Fahrenheit 451 (film)

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Fahrenheit 451
Fahrenheit 451 (1966) Francois Truffaut.png
Una scena del film
Titolo originale Fahrenheit 451
Paese di produzione Gran Bretagna
Anno 1966
Durata 112 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza, drammatico
Regia François Truffaut
Soggetto Ray Bradbury (romanzo)
Sceneggiatura Jean Lous Richard, François Truffaut
Fotografia Nicolas Roeg
Montaggio Thom Noble
Effetti speciali Les Bowie, Charles Staffell
Musiche Bernard Herrmann
Scenografia Syd Cain, Tony Walton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fahrenheit 451 è un film del 1966 diretto da François Truffaut, tratto dall'omonimo romanzo fantascientifico-distopico di Ray Bradbury.

Per la prima volta Truffaut si cimenta col colore e con una produzione straniera che gli garantisce un budget elevato. Il risultato è un film destinato al mercato internazionale, distribuito dalla Universal, da cui traspare l'interesse del regista per il cinema di Alfred Hitchcock, sottolineato dalla presenza della musica di Bernard Herrmann.

Film predittivo, al pari di 1984, di fantapolitiche svolte della società futura, sottolinea lo strapotere mediatico assunto dal mezzo televisivo. In tutta la vicenda l'onnipresente schermo casalingo costringe la popolazione a una ebete sudditanza nei confronti del potere. I libri, sovversivi per definizione, a meno che non siano come da normativa, non stampati, costituiscono una possibile via di fuga verso nuovi orizzonti[1].

Girato dal 12 gennaio al 22 aprile 1966 nei Pinewood Studios e nei dintorni di Londra, fu proiettato in pubblico per la prima volta il 16 settembre 1966.

Trama[modifica | modifica sorgente]

« Stammi a sentire, Montag: a tutti noi una volta nella carriera, viene la curiosità di sapere cosa c'è in questi libri; ci viene come una specie di smania, vero? Beh, dai retta a me, Montag, non c'è niente lì, i libri non hanno niente da dire! »
(Il capitano dei vigili del fuoco al milite modello Montag)

Una pattuglia di pompieri dall'aspetto futuribile esce dalla caserma e si dirige verso un appartamento, dove l'uomo che vi abita riceve una telefonata che l'esorta a scappare; i pompieri entrano alla ricerca di libri e il primo che trovano è Don Chisciotte, nascosto in una lumiera, e durante la perquisizione trovano molti altri libri, anche all'interno di un finto televisore, e dopo averli accumulati in cortile li incendiano con un lanciafiamme.

Montag, uno dei pompieri della squadra, prima del rientro alla base, riceve la notizia che è prossimo a una promozione; egli è un tipo riservato e taciturno, e il capitano lo apprezza proprio per queste sue doti; rientrato a casa comunica la novità alla moglie ma lei è molto presa dalla televisione, la sua "famiglia", e dalle sue pillole.

I pompieri, infatti, hanno il compito di distruggere i libri, che sono stati proibiti e aboliti in quanto rendono la vita triste: la filosofia cambia come la moda delle gonne lunghe e corte, dando agli uomini il libero arbitrio o la vita predestinata; i romanzi invece fanno credere che le vite immaginarie dei protagonisti possano essere vissute anche dai lettori, causando frustrazione, e solo bruciandoli tutti gli uomini saranno veramente uguali e felici. I libri sono stati sostituiti dalla televisione, che fa sia da sostituto dei libri scolastici, sia da fonte di divertimento.

Una vicina di casa cerca di far conoscere a Montag il mondo della lettura, e gli chiede se ha mai letto qualcuno dei libri che ha bruciato. La curiosità lo spinge a provare, e il primo libro che questi legge è David Copperfield di Charles Dickens al quale seguiranno molti altri fino a prendere coscienza del buio in cui lui e tutti i componenti della società sono stati rinchiusi. Egli cercherà di combattere il sistema ma verrà tradito dalla moglie e obbligato a usare il lanciafiamme contro i propri libri ma, prima di farlo, indirizza il lanciafiamme verso il proprio letto e verso la tv, in segno di disprezzo per il tradimento perpetrato dalla moglie, e poi, incitato dal capitano, verso i libri (si notano Moby Dick e Franz Kafka).

Egli cerca di salvare un libro ma il capitano se ne accorge e gli punta la pistola contro ma Montag riesce a ucciderlo con il lanciafiamme; inizia così la sua fuga da ricercato e alla fine si unirà agli "uomini libro", che cercano di preservare il contenuto dei libri imparandone a memoria il testo.

Differenze tra il romanzo e il film[modifica | modifica sorgente]

Il film segue abbastanza fedelmente il romanzo di Bradbury. La sceneggiatura è in massima parte la trasposizione dei dialoghi del libro.

L'adattamento cinematografico ha però indotto dei cambiamenti; in primo luogo, scompare nel film il personaggio di Faber, l'anziano professore che aiuta Montag a ribellarsi. Questo personaggio viene sostituito dalla figura di Clarisse, che nel film acquista un rilievo maggiore rispetto al libro.

Clarisse, infatti, nel romanzo compare solo all'inizio e poi viene data per morta (ma di questo non si ha la certezza), è minorenne (dichiara di avere 17 anni).

Nel film, invece, Clarisse diventa maggiorenne (dichiara 20 anni), ed è una professoressa; inoltre nel film è accentuata l'attrazione tra lei e Montag, anche se i due non vivono, per quanto si veda, una storia d'amore vera e propria.

Manca completamente la figura del Segugio Meccanico, un cane robotico che può essere programmato per cacciare e uccidere un individuo.

In secondo luogo, mancano nel film, per esigenze di sintesi, alcune peripezie relative alla fuga di Montag braccato dalla polizia, di certo irrilevanti dal punto di vista della comprensione della storia, ma che nel libro aggiungono suspense alla narrazione.

Il finale, poi, è totalmente diverso. Nel film, Montag e Clarisse si ritrovano finalmente nella città degli uomini-libro, dove ci sono uomini che imparano a memoria i libri per trasmetterli alle generazioni future, e dove probabilmente, si presume, essi vivranno una storia d'amore.

Nel libro, come già detto, Clarisse compare solo all'inizio. Montag scappa dalla città e raggiunge gli uomini-libro presso la ferrovia abbandonata, dalla quale vede un fatto sconvolgente: il bombardamento atomico della città. Montag si mette poi in cammino con gli altri in direzione della città distrutta.

Un'altra importante differenza: omettendo tutta la parte relativa alla guerra, scompare anche il discorso finale tra il protagonista e il ribelle Granger, che contiene quello che è considerato da alcuni il passo fondamentale del libro, in cui il suddetto ribelle dice a Montag "Incontreremo una gran quantità di persone sole e sofferenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: Noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi."

Senza questo passo (la frase "noi ricordiamo" era addirittura in corsivo originalmente…) l'intero significato dell'opera può risultare stravolto: nel film gli uomini-libro possono apparire come dei poveri pazzi, destinati a scomparire col tempo (anche se proprio nella scena finale si intuisce che non sarà affatto così, ma che anzi questi custodi dell'umana conoscenza sembrano in numero sempre crescente), nel libro, invece, come sottolinea Granger, non potranno che essere vincitori, "fino a quando le tenebre di un nuovo Medioevo non ci costringeranno a ricominciare tutto da capo".

Il numero 451 corrisponde alla temperatura (indicativa) di combustione della carta nella scala Fahrenheit ed è stato scelto simbolicamente per rappresentare il numero di appartenenza della squadra dei Militi del fuoco. Ciò è spiegato esplicitamente nel film, mentre nel libro omonimo tale particolare non viene nemmeno accennato.

Influenze culturali e omaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Il settimo episodio della quinta stagione di Agente speciale, Morto vivente, del 1967, contiene un'evidente citazione di Fahrenheit 451: la polizia della città sotterranea indossa divise ed elmetti simili a quelli dei pompieri del film di Truffaut, e viaggia su Jeep rosse, che ricordano anch'esse i mezzi di trasporto dei vigili del fuoco.
  • Il breve racconto dello scrittore Robert Sheckley The Mnemone (1971), narra di un'epoca dove i libri sono banditi e in un piccolo centro americano sopraggiunge un uomo la cui conoscenza mnemonica di numerosi testi permette di tramandarli oralmente a dei potenziali clienti.[2]
  • Nel 2004 venne reso omaggio al film da Piero Pelù nel videoclip Dea musica.
  • Il film Equilibrium (2002) di Kurt Wimmer è chiaramente ispirato a Fahrenheit 451.
  • Nel 2010 i fratelli Hughes nel film Codice Genesi (The Book of Eli) con Denzel Washington riprendono il tema della pericolosità nella cultura in un futuro prossimo per il pianeta (in quel caso addirittura postatomico) e anche in quel film i libri vengono bruciati per impedire di essere tramanadati ed Eli, il protagonista del film (appunto Denzel Washington) alla fine detta a memoria la Bibbia alla stessa maniera di quanto avviene anche nel finale di Fahrenheit 451.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • I titoli di testa sono sostituiti da annunci vocali femminili che ricordano quelli pubblicitari dell'epoca, con immagini fisse di antenne domestiche: ciò per uniformarsi al contesto del film, nel quale non esistono testi scritti (si veda per esempio il giornale a fumetti muti che Montag legge a letto) e in cui la televisione domina la società.
  • Il film fu trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana nel 1971.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Cipolla Cronache dal futuro 1979
  2. ^ Robert Sheckley, Giardiniere di uomini, antologia, collana Urania n. 604, 29 ottobre 1972

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]