Elizabeth Taylor
Elizabeth Rosemond Taylor, nota anche come Liz Taylor (Hampstead, 27 febbraio 1932 – Los Angeles, 23 marzo 2011), è stata un'attrice, imprenditrice e stilista inglese, considerata l'ultima grande diva dell'era d'oro di Hollywood per le sue doti recitative e la singolare avvenenza[1][2].
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[modifica] Biografia
[modifica] Le origini e gli inizi della carriera
Elizabeth Taylor nasce ad Hampstead, Londra, seconda figlia dello storico Francis Lenn Taylor (28 dicembre 1897 - 20 novembre 1968) e di Sara Viola Warmbrodt (21 agosto 1895 - 11 settembre 1994), due statunitensi residenti in Gran Bretagna[3].
Suo fratello maggiore è Howard Taylor (nato nel 1929), e alla figlia viene data la nazionalità statunitense. Entrambi i genitori erano originari di Arkansas City, nel Kansas. Suo padre era un commerciante di arte e sua madre una ex-attrice famosa col nome d'arte di Sara Sothern, ritiratasi dalle scene quando si sposò nel 1926 a New York.
Anche se molto spesso ci si riferisce a lei come Liz, ha sempre dichiarato di preferire il suo nome proprio per esteso; i suoi nomi di battesimo sono stati scelti in onore alla nonna paterna, Elizabeth Taylor, nata Elizabeth Mary Rosemond.
All'età di 3 anni Elizabeth inizia a prendere lezioni di danza. Dopo l'entrata in guerra del Regno Unito i suoi genitori scelsero di tornare negli Stati Uniti per evitare le ostilità. Elizabeth ed il fratello tornarono immediatamente con la madre, mentre il padre le raggiunse poco tempo dopo per finire di sistemare gli affari a Londra. La famiglia si trasferì a Los Angeles, dove viveva al momento la famiglia di Sara, i Warmbrodts.
All'età di nove anni, la Taylor appare nel suo primo film, There's One Born Every Minute (1942), prodotto dagli Universal Studios. Scaduto il contratto con la Universal, che comprendeva solo questa pellicola, Elizabeth viene ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove il suo primo lavoro è Torna a casa Lassie! (1943), che la porta all'attenzione del pubblico.
Dopo un altro paio di pellicole, una delle quali "in prestito" alla 20th Century Fox, appare nel suo primo film come protagonista, interpretando Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo per vincere l'Aintree Grand National, nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4.000.000$ al botteghino, e le fa guadagnare lo status di "bambina-prodigio". Il successo di pubblico e le ottime critiche spingono la casa di produzione a proporle un lauto contratto a lungo termine.
Frequenta la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente si diploma alla University High School di Los Angeles il 26 gennaio 1950, lo stesso anno in cui, diciottenne, si sposa per la prima volta.
[modifica] Il successo
Nel 1951 è impegnata contemporaneamente nel film Un posto al sole (A Place in the Sun) interpretato accanto a Montgomery Clift, e nel kolossal Quo vadis? (apparizione non accreditata).
La Taylor ottiene tre nomination all'Oscar consecutive per L'albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, ancora con Clift, La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks, in cui impersona una procace moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito (interpretato da Paul Newman), e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) di Joseph L. Mankiewicz, con Clift, Katharine Hepburn e Mercedes McCambridge.
Nel 1961 vince finalmente l'Oscar alla migliore attrice per la sua interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, che vedeva nel cast accanto alla Taylor il marito Eddie Fisher. Nel 1967 vincerà nuovamente la statuetta per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, accanto all'allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra (1963).
Nel 1963 diventa la star cinematografica più pagata quando le viene offerto un contratto da 1.000.000$ per interpretare come protagonista il kolossal Cleopatra della 20th Century Fox. Durante la lavorazione di questa pellicola incontra per la prima volta, sul set il futuro marito Richard Burton, che interpreta Marco Antonio. I tabloid scandalistici cominciano a parlare di una storia d'amore nata sul set tra i due attori, all'epoca entrambi già sposati.
Coinvolta in questa nuova relazione sentimentale, la Taylor lascia il marito Eddie Fisher per Burton, non molto tempo dopo che lo stesso Fisher aveva lasciato a sua volta in maniera simile la moglie Debbie Reynolds per sposare lei. Anni dopo, Burton avrebbe ironicamente definito tutto l'affare come "la scandale". L'episodio, che consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale, lanciò incredibilmente la carriera di Debbie Reynolds, cui vennero offerti numerosi ruoli romantici come tipica "fidanzatina" americana bionda, e portò Burton nell'Olimpo delle stelle di Hollywood. Solo Fisher non ottenne in realtà alcun vantaggio da tutto lo scandalo e dalla pubblicità gratuita che ne scaturì.
[modifica] I matrimoni
Elizabeth Taylor è stata sposata otto volte e ha avuto sette mariti:
- Conrad "Nichy" Hilton Jr., erede della famiglia Hilton (6 maggio 1950 - 29 gennaio 1951) - divorziata
- Michael Wilding, attore (21 febbraio 1952 - 26 gennaio 1957) - divorziata
- Mike Todd, produttore (2 febbraio 1957 - 22 marzo 1958) - vedova
- Eddie Fisher, cantante (12 maggio 1959 - 6 marzo 1964) - divorziata
- Richard Burton, attore (15 marzo 1964 - 26 giugno 1974) - divorziata
- Richard Burton (2° matrimonio) (10 ottobre 1975 - 29 luglio 1976) - divorziata
- John Warner, senatore (4 dicembre 1976 - 7 novembre 1982) - divorziata
- Larry Fortensky (6 ottobre 1991 - 31 ottobre 1996) - divorziata
Secondo il settimanale britannico "The Sunday Express", Liz sarebbe stata intenzionata a sposarsi per la nona volta con un fotografo di origini iraniane di nome Firooz Zahedi, diciassette anni più giovane della Diva, di cui si era follemente innamorata.
La Taylor ebbe due figli con Wilding, Michael Howard Wilding (nato il 6 gennaio 1953) e Christopher Edward Wilding (nato il 27 febbraio 1955), ed una figlia, Elizabeth "Liza" Frances Todd, da Mike Todd, (nata il 6 agosto 1957). Nel 1964 lei e Fisher iniziarono le pratiche per l'adozione di una bambina tedesca di due anni, poi in seguito adottata da Burton, Maria Burton (nata il 1º agosto 1961). Durante il suo matrimonio con Fisher, nel 1959, la Taylor si convertì al Giudaismo, dopo aver fatto parte del Cristianesimo scientista dalla nascita. Elizabeth divenne suocera per la prima volta a 38 anni, e nonna a 39. Al momento della morte aveva dieci nipoti e quattro pronipoti.
[modifica] Teatro e televisione
Oltre al cinema, Elizabeth Taylor ha recitato in diversi programmi per la televisione, tra i quali il film per la TV del 1973 girato col marito Richard Burton intitolato Divorzia lui divorzia lei. Nel 1985 ha interpretato la giornalista di gossip Louella Parsons in Malice in Wonderland, accanto a Jane Alexander, che interpretava Hedda Hopper, ed è anche apparsa nella mini-serie Nord e Sud. Nel 2001 ha interpretato un'agente in These Old Broads. È apparsa anche in un elevato numero di altri show televisivi, tra i quali le soap opera General Hospital e La valle dei pini e la serie d'animazione I Simpson (due volte, la prima nel ruolo di sé stessa e la seconda come voce di Maggie).
La Taylor ha recitato anche in teatro, debuttando a Broadway e nel West End nel 1982 con un revival di The Little Foxes di Lillian Hellman. Ha poi preso parte ad una produzione dell'opera di Noel Coward Private Lives nel 1983, nel cast del quale figurava anche l'ex-marito Richard Burton.
[modifica] Altri interessi
Elizabeth Taylor ha sempre dichiarato la sua passione per la gioielleria. Nel corso degli anni ha posseduto una grande quantità di famosi gioielli, due dei quali, tra i più celebri, sono stati il diamante Krupp da 33,19 carati (6,638 g) e il diamante Taylor-Burton, a forma di "pera", da 69,42 carati (13,884 g), che, come si può intuire dal nome, è stato uno dei numerosi incredibili regali del marito Richard Burton. La sua collezione di gioielli è stata immortalata dal libro My Love Affair with Jewelry (2002). Nel 2005 si è messa in società con Jack e Monty Abramov della Mirabelle Luxury Concepts di Los Angeles per introdurre la House of Taylor Jewelry.
Ha anche creato e lanciato tre profumi col suo nome, "Passion," "White Diamonds" e "Black Pearls", che insieme hanno incassato complessivamente circa 200.000.000$ in vendite annuali.
La Taylor ha impegnato molto tempo e molte energie nella lotta all'AIDS, attraverso manifestazioni e raccolte fondi. È stata tra le fondatrici American Foundation for AIDS Research (amfAR, amfar.org) dopo la morte del suo collega ed amico Rock Hudson. Ha anche dato vita ad una propria fondazione. Fino al 1999, ha aiutato a raccogliere circa 50.000.000$ per la lotta alla malattia.
Nei primi anni ottanta si trasferì a Bel Air, Los Angeles, California, dove risiedeva ultimamente. La proprietà, la cui intimità è difesa da alte recinzioni e cancelli, è una delle fermate principali dei tour della case delle star, ed è segnata sulle mappe vendute ai turisti.
[modifica] Gli anni recenti
Nel novembre 2004 la Taylor ha annunciato di avere una grave forma di insufficienza cardiaca, una condizione terminale nella quale il cuore non riesce a pompare nel corpo una quantità sufficiente di sangue. Si è infortunata alla schiena cinque volte, la prima delle quali all'età di 9 anni mentre girava There's One Born Every Minute (1942), è sopravvissuta ad un'operazione per la rimozione di un tumore benigno al cervello, un cancro alla pelle e a due polmoniti. Per lunghi periodi ha vissuto, anche per colpa della cattiva salute, da reclusa, dovendo spesso rinunciare ad apparizioni pubbliche. Secondo le ultime notizie la sua mobilità era ormai limitata ed era costretta su una sedia a rotelle.
Il 27 aprile 2006 si è diffusa la notizia che la Taylor fosse vicina alla morte proprio per i suoi problemi cardiaci, e che, consapevole della fine vicina, stesse dettando le sue volontà per i funerali. La notizia è stata prontamente smentita dal suo portavoce, Dick Guttman, secondo il quale le informazioni diffuse su Internet e da alcuni giornali non trovavano fondamento, mentre Elizabeth Taylor godeva di buona salute ed aveva una vita impegnata con le sue linee di profumi e gioielli e il suo impegno nella lotta all'AIDS.
Durante gli ultimi anni, secondo diverse fonti la Taylor si è attaccata sempre di più al suo cagnolino, un cucciolo di maltese di nome Sugar, senza il quale non si sposta mai. In un'intervista al magazine W ha raccontato che era più felice quando era con i mariti Todd e Burton, ma ora si deve accontentare di Sugar per avere un po' di compagnia. Dopo la morte del cane, avvenuta nel giugno 2005, la Taylor nel settembre dello stesso anno ha adottato un nuovo cane di nome Daisy.
Nel febbraio 2007 ha festeggiato i 75 anni con un favoloso party a Las Vegas, al quale è intervenuta anche la collega coetanea Debbie Reynolds.
[modifica] Ebraismo, Israele e sionismo
Nel 1959, all'età di 27 anni, dopo nove mesi di studio, Elizabeth Taylor si convertì dal Cristianesimo scientista all'Ebraismo[4], assumendo il nome ebraico di Elisheba Rachel. Ha affermato che la sua conversione era stata valutata a lungo e non era legata ai suoi matrimoni. Era una seguace della Kabbalah e un membro del Kabbalah Centre[5]. Dopo la sua conversione, Taylor si dedicò al sionismo e a cause legate ad Israele per tutta la vita.[6]
Nel 1959, i suoi acquisti su larga scala di bond israeliani scatenarono il boicottaggio arabo dei suoi film[7]. Nel 1962, le fu impedito di entrare in Egitto per completare le riprese di Cleopatra; il governo egiziano annunciò che a Miss Taylor non sarebbe stato consentito l'ingresso in Egitto, poiché aveva adottato la fede ebraica e supportava le cause israeliane. Nel 1974, la Taylor e Richard Burton valutarono di sposarsi in Israele, ma non poterono perché Burton non era ebreo[8]. Taylor contribuì a raccogliere fondi per organizzazioni come il Jewish National Fund, sostenne il diritto degli ebrei sovietici di emigrare in Israele e cancellò una visita nell'URSS a causa della sua condanna di Israele per la Guerra dei Sei Giorni, firmò una lettera di protesta contro la risoluzione 3379 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1975 che equiparava il sionismo al razzismo e si offrì come sostituta per gli ostaggi del gruppo di terroristi palestinesi del dirottamento Entrebbe[8].
[modifica] Premi e onorificenze
Dame Elizabeth Taylor ha vinto due Oscar alla migliore attrice. La prima statuetta le venne attribuita per l'interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, e la seconda per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, che molti considerano la sua miglior performance. Per la stessa interpretazione riceve un BAFTA quale attrice britannica dell'anno.
La Taylor ha ricevuto dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences anche il Premio umanitario Jean Hersholt nel 1992. L'anno successivo, 1993, ha ricevuto dall'American Film Institute il Life Achievement Award, il premio alla carriera. Nel 2002 ha ricevuto l'onorificenza del Kennedy Center Honors dal "John F. Kennedy Center for the Performing Arts".
Le impronte delle mani e dei piedi di Elizabeth Taylor sono impresse ed immortalate nel pavimento davanti al Grauman's Chinese Theater, ed ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al numero 6336 di Hollywood Boulevard a Hollywood, California.
Il 10 novembre 2005 ha ricevuto il Britannia Award for Artistic Excellence in International Entertainment.
| Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere | |
| — 1985[9] |
| Cavaliere della Legion d'Onore | |
| — 1987 |
| Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico | |
| — 1999 |
| Presidential Citizen Medal | |
| «Per i suoi meriti e l'impegno per fini filantropici» — 2001 |
[modifica] Morte
Muore il 23 marzo 2011 all'età di 79 anni al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles. Era da tempo malata di cuore. A luglio 2010, infatti, a causa di problemi alle coronarie, era stata costretta a un ricovero in una clinica di Los Angeles[10][11].
[modifica] Filmografia
[modifica] Cinema
- There's One Born Every Minute, regia di Harold Young (1942)
- Torna a casa Lassie! (Lassie Come Home), regia di Fred M. Wilcox (1943)
- La porta proibita (Jane Eyre), regia di Robert Stevenson (1943) - Non accreditata
- Le bianche scogliere di Dover (The White Cliffs of Dover), regia di Clarence Brown (1944) - Non accreditata
- Gran Premio (National Velvet), regia di Clarence Brown (1944)
- Il coraggio di Lassie (Courage of Lassie), regia di Fred M. Wilcox (1946)
- Vita col padre (Life with Father), regia di Michael Curtiz (1947)
- Cinzia (Cynthia), regia di Robert Z. Leonard (1947)
- Così sono le donne (A Date with Judy), regia di Richard Thorpe (1948)
- La bella imprudente (Julia Misbehaves), regia di Jack Conway (1948)
- Piccole donne (Little Women), regia di Mervyn LeRoy (1949)
- Alto tradimento (Conspirator), regia di Victor Saville (1949)
- La sbornia di David (The Big Hangover) (1950), regia di Norman Krasna
- Il padre della sposa (Father of the Bride), regia di Vincente Minnelli (1950)
- Papà diventa nonno (Father's Little Dividend), regia di Vincente Minnelli (1951)
- Un posto al sole (A Place in the Sun), regia di George Stevens (1951)
- Quo vadis? (Quo Vadis), regia di Mervyn LeRoy (1951) - Non accreditata
- Callaway Went Thataway, regia di Melvin Frank e Norman Panama (1951) ... Se stessa - Non accreditata
- Marito per forza (Love Is Better Than Ever), regia di Stanley Donen (1952)
- Ivanhoe (Ivanhoe), regia di Richard Thorpe (1952)
- Vita inquieta (The Girl Who Had Everything), regia di Richard Thorpe (1953)
- Rapsodia (Rhapsody), regia di Charles Vidor (1954)
- La pista degli elefanti (Elephant Walk), regia di William Dieterle (1954)
- Lord Brummell (Beau Brummell), regia di Curtis Bernhardt (1954)
- L'ultima volta che vidi Parigi (The Last Time I Saw Paris), regia di Richard Brooks (1954)
- Il gigante (Giant), regia di George Stevens (1955)
- L'albero della vita (Raintree County), regia di Edward Dmytryk (1957)
- La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof), regia di Richard Brooks (1958)
- Improvvisamente l'estate scorsa (Suddenly, Last Summer), regia di Joseph L. Mankiewicz (1959)
- Scent of Mystery, regia di Jack Cardiff (1960) - Non accreditata
- Venere in visone (BUtterfield 8), regia di Daniel Mann (1960)
- Cleopatra, regia di Joseph L. Mankiewicz (1963)
- International Hotel (The V.I.P.s), regia di Anthony Asquith (1963)
- Castelli di sabbia (The Sandpiper), regia di Vincent Minnelli (1965)
- Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's Afraid of Virginia Woolf?), regia di Mike Nichols (1966)
- La bisbetica domata (The Taming of the Shrew), regia di Franco Zeffirelli (1967)
- Il dottor Faustus (Doctor Faustus), regia di Richard Burton e Nevill Coghill (1967)
- Riflessi in un occhio d'oro (Reflections in a Golden Eye), regia di John Huston (1967)
- I commedianti (The Comedians), regia di Peter Glenville (1967)
- La scogliera dei desideri (Boom), regia di Joseph Losey (1968)
- Cerimonia segreta (Secret Ceremony), regia di Joseph Losey (1968)
- Anna dei mille giorni (Anne of the Thousand Days), regia di Charles Jarrott (1969) - Non accreditata
- L'unico gioco in città (The Only Game in Town), regia di George Stevens (1970)
- X, y & "Zi" (Zee and Co.), regia di Brian G. Hutton (1972)
- Under Milk Wood (Under Milk Wood), regia di Andrew Sinclair (1972)
- Una faccia di c... (Hammersmith Is Out), regia di Peter Ustinov (1972)
- Ad un'ora della notte (Night Watch), regia di Brian G. Hutton (1973)
- Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday), regia di Larry Peerce (1973)
- Identikit, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1974)
- Il giardino della felicità (The Blue Bird), regia di George Cukor (1976)
- Gigi (A Little Night Music), regia di Harold Prince (1977)
- Rebus per un assassinio (Winter Kills), regia di William Richert (1979) - Non accreditata
- Assassinio allo specchio (The Mirror Crack'd), regia di Guy Hamilton (1980)
- Il giovane Toscanini, regia di Franco Zeffirelli (1988)
- I Flintstones (The Flintstones), regia di Brian Levant (1994)
[modifica] Televisione
- Divorzia lui, divorzia lei (Divorce His - Divorce Hers), regia di Waris Hussein (1973) - Film TV
- La lunga notte di Entebbe (Victory at Entebbe), regia di Marvin J. Chomsky (1976) - Film TV
- Hallmark Hall of Fame : # 28.1, episodio Un amore impossibile (1978) - Serie TV
- General Hospital : 3 episodi (1981) - Soap Opera
- Between Friends, regia di Lou Antonio (1983) - Film TV
- La valle dei pini (1983-1984) - Soap Opera
- Hotel : # 2.1 (1984) - Serie TV
- Malizia a Hollywood (Malice in Wonderland), regia di Gus Trikonis (1985) - Film TV
- Nord e Sud (1985) - Miniserie TV
- Una lettera per Josh (There Must Be a Pony), regia di Joseph Sargent (1986) - Film TV
- Poker Alice (Poker Alice), regia di Arthur Allan Seidelman (1987) - Film TV
- La dolce ala della giovinezza (Sweet Bird of Youth), regia di Nicolas Roeg (1989) - Film TV
- Capitan Planet e i Planeteers : # 3.11 (1992)... Voce
- I Simpson : # 4.10, episodio La prima parola di Lisa (1992); # 4.22 (1993) ... Voce di Maggie
- Murphy Brown : # 8.18 (1996) - Sitcom... Se stessa
- La tata : # 3.21 (1996) - Sitcom... Se stessa
- These Old Broads, regia di Matthew Diamond (2001) - Film TV
- God, the Devil and Bob : # 1.12 (2001) - Serie TV... Voce
[modifica] Doppiatrici italiane
- Germana Calderini in: Torna a casa Lassie! (ridoppiato), Gran Premio (ridoppiato), Il padre della sposa, L'ultima volta che vidi Parigi, Le bianche scogliere di Dover, Cinzia, Piccole donne, Vita col padre, Ivanhoe, Papà diventa nonno, Un posto al sole, La sbornia di David, Vita inquieta, Alto tradimento
- Fiorella Betti in: L'albero della vita, Lord Brummell, La pista degli elefanti, Rapsodia, Venere in visone, La gatta sul tetto che scotta
- Rita Savagnone in: Cleopatra, La bisbetica domata, Il coraggio di Lassie, Assassinio allo specchio, L'unico gioco in città
- Mirella Pace in: Amiche
- Emanuela Rossi in: Torna a casa Lassie!, Gran Premio (ridoppiaggi)
[modifica] Curiosità
- Fu una grande amica di Montgomery Clift fino alla sua morte avvenuta nel 1966[12].
- Nel 1963 Andy Warhol le dedica un ritratto, che viene realizzato con i suoi classici "Multipli" su fondo rosso, su fondo silver, su fondo giallo e su fondo bianco. L'opera fondo Silver, grande 40x40inches (cm.101,6x101,6) è alla Hufkins Gallery.[13]
- È apparsa su ben 14 copertine dalla rivista People, seconda solamente alla Principessa Diana[14].
- Nel 2001 le viene dedicato un aperitivo: lo spritz taylor[15]. Un omaggio del poeta e artista interdisciplinare Norman Zoia in occasione del viaggio di Liz a Venezia e di un sogno jesolano che l'ha voluta celebrare.
[modifica] Note
- ^ È morta Elizabeth Taylor, l'ultima diva di Hollywood. 8 mariti, 1 amore
- ^ Elizabeth Taylor, addio ultima diva
- ^ Elizabeth Taylor Biography (1932-)
- ^ Benjamin Ivry. A Jew by Choice: Elizabeth Taylor, 1932-2011 in The Forward. 23 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
- ^ Jessica Ravitz. Exploring Elizabeth Taylor's Jewish conversion. CNN, 24 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
- ^ A Jew by Choice: Elizabeth Taylor, 1932-2011
- ^ Burstein, Nathan. «Elizabeth Taylor and Israel, a lasting love», Washington Post, 25 marzo 2011. URL consultato in data 26 marzo 2011.
- ^ a b "JTA Archive", March 23, 2011
- ^ [1]
- ^ E' morta Elizabeth Taylor, addio all'utima grande diva
- ^ http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/elizabeth-taylor/167498
- ^ Montgomery Clift: A Biography, di Patricia Bosworth
- ^ "AndyWarhol Portraits" - Ed. Phaidon
- ^ Elizabeth Taylor Trivia and Quotes
- ^ Spritz Taylor, un'idea di Zoia per omaggiare Liz, la diva dai mitici occhi viola che il 31 prossimo è madrina a Venezia nel contesto della raccolta fondi per la lotta all'Aids, [..] un aperitivo speciale a base di chardonnay con aggiunta di Amaro Speziale, curaçao e due mirtilli al posto della solita fettina d'arancia.- La Tribuna di Treviso, Sandro Bolognini, 19 agosto 2001, pag 24.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Elizabeth Taylor
Wikiquote contiene citazioni di o su Elizabeth Taylor
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Elizabeth Taylor dell'Internet Movie Database
- Classic Movies (1939 - 1969): Elizabeth Taylor
| Predecessore: | Oscar alla migliore attrice | Successore: |
|---|---|---|
| Simone Signoret per La strada dei quartieri alti |
1961 per Venere in visone |
Sophia Loren per La ciociara |
| Predecessore: | Oscar alla migliore attrice | Successore: |
|---|---|---|
| Julie Christie per Darling |
1966 per Chi ha paura di Virginia Woolf |
Katharine Hepburn per Indovina chi viene a cena? |
- Attori britannici
- Imprenditori britannici
- Stilisti britannici
- Nati nel 1932
- Morti nel 2011
- Nati il 27 febbraio
- Morti il 23 marzo
- Premi Oscar nel 1961
- Premi Oscar alla miglior attrice
- Premi Oscar nel 1967
- Attori bambini britannici
- Premi BAFTA alla migliore attrice protagonista
- Golden Globe per la miglior attrice in un film drammatico
- Golden Globe alla carriera
- David di Donatello per la migliore attrice straniera
- Decorati con l'Ordine dell'Impero Britannico
- Premi Oscar umanitari Jean Hersholt
- Bambini prodigio