Dana Andrews

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Dana Andrews nel trailer di Vertigine (Laura, 1944)

Dana Andrews, nome d'arte di Carver Dana Andrews (Contea di Covington, 1º gennaio 1909Los Alamitos, 17 dicembre 1992), è stato un attore cinematografico statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato dal matrimonio del reverendo Charles Forrest Andrews, ministro della Chiesa Battista, con Annis Speed, era il terzo di nove fratelli (il più giovane diventerà anch'egli attore con il nome di Steve Forrest). Dopo gli studi compiuti in Texas, il giovane Dana decise di abbandonare il suo lavoro di contabile e seguire l'ambizione di diventare cantante. Nel 1931 si trasferì in California, dove si iscrisse alla scuola di recitazione Pasadena Playhouse e svolse svariati mestieri per mantenersi agli studi.

Nel 1932 sposò Janet Murray, dalla quale ebbe un figlio, David (che diventerà compositore e musicista e morirà nel 1964 per un'emorragia cerebrale). Dopo la morte di Janet nel 1935, si risposò il 17 novembre 1939 con l'attrice Mary Todd, da cui ebbe tre figli: Katharine (1942), Stephen (1944) e Susan (1948).

L'esordio e gli anni del successo[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'esordio cinematografico nel 1940 con Kit Carson - La grande cavalcata, Andrews firmò un contratto con il produttore Sam Goldwyn e recitò subito in una serie di film di grande successo e diretti da registi di primo piano, come William Wyler in L'uomo del West (1940), John Ford in La via del tabacco (1941), il francese Jean Renoir in La palude della morte (1941) e Howard Hawks nella commedia Colpo di fulmine (1942) accanto a Gary Cooper e Barbara Stanwyck. Ebbe la sua prima grande occasione da protagonista, nel ruolo della vittima di un linciaggio, nel film Alba fatale (1943) di William A. Wellman accanto a Henry Fonda e Anthony Quinn, una delle pietre miliari del cinema western.

Nel 1944 inaugurò un felice sodalizio artistico con il regista Otto Preminger, che lo affiancò a Gene Tierney in Vertigine, uno dei capolavori del genere noir, e che lo diresse poi in Un angelo è caduto (1944).

Nella prima metà degli anni quaranta partecipò anche a pellicole di genere bellico, quali Fuoco a Oriente (1943), Prigionieri di Satana (1944) e Salerno, ora X (1945), tutti diretti da Lewis Milestone. Nel 1945 ritrovò William Wyler, che lo diresse in una delle sue migliori interpretazioni in I migliori anni della nostra vita (1946), film pluripremiato agli Academy Award. Andrews risultò molto efficace nel ruolo del reduce Fred Derry, il cui ritorno alla vita civile è caratterizzato da difficoltà di reinserimento e dalla crisi matrimoniale con la moglie Marie (Virginia Mayo).

La sua carriera proseguì da protagonista in Boomerang - L'arma che uccide (1947) di Elia Kazan, L'amante immortale (1948), accanto a Joan Crawford e Sui marciapiedi (1950) entrambi diretti dall'amico Otto Preminger. L'anno seguente fu interprete del melodramma Questo mio folle cuore (1949), dove fu diretto da Mark Robson, con cui lavorerà nuovamente in Di fronte all'uragano (1951).

Il declino[modifica | modifica sorgente]

Negli anni cinquanta la carriera di Andrews conobbe una fase di declino, complice l'alcolismo, e le sue apparizioni sullo schermo si limitarono a ruoli di caratterista, spesso in pellicole di serie B, tranne alcune eccezioni quali La pista degli elefanti (1954), di William Dieterle, accanto a Elizabeth Taylor, Quando la città dorme e L'alibi era perfetto (1957), entrambi diretti da Fritz Lang.

Nel 1963 venne nominato presidente della Screen Actors Guild e tornò alla ribalta accanto a Henry Fonda, Kirk Douglas e John Wayne in Prima vittoria (1964) del fedele Preminger, cui seguirono altre partecipazioni importanti come in La battaglia dei giganti (1965) di Ken Annakin con Charles Bronson, Robert Shaw e Henry Fonda, Il caro estinto (1965) di Tony Richardson e La brigata del diavolo (1968) di Andrew V. McLaglen, con William Holden.

Negli anni settanta apparve ancora nel film Airport '75 (1975) e nel crepuscolare Gli ultimi fuochi (1976) di Elia Kazan. La sua ultima interpretazione fu Il pilota (1981), diretto da Cliff Robertson.

Colpito dalla malattia di Alzheimer, morì a Los Alamitos (California) nel 1992, all'età di 83 anni.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Dana Andrews è stato doppiato da:

  • Giulio Panicali: Salerno Ora X, La porta dell'inferno, Tre ore per uccidere, Le rane del mare, Di fronte all'uragano, Così vinsi la guerra, I conquistatori, La saga dei Comanches, La straniera
  • Gualtiero De Angelis: La notte del demonio, Colpo di fulmine (ridoppiato), L'alibi era perfetto, La via del tabacco, Il cielo è affollato, I diamanti che nessuno voleva rubare
  • Emilio Cigoli: Tra moglie e marito...., La pista degli elefanti, Questo mio folle cuore (ridoppiato), Sui marciapiedi, Il cobra, Berlino - Appuntamento per le spie, La città senza legge
  • Mario Pisu: Vertigine, Agguato sul fondo
  • Giuseppe Rinaldi in Supercolpo da 7 miliardi
  • Renato Turi: Johnny Reno, Prima vittoria
  • Adolfo Geri: L'uomo del West
  • Manlio Busoni: La battaglia dei giganti
  • Stefano Sibaldi: Quando la città dorme
  • Augusto Marcacci: Boomerang, l'arma che uccide
  • Giancarlo Maestri: Airport '75
  • Giorgio Piazza in La parola di un fuorilegge... è legge!, Sole rosso sul Bosforo
  • Diego Reggente: Fuoco a Oriente (ridoppiaggio), Sui marciapiedi (ridoppiaggio non in uso)
  • Pino Colizzi: I migliori anni della nostra vita (ridoppiaggio 1973)
  • Dante Biagioni: L'amante immortale (ridoppiaggio 1983)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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