Carillon

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Carillon
CIMA mg 8277.jpg
Un carillon a cilindro rotante
Informazioni generali
Classificazione 112.1
Idiofoni a pizzico
Utilizzo
Musica europea dell'Ottocento
Ascolto
Sul bel Danubio blu, Polyphon metal disk (1890) (info file)

Il carillon è uno strumento musicale automatico del diciannovesimo secolo che produce musica facendo vibrare, con delle punte poste su un cilindro o su un disco rotante, delle lamelle di acciaio disposte a pettine.

Alcuni di questi hanno inoltre dei piccoli piatti a percussione o dei campanelli (sempre meccanici). Questi strumenti hanno generalmente dimensioni molto ridotte, ma alcuni (rari) esemplari raggiungono le misure di un grosso mobile d'arredamento.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il Carillon di campane[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva dal francese, e tuttavia in quella lingua questo strumento non è affatto chiamato carillon, bensì boîte à musique (in inglese music box). Il termine carillon, viceversa, designa fin dal Medioevo un insieme di campane (in origine solo quattro, da cui il termine latino quadrilio che ha dato origine a "carillon") che possono essere suonate con una tastiera (i tasti sono colpiti con i pugni, e sono connessi mediante funi ai martelli che colpiscono le campane). Fin dal VII secolo insiemi di campane erano collocati nei campanili delle chiese maggiori e nelle torri civiche; l'impulso maggiore allo sviluppo dello strumento si ebbe intorno al XV secolo, quando furono molto in voga in Olanda ed in Belgio.[1] [2] Tra i carillon più celebri si annoverano quelli dei beffrois (torri campanarie) di Bruges, di Malines e di Douai.

Già nel XVI secolo, i carillon delle torri campanarie erano talvolta dotati di un meccanismo automatico a cilindro, collegato all'orologio della torre. Nel corso del XVII secolo, inoltre, erano di moda diversi altri strumenti musicali automatici (in particolare organi a canne) in cui il brano musicale era codificato in un cilindro di legno rotante, con punte sporgenti che mediante un sistema di leve facevano suonare le varie note.

Le scatole magiche[modifica | modifica sorgente]

Il 15 febbraio 1796 l'orologiaio ginevrino Antoine Favre brevettò, con la denominazione «carillon sans timbre ni marteau» ("carillon senza campane né martelli"), un meccanismo in miniatura simile a quello dei carillon di campane, che faceva suonare una serie di lamelle accordate. Da ciò, verosimilmente, deriva l'uso italiano di chiamare carillon questo strumento, che a partire dai primi anni del XIX secolo fu prodotto per essere collocato in oggetti con destinazioni diverse: in particolare orologi (da parete o da tasca) e tabacchiere. Successivamente vennero prodotti strumenti più grandi, destinati ad un uso autonomo, racchiusi in scatole più o meno decorate. Queste, oltre a fare da contenitore per lo strumento, avevano soprattutto la funzione di amplificare il suono delle lamelle[3]: da qui il nome di «boîtes à musique» ("scatole musicali") adottato dai francesi. La popolarità delle grandi boîtes à musique come strumenti di riproduzione musicale declinò alla fine del XIX con l'avvento del fonografo e soprattutto del grammofono.

Gli elementi del carillon[modifica | modifica sorgente]

La manovella [1] fa ruotare il cilindro [2], le puntine poste sul cilindro mettono in vibrazione le lamelle [3] che producono le relative note musicali. La base [4] fa da struttura per tutti i pezzi.
  • La rotazione del cilindro può essere prodotta da una manovella - la quale va fatta ruotare in un senso predefinito e ad una velocità mantenuta costante - oppure da una molla a spirale che va caricata tramite una chiave.
  • Per mantenere costante la velocità di rotazione nei carillon a molla è impiegato un regolatore a palette. Questo, per effetto della resistenza dell'aria, ruota con una velocità proporzionale alla forza esercitata dalla molla, che resta sostanzialmente costante fino all'esaurimento della carica: lo stesso sistema era già impiegato nelle suonerie di campane, dove però la forza era esercitata da un peso anziché da una molla.
  • Il pettine di lamelle può avere da poche a decine di lamelle d'acciaio, ognuna delle quali, una volta messa in vibrazione, produce una differente nota a seconda della lunghezza e dello spessore. La scala del carillon può essere diatonica o cromatica.
  • Il cilindro invece rappresenta la "memoria" del carillon su cui è registrata la sequenza da riprodurre. La durata del brano che può essere riprodotta è limitata dalla circonferenza del cilindro: dopo un giro del cilindro la frase musicale ricomincia dall'inizio. I carillon più grandi possono essere dotati di cilindri intercambiabili.
Carillon a tavolo con sei cilindri intercambiabili

Carillon (composizione musicale)[modifica | modifica sorgente]

Carillon è un tipo di composizione musicale che richiama il suono delle campanelle del carillon stesso o comunque il suono delle campane di un campanile. Questa composizione si articola con una melodia basata sull’imitazione del suono delle campane dando proprio l’idea all’ascoltatore dell'effetto fonico voluto. Di solito si parte sempre da un tema iniziale che rappresenta fonicamente all'ascoltatore, solo le note principali, (possono essere ispirate alla melodia delle campane di un campanile, di un carillon da tavolo, di un carillon di un campanile...), che fanno capire all'ascoltatore su cosa verte tutta la composizione, poi inizia la composizione, con vari elementi musicali (cambi di tonalità contrasti di piano/forte veloce/lento, giochi fonici suggestivi ...), mescolati secondo processi armonici musicali che rispecchiano l'idea della composizione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Dizionario di musica", di A.Della Corte e G.M.Gatti, Paravia, 1956, pag.116
  2. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.89
  3. ^ A rigor di termini, l'effetto della scatola non è di amplificare attivamente il suono, quanto piuttosto di permettere la trasmissione della vibrazione dalle lamelle all'aria, del tutto analogamente alla cassa armonica di uno strumento a corde

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vanderstraeten, Notice sur les carillons d'Audenarde, 1855
  • Alfred Chapuis, Histoire de la boîte à musique et de la musique mécanique, Sriptar Lausanne, 1955.
  • John Clark, Musical boxes, Londres, 1961.
  • Jean-Claude Piguet, Les faiseurs de musique, éditions du Journal de Sainte Croix.
  • Van Witteloostuin Jaco en Maas Ruud, Musiek uit stekels en Gaten; Uitgeverij Frits Knuf, Buren.
  • Graham Webb, The cylinder musical box hanbook, Faber et Faber Londres 1968.
  • Graham Webb, The disc musical box handbook, Faber et Faber Londres 1968.
  • Graham Webb, The Musical Box Handbook Cylinder Boxes 1984
  • Etienne Blyetelle, Dictionnaire des termes techniques de la boîte à musique et Bulletins du Conservatoire Autonome des Boîtes à Musique, Genève
  • Revues de la Musical Box Society of Great Britain.
  • Revues de la Musical Box Society international.
  • Diagram Group, Musical Instruments of the World, New York: Facts on File, 1976.
  • Sharon Ganske, Making Marvelous Music Boxes, New York: Sterling Publishing Company, 1997.
  • Jean Greenhow, Making Musical Miniatures, London: B T Batsford, 1979.
  • Alec Templeton as told to Rachael Bail Baumel, Alec Templeton's Music Boxes, New York: Wilfred Funk, 1958.
  • Bahl, Gilbert. Music Boxes: The Collector's Guide to Selecting, Restoring and Enjoying New and Vintage Music Boxes. Philadelphia, Pennsylvania: Running Press, 1993.
  • Bowers, Q. David. Encyclopedia of Automatic Musical Instruments. ISBN 0-911572-08-2. Lanham, Maryland: Vestal Press, Inc., 1972.
  • Ord-Hume, Arthur W. J. G. The Musical Box: A Guide for Collectors. ISBN 0-88740-764-1. Atglen, Pennsylvania: Schiffer Publishing Ltd., 1995.
  • Ord-Hume, Arthur W. J. G. BARREL ORGAN 1978
  • Ord-Hume, Arthur W. J. G. Musical Box 1980 
  • Reblitz, Arthur A. The Golden Age of Automatic Musical Instruments. ISBN 0-9705951-0-7. Woodsville, NH: Mechanical Music Press, 2001.
  • Reblitz, Arthur A., Q. David Bowers. Treasures of Mechanical Music. ISBN 0-911572-20-1. New York: The Vestal Press, 1981.
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  • Secretos Medievales, Jesus Callejo, Editorial Temas de Hoy, 2006
  • From music boxes to street organs R.DEWAARD 1967
  • CLOKWORK MUSIC W.J.G.ORD-HUME 1973 
  • Silver Anniversary Collection MUSICAL BOX SOCIETY INTERNATIONAL 1974
  • The Marvelous World of Music Machines Heinrich Weiss-Stauffacher 1976
  • MUSIC AND THE BRAIN MACDONALD CRITCHLEY & R.A.HENSON 1977
  • Von der Aolsharfe zum Digitalspieler Jan _Brauers 1984
  • THE WONDERLAND OF MUSIC BOXES AND AUTOMATA Daniel Troquet 1989
  • Museums of Horology La Chaux-de-Fonds Le Locle Francois Mercier 1991
  • AUTOMATES ET MUSIQUES Pendules Anne Winter-Jensen M.E.L.D.L. Geneve 1987
  • L'Oregue de Barbarie Helmut Zeraschi Payot Lausanne 1980

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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