Elizabeth Taylor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima scrittrice britannica, vedi Elizabeth Taylor (scrittrice).
Elizabeth Taylor in una fotografia del 1947
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1961
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1967

Elizabeth Rosemond Taylor, nota anche come Liz Taylor (Hampstead, 27 febbraio 1932Los Angeles, 23 marzo 2011), è stata un'attrice, imprenditrice e stilista inglese, considerata l'ultima grande diva dell'era d'oro di Hollywood per le sue doti recitative e la singolare avvenenza[1][2].

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Le origini e gli inizi della carriera

Elizabeth Taylor nasce ad Hampstead, Londra, seconda figlia dello storico Francis Lenn Taylor (28 dicembre 1897 - 20 novembre 1968) e di Sara Viola Warmbrodt (21 agosto 1895 - 11 settembre 1994), due statunitensi residenti in Gran Bretagna[3].

Suo fratello maggiore è Howard Taylor (nato nel 1929), e alla figlia viene data la nazionalità statunitense. Entrambi i genitori erano originari di Arkansas City, nel Kansas. Suo padre era un commerciante di arte e sua madre una ex-attrice famosa col nome d'arte di Sara Sothern, ritiratasi dalle scene quando si sposò nel 1926 a New York.

Anche se molto spesso ci si riferisce a lei come Liz, ha sempre dichiarato di preferire il suo nome proprio per esteso; i suoi nomi di battesimo sono stati scelti in onore alla nonna paterna, Elizabeth Taylor, nata Elizabeth Mary Rosemond.

All'età di 3 anni Elizabeth inizia a prendere lezioni di danza. Dopo l'entrata in guerra del Regno Unito i suoi genitori scelsero di tornare negli Stati Uniti per evitare le ostilità. Elizabeth ed il fratello tornarono immediatamente con la madre, mentre il padre le raggiunse poco tempo dopo per finire di sistemare gli affari a Londra. La famiglia si trasferì a Los Angeles, dove viveva al momento la famiglia di Sara, i Warmbrodts.

All'età di nove anni, la Taylor appare nel suo primo film, There's One Born Every Minute (1942), prodotto dagli Universal Studios. Scaduto il contratto con la Universal, che comprendeva solo questa pellicola, Elizabeth viene ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove il suo primo lavoro è Torna a casa Lassie! (1943), che la porta all'attenzione del pubblico.

Dopo un altro paio di pellicole, una delle quali "in prestito" alla 20th Century Fox, appare nel suo primo film come protagonista, interpretando Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo per vincere l'Aintree Grand National, nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4.000.000$ al botteghino, e le fa guadagnare lo status di "bambina-prodigio". Il successo di pubblico e le ottime critiche spingono la casa di produzione a proporle un lauto contratto a lungo termine.

Frequenta la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente si diploma alla University High School di Los Angeles il 26 gennaio 1950, lo stesso anno in cui, diciottenne, si sposa per la prima volta.

Foto pubblicitaria

[modifica] Il successo

Nel 1951 è impegnata contemporaneamente nel film Un posto al sole (A Place in the Sun) interpretato accanto a Montgomery Clift, e nel kolossal Quo vadis? (apparizione non accreditata).

La Taylor ottiene tre nomination all'Oscar consecutive per L'albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, ancora con Clift, La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks, in cui impersona una procace moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito (interpretato da Paul Newman), e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) di Joseph L. Mankiewicz, con Clift, Katharine Hepburn e Mercedes McCambridge.

Elizabeth Taylor nel film Cleopatra.

Nel 1961 vince finalmente l'Oscar alla migliore attrice per la sua interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, che vedeva nel cast accanto alla Taylor il marito Eddie Fisher. Nel 1967 vincerà nuovamente la statuetta per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, accanto all'allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra (1963).

Nel 1963 diventa la star cinematografica più pagata quando le viene offerto un contratto da 1.000.000$ per interpretare come protagonista il kolossal Cleopatra della 20th Century Fox. Durante la lavorazione di questa pellicola incontra per la prima volta, sul set il futuro marito Richard Burton, che interpreta Marco Antonio. I tabloid scandalistici cominciano a parlare di una storia d'amore nata sul set tra i due attori, all'epoca entrambi già sposati.

Coinvolta in questa nuova relazione sentimentale, la Taylor lascia il marito Eddie Fisher per Burton, non molto tempo dopo che lo stesso Fisher aveva lasciato a sua volta in maniera simile la moglie Debbie Reynolds per sposare lei. Anni dopo, Burton avrebbe ironicamente definito tutto l'affare come "la scandale". L'episodio, che consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale, lanciò incredibilmente la carriera di Debbie Reynolds, cui vennero offerti numerosi ruoli romantici come tipica "fidanzatina" americana bionda, e portò Burton nell'Olimpo delle stelle di Hollywood. Solo Fisher non ottenne in realtà alcun vantaggio da tutto lo scandalo e dalla pubblicità gratuita che ne scaturì.

[modifica] I matrimoni

Elizabeth Taylor con Gregory Peck nel 1981.

Elizabeth Taylor è stata sposata otto volte e ha avuto sette mariti:

Secondo il settimanale britannico "The Sunday Express", Liz sarebbe stata intenzionata a sposarsi per la nona volta con un fotografo di origini iraniane di nome Firooz Zahedi, diciassette anni più giovane della Diva, di cui si era follemente innamorata.

La Taylor ebbe due figli con Wilding, Michael Howard Wilding (nato il 6 gennaio 1953) e Christopher Edward Wilding (nato il 27 febbraio 1955), ed una figlia, Elizabeth "Liza" Frances Todd, da Mike Todd, (nata il 6 agosto 1957). Nel 1964 lei e Fisher iniziarono le pratiche per l'adozione di una bambina tedesca di due anni, poi in seguito adottata da Burton, Maria Burton (nata il 1º agosto 1961). Durante il suo matrimonio con Fisher, nel 1959, la Taylor si convertì al Giudaismo, dopo aver fatto parte del Cristianesimo scientista dalla nascita. Elizabeth divenne suocera per la prima volta a 38 anni, e nonna a 39. Al momento della morte aveva dieci nipoti e quattro pronipoti.

[modifica] Teatro e televisione

Oltre al cinema, Elizabeth Taylor ha recitato in diversi programmi per la televisione, tra i quali il film per la TV del 1973 girato col marito Richard Burton intitolato Divorzia lui divorzia lei. Nel 1985 ha interpretato la giornalista di gossip Louella Parsons in Malice in Wonderland, accanto a Jane Alexander, che interpretava Hedda Hopper, ed è anche apparsa nella mini-serie Nord e Sud. Nel 2001 ha interpretato un'agente in These Old Broads. È apparsa anche in un elevato numero di altri show televisivi, tra i quali le soap opera General Hospital e La valle dei pini e la serie d'animazione I Simpson (due volte, la prima nel ruolo di sé stessa e la seconda come voce di Maggie).

La Taylor ha recitato anche in teatro, debuttando a Broadway e nel West End nel 1982 con un revival di The Little Foxes di Lillian Hellman. Ha poi preso parte ad una produzione dell'opera di Noel Coward Private Lives nel 1983, nel cast del quale figurava anche l'ex-marito Richard Burton.

[modifica] Altri interessi

Elizabeth Taylor ha sempre dichiarato la sua passione per la gioielleria. Nel corso degli anni ha posseduto una grande quantità di famosi gioielli, due dei quali, tra i più celebri, sono stati il diamante Krupp da 33,19 carati (6,638 g) e il diamante Taylor-Burton, a forma di "pera", da 69,42 carati (13,884 g), che, come si può intuire dal nome, è stato uno dei numerosi incredibili regali del marito Richard Burton. La sua collezione di gioielli è stata immortalata dal libro My Love Affair with Jewelry (2002). Nel 2005 si è messa in società con Jack e Monty Abramov della Mirabelle Luxury Concepts di Los Angeles per introdurre la House of Taylor Jewelry.

Ha anche creato e lanciato tre profumi col suo nome, "Passion," "White Diamonds" e "Black Pearls", che insieme hanno incassato complessivamente circa 200.000.000$ in vendite annuali.

La Taylor ha impegnato molto tempo e molte energie nella lotta all'AIDS, attraverso manifestazioni e raccolte fondi. È stata tra le fondatrici American Foundation for AIDS Research (amfAR, amfar.org) dopo la morte del suo collega ed amico Rock Hudson. Ha anche dato vita ad una propria fondazione. Fino al 1999, ha aiutato a raccogliere circa 50.000.000$ per la lotta alla malattia.

Nei primi anni ottanta si trasferì a Bel Air, Los Angeles, California, dove risiedeva ultimamente. La proprietà, la cui intimità è difesa da alte recinzioni e cancelli, è una delle fermate principali dei tour della case delle star, ed è segnata sulle mappe vendute ai turisti.

[modifica] Gli anni recenti

Nel novembre 2004 la Taylor ha annunciato di avere una grave forma di insufficienza cardiaca, una condizione terminale nella quale il cuore non riesce a pompare nel corpo una quantità sufficiente di sangue. Si è infortunata alla schiena cinque volte, la prima delle quali all'età di 9 anni mentre girava There's One Born Every Minute (1942), è sopravvissuta ad un'operazione per la rimozione di un tumore benigno al cervello, un cancro alla pelle e a due polmoniti. Per lunghi periodi ha vissuto, anche per colpa della cattiva salute, da reclusa, dovendo spesso rinunciare ad apparizioni pubbliche. Secondo le ultime notizie la sua mobilità era ormai limitata ed era costretta su una sedia a rotelle.

Il 27 aprile 2006 si è diffusa la notizia che la Taylor fosse vicina alla morte proprio per i suoi problemi cardiaci, e che, consapevole della fine vicina, stesse dettando le sue volontà per i funerali. La notizia è stata prontamente smentita dal suo portavoce, Dick Guttman, secondo il quale le informazioni diffuse su Internet e da alcuni giornali non trovavano fondamento, mentre Elizabeth Taylor godeva di buona salute ed aveva una vita impegnata con le sue linee di profumi e gioielli e il suo impegno nella lotta all'AIDS.

Durante gli ultimi anni, secondo diverse fonti la Taylor si è attaccata sempre di più al suo cagnolino, un cucciolo di maltese di nome Sugar, senza il quale non si sposta mai. In un'intervista al magazine W ha raccontato che era più felice quando era con i mariti Todd e Burton, ma ora si deve accontentare di Sugar per avere un po' di compagnia. Dopo la morte del cane, avvenuta nel giugno 2005, la Taylor nel settembre dello stesso anno ha adottato un nuovo cane di nome Daisy.

Nel febbraio 2007 ha festeggiato i 75 anni con un favoloso party a Las Vegas, al quale è intervenuta anche la collega coetanea Debbie Reynolds.

[modifica] Ebraismo, Israele e sionismo

Nel 1959, all'età di 27 anni, dopo nove mesi di studio, Elizabeth Taylor si convertì dal Cristianesimo scientista all'Ebraismo[4], assumendo il nome ebraico di Elisheba Rachel. Ha affermato che la sua conversione era stata valutata a lungo e non era legata ai suoi matrimoni. Era una seguace della Kabbalah e un membro del Kabbalah Centre[5]. Dopo la sua conversione, Taylor si dedicò al sionismo e a cause legate ad Israele per tutta la vita.[6]

Nel 1959, i suoi acquisti su larga scala di bond israeliani scatenarono il boicottaggio arabo dei suoi film[7]. Nel 1962, le fu impedito di entrare in Egitto per completare le riprese di Cleopatra; il governo egiziano annunciò che a Miss Taylor non sarebbe stato consentito l'ingresso in Egitto, poiché aveva adottato la fede ebraica e supportava le cause israeliane. Nel 1974, la Taylor e Richard Burton valutarono di sposarsi in Israele, ma non poterono perché Burton non era ebreo[8]. Taylor contribuì a raccogliere fondi per organizzazioni come il Jewish National Fund, sostenne il diritto degli ebrei sovietici di emigrare in Israele e cancellò una visita nell'URSS a causa della sua condanna di Israele per la Guerra dei Sei Giorni, firmò una lettera di protesta contro la risoluzione 3379 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1975 che equiparava il sionismo al razzismo e si offrì come sostituta per gli ostaggi del gruppo di terroristi palestinesi del dirottamento Entrebbe[8].

[modifica] Premi e onorificenze

Elizabeth Taylor con Bette Davis nel 1981

Dame Elizabeth Taylor ha vinto due Oscar alla migliore attrice. La prima statuetta le venne attribuita per l'interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, e la seconda per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, che molti considerano la sua miglior performance. Per la stessa interpretazione riceve un BAFTA quale attrice britannica dell'anno.

La Taylor ha ricevuto dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences anche il Premio umanitario Jean Hersholt nel 1992. L'anno successivo, 1993, ha ricevuto dall'American Film Institute il Life Achievement Award, il premio alla carriera. Nel 2002 ha ricevuto l'onorificenza del Kennedy Center Honors dal "John F. Kennedy Center for the Performing Arts".

Le impronte delle mani e dei piedi di Elizabeth Taylor sono impresse ed immortalate nel pavimento davanti al Grauman's Chinese Theater, ed ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al numero 6336 di Hollywood Boulevard a Hollywood, California.

Il 10 novembre 2005 ha ricevuto il Britannia Award for Artistic Excellence in International Entertainment.

Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere
— 1985[9]
Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
— 1987
Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1999
Presidential Citizen Medal - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Citizen Medal
«Per i suoi meriti e l'impegno per fini filantropici»
— 2001

[modifica] Morte

Muore il 23 marzo 2011 all'età di 79 anni al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles. Era da tempo malata di cuore. A luglio 2010, infatti, a causa di problemi alle coronarie, era stata costretta a un ricovero in una clinica di Los Angeles[10][11].

[modifica] Filmografia

[modifica] Cinema

[modifica] Televisione

[modifica] Doppiatrici italiane

[modifica] Curiosità

  • Fu una grande amica di Montgomery Clift fino alla sua morte avvenuta nel 1966[12].
  • Nel 1963 Andy Warhol le dedica un ritratto, che viene realizzato con i suoi classici "Multipli" su fondo rosso, su fondo silver, su fondo giallo e su fondo bianco. L'opera fondo Silver, grande 40x40inches (cm.101,6x101,6) è alla Hufkins Gallery.[13]
  • È apparsa su ben 14 copertine dalla rivista People, seconda solamente alla Principessa Diana[14].
  • Nel 2001 le viene dedicato un aperitivo: lo spritz taylor[15]. Un omaggio del poeta e artista interdisciplinare Norman Zoia in occasione del viaggio di Liz a Venezia e di un sogno jesolano che l'ha voluta celebrare.

[modifica] Note

  1. ^ È morta Elizabeth Taylor, l'ultima diva di Hollywood. 8 mariti, 1 amore
  2. ^ Elizabeth Taylor, addio ultima diva
  3. ^ Elizabeth Taylor Biography (1932-)
  4. ^ Benjamin Ivry. A Jew by Choice: Elizabeth Taylor, 1932-2011 in The Forward. 23 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
  5. ^ Jessica Ravitz. Exploring Elizabeth Taylor's Jewish conversion. CNN, 24 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
  6. ^ A Jew by Choice: Elizabeth Taylor, 1932-2011
  7. ^ Burstein, Nathan. «Elizabeth Taylor and Israel, a lasting love», Washington Post, 25 marzo 2011. URL consultato in data 26 marzo 2011.
  8. ^ a b "JTA Archive", March 23, 2011
  9. ^ [1]
  10. ^ E' morta Elizabeth Taylor, addio all'utima grande diva
  11. ^ http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/elizabeth-taylor/167498
  12. ^ Montgomery Clift: A Biography, di Patricia Bosworth
  13. ^ "AndyWarhol Portraits" - Ed. Phaidon
  14. ^ Elizabeth Taylor Trivia and Quotes
  15. ^ Spritz Taylor, un'idea di Zoia per omaggiare Liz, la diva dai mitici occhi viola che il 31 prossimo è madrina a Venezia nel contesto della raccolta fondi per la lotta all'Aids, [..] un aperitivo speciale a base di chardonnay con aggiunta di Amaro Speziale, curaçao e due mirtilli al posto della solita fettina d'arancia.- La Tribuna di Treviso, Sandro Bolognini, 19 agosto 2001, pag 24.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Oscar alla migliore attrice Successore:
Simone Signoret
per La strada dei quartieri alti
1961
per Venere in visone
Sophia Loren
per La ciociara
Predecessore: Oscar alla migliore attrice Successore:
Julie Christie
per Darling
1966
per Chi ha paura di Virginia Woolf
Katharine Hepburn
per Indovina chi viene a cena?
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue