Joan Crawford

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima cestista, vedi Joan Crawford (cestista).
Joan Crawford ritratta da Yousuf Karsh, 1948.
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1946

Joan Crawford, all'anagrafe Lucille Fay LeSueur detta Billie (San Antonio, 23 marzo 1905New York, 10 maggio 1977), fu un'attrice statunitense, vincitrice di un Premio Oscar.

È considerata una fra le massime attrici americane della sua generazione, con alcuni capolavori all'attivo, fra cui Grand Hotel e Johnny Guitar.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] L'infanzia e gli inizi con la danza

La sua vera data di nascita è sempre stata controversa, sebbene quella del 1905 sembri essere la più attendibile. Sua madre, Anne Bell Johnson, venne abbandonata dal marito, Thomas LeSueur, prima della nascita di Lucille; si risposò poi con un certo Henry J. Cassin, detto Billy, gestore di un piccolo teatro di provincia a Lawton (Oklahoma).

È qui che Lucille (minore di tre fratelli e chiamata familiarmente Billie) iniziò ad appassionarsi alla danza e maturò il desiderio di diventare ballerina. Il sogno si infranse a causa di un incidente in giovane età (Lucille si tagliò un piede con il vetro di una bottiglia, recidendosi il muscolo e i tendini) che la rese semi-claudicante per tutta la vita.

Nel 1917 la famiglia si trasferì a Kansas City, dove Lucille iniziò a cavarsela da sola, frequentando dal 1922 il college femminile di Columbia (Missouri), come studentessa lavoratrice. Joan Crawford si sposò quattro volte, ed ebbe quattro figli.

Con i risparmi accumulati, continuò gli studi di danza e diventò campionessa di charleston, ottenendo un ingaggio da 25 dollari in un locale di Chicago. Un agente teatrale la scritturò e la fece debuttare a Broadway come ballerina di fila nella rivista musicale Innocent Eyes, dove venne notata da un talent scount che la presentò alla Metro Goldwyn Mayer. Qui venne sottoposta ad alcuni provini e, nel gennaio 1925, messa sotto contratto quinquennale.

Nel 1926 vinse l'edizione di quell'anno del premio WAMPAS Baby Stars, un'iniziativa pubblicitaria promossa negli Stati Uniti dalla Western Association of Motion Picture Advertisers, che premiava ogni anno tredici ragazze giudicate pronte ad iniziare una brillante carriera nel cinema.

[modifica] Il debutto a Hollywood

Joan Crawford in Donne (1939)

Trasferitasi sulla costa occidentale, a Culver City (California), Lucille iniziò la carriera di attrice. Il debutto cinematografico avvenne con piccole parti da controfigura e in ruoli minori, primo fra tutti quello in Pretty Ladies. Sulla base di un concorso popolare, con tanto di premio finale, indetto dalla stessa Metro Goldwyn Mayer, Lucille assunse il definitivo nome d'arte di Joan Crawford. Il successo non tardò ad arrivare, nel 1928, grazie al film muto Le nostre sorelle di danza (Our Dancing Daughters).

Alla fine degli anni venti fu partner, in una società di produzione cinematografica, di Joseph P. Kennedy ( il padre del futuro presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy) e per qualche anno ne fu anche l'amante.[1]

Ragazza esuberante e irrequieta, nel 1929 Joan sposò l'attore Douglas Fairbanks Jr., che contribuì al suo inserimento nel mondo della celluloide e la spronò a impegnarsi per raffinare la sua recitazione.

Il vero grande successo arrivò per la Crawford grazie alla sensuale e spregiudicata interpretazione della giovane dattilografa in Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding, film vincitore di un premio Oscar, accanto a Greta Garbo e John Barrymore. L'attrice impose così un nuovo modello di donna, dolce e femminile, ma anche indipendente e sfacciata, in una fortunata serie di commedie e melodrammi successivi, spesso al fianco del divo Clark Gable.

[modifica] Mammina cara

Dopo il divorzio da Douglas Fairbanks Jr., Joan si sposò altre tre volte: con gli attori Franchot Tone e Philip Terry e con Alfred Steele, dirigente della Pepsi Cola, marchio per il quale la diva prestò in più occasioni il volto per spot pubblicitari.

Ormai diva affermata, adottò nel tempo quattro figli: Christina (che pubblicherà dopo la sua morte uno spietato libro di memorie, Mommie Dearest, in italiano Mammina cara), Philip (al quale cambierà il nome in Christopher dopo il divorzio da Philip Terry), Cathy e Cindy (che lei chiamerà sempre "le mie gemelline").

[modifica] Oscar per "Il romanzo di Mildred"

Nel 1939 interpretò un importante ruolo nella commedia Donne, diretto da George Cukor e interpretato - fra le altre - da Norma Shearer, Rosalind Russell e Paulette Goddard. Nel 1940 tornò al fianco di Clark Gable nel celeberrimo L'isola del diavolo.

Face shot of Crawford; her hair is up and her expression somewhat sad.
Joan Crawford ne Il romanzo di Mildred (1945)

Joan Crawford vinse un Oscar nel 1945 come migliore attrice con il film Il romanzo di Mildred (Mildred Pierce, doppiaggio italiano con la voce di Tina Lattanzi), in cui impersonò con sofferta sensibilità una donna divorziata alle prese con i problemi delle sue due figlie: una muore tragicamente e l'altra dimostra uno spietato arrivismo. Non potrà presenziare alla cerimonia di premiazione, perché costretta a letto da una polmonite; il premio verrà ritirato per lei dal regista Michael Curtiz che glielo consegnerà al capezzale. Per altre due volte nella carriera sarà nominata per il prestigioso premio.

[modifica] Tra Hollywood e la Pepsi

Dopo la morte del quarto marito Alfred Steele, avvenuta nel 1959, entrò a far parte della direzione della Pepsi; si occupò inoltre di beneficenza e, tra un impegno e l'altro, girò una serie di cortometraggi per la televisione e alcuni film di scarso successo. Fecero eccezione lo spregiudicato western Johnny Guitar (1954) di Nicholas Ray, in cui interpretò un'impetuosa e affascinante proprietaria di saloon, e il crudo thriller-psicologico Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, girato a fianco della sua storica collega-rivale Bette Davis, film che videro la Crawford ancora in piena forma.

[modifica] Verso il tramonto

Nel 1964 si riammalò gravemente di polmonite e non riuscì a completare la lavorazione della pellicola Piano... piano, dolce Carlotta, che l'avrebbe rivista accanto alla Davis; fu sostituita da Olivia de Havilland. Successivamente prese parte a una serie di mediocri film horror, l'ultimo dei quali fu Il terrore di Londra (Trog), girato in Inghilterra nel 1970.

Joan Crawford si ammalò di cancro allo stomaco e morì nel 1977 per arresto cardiaco, in completa solitudine nella sua casa di New York. Nel testamento diseredò la figlia Christine e il figlio Christopher («per i motivi che loro sanno», scrisse) lasciando ogni sua sostanza alle altre due figlie, Cindy e Cathy. Il suo corpo riposa nel cimitero di Hartsdale, a New York.

Un film tratto dal libro-accusa della figlia è stato interpretato da Faye Dunaway, con il medesimo titolo: Mammina cara

[modifica] Riconoscimenti

[modifica] Filmografia

[modifica] Film e documentari su Joan Crawford

[modifica] Omaggi e citazioni

[modifica] Doppiatrici italiane

La voce ufficiale di Joan Crawford è stata per un lungo periodo quella di Tina Lattanzi che l'ha doppiata fino alla metà degli anni 50. Già da So che mi ucciderai (1952) il monopolio della Lattanzi sulla Crawford comincia però a vacillare in favore di Lydia Simoneschi che la doppierà anche in Johnny Guitar (1954) e L'ape regina (1955), ma non ne La maschera e il cuore (1953) né in Delitto sulla spiaggia (1955) nei quali torna a sopresa la Lattanzi. Tra l'altro in Delitto sulla spiaggia la Simoneschi è ugualmente presente, ma come voce di Judith Evelyn (che la stessa Lattanzi stessa doppierà ne Il gigante del '56!). Da Foglie d'autunno (1956) in poi, comunque, tra la Simoneschi e Joan Crawford si stabilisce una simbiosi quanto mai salda, tale che in Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) si preferisce farle doppiare Joan piuttosto che Bette Davis, la quale era una habitué della Simoneschi da molto più tempo. La Simoneschi continua così a doppiare la Crawford in tutte le sue successive produzioni cinematografiche, ad eccezione dell'ultimissimo film, Il terrore di Londra (1970), la cui versione italiana viene affidata ad un'altra società di doppiaggio, la SAS, che sceglie come voce Adriana De Roberto.

La versione nostrana di Volto di donna (1941) fu invece registrata direttamente negli Stati Uniti d'America con i coniugi Augusto e Rosina Fiorini Galli che nello stesso contesto doppiarono in italiano anche i protagonisti di altre pellicole americane quali Scrivimi fermo posta, Le fanciulle delle follie, Ribalta di gloria e così via.

La voce scelta per il personaggio di Fiamma nella versione italiana originale di Grand Hotel (1932) è ignota, ma nel ridoppiaggio del 1952 abbiamo Gemma Griarotti (questo ridoppiaggio è infatti a cura della ODI, mentre Tina Lattanzi e Lydia Simoneschi appartenevano alla CDC). Altri rifacimenti audio, ma in questo caso molto più moderni, si possono ascoltare in: La donna è mobile (1934) e L'isola del diavolo (1940), film in cui la voce della Crawford appartiene oggigiorno alla regina dei ridoppiaggi anni '70/'80, Vittoria Febbi; Rivalità eroica (1933) con la voce attuale di Elettra Bisetti; La donna che voglio (1937) con la timbrica contemporanea di Claudia Giannotti. Altro film ridoppiato, ma con voce ignota, è Incatenata (1934).

In Che fine ha fatto Baby Jane? dove Joan come già detto viene doppiata da Lydia Simoneschi, vediamo alcuni spezzoni del film Tormento (1934) interpretato dalla stessa Crawford alias Blanche Hudson e in italiano queste brevi scene vengono doppiate sempre dalla Simoneschi.

Le voci del tempo perduto di Gerardo Di Cola accredita anche Giovanna Scotto fra le doppiatrici di Joan Crawford, senza però specificare in quali film le presti la voce.

[modifica] Note

  1. ^ Alex Madsen, Gloria & Joe, 1988 citato in Bruno Vespa, Donne di Cuori, Milano, Ed. Mondatori, 2009, ISBN 978-88-04-59632-1, p.287

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Oscar alla migliore attrice Successore:
Ingrid Bergman
per Angoscia
1946
per Il romanzo di Mildred
Olivia de Havilland
per A ciascuno il suo destino


Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue