Joan Crawford

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Joan Crawford ritratta da George Hurrell nel 1936
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1946

Lucille Fay LeSueur, nota come Joan Crawford o anche Billie (San Antonio, 23 marzo 1905New York, 10 maggio 1977), è stata un'attrice statunitense.

Considerata una fra le massime attrici americane della sua generazione, con alcuni capolavori all'attivo, fra cui Grand Hotel (1932) e Johnny Guitar (1954), l'American Film Institute ha inserito la Crawford al decimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e gli inizi con la danza[modifica | modifica wikitesto]

Joan nel 1928

La sua vera data di nascita è sempre stata controversa, sebbene quella del 1905 sembri essere la più attendibile. Sua madre, Anne Bell Johnson, venne abbandonata dal marito, Thomas LeSueur, prima della nascita di Lucille; si risposò poi con un certo Henry J. Cassin, detto Billy, gestore di un piccolo teatro di provincia a Lawton (Oklahoma).

È qui che Lucille (minore di tre fratelli e chiamata familiarmente Billie) iniziò ad appassionarsi alla danza e maturò il desiderio di diventare ballerina. Il sogno si infranse a causa di un incidente in giovane età (Lucille si tagliò un piede con il vetro di una bottiglia, recidendosi il muscolo e i tendini) che la rese semi-claudicante per tutta la vita.

Nel 1917 la famiglia si trasferì a Kansas City, dove Lucille iniziò a cavarsela da sola, frequentando dal 1922 il college femminile di Columbia (Missouri), come studentessa lavoratrice. Joan Crawford si sposò quattro volte, ed ebbe quattro figli. Con i risparmi accumulati, continuò gli studi di danza e diventò campionessa di charleston, ottenendo un ingaggio da 25 dollari in un locale di Chicago.

Un agente teatrale la scritturò e la fece debuttare a Broadway come ballerina di fila nella rivista musicale Innocent Eyes, dove venne notata da un talent scount che la presentò alla Metro Goldwyn Mayer. Qui venne sottoposta ad alcuni provini e, nel gennaio 1925, messa sotto contratto quinquennale. Nel 1926 vinse l'edizione di quell'anno del premio WAMPAS Baby Stars, un'iniziativa pubblicitaria promossa negli Stati Uniti dalla Western Association of Motion Picture Advertisers, che premiava ogni anno tredici ragazze giudicate pronte ad iniziare una brillante carriera nel cinema.

Il debutto a Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

Crawford nel 1932

Trasferitasi sulla costa occidentale, a Culver City (California), Lucille iniziò la carriera di attrice. Il debutto cinematografico avvenne con piccole parti da controfigura e in ruoli minori, primo fra tutti quello in Pretty Ladies. Sulla base di un concorso popolare, con tanto di premio finale, indetto dalla stessa Metro Goldwyn Mayer, Lucille assunse il definitivo nome d'arte di Joan Crawford. Il successo non tardò ad arrivare, nel 1928, grazie al film muto Le nostre sorelle di danza (Our Dancing Daughters).

Alla fine degli anni venti fu partner, in una società di produzione cinematografica, di Joseph P. Kennedy (il padre del futuro presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy) e per qualche anno ne fu anche l'amante.[2] Ragazza esuberante e irrequieta, nel 1929 Joan sposò l'attore Douglas Fairbanks Jr., che contribuì al suo inserimento nel mondo della celluloide e la spronò a impegnarsi per raffinare la sua recitazione.

Il vero grande successo arrivò per la Crawford grazie alla sensuale e spregiudicata interpretazione della giovane dattilografa in Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding, film vincitore di un premio Oscar, accanto a Greta Garbo e John Barrymore. L'attrice impose così un nuovo modello di donna, dolce e femminile, ma anche indipendente e sfacciata, in una fortunata serie di commedie e melodrammi successivi, spesso al fianco del divo Clark Gable.

Mammina cara[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il divorzio da Douglas Fairbanks Jr., Joan si sposò altre tre volte: con gli attori Franchot Tone e Philip Terry e con Alfred Steele, dirigente della Pepsi Cola, marchio per il quale la diva prestò in più occasioni il volto per spot pubblicitari. Ormai diva affermata, adottò nel tempo quattro figli: Christina (che pubblicherà dopo la sua morte uno spietato libro di memorie, Mommie Dearest, in italiano Mammina cara), Philip (al quale cambierà il nome in Christopher dopo il divorzio da Philip Terry), Cathy e Cindy (che lei chiamerà sempre le mie gemelline).

Oscar per Il romanzo di Mildred[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 interpretò un importante ruolo nella commedia Donne, diretto da George Cukor ed interpretato, fra le altre, da Norma Shearer, Rosalind Russell e Paulette Goddard. Nel 1940 tornò al fianco di Clark Gable nel celeberrimo L'isola del diavolo.

Joan Crawford vinse un Oscar nel 1945 come migliore attrice con il film Il romanzo di Mildred (Mildred Pierce), in cui impersonò con sofferta sensibilità una donna divorziata alle prese con i problemi delle sue due figlie: una muore tragicamente e l'altra dimostra uno spietato arrivismo. Non potrà presenziare alla cerimonia di premiazione, perché costretta a letto da una polmonite; il premio verrà ritirato per lei dal regista Michael Curtiz che glielo consegnerà al capezzale. Per altre due volte nella carriera sarà nominata per il prestigioso premio.

Tra Hollywood e la Pepsi[modifica | modifica wikitesto]

Joan Crawford in Donne (1939)

Dopo la morte del quarto marito Alfred Steele, avvenuta nel 1959, entrò a far parte della direzione della Pepsi; si occupò inoltre di beneficenza e, tra un impegno e l'altro, girò una serie di cortometraggi per la televisione e alcuni film di scarso successo. Fecero eccezione lo spregiudicato western Johnny Guitar (1954) di Nicholas Ray, in cui interpretò un'impetuosa e affascinante proprietaria di saloon, e il crudo thriller-psicologico Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, girato a fianco della sua storica collega-rivale Bette Davis, film che videro la Crawford ancora in piena forma.

Verso il tramonto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964 si riammalò gravemente di polmonite e non riuscì a completare la lavorazione della pellicola Piano... piano, dolce Carlotta alcune fonti parlano di malattia inventata e rescissione del contratto per incompatibilità con Bette Davis; fu sostituita da Olivia de Havilland. Successivamente prese parte a una serie di mediocri film horror, l'ultimo dei quali fu Il terrore di Londra (Trog), girato in Inghilterra nel 1970.

Joan Crawford si ammalò di cancro allo stomaco e morì nel 1977 per arresto cardiaco, in completa solitudine nella sua casa di New York. Nel testamento diseredò la figlia Christina e il figlio Christopher (per i motivi che loro sanno, scrisse) lasciando ogni sua sostanza alle altre due figlie, Cindy e Cathy. Il suo corpo riposa nel cimitero di Hartsdale, a New York. Un film tratto dal libro accusa della figlia è stato interpretato da Faye Dunaway, con il medesimo titolo: Mammina cara.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film e documentari su Joan Crawford[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Tina Lattanzi in L'isola del diavolo, Ossessione del passato, Viale Flamingo, Tutti baciarono la sposa, Quando le signore si incontrano, Il romanzo di Mildred, Perdutamente, Peccatrici folli, Anime in delirio, La maschera e il cuore, Al di sopra di ogni sospetto, I dannati non piangono, La danza di Venere, Sola col suo rimorso, Sogno di Bohème, Delitto sulla spiaggia, Donne, Ho baciato una stella, Perdono
  • Lydia Simoneschi in So che mi ucciderai, Foglie d'autunno, Donne in cerca d'amore, L'ape regina, La storia di Esther Costello, Che fine ha fatto Baby Jane?, Gli occhi degli altri, Johnny Guitar, Donne inquiete, 5 corpi senza testa, Il cerchio di sangue e negli spezzoni di Tormento mostrati in Che fine ha fatto Baby Jane?
  • Rosina Galli in Ritorno, Volto di donna
  • Adriana De Roberto ne Il terrore di Londra
  • Gemma Griarotti in Grand Hotel (ridoppiaggio 1952)
  • Vittoria Febbi in La donna è mobile (ridoppiaggio), L'isola del diavolo (ridoppiaggio)
  • Elettra Bisetti in Rivalità eroica (ridoppiaggio)
  • Claudia Giannotti in La donna che voglio (ridoppiaggio)
  • Fabrizia Castagnoli in Anime in delirio (ridoppiaggio non più utilizzato)
  • Daniela Gatti in L'amante immortale (ridoppiaggio 1983)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014.
  2. ^ Alex Madsen, Gloria & Joe, 1988 citato in Bruno Vespa, Donne di Cuori, Milano, Ed. Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59362-1, p.287

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Ingrid Bergman
per Angoscia
1946
per Il romanzo di Mildred
Olivia de Havilland
per A ciascuno il suo destino

Controllo di autorità VIAF: 59052380 LCCN: n80008750