George Cukor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior regista 1965

George Cukor (New York, 7 luglio 1899Los Angeles, 23 gennaio 1983) è stato un regista statunitense.

Fu considerato il "regista delle donne", avendo valorizzato al massimo tutte le attrici che hanno lavorato nei suoi film. Tra le più famose ricordiamo Anna Magnani, Katharine Hepburn, Greta Garbo, Sophia Loren, Jean Harlow, Marilyn Monroe, Judy Holliday, Audrey Hepburn, Joan Crawford, Rita Hayworth e Angela Lansbury.

Indice

[modifica] La carriera

Cukor aveva sempre avuto lo spettacolo nel sangue, fin da quando all'età di dieci anni allestì una recita tra amici.

Dopo essere stato dialoghista gira il suo primo film all'età di trentadue anni dal titolo La famiglia reale di Broadway (The Royal Family of Broadway , 1931). Ottiene il suo primo grande successo l'anno successivo quando dirige Katharine Hepburn in Febbre di vivere (A Bill of Divorcement); Cukor da allora la preferirà a tutte le altre, principalmente per il suo carattere forte e brioso. Negli anni quaranta e cinquanta la dirigerà in una serie di successi, tra cui la commedia Scandalo a Filadelfia (The Philadelphia Story, 1940), e le migliori commedie interpretate al fianco di Spencer Tracy, tra cui La costola di Adamo (Adam's Rib, 1949) e Lui e lei (Pat and Mike, 1952). L'ultimo film della coppia Cukor-Hepburn risale al 1975 e si intitola Amore tra le rovine (Love Among Ruins), lui ha 76 anni, lei 68.

Nel 1932 aveva scandalizzato tutti scagliandosi spietatamente, ma sempre con grande eleganza, contro il crudo mondo di Hollywood, nell'amaro A che prezzo Hollywood? (What Price Hollywood?), con Constance Bennett. Al 1933 risale la splendida commedia Pranzo alle otto (Dinner at Eight), una satira sociale con una Jean Harlow in stato di grazia. È lui che fa dare il meglio alla "divina" Greta Garbo, quando la dirige in Margherita Gauthier (Camille, 1936).

Per ben due volte dirige film con un cast completamente femminile: Donne (The Women, 1939) e Peccatrici folli (Susan and God, 1940), con attrici del calibro di Norma Shearer, Joan Crawford, Rosalind Russell e Rita Hayworth. Grazie a lui Ingrid Bergman vincerà un Oscar per il film Angoscia (Gaslight) del 1944.

La regia di Cukor permette di far risaltare l' attrice Deborah Kerr alla critica grazie al film Edoardo mio figlio (Edward, My Son) del 1948.

Gli anni cinquanta si aprono con la splendida commedia Nata ieri (Born Yesterday, 1950), con Judy Holliday, e col crudo attacco ad Hollywood, È nata una stella (A Star is Born, 1954), remake di A che prezzo Hollywood?, in cui Judy Garland dà il meglio di sé. Rende magistrali Ava Gardner in Sangue misto (Bhowani Junction, 1956) e Anna Magnani in Selvaggio è il vento (Wild Is the Wind, 1959).

Nel film Facciamo l'amore (Let's Make Love, 1960) fa scoccare l'amore tra Marilyn Monroe e Yves Montand e riesce dopo vari tentativi a dirigere Audrey Hepburn in My Fair Lady (1964), col quale vinse l'Oscar come miglior regista.

È considerato insieme a John Ford, Howard Hawks, Billy Wilder e Alfred Hitchcock uno dei più grandi e prestigiosi registi degli anni trenta-sessanta.

Bisogna infine annoverare gli ultimi due film: Il giardino della felicità (The Blue Bird, 1976) con Ava Gardner, Jane Fonda e Elizabeth Taylor, e Ricche e famose (Rich and Famous, 1981) con Jacqueline Bisset, Candice Bergen e una giovane Meg Ryan come due preziosi capolavori dell'arte incontrastata di questo genio del cinema.

[modifica] Vita privata

Malgrado tutti a Hollywood sapessero dell'omosessualità di Cukor, egli cercò sempre di tenerla nascosta. Nelle interviste, quando gli veniva chiesto di parlare dei suoi amori e della sua vita sentimentale, si teneva sempre sul vago.

Famosi a Hollywood erano i party che organizzava il sabato sera e a cui venivano invitate le maggiori star del momento. Meno conosciuto era il fatto che spesso i party si prolungavano fino alla domenica mattina. A queste colazioni domenicali venivano invitati solo gay e prostituti.

Negli anni quaranta Cukor e Cole Porter facevano a gara su chi organizzasse i migliori party gay di Hollywood. Questa loro rivalità fece guadagnare loro il titolo di "the rival Queens of Hollywood" ("le regine rivali di Hollywood").

[modifica] Filmografia parziale

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali