Nicolas Roeg

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Nicolas Roeg (2008)

Nicolas Roeg (Londra, 15 agosto 1928) è un regista e direttore della fotografia britannico.

La carriera e la vita personale[modifica | modifica sorgente]

Nicolas Roeg nasce a Londra il 15 agosto 1928; dopo il servizio militare, durante il quale fa da proiezionista di film per la sua unità, senza aver frequentato scuole o corsi di cinema, ottiene un lavoro come duplicatore di film presso il Marylebone Studio dove impara anche le tecniche di montaggio. Nel 1950 passa ai MGM's Borehamwood Studios dove lavora come assistente operatore e familiarizza con la fotografia; la svolta nella sua carriera avviene quando è assunto come direttore della seconda unità di fotografia nel film di David Lean Lawrence d'Arabia (1962) che lo rende noto nell’ambiente cinematografico inglese fino alla chiamata di Roger Corman che lo vuole come direttore della fotografia in La maschera della morte rossa (The Masque of the Red Death, 1964). Seguono poi altri film nei quali cura la fotografia ottenendo molte menzioni di merito: Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum, 1966) di Richard Lester, Fahrenheit 451 (id., 1966) di François Truffaut, Via dalla pazza folla (Far from the Madding Crowd, 1967) di John Schlesinger e Petulia (id., 1968).

La regia[modifica | modifica sorgente]

All’età di 40 anni decide che è il momento di provare a dirigere un film; inizia quindi a progettare L'inizio del cammino (Walkabout, 1971) tratto da un romanzo di Edward Bond ma nello stesso periodo lo scrittore e artista Donald Cammell, legato a Roeg da un’antica amicizia, lo chiama a collaborare per un altro progetto; nasce così Sadismo (Performance, 1970), film che esplora l’identità e le relazioni che si vengono a creare tra Chas, un giovane criminale in fuga dalla legge e gli inquilini della casa in cui trova rifugio, Turner (interpretato da Mick Jagger) un cantante affermato in cerca di riaccendere il proprio talento e le sue due amanti bisessuali. La distribuzione del film ritarda di due anni a causa di contenuti tabù quali l’uso di droghe allucinogene e la presenza di comportamenti sessuali devianti e quando esce nelle sale nel 1970 è privo di alcune scene; nonostante il discreto successo all’epoca il film è diventato negli anni un vero e proprio cult e Roeg ha modo di sperimentare alcuni elementi di regia che saranno poi un punto costante della sua filmografia: allusioni visive, echi, rimandi, sovrimpressioni e la scelta di un montaggio frenetico ed evocatore. Nel 1971 realizza quindi L'inizio del cammino, la storia di una ragazza e del giovane fratello che, abbandonati nel deserto australiano, incontrano un aborigeno durante il proprio walkabout, un rito di passaggio all’età adulta in cui il giovane si allontana dalla propria comunità per sopravvivere da solo nel deserto; il film indaga i principi della vita che sono oscurati dalla civilizzazione e che la ragazza impara a conoscere durante il walkabout che suo malgrado è obbligata a compiere. In concorso al Festival di Cannes, il film non riesce ad ottenere la Palma d'oro. Nel 1973 esce A Venezia... un dicembre rosso shocking (Don’t look now, 1973) che otterrà ben otto candidature ai British Academy of Film and Television Arts Awards (BAFTA Awards) ottenendo il premio solo per la miglior fotografia, curata dallo stesso Roeg, anche se accreditata al solo Anthony Richmond, che dopo questo film lascerà ad altri il compito che lo ha reso celebre nel panorama cinematografico e che considera tra i più importanti:

«I can't think how anyone can become a director without learning the craft of cinematography. I was very glad later when I was directing that I wasn't in the hands of a cinematographer and hoping that he would do it well. I would know what he was doing, and we could discuss how that scene would look. It was just lucky in a way that I didn't go to film school and just learned all this on the floor»

Una caratteristica che accomuna i personaggi principali dei film di Roeg è la loro immersione in un ambiente percepito come alieno puntando l’attenzione sulle strane relazioni che essi hanno con la maggior parte delle altre persone; questa caratteristica è portata all’estremo nel suo successivo lavoro The man who fell to the earth (L'uomo che cadde sulla Terra, 1976), la storia di un alieno (interpretato da David Bowie) che giunge sulla terra per trovare una soluzione ai problemi che minacciano di distruggere il suo pianeta ma finisce con l’assorbire i costumi e i vizi terrestri ed essere incapace di farvi ritorno. Sempre dal mondo della musica sceglie il protagonista del suo film successivo: Bad Timing (Il lenzuolo viola, 1980); Art Garfunkel riveste il ruolo di Alex Linden, uno psicoanalista american a Vienna che si innamora perdutamente di una ragazza, Milena (Theresa Russell), che diventa per lui una vera e propria ossessione. Il film gli vale il premio come miglior regista dell’anno ai London Critics Circle Film Awards (ALFS) e il People’s choice awards al Toronto International Film Festival (TIFF).

Eureka e il periodo di declino[modifica | modifica sorgente]

Eureka (Id., 1984), la storia di un cercatore d’oro che dopo la scoperta di un giacimento preziosissimo che lo rende uno degli uomini più ricchi al mondo non riesce più a trovare uno scopo nella sua vita, è considerato da parte della critica il suo capolavoro, eppure la sua distribuzione incontra diverse difficoltà e l’uscita nelle sale avviene con due anni di ritardo; da questo momento i suoi film incontrano difficoltà notevoli ad essere distribuiti: Insignificance (La donna in bianco, 1985), l’incontro in una stanza d’albergo nella stessa notte di Albert Einstein, Marilyn Monroe, Joe Di Maggio e Joseph McCarthy, finisce subito nell’oblio nonostante il premio speciale per la tecnica ottenuto al festival di Cannes. Seguono poi Castaway (Castaway: La ragazza del venerdì, 1987), storia di una coppia che passa un anno su un’isola deserta per un esperimento lanciato da una rivista, Aria (Id., 1987), l’unione di dieci brevi storie basate su celebri arie d’opera ognuna diretta da un regista diverso tra cui oltre a Roeg, autore del segmento Un ballo in maschera, figurano anche Robert Altman e Jean-Luc Godard, e Track 29 (Mille pezzi per un delirio, 1988), una riproposizione della storia di Edipo in un contesto moderno. Dopo The witches (Le streghe, 1990) una favola dell’orrore adatta a bambini e ad adulti esce il dramma psicologico Cold Heaven (Oscuri presagi, 1991) e Two deaths (Morti oscure, 1996) in cui durante una cena un rinomato dottore racconta ai suoi ospiti la propria ossessione sessuale verso la governante mentre all’esterno è scoppiata una rivolta civile che contribuisce a rendere l’atmosfera della serata ancora più cupa.

Film per la televisione[modifica | modifica sorgente]

Roeg dirige anche alcuni film per la televisione: Sweet bird of youth (Id., 1989), tratto da un dramma di Tennesse Williams, Heart of darkness (Cuore di tenebra, 1993) tratto dall’omonimo romanzo di Joseph Conrad, Full body massage (Id., 1995) un dramma familiare dalla forte componente erotica e Samson and Delilah (Sansone e Dalila, 1996) sull’episodio biblico. Dopo aver ricevuto due riconoscimenti alla carriera nel 1999 al British Indipendent Film Awards (BIFA) e al Raindance Film Festival e un altro nel 2005 al Copenhagen International Film Festival, Roeg torna dietro la macchina da presa nel 2007 con il thriller misterioso Puffball, uscito in Italia solo all'inizio del 2013, direttamente in DVD.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Roeg sposa nel 1957 Susan Stephen: il matrimonio dura vent'anni. Nel 1980 dirige Theresa Russel nel film Il lenzuolo viola: si innamora dell'attrice e la sposa (1982), creando un sodalizio privato e artistico che durerà parecchi anni. Dopo il divorzio dalla Russell, sposerà Harriet Harper nel 2004.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Il significato dell'opera cinematografica di Roeg è legato innanzitutto all'utilizzo, in sede di montaggio, della tecnica narrativa detta, in Inglese, cut-up (o fishbowling), per cui un testo o una serie di riprese vengono collazionate in modo aleatorio per creare e riarrangiare il materiale d'origine. Conseguenza di questa tecnica, accompagnata per una spiccata sensibilità per l'espressività intrinseca dell'immagine, è l'adozione di linee narrative non convenzionali e di significati suggestivi. Accade, poi, spesso che Roeg organizzi il materiale narrativo in forme disgiuntive e semicoerenti, riservandosi di riallacciare un senso generale nelle sequenze finali dei suoi film, in cui si addensano informazioni addizionali che risultano cruciali per lo sciogliersi del nodo della trama. Tanto queste tecniche narrative che la sensibilità di Roeg per il portato di presentimento che l'immagine reca in sé hanno influenzato profondamente registi quali Ridley Scott e François Ozon.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Cineoperatore[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • WOOD, Jason “His brilliant career”, The guardian, 3 giugno 2005
  • Current yearbook biography 1996:479-482
  • Neil Feineman, Nicolas Roeg, Twayne, Boston, 1978
  • John Izod, The Films of Nicolas Roeg: Myth and Mind, Macmillan, Basingstoke, 1992
  • Joseph Lanza, Fragile Geometry: The Films, Philosophy and Misadventures of Nicolas Roeg, Paj Publications, New York, 1989
  • Neil Sinyard, The Films of Nicolas Roeg, Letts, London, 1991

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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