Corsi
  • Italia Marco Bordini - Tutor

S.S.LAZIO MARKETING & COMMUNICATION S.p.A.

  • Italia Marco Canigiani - Coordinatore Marketing, Sponsorizzazioni ed Eventi
  • Italia Massimiliano Burali d'Arezzo - Area Marketing
  • Italia Laura Silvia Zaccheo - Area Marketing
  • Italia Valerio D'Attilia - Area Licensing e Retail
  • Italia Stefano De Martino - Responsabile Comunicazione/Stampa


Di seguito l'elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della S.S. Lazio.[61]

Stemma della Società Sportiva Lazio.svg
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1946-1963: Gradella Sport
  • 1963-1964: Lacoste
  • 1964-1969: Gradella Sport
  • 1969-1970: Maglificio Lama - TuttoSport
  • 1970-1971: Umbro
  • 1971-1976: TuttoSport
  • 1976-1979: NR (Ennerre)
  • 1979-1980: Pouchain
  • 1980-1982: Adidas
  • 1982-1986: NR (Ennerre)
  • 1986-1987: TuttoSport
  • 1987-1989: Kappa
  • 1989-1998: Umbro
  • 1998-2012: Puma
  • 2012-oggi: Macron
Cronologia degli sponsor ufficiali

Nella stagione 2008-2009 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

PES 2009 nella partita Lazio-Inter
Groupama Assicurazioni nella partita Lazio-Roma
Cucciolone Algida nelle partite Lazio-Udinese e Lazio-Reggina
  • 2009-2010: Edileuropa
Regione Lazio nella finale di Supercoppa Italiana Inter-Lazio
Paideia nelle partite Catania-Lazio e Lazio-Milan

Nella stagione 2010-2011 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

Paideia nelle partite Lazio-Napoli e Lazio-Genoa

Nella stagione 2011-2012 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

Paideia nella partita Lazio-Roma
Fondazione "Gabriele Sandri" nella partita Lazio-Parma

Nella stagione 2012-2013 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

“No Racism” nella partita Lazio-Udinese
Paideia nelle partite Lazio-Inter e Lazio-Sampdoria

Nella stagione 2013-2014 non era previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie:

“We love football, We fight racism” nella partita Lazio-Udinese
Lazio Style Channel nelle partite Milan-Lazio, Bologna-Lazio e Catania-Lazio
Paideia nella partita Lazio-Roma


Sedi sociali e campi di gioco

Di seguito l'elenco delle sedi sociali e dei campi di gioco utilizzati dalla S.S. Lazio nel corso della sua storia.[62]

Cronologia delle sedi sociali
  • 1900: Lungotevere dei Mellini
  • 1900: Vicolo degli Osti, 15
  • 1900-1904: Via Valadier, 6
  • 1904-1906: Via Pompeo Magno, 94
  • 1906-1910: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1910: Via Sistina, 123
  • 1910-1913: Casina di Via dell'Uccelliera
  • 1913-1914: Via delle Coppelle, 16
  • 1914-1924: Via Vittorio Veneto, 7
  • 1924-1925: Via Santo Stefano del Cacco, 16
  • 1925-1926: Vicolo dei Due Macelli
  • 1926-1929: Via Tacito
  • 1929-1934: Vicolo D'Ascanio, 11
  • 1934-1958: Via Frattina, 89
  • 1958-1963: Viale Rossini, 21
  • 1963-1966: Via Nizza, 45
  • 1966-1987: Via Col di Lana, 8
  • 1987-1992: Via Margutta, 54
  • 1992-1995: Corso d'Italia, 19
  • 1995-1998: Via Umberto Novaro, 32
  • 1998-2001: Via di Santa Cornelia, 1000
    (Centro sportivo di Formello)
  • 2001-2003: Via Augusto Valenziani, 10
  • 2003-2004: Via Borgognona, 47
  • 2004-oggi: Via di Santa Cornelia, 1000
    (Centro sportivo di Formello)
Cronologia dei campi di gioco
  • 1901-1905: Campo di Piazza d'Armi
  • 1905-1913: Parco dei Daini
  • 1913-1914: Campo della Farnesina
  • 1/9/1914-1931: Stadio della Rondinella
  • 1931-1953: Stadio Nazionale
  • 1953-1989: Stadio Olimpico di Roma
  • 1989-1990: Stadio Flaminio
  • 1990-oggi: Stadio Olimpico di Roma


Impegno nel sociale

La S.S. Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari.

Le numerose sezioni della Polisportiva ogni anno, attraverso la vendita di gadget firmati dagli atleti (maglie, palloni, motociclette, etc) e l'organizzazione di eventi speciali,[63] si impegnano ad aiutare attivamente, insieme all'associazione benefica di Suor Paola D'Auria (So.Spe.) e a quella intitolata alla memoria del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, persone in difficoltà, in particolare donne, bambini e ragazzi vittime di condizioni di disagio.[64][65]

La Sezione Calcio della Polisportiva biancoceleste ha anche sponsorizzato la So.Spe. nel corso del campionato 2007-08, esibendone il logo sulle maglie.[66] Anche nella stagione seguente la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.[67]

La S.S. Lazio Calcio, dopo aver adottato nel 2010 l'aquila Olimpia, ha deciso di intraprendere al fianco dell'A.R.F., un'associazione per la tutela e soccorso degli animali operante nel Lazio, una campagna di sensibilizzazione anti-bracconaggio e la raccolta di donazioni in favore del progetto di protezione e cura dei rapaci.[68]

Il 6 novembre 2011, in occasione della partita di campionato Lazio-Parma, sulle maglie dei biancocelesti ha campeggiato il logo della Fondazione "Gabriele Sandri", onlus dedicata alla memoria del giovane tifoso laziale e promotrice di iniziative per lo studio e il contrasto di ogni forma di violenza attraverso la diffusione, soprattutto fra i bambini ed i giovani, di una cultura della civile convivenza e della legalità.[69]

Il 27 novembre 2012, per la gara di campionato Lazio-Udinese, la squadra capitolina scende in campo con la scritta "No Racism", veicolando così il suo messaggio dopo l'aggressione ultras a sfondo razziale nei confronti di alcuni tifosi del Tottenham nel centro di Roma, prima del match di Europa League tra le Aquile e gli Spurs.[70]

Il 29 marzo 2013 esce su iTunes Store il singolo Replay non ne ha, canzone interpretata dai giocatori della Lazio, con la partecipazione straordinaria di Fiorello e la collaborazione di Don Roberto Fiscer, per sostenere la So.Spe. di Suor Paola D'Auria devolvendogli i proventi della vendita del disco e di quella del brano sul negozio on-line.[71]

Settore giovanile

Il logo delle scuole calcio biancocelesti con al centro Skeggia, la mascotte laziale.
Vincenzo D'Amico, campione d'Italia nel 1974 con la Lazio, capitano negli anni '80, è cresciuto nel settore giovanile delle Aquile.

Il settore giovanile della S.S. Lazio è formato da formazioni che militano nei seguenti campionati: Primavera, Allievi Nazionali ed Allievi Regionali d'Eccellenza Fascia B, Giovanissimi Nazionali, Giovanissimi Regionali d'Eccellenza Fascia B e Giovanissimi Provinciali Fascia B "a", Fascia B "b" e Fascia B "c", Esordienti e Pulcini. Esistono anche diverse società gemellate in tutta la regione, con le quali vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.[72]

Le attività delle giovanili biancazzurre si svolgono in due punti principali della città di Roma: il campo sportivo Gentili sulla via Cassia, dove è localizzato il polo nord della scuola calcio, ed il campo Dabliu nel quartiere capitolino dell'Eur, dove è invece localizzato il polo sud della scuola calcio laziale. La società ha poi intrapreso numerose iniziative, tra cui l'organizzazione dei Lazio Summer Camp, ovvero campi estivi presenti in molte zone dell'hinterland romano.[73] I ragazzi facenti parti delle varie squadre giovanili sono in numero di circa 450 unità.[74]

Attualmente il settore giovanile laziale vede a capo dell'organigramma direttivo il Generale Giulio Coletta, approdato alla corte biancoceleste nell'estate del 2004 con l'avvento del presidente Lotito, ed il tecnico Alberto Bollini in qualità di coordinatore. Queste due massime cariche dirigenziali del settore giovanile sono coadiuvate dal lavoro svolto da altri professionisti, tra cui il coordinatore dell'area tecnica della Lazio, l'ex attaccante albanese Igli Tare, che si occupa esclusivamente della formazione Primavera e di quella degli Allievi Nazionali.

Nel corso dei decenni il vivaio laziale ha da sempre cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, dai primissimi anni di attività del club fino ad oggi, basti pensare che nella seconda metà degli anni settanta la formazione biancoceleste era composta per gran parte da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia ed Agostinelli), e che negli anni ottanta il vivaio laziale ha formato giocatori del calibro di Mauro Tassotti e Paolo Di Canio, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta, quando dalla formazione Primavera sono arrivati in prima squadra Marco Di Vaio e soprattutto Alessandro Nesta, divenuto uno dei simboli della società romana. Nelle ultime stagioni è stato il difensore Lorenzo De Silvestri il calciatore più talentuoso che, dopo l'esordio in prima squadra, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante durante la sua permanenza in maglia biancazzurra.

La Lazio ha al suo attivo ben cinque vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01, 2012-13)[75] e due in Coppa Italia Primavera (1978-79, 2013-2014).[76] Tuttavia gli Aquilotti non sono mai riusciti nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, pur arrivando a disputare la finale in quattro occasioni.

La Lazio nella cultura di massa

Francobollo delle Poste italiane celebrativo della Lazio laureatasi campione d'Italia nella stagione 1999-00.
Mario Riva, tifoso biancoceleste e consigliere onorario della Lazio.

La Lazio si è spesso distinta non solo in ambito calcistico, ma anche nella cultura romana ed italiana. La partita di campionato Lazio-Foggia del 28 agosto 1993, prima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A 1993-94, fu il primo posticipo della storia del calcio nazionale ad essere trasmesso in televisione, più precisamente alle ore 20:30 dalla piattaforma televisiva commerciale TELE+, con il commento del giornalista sportivo Massimo Marianella. La partita, per la cronaca, terminò con il risultato di 0-0.

La Lazio è entrata a far parte anche del mondo della musica. Sono state dedicate alla squadra capitolina numerose canzoni come Notti biancazzurre ed E vola l'aquila di Toni Malco, La più bella di tutte quante e Quant'è bello esse laziali di Aldo Donati, Caput mundi di Enrico Lenni e Cent'anni insieme, brano composto da vari autori in occasione del centenario della gloriosa società romana ed interpretato tra gli altri da Pino Insegno, Edoardo Guarnera e Mino Reitano, simpatizzante laziale, oltre ai noti "cantori" biancazzurri Malco, Donati e Lenni. Emozionante è il singolo E' già domenica della band italiana degli Statuto, la quale ha voluto dedicare questa canzone alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso laziale scomparso tragicamente l'11 novembre 2007.

Nello spettacolo sono stati molti gli artisti che si sono avvicinati ai colori biancocelesti, e uno dei più accesi sostenitori è stato l'indimenticabile Mario Riva, storico presentatore de Il Musichiere, durante il quale lo stesso Riva vantava in più occasioni il suo essere laziale, creando simpatici siparietti con il pubblico e gli ospiti. Alla fine degli anni cinquanta il popolare show-man fu elevato alla dignità di consigliere onorario della Lazio dall'allora presidente Siliato.[77]

Presidenti e allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti e allenatori della Società Sportiva Lazio.

Presidenti

A partire dalla fondazione del club ad oggi, alla guida della Lazio si sono avvicendati 34 presidenti, di cui 4 hanno svolto anche il ruolo di commissario straordinario. Il primo presidente del club più antico della Capitale fu il Cavalier Giuseppe Pedercini.

Il periodo più lungo in carica è appannaggio di Fortunato Ballerini, alla guida della Lazio per 21 anni dal 1904 al 1925; Sergio Cragnotti, presidente dal 1992 al 1994 e poi dal 1998 al 2003, vanta il palmarès più ampio della storia della società.

Da ricordare è Umberto Lenzini, soprannominato dai tifosi Papà Lenzini, presidente del primo Scudetto biancoceleste (1973-74), e Leonardo Siliato, in carica quando la Lazio conquistò il suo primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia del 1958.

Tre personalità che hanno scritto la storia del club laziale: Umberto Lenzini (a sinistra), Tommaso Maestrelli (al centro) e Fulvio Bernardini (a destra).

Attualmente in carica è l'imprenditore romano Claudio Lotito, divenuto presidente il 19 luglio 2004, quando acquista il 32% del capitale sociale, salvando la storica società capitolina da una situazione che l'avrebbe condotta al fallimento.

Allenatori

Sono 64 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Lazio, tra cui due hanno ricoperto il ruolo di direttore tecnico e quattro hanno assunto tale incarico dopo esser stati in stagioni precedenti anche sulla panchina biancoceleste.

Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di campionato. In pratica i giocatori – atleti, studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi al campo di Piazza d'Armi prima e allo Stadio della Rondinella poi per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, spesso sotto il coordinamento del capitano della squadra. Il primo vero allenatore della storia biancoceleste fu l'italiano Guido Baccani, scelto dal presidente Ballerini nel 1906, al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Baccani allenò la squadra quasi per un ventennio fino al 1924, quando entrò a far parte della commissione tecnica della Nazionale azzurra.

A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora proprio Guido Baccani, rimasto alla guida della squadra per 18 stagioni, compresi gli anni in cui le attività erano sospese a causa della prima guerra mondiale, dal 1906-07 al 1923-24. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per i tecnici del club romano.

Dino Zoff vanta il primato complessivo di panchine ufficiali (202), mentre quello di trofei vinti con il club (7 con le Aquile) appartiene al tecnico svedese Sven-Göran Eriksson.

Da menzionare anche Tommaso Maestrelli, il principale artefice del primo Scudetto biancazzurro, scomparso nel 1976 poco dopo aver condotto la Lazio ad un'insperata salvezza, e Fulvio Bernardini, tecnico negli anni cinquanta e sessanta che nel 1958 regalò ai laziali la prima vittoria di un trofeo ufficiale, ossia la Coppa Italia.

L'attuale allenatore della prima squadra è Stefano Pioli, nato nel 1965, che ricopre l'incarico dal 12 giugno 2014.

Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori della Società Sportiva Lazio.
Silvio Piola, miglior cannoniere laziale di tutti i tempi.
Giorgio Chinaglia, capocannoniere nella stagione del primo Scudetto.

A partire dalla fondazione del club ad oggi, hanno vestito la maglia della Lazio oltre 800 calciatori, in gran parte italiani; alcuni di questi hanno militato nella Nazionale italiana.

Tra i calciatori italiani di rilievo sono annoverati Sante Ancherani, uno dei pionieri della sezione calcio della polisportiva laziale e primo capitano e allenatore biancoceleste, Fulvio Bernardini, primo calciatore della Lazio, romano di nascita e proveniente dal Centro-Sud, ad essere convocato in Nazionale, Ezio Sclavi, estremo difensore laziale tra gli anni anni venti e trenta, Anfilogino Guarisi, detto Filò, oriundo italo-brasiliano campione del mondo nel (1934), Silvio Piola, vero e proprio giocatore simbolo degli anni trenta e quaranta con la maglia della Lazio e della Nazionale azzurra, con la quale ha vinto un mondiale (1938)

Altro celebre calciatore ad aver scritto la storia del club romano è stato Bob Lovati, divenuto capitano della squadra negli anni cinquanta e sessanta e successivamente allenatore e dirigente, sia a livello giovanile che di prima squadra. Accanto a lui in quel periodo figurano, tra gli altri, il difensore Diego Zanetti, i centrocampisti Paolo Carosi e Nello Governato, oltre al centravanti Orlando Rozzoni.

Negli anni settanta, con la chiusura della frontiere, nella Lazio militarono giocatori del calibro di Giorgio Chinaglia, il bomber del primo Scudetto biancoceleste e che un decennio più tardi sarebbe divenuto anche presidente della società capitolina, il portiere Felice Pulici, il difensore Pino Wilson, record-man di partite giocate indossando la fascia di capitano, i compagni di reparto Luigi Martini e Giancarlo Oddi, i centrocampisti Mario Frustalupi e Luciano Re Cecconi, e gli attaccanti Vincenzo D'Amico e Renzo Garlaschelli, tutti protagonisti della vittoria del campionato 1973-74.

Negli anni ottanta, anche se non rappresentano un periodo particolarmente felice per i colori biancocelesti, si distinsero, oltre a due storiche "bandiere" come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, anche Mauro Tassotti, prodotto del vivaio laziale, Domenico Caso, capitano degli Eroi del -9 ed allenatore della Lazio nel 2004, Gabriele Pin, fulcro del centrocampo delle Aquile in quelle stagioni, l'indimenticato Giuliano Fiorini che, in quel Lazio-L.R. Vicenza del 21 giugno 1987, segnò il goal decisivo grazie al quale il club capitolino evitò la retrocessione e andò agli spareggi per la permanenza in Serie B, e Paolo Di Canio, cresciuto nel settore giovanile e divenuto autentico beniamino dei supporters biancazzurri.

Bruno Giordano, uno dei più grandi bomber ad aver indossato la maglia biancoceleste.

Durante gli anni novanta hanno militato nella squadra romana molti giocatori i quali hanno poi formato un blocco importante per la Nazionale italiana, basti pensare al portiere Luca Marchegiani e agli attaccanti Beppe Signori (secondo goleador biancoceleste di tutti i tempi con 127 reti) e Pierluigi Casiraghi, tutti e tre finalisti al mondiale del 1994, oltre a Giuseppe Favalli, record-man di presenze con la maglia delle Aquile (401 in 11 stagioni), Diego Fuser, Roberto Mancini, ex "numero 10" nonché allenatore laziale dal 2002 al 2004, per poi arrivare a Christian Vieri ed Alessandro Nesta, protagonista del trionfo azzurro nel mondiale del 2006, cresciuto fin da bambino nella società biancoceleste, per la quale è diventato un simbolo, e tuttora capitano più vittorioso nella storia della Lazio.

Agli anni recenti sono legati i nomi di Angelo Peruzzi, uno dei più grandi portieri italiani di sempre e campione mondiale nel 2006, e Massimo Oddo, anch'egli elemento della trionfante spedizione azzurra nonché capitano dei biancocelesti.

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Lazio si segnalano: negli anni cinquanta il paraguaiano Dionisio Arce, il norvegese Per Bredesen, il turco Şükrü Gülesin, lo svedese Arne Selmosson ed il brasiliano Humberto Tozzi, negli anni sessanta il centrocampista turco Can Bartu e l'attaccante argentino Juan Carlos Morrone, soprannominato El Gaucho.

Fino al 1980 non fu più possibile ingaggiare calciatori non italiani, mentre negli anni ottanta indossarono il biancoceleste giocatori quali Batista, mediano della Nazionale brasiliana che prese parte al mondiale del 1982, il fantasista danese Michael Laudrup, vincitore con la sua selezione nazionale della Confederations Cup del 1995, e l'attaccante uruguaiano Rubén Sosa, che con la casacca della Celeste ha conquistato due edizioni della Copa América (1987 e 1995).

Negli anni novanta furono molti i calciatori stranieri a vestire la casacca della Lazio: fra i tanti da citare sono i tedeschi Karl-Heinz Riedle, vincitore del mondiale del 1990 giocato in Italia, e Thomas Doll, l'inglese Paul Gascoigne, talentuoso centrocampista noto anche per le sue vicende extra-calcistiche, l'olandese Aron Winter, campione continentale all'europeo del 1988, il croato Alen Bokšić, il ceco Pavel Nedvěd, insignito del Pallone d'oro, il cileno Marcelo Salas, bomber negli "anni d'oro" della Lazio vincente del presidente Cragnotti, i serbi Siniša Mihajlović e Dejan Stanković, oltre agli argentini Matías Almeyda, Diego Simeone e Juan Sebastián Verón.

Agli anni recenti sono legati i nomi di Tommaso Rocchi, quinto bomber di sempre nella storia biancoceleste, di Stefano Mauri, attuale capitano della squadra, e quelli del centrocampista della Nazionale azzurra Antonio Candreva e di Miro Klose, punta di diamante nonché bomber più prolifico nella storia della Nazionale tedesca.

Capitani

Di seguito l'elenco dei 53 capitani[78] della S.S. Lazio con il periodo in cui hanno portato la fascia:

Pino Wilson, record-man di presenze con la fascia di capitano al braccio.

Maglie ritirate

  • 12 - Curva Nord[79]

Vincitori di titoli

Campioni del mondo

La Lazio e le Nazionali di calcio

La Lazio e la Nazionale italiana

Fulvio Bernardini, primo biancoceleste, nonché primo calciatore centromeridionale, a debuttare con la maglia della Nazionale italiana.

Il primo giocatore della Lazio ad essere convocato in Nazionale è stato Fulvio Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri per 7-0. Bernardini, nella sua carriera in Nazionale, ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, conquistando la medaglia di bronzo.

Successivamente, in occasione della Coppa Internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi, uno dei più grandi portieri dell'epoca, e nell'edizione 1933-35 fecero parte della vittoriosa compagine azzurra anche l'ala italo-brasiliana Anfilogino Guarisi e il bomber Silvio Piola. Nel 1934, in occasione dei Mondiali, fu ancora convocato l'oriundo Filò Guarisi, mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista il centravanti laziale Piola. Due anni prima, in occasione dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti: Baldo e Gabriotti.

Anfilogino Guarisi, primo calciatore laziale a laurearsi campione del mondo con la Nazionale italiana.

Gli anni quaranta rappresentarono un periodo difficile nella storia della Lazio, difatti Antonazzi è stato l'unico calciatore laziale ad essere chiamato in Nazionale durante quel decennio in occasione dei Giochi olimpici di Londra. Tuttavia negli anni cinquanta fecero parte della spedizione per i Mondiali brasiliani del 1950 alcuni calciatori biancocelesti, quali Furiassi, Remondini e Sentimenti IV,

Per ben 24 anni nessun biancoceleste ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali. Spezzarono il digiuno delle convocazioni tre simboli della Lazio fresca vincitrice del primo Scudetto della sua storia nel 1974, quali il bomber Chinaglia, il centrocampista Re Cecconi e il difensore Wilson, chiamati dall'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi per la spedizione mondiale. Nel 1978, in vista dei Mondiali, Manfredonia è stato l'unico rappresentante laziale nella compagine azzurra.

Dopo circa 16 dall'ultima presenza di giocatori biancocelesti con la maglia azzurra in competizioni ufficiali, complice un periodo particolarmente difficile per le sorti del club romano come quello vissuto negli anni ottanta, la Lazio diede alla Nazionale italiana tre elementi, come Casiraghi, Marchegiani e Signori, chiamati a far parte della spedizione azzurra ai Mondiali statunitensi del 1994, persi ai calci di rigore contro il Brasile. Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per Di Matteo, Fuser e Nesta, oltre al "solito" Gigi Casiraghi.

Tra il 1996 ed il 2002, a parte il campionato europeo del 2000, quando fu "accompagnato" dal compagno di squadra e di reparto Negro, Alessandro Nesta, uno dei più grandi capitani della storia biancoceleste, è stato l'unico calciatore della Lazio ad essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore, mantre il solo Baronio ha rappresentanto i colori biancocelesti ai Giochi olimpici di Sydney.

L'Europeo 2004 rappresenta la competizione durante la quale la compagine azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben cinque: Corradi, Favalli, Fiore, Oddo e Peruzzi. Quest'ultimi due hanno fatto parte anche della compagine azzurra che nella notte berlinese conquista la Coppa del Mondo 2006.

In occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008 sono stati convocati i due biancocelesti De Silvestri e Rocchi, quest'ultimo come "fuori quota".

Antonio Candreva e Federico Marchetti sono stati rappresentanti laziali con la casacca azzurra in occasione della Confederations Cup 2013.

L’ultimo calciatore della formazione laziale ad essere convocato in una spedizione azzurra è stato Antonio Candreva, convocato per i Mondiali brasiliani del 2014.

I giocatori della Lazio nelle varie spedizioni azzurre

Competizione Calciatori
Coppa Internazionale 1931-1932 Sclavi[80]
Coppa Internazionale 1933-1935 Guarisi, Piola
Mondiale 1934 Guarisi[81]
Olimpiade 1936 Baldo, Gabriotti
Mondiale 1938 Piola[82]
Olimpiade 1948 Antonazzi
Mondiale 1950 Furiassi, Remondini, Sentimenti IV[83]
Mondiale 1974 Chinaglia, Re Cecconi, Wilson[84]
Mondiale 1978 Manfredonia[85]
Mondiale 1994 Casiraghi, Marchegiani, Signori[86]
Europeo 1996 Casiraghi, Di Matteo, Fuser, Nesta[87]
Olimpiade 1996 Nesta
Mondiale 1998 Nesta[88]
Europeo 2000 Negro, Nesta[89]
Olimpiade 2000 Baronio
Mondiale 2002 Nesta[90]
Europeo 2004 Corradi, Favalli, Fiore, Oddo, Peruzzi[87]
Mondiale 2006 Oddo, Peruzzi[91]
Olimpiade 2008 De Silvestri, Rocchi
Confederations Cup 2013 Candreva, Marchetti
Mondiale 2014 Candreva

Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès della Società Sportiva Lazio.

Il palmarès della S.S. Lazio è uno dei più prestigiosi a livello nazionale. Vincitrice del suo primo trofeo ufficiale nel 1958, la Lazio si è aggiudicata in 2 occasioni il campionato nazionale e ha vinto 6 edizioni della Coppa Italia, principale competizione di coppa nazionale del Paese. Il club biancoceleste vanta, inoltre, 3 Supercoppe italiane, per un totale di 11 vittorie in competizioni nazionali, cui vanno sommate 2 vittorie in competizioni internazionali che danno come somma complessiva 13 trofei ufficiali vinti. Dalla sua fondazione, la Lazio ha conquistato, soprattutto agli inizi del Novecento, numerosi tornei e competizioni a livello cittadino, regionale ed interregionale, arrivando persino a giocarsi lo Scudetto nella finalissima nazionale nel 1913 e 1914, perdendo rispettivamente con Pro Vercelli e Casale, ed anche nel 1923, quando venne superata nella doppia finale dal Genoa. Anche nel 1915 la formazione capitolina avrebbe dovuto disputare la finalissima, ma le fu impedito a causa dell’entrata in guerra dell’Italia nel Primo conflitto mondiale e dal conseguente stop alle attività sportive.

La squadra romana può vantare di aver centrato in una occasione il Double, ovvero la vittoria del campionato di massima serie e della coppa nazionale nella stessa stagione (accadute nella stagione 1999-00).

Vincitrice del suo primo trofeo internazionale ufficiale nel 1999 (Coppa delle Coppe, nella circostanza vinta per la prima ed unica volta da un club romano), i suoi 2 trofei vinti in competizioni a livello confederale e FIFA, tra cui una Supercoppa UEFA, vinta nel 1999 battendo gli allora Invincibili del Manchester United, la vedono nel novero delle undici squadre italiane che hanno trionfato fino adesso nelle rassegne continentali riconosciute dalla UEFA, ed attualmente unica formazione capitolina ad essersi aggiudicata titoli internazionali ufficiali. I biancocelesti, oltre ai trionfi in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA, hanno vinto nel 1971 l'undicesima edizione della Coppa delle Alpi, trofeo internazionale che però non è riconosciuto a livello confederale.

La Lazio è stata insignita nel 1967 della Stella d'Oro al Merito Sportivo e nel 2002 del Collare d'Oro al Merito Sportivo.

Il club capitolino, scelto squadra italiana dell'anno dall'Associazione Italiana Calciatori nel 1999, occupa il sesto posto tra i club italiani e il ventesimo a livello mondiale nel ranking stilato dall'IFFHS relativamente al periodo che va dal 1991 al 2009.

Competizioni nazionali

Scudetto.svg Campionato italiano: 2

Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 6

Super coppa italiana.svg Supercoppa italiana: 3

Campionato italiano di Serie B: 1

Competizioni internazionali

Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1

Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: 1

Altre competizioni

1971

Competizioni giovanili

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès del settore giovanile della Società Sportiva Lazio.

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 5 Campionati Primavera, essendo così la terza squadra con più Scudetti giovanili, e 2 Coppe Italia Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi sia a livello nazionale, soprattutto con le formazioni Berretti (1), Allievi Nazionali (2), Giovanissimi Nazionali (3), Pulcini (1) e in passato Ragazzi (1) e Juniores (1), sia in campo internazionale, con la formazione Primavera trionfante nel Trofeo Internazionale Karol Wojtyla in cinque occasioni, detenendo così il record di vittorie del torneo, oltre a quella degli Allievi, vincitrice del Torneo Internazionale Carlin's Boys di Sanremo.

Statistiche e record

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche della Società Sportiva Lazio.

Partecipazione ai campionati

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Prima Categoria 5 1912-1913 1920-1921
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 3 1927-1928 1945-1946
Serie A 72 1929-1930 2014-2015
Prima Divisione 1 1926-1927 1926-1927
Serie B 11 1961-1962 1987-1988

In 97 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 3 novembre 1912, inclusi 10 campionati di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale, oltre ad 1 di Prima Divisione.

Statistiche di squadra

Aldo Puccinelli, detentore del record di presenze in campionato con la maglia biancazzurra con 339 partite disputate.

In 97 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale, risalente al 3 novembre 1912, la Lazio ha disputato 85 campionati di massima serie (72 campionati di Serie A, 10 di Prima Categoria Nazionale e 3 di Divisione Nazionale), mentre per 1 volta ha partecipato al campionato di Prima Divisione Sud (1926-27) e per 11 volte a quello di Serie B (1961-62, 1962-63, 1967-68, 1968-69, 1971-72, 1980-81, 1981-82, 1982-83, 1985-86, 1986-87, 1988-89). I biancocelesti hanno terminato il campionato a girone unico 2 volte primi, 3 volte secondi e 6 volte terzi. In 72 stagioni sportive disputate dalla Lazio nel massimo campionato a girone unico ha, dunque, terminato il torneo sul podio nel 16% dei casi. Dall'avvento del girone unico la Lazio è stata 3 volte Campione d'inverno (1936-37, 1973-74, 1999-00).

Quella delle Aquile è la formazione italiana ad aver disputato il maggior numero di finalissime nazionali (4 volte, più specificatamente nelle stagioni 1912-13, 1913-14, 1914-15 e 1922-23) ovvero gli incontri che, prima dell'istituzione del campionato a girone unico, mettevano di fronte le compagini campioni del girone Nord e quello Sud per decidere la squadra campione d'Italia.

È stata la quarta squadra italiana, dopo Torino, Juventus e Napoli (e successivamente alle Aquile anche l'Inter), ad aver conquistato, nella stagione 1999-00, il Double, ovvero la conquista nello stesso anno di campionato e coppa nazionale.

In base alle partite ufficiali finora disputate, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto è il 9-1 inflitto al Modena il 12 giugno 1932.[92] La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l'8-1 rimediato nella stagione 1933-1934 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.[92]

La Lazio è la quinta società italiana per numero di partecipazioni (72) nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico, ed è al sesto posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, dietro a Juventus, Inter, Milan, Roma e Fiorentina. Al giugno 2012, dei 2320 incontri nella massima serie, 845 sono state le vittorie delle Aquile, 707 i pareggi e 768 le sconfitte, con 3121 gol segnati e 2888 subiti.

Miroslav Klose, centravanti attuale della Lazio.

La squadra biancoceleste detiene il record assoluto di vittorie fatte registrare in una sola giornata, con 3 successi ottenuti in occasione del Campionato Interregionale Centro-sud vinto nel 1908, quando sconfisse in mattinata il Lucca FC, nel primo pomeriggio la SPES Livorno e successivamente la Virtus Juventusque in finale.

Ha terminato il campionato a girone unico 2 volte prima, 3 volte seconda e 6 volte terza. Nelle 72 stagioni sportive disputate nel campionato a girone unico è dunque terminata sul podio nel 16,0% dei casi. Nelle 11 stagioni sportive disputate nel campionato cadetto a girone unico ha terminato il campionato 1 volta prima, 2 volte seconda e 2 volte terza, terminando sul podio nel 45% delle occasioni.

L'avversario affrontato più volte dalla Lazio in gare ufficiali è il Milan (146 volte), seguita da Juventus e Roma (144 volte), dall'Inter (143 volte) e dal Bologna (128 volte).

A livello di coppe nazionali la Lazio ha disputato 7 finali di Coppa Italia (con 6 vittorie) e 4 finali di Supercoppa italiana (3 successi) per un totale di 11 finali, settima squadra italiana in questa particolare classifica.

In ambito internazionale gli avversari classici in gare ufficiali sono Atlético Madrid, Beşiktaş, Boavista, Chelsea, Lens, Maribor, Real Madrid, con le Merengues che non si sono mai imposte all'Olimpico, e Sparta Praga (4 incontri), oltre a Partizan e Villarreal (3 incontri).

Ufficialmente, il più alto numero di spettatori per una partita della Lazio in casa è di 78 809 persone per una partita di Serie A contro il Foggia il 12 maggio 1974, il match che consegnò alla squadra romana il suo primo Scudetto. Un simile numero di spettatori era presente sugli spalti anche il 21 giugno 1987, data dello storico match vinto dai biancazzurri sul L.R. Vicenza per 1-0, risultato che consentì alla Lazio di andare agli spareggi per evitare la Serie C. Questi sono due record di presenze per tutta la storia dello Stadio Olimpico, includendo le partite della Roma e della Nazionale di calcio.

Statistiche individuali

A livello individuale, Giuseppe Favalli è il giocatore che detiene il record di presenze in maglia biancoceleste, durante i suoi dodici anni alla Lazio dal 1992 al 2004, ne ha collezionate 401. Seguono Pino Wilson con 394 partite disputate in 11 stagioni e Paolo Negro con 376 gare in 12 annate.[93] Il record di presenze per un portiere è di Luca Marchegiani, con i 339 incontri disputati in 10 stagioni, seguito da Idilio Cei con 290 gare in 10 annate ed Angelo Peruzzi con 226 partite disputate in 7 stagioni.[93] Il record di maggiori partite giocate esclusivamente in campionato è invece di Aldo Puccinelli, con 339 gettoni di presenza tra il 1940 e il 1955.[93] Seguono Pino Wilson e Beppe Favalli rispettivamente con 324 e 298 presenze.

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Silvio Piola con 149 gol (esclusi quelli segnati nelle coppe internazionali non riconosciute dalla UEFA).[93] Piola, che militò ai suoi tempi anche nella Pro Vercelli, nel Torino, nella Juventus ed infine nel Novara, è anche il miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 reti totali realizzate.[94] Alle spalle del "Silvio nazionale" seguono Beppe Signori (127 gol in 6 stagioni) e Giorgio Chinaglia (122 gol in 7 stagioni).

Simone Inzaghi è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol realizzati.[93] È anche uno dei sei giocatori nella storia della Champions League ad aver segnato 4 reti in una singola partita della massima competizione europea.[95] Seguono Pavel Nedvěd con 12 reti messe a segno in 5 stagioni e Tommaso Rocchi, anch'egli a quota 12 gol in 9 anni di militanza laziale.

Tra gli attaccanti della rosa odierna, il miglior marcatore è il tedesco Miroslav Klose, capace di realizzare, il 5 maggio 2013, una cinquina ai danni del Bologna, nella gara valida per la trentacinquesima giornata di Serie A, terminata 6-0 per i romani.[96]

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria della Società Sportiva Lazio.
Il cuore del tifo laziale: la Curva Nord.

Al momento la S.S. Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi (4,8%), quantificabili in circa 1,2 milioni in Italia, dietro a Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma come risulta da un sondaggio effettuato dallo Studio Grizzaffi, azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 17 giugno 2010.

Il tifo per la Lazio, tradizionalmente radicato dal punto di vista geografico a Roma e nelle province laziali, è presente anche in altre regioni d'Italia, il che garantisce un seguito alla squadra anche durante gli incontri esterni.

Per quanto riguarda gli orientamenti politici dei gruppi organizzati della Curva Nord, questi sono schierati su posizioni di destra sociale e talvolta di estrema destra. Inoltre anche alcuni cori intonati dalla curva durante le partite hanno una chiara ispirazione politica.

Storia

La Curva Nord dello Stadio Olimpico gremita dai supporters biancocelesti.

I prodromi del fenomeno del tifo organizzato in Italia si hanno nel 1932 quando proprio la tifoseria della Lazio va ad annoverare per prima la nascita di un'associazione organizzata e con struttura gerarchica, di sostenitori. In occasione del derby del 23 ottobre 1932, un gruppo organizzato denominato Paranza Aquilotti inscenò infatti una coreografia allo Stadio del PNF.[97]

Successivamente nel 1951 vengono fondati i Circoli Biancocelesti. Verso la fine degli anni sessanta, periodo di sollevazioni giovanili, piccoli gruppi di tifosi, più che altro nati come aggregazioni di quartiere, riempiono le gradinate dello Stadio Olimpico di Roma (Tuparamos, Aquile, Ultras, Vigilantes, NAB, CAST, Marines, CML), facendo sentire il loro incitamento alla Lazio in modo spontaneistico.

Il gruppo degli Eagles' Supporters, che li riunisce nel 1977 sotto un unico striscione di 54 metri (il più lungo d'Italia), concentra il tifo ultras biancazzurro con un sostegno di massa colorato, rumoroso e incessante, nonostante le difficili stagioni che la squadra romana affronta sia a livello sportivo che economico-finanziario.

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter laziale raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Sud per mano di un tifoso romanista. Da allora i gruppi organizzati di tifosi biancocelesti, prima riuniti nelle gare casalinghe in Curva Sud, decisero di spostarsi definitivamente nella Nord dell'Olimpico.[98]

Durante la partita casalinga contro il Padova del 1987, in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio "Grinta". Questi ultimi rivoluzioneranno il modo di tifare: niente più tamburi ma cori all'inglese. Su questo, ma più che altro per motivi politici e di gestione della curva, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che si scioglieranno all'inizio del 1993 a causa dello scarso ricambio generazionale e delle continue aggressioni subìte dagli ultras emergenti. Con l'arrivo del presidente Sergio Cragnotti la Lazio torna sul palcoscenico europeo. I laziali conquistano anche gli stadi continentali: 4 000 a Dortmund, Vienna e Madrid, 20 000 a Parigi, 15 000 a Birmingham, 10 000 a Monaco. Sotto la gestione del presidente Ugo Longo la società decide di ritirare la maglia numero 12, in onore dei tifosi della squadra biancoceleste. L'11 novembre 2007 viene ucciso da un agente di Polizia il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata poi la curva. Da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord.[99]

Dal marzo 2010, gli Irriducibili lasciano il comando dopo 23 anni per lasciare la gestione della Curva Nord in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni: essi creeranno una collaborazione tra tutti i gruppi storici della Nord per quanto riguarda le decisioni e la gestione di essa, e tutti si riuniranno sotto il nome di Ultras Lazio Curva Nord,[100] coadiuvato da un altro importante gruppo del tifo laziale, ovvero l'Associazione Sodalizio, riunito nel settore della Tribuna Tevere.[101]

Dal settembre 2012 i ragazzi della Curva Nord, con il patrocinio del Comune di Roma e della stessa società Lazio, decidono di inaugurare l'iniziativa "Terzo Tempo Lazio", ovvero la possibilità per tutti i tifosi di incontrarsi nel pre e post gara delle partite casalinghe dei biancocelesti in un’area nei pressi dello Stadio Olimpico totalmente dedicata ai colori biancocelesti.[102]

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby di Roma.
Gemellaggio fra tifosi laziali ed interisti il 2 maggio 2009 con la coreografia dei supporters nerazzurri dedicata alla memoria di Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste scomparso nel 2007.

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1997-98 a Parigi e il 5 maggio 2002, quando allo Stadio Olimpico molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista dello Scudetto.[103] Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, in lotta per vincere il campionato con i cugini romanisti, spingendola così verso il mantenimento della vetta della classifica.[104] Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c'è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta, quando entrambe le due squadre militavano in B. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all'Olimpico contro la Roma, ha esposto i vessilli biancocelesti, saldando ancor di più il rapporto. Con i supporters dell'Hellas Verona non c'è in realtà un vero e proprio gemellaggio, ma soltanto sintonia; stessa cosa vale riguardo al legame con i tifosi di Ascoli e Chieti.

A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, e l'altro, così come quelli con Chelsea e soprattutto Levski Sofia, nasce da convergenze pseudopolitiche.[105][106] Quella con i supporters del West Ham è una sintonia nata principalmente per la convergenza di abitudini e stile di tifo.

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e romanisti. Nei confronti della tifoseria milanista è sempre esistita un'accesa rivalità, soprattutto dopo il discusso campionato 1998-99, vinto in rimonta nelle ultime giornate proprio dal Milan a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della Juventus invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, oltre che per la rivalità fra gli stessi juventini e i sostenitori gemellati dell'Inter. Vi sono antiche rivalità, risalenti agli anni '70, con le tifoserie di Pescara, Perugia, Ternana, Catanzaro e Taranto. Altra forte rivalità è quella con la tifoseria dell'Atalanta, nata recentemente a causa di forti divergenze politiche. Vi sono poi contrasti con il tifo organizzato di Sambenedettese, Genoa, Sampdoria e Pisa, a partire dagli anni ottanta. Nel decennio successivo, invece, le rivalità si accesero con Bologna, Fiorentina, Torino, Lecce, Foggia, Udinese, Vicenza e Palermo. L'origine della rivalità con la tifoseria della Salernitana è dovuta ai duri scontri fra supporters biancocelesti e granata prima di un'amichevole disputata a Salerno agli inizi degli anni duemiladieci.[107] La causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle Rondinelle e quelli dei rivali milanisti. Con i supporters di Modena e Livorno la rivalita' nasce per le idee politiche dei tifosi emiliani e toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali.

A livello internazionale, le rivalità sportive più accese, quasi tutte nate negli anni novanta, sono con i tifosi francesi dell'Olympique Marsiglia, quelli inglesi dell'Arsenal, quelli spagnoli dell'Atlético Madrid e negli anni 2010 con quelli greci del Panathinaikos.

Organico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Lazio 2014-2015.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornate al 28 agosto 2014.[108]

N. Ruolo Giocatore
1 Albania P Etrit Berisha
2 Francia D Michaël Ciani
3 Paesi Bassi D Stefan de Vrij
5 Paesi Bassi D Edson Braafheid
6 Italia C Stefano Mauri (capitano)
7 Brasile C Felipe Anderson
8 Serbia D Dušan Basta
9 Serbia A Filip Đorđević
10 Brasile C Ederson
11 Germania A Miroslav Klose
13 Francia D Abdoulay Konko
14 Spagna A Keita Baldé Diao
15 Uruguay C Álvaro González
16 Italia C Marco Parolo
17 Portogallo C Bruno Pereirinha
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Celeste con aquila.png
18 Argentina D Santiago Gentiletti
19 Bosnia ed Erzegovina C Senad Lulić
20 Argentina C Lucas Biglia
22 Italia P Federico Marchetti
23 Nigeria C Ogenyi Onazi
24 Italia C Cristian Ledesma (vice-capitano)
26 Romania D Ștefan Radu
27 Albania C Lorik Cana
32 Italia C Danilo Cataldi
39 Belgio D Luís Pedro Cavanda
55 Italia P Guido Guerrieri
77 Albania P Thomas Strakosha
78 Senegal A Mamadou Tounkara
85 Argentina D Diego Novaretti
87 Italia C Antonio Candreva

Staff tecnico

Staff dell'area tecnica
  • Albania Igli Tare - Direttore sportivo
  • Albania Igli Tare - Coordinatore area tecnica
  • Italia Stefano Pioli - Allenatore
  • Italia Giacomo Murelli - Allenatore in 2ª
  • Italia Davide Lucarelli - Collaboratore prima squadra
  • Svizzera Jesse Fioranelli - Match analyst
  • Italia Adalberto Grigioni - Preparatore dei portieri
  • Italia Matteo Osti - Preparatore atletico
  • Italia Adriano Bianchini - Preparatore atletico
  • Italia Maurizio Manzini - Team Manager
  • Italia Mauro Patrizi - Magazziniere
  • Italia Walter Pela - Magazziniere
  • Italia Stefano Delle Grotti - Magazziniere
  • Italia Ivo Pulcini - Direttore sanitario
  • Italia Roberto Bianchini - Coordinatore staff sanitario
  • Italia Stefano Salvatori - Medico sociale
  • Italia Stefano Lovati - Consulente ortopedico
  • Italia Saverio Militano - Consulente nutrizionista
  • Italia Valerio Caroli - Fisioterapista
  • Italia Stefano Sistilli - Fisioterapista

La polisportiva Lazio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polisportiva S.S. Lazio.

La Società Sportiva Lazio è la società polisportiva più grande nel mondo[15], composta da numerose sezioni sportive, in numero di 44, ed attività associate, attualmente in numero di 14, con la Lazio Master Calcio a 5 facente parte del sodalizio come socio onorario.[109]

La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente rappresentata dal Dott. Antonio Buccioni, con il Prof. Emmanuele Emanuele che riveste la figura di Presidente Generale onorario. Il ruolo di Vice Presidente Vicario è riservato a Federico Eichberg, coadiuvato dagli altri vicepresidenti Pierluigi Bernabò, ex consigliere del comitato di presidenza, Massimo Moroli e Gianluca Pollini. Oltre al Segretario Generale Andrea Penza, insieme al Segretario Vicario, Francesco Tilli, al Segretario Aggiunto, Pasquale Trane, e al Segretario Esecutivo, Mario Notari, nel gennaio del 2014 sono stati nominati i Consiglieri: Mario Castrucci, Giorgio D’Arpino, Daniela Di Sotto Fini, Massimo Pezzano, Martino Pota, Francesco Rossi, Giuseppe Sesto e Simone Santi, con quest'ultimo delegato ai rapporti internazionali. Sono stati poi eletti i membri del Collegio dei Probiviri, presieduto da Mario Tonucci insieme al Vice Presidente Roberto Emanuele De Felice,: Fabio Bellisario, Paolo Brocco, Raffaele Condemi, Andrea Dalla Ragione, Raffaele Fabozzi, Andrea Gabrielli e Renato Siniscalchi. Revisori dei conti sono il Presidente Carlo Guerra, Marco Casoni, Otello Donati, Paolo Marzano e Luca Scarpa.

Nel dicembre 2010 la Consulta delle Famiglie Storiche e dei Soci Benemeriti, attualmente presieduta da Paolo Lenzi, ha nominato come presidenti onorari Giovanni Gilardoni e Giuliano Pollini, quest'ultimo, scomparso nel novembre 2012, discendente diretto di Luigi Bigiarelli, il fondatore maximo dell'allora Società Podistica Lazio.

La sede ufficiale della Società Sportiva Lazio è ubicata all'interno dello Stadio Flaminio in Roma, struttura che in passato fu amministrata e gestita per circa trent'anni dalla stessa polisportiva laziale.

In numero totale, la Società Sportiva Lazio conta circa 10 000 atleti iscritti, i quali, nel corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie. Suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici ed altrettanti dirigenti.[110]

Numerosi sono stati gli atleti di spicco che hanno indossato i colori biancocelesti nelle varie discipline sportive, come il Campionissimo Fausto Coppi nel ciclismo, Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer) nel nuoto, e Renzo Nostini, campione nella scherma, nel nuoto e nel rugby.

I titoli italiani vinti attualmente sono più di 80, quelli individuali sono oltre 600, mentre quelli in categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, e 49 sono le medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive internazionali.

La Società Sportiva Lazio, oltre ad essere stata eretta in Ente Morale nel 1921, è stata insignita nel corso della sua storia ultracentenaria d'importanti onorificenze a livello nazionale, quali la Stella d'Oro al Merito Sportivo, ricevuta nel 1967, ed il Collare d'oro al Merito Sportivo del 2002.

Note

  1. ^ Stadio Olimpico, SSLazio.it, 29 settembre 2012. URL consultato il 29 settembre 2012.
  2. ^ Giorgio Vaccaro: La Lazio è un ente morale, sslazio1900.it. URL consultato il 7 novembre 2009.
  3. ^ a b Pennacchia, Mario, All'inizio era una società di podisti, La Gazzetta dello Sport, 3 gennaio 2000, p. 5. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  4. ^ Le origini, sslazio.it. URL consultato l'8 giugno 2013.
  5. ^ Polisportiva S.S. Lazio: sorge un astro biancoceleste
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  42. ^ Parte con 9 punti di penalizzazione per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nel secondo scandalo del calcio-scommesse e vince gli spareggi salvezza.
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  44. ^ Parte con 11 punti di penalizzazione, poi ridotti a 3, per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli.
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