I Flintstones (film)

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I Flintstones
Theflint.jpg
Fred e Barney in una scena del film
Titolo originale The Flintstones
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1994
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Brian Levant
Soggetto Hanna & Barbera (serie animata)
Sceneggiatura Tom S. Parker, Jim Jennewein, Steven E. de Souza
Fotografia Dean Cundey
Montaggio Kent Beyda
Musiche David Newman
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

I Flintstones (The Flintstones) è un film del 1994 diretto da Brian Levant. È l'adattamento cinematografico in live action della serie televisiva d'animazione Gli antenati.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film apre con un dialogo nell'ufficio del direttore della cava dove lavorano i protagonisti, con il direttore che espone il suo piano di frodare la sua stessa azienda e di farne ricadere la colpa su di un capro espiatorio da trovare tra i suoi dipendenti.

Passando ai protagonisti si scopre che Fred Flintstone ha prestato una grossa somma di denaro ai vicini Barney e Betty Rumble per permettergli di adottare un figlio, Bamm-Bamm. Come gesto di gratitudine per questo prestito Barney, durante un esame volto ad individuare un nuovo dirigente (il capro espiatorio), scambia segretamente il suo esame con quello di Fred, per sua stessa ammissione pieno di errori. Il test di Barney si rivela essere il migliore tra tutti gli operai e, di conseguenza, Fred viene promosso vicedirettore della cava.

Purtroppo, il primo compito del neo-dirigente Fred è licenziare l'operaio che risulta aver effettuato il test peggiore: Barney. Fred a malincuore licenzia l'amico, che in breve tempo si ritrova spiantato e senza tetto. Fred accetta di ospitare Barney in casa sua ma, nel giro di poco, l'ospitalità si trasforma in una sorta di rapporto di lavoro tra i benestanti Flintstone e gli indigenti Rubble, che si ritrovano loro malgrado ad essere i domestici dei loro amici. Questa distanza sociale porta alla rottura dell'amicizia tra le due famiglie, con Barney che confessa dello scambio di test e di come dovrebbe trovarsi Fred al suo posto, provocando anche la separazione tra Fred e Wilma.

Nel frattempo il piano del direttore della cava sta per arrivare a compimento, con Fred che riceve tutte le responsabilità del fallimento dell'azienda e rischiando di essere linciato dai suoi ex-colleghi restati senza lavoro. Tuttavia, grazie alla redenzione della segretaria del direttore, del suo "dittavolo" (o dittafono) che ne aveva registrato la confessione e di un riappacificato Barney, Fred riesce a fermare il suo capo, salvare la famiglia e la cava. Forte della lezione di umiltà ricevuta, Fred declina l'offerta di un posto da direttore meritato grazie alla sua accidentale scoperta del cemento durante la lotta, e torna a lavorare come operaio nella cava insieme a Barney.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per scrivere la sceneggiatura ci sono voluti più di 30 scrittori, il budget è stato di oltre 40 milioni di dollari; fu prodotto dalle società Universal Pictures, Amblin Entertainment e Hanna-Barbera Productions.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel cast compare Elizabeth Taylor nel ruolo della madre di Wilma. Fu l'ultimo ruolo cinematografico dell'attrice. Con il nome auto-ironico The B.C.-52's, fa un cameo la band statunitense The B-52s, esecutori anche del brano-titolo del film, una rilettura del tema del cartone animato originale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui:[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film non ha avuto un buon riscontro di critica, che lo ha definito come «un bel giocattolo» che «si rompe presto».[2]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata un buon successo commerciale. Ha incassato un totale di 130.531.208 dollari nei soli USA.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Pino Farinotti, Rossella Farinotti, Newton Compton, 2009, Il Farinotti 2010, pag 797, ISBN 978-88-541-1555-2.
  3. ^ I Flintstones su Box Office Mojo. URL consultato il 28 novembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 219200620 · GND: 4799724-2
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