Piano... piano, dolce Carlotta

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Piano... piano, dolce Carlotta
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Titolo originale Hush... Hush, Sweet Charlotte
Paese di produzione USA
Anno 1964
Durata 133 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere thriller, horror
Regia Robert Aldrich
Sceneggiatura Lukas Heller, Henry Farrell (dall'omonimo romanzo di Henry Farrell)
Fotografia Joseph F. Biroc
Montaggio Michael Luciano
Musiche Frank De Vol
Scenografia William Glasgow
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
Golden Globe 1965: migliore attrice non protagonista (Agnes Moorhead)

Piano... piano, dolce Carlotta (Hush... Hush, Sweet Charlotte) è un film del 1964 diretto da Robert Aldrich, basato sul romanzo di Henry Farrell.

Originariamente il film venne concepito come seguito del riuscitissimo Che fine ha fatto Baby Jane? (Whatever Happened to Baby Jane, 1962), con le due stesse protagoniste, Bette Davis e Joan Crawford. Ma quando quest'ultima s'ammalò gravemente di polmonite venne scritturata Olivia de Havilland e cambiata la sceneggiatura.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Louisiana, 1927: Sam Hollis, proprietario di un'immensa e lussuosa villa di campagna litiga furiosamente con il giovane e anch'egli ricco John Mayhew che abita nella magione vicina, dopo aver scoperto che quest'ultimo ha una relazione extraconiugale con l'adolescente figlia di nome Carlotta e aveva progettato insieme a lei una fuga che sarebbe dovuta avvenire la sera dopo ad una festa svoltasi in quella casa. Durante questa festa John comunica a Carlotta in disparte di avere intenzione di terminare la sua relazione con lei, come gli aveva imposto di dirle il padre Sam. La ragazza perciò scoppia in lacrime dicendo a John che vorrebbe ucciderlo per poi andarsene infuriata sbattendo la porta. Poco dopo però la porta si riapre pian pianino, qualcuno entra cautamente nella stanza e trucida orrendamente John, mutilandolo e decapitandolo con un'accetta. 37 anni dopo, nel 1964, Carlotta è una donna di mezz'età; dopo la morte di suo padre vive con la domestica Velma Cruther. Carlotta, nonostante siano passati quasi quarant'anni, a causa del grande trauma subito, in certi momenti non è convinta della morte di John ed infatti lo cerca e lo chiama nel cuore della notte, come se fosse sempre vivo ascoltando la melodia di un carillon che lui le aveva dedicato. Inoltre a distanza di molti anni non è mai stato trovato l'assassino del giovane, la cui mano e testa tagliate erano a suo tempo sparite nel nulla senza lasciare alcuna traccia. Tutti comunque sospettano che l'assassina di John sia Carlotta. La donna infatti, dopo la morte del giovane, riceve continuamente lettere minatorie, e alcuni ragazzini provano ad entrare in casa sua di notte per cercare di trovare la testa decapitata di John. Un giorno la casa di Carlotta viene espropriata poiché sarà abbattuta per costruire un ponte di collegamento. Ma Carlotta non si dà per vinta e manda a chiamare la cugina Miriam, sua unica parente. L'arrivo di Miriam riporta nella mente di Carlotta strane emozioni legate a John, poiché era stata lei a dire alla moglie di John, Gemma, e al padre di Carlotta, della relazione che c'era tra i due. Miriam infatti, all'epoca del delitto di John era una ragazzina ed era venuta ad abitare in quella casa dopo la morte del proprio padre. Suo zio Sam però la trattava con totale indifferenza e distacco adorando, lodando e preferendo solo la figlia Carlotta. Miriam, così stanca di queste ingiustizie aveva deciso di vendicarsi smascherando la cugina la quale fino a quel momento si confidava con lei raccontandole tutti i suoi segreti peccaminosi come ad esempio la sua relazione con John. Miriam, osservando in Carlotta un comportamento schizofrenico, si mette in combutta con il medico di famiglia e suo ammiratore, l'alcolizzato Drew Bayliss, per farla impazzire del tutto, rinchiuderla in un manicomio e mettere le mani sui suoi soldi. Durante questa impresa ci rimetterà la vita anche Velma, uccisa da Miriam quando scopre ciò che stanno tramando quest'ultima e Drew. Il loro piano procede bene fino a quando proprio Carlotta, a un passo dall'essere rinchiusa in manicomio, uccide i due lanciando loro un grande vaso dal balcone, dopo aver sentito ciò che Drew e Miriam avevano intenzione di farle. Poco dopo Carlotta ormai in completo stato confusionario esce tranquillamente di casa accompagnata dai poliziotti e sale in macchina per essere condotta in manicomio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film rende un chiaro omaggio a Psyco (1960) per la scena dell'uccisione di John Mayhew. Per l'inquadratura dell'accetta e il suo movimento venne preso spunto dalla scena dell'uccisione del detective Milton Arbogast (Martin Balsam) dove anche lì vediamo l'arma del delitto (un coltello da macellaio) muoversi ritmicamente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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