Michael Winner

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Michael Winner nel 2007

Michael Winner (Londra, 30 ottobre 1935Londra, 21 gennaio 2013) è stato un regista, sceneggiatore e scrittore britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un'agiata famiglia ebraica[1] (il padre era russo, la madre polacca[2]) dopo aver studiato legge presso il Downing College, Cambridge, si avvia nel mondo del cinema facendo l'assistente alla regia in serie televisive, cortometraggi e scrivendo sceneggiature[2]. È accreditato per la prima volta nel 1958 nella sceneggiatura del film di Montgomery Tully Man with a Gun[3].

Gli anni sessanta a Londra[modifica | modifica wikitesto]

Diventa presto uno dei narratori controversi[2] della Swinging London[4], iniziando con il thriller di spionaggio Shoot to Kill (1961) e Play it cool (1962).

Il suo primo film di rilievo è il giallo Chiamate West 11: risponde un assassino (1963), che narra le vicende di un uomo che ha perso tutto e accetta di commettere un omicidio per denaro, nell'allora degradato quartiere di Notting Hill di Londra: girato sul posto (una delle caratteristiche di Winner), la pellicola rimane "un interessante contributo per l'onda realismo della classe operaia dei primi anni 1960"[2].

Dopo delle divergenze con il produttore Daniel Angel, Winner (che avrebbe voluto Julie Christie nel ruolo di protagonista femminile[2]) decide di crearsi la propria compagnia di produzione, la Scimitar.

Dirige e produce quindi The System (1964) e Il complesso del sesso (1967, con Orson Welles), in cui continua l'esplorazione della gioventù inglese della Londra degli anni sessanta. Con I ribelli di Carnaby Street (terzo film in cui ha diretto il giovane Oliver Reed) è candidato al Golden Globe per il miglior film straniero in lingua inglese nel 1968. Si trasferisce quindi ad Hollywood e cambia stile di ripresa, cominciando a dirigere film di azione, spesso violenta.

Gli anni sessanta e ottanta a Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver diretto Marlon Brando in Improvvisamente, un uomo nella notte (1971) e la coppia di divi Burt Lancaster-Alain Delon in Scorpio, inizia nel '74 la discussa serie de Il giustiziere della notte con Charles Bronson (che aveva già diretto nel '72 con Chato): Winner è il regista dei primi 3 capitoli della saga.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Winner diede vita nel 1984 all'organizzazione Police Memorial Trust, con sede a Londra, che raccoglie fondi per erigere dei monumenti commemorativi agli agenti di Polizia deceduti durante azioni di strada. L'organizzazione venne istituita dopo che il 17 aprile 1984 l'agente di polizia Yvonne Fletcher venne uccisa durante degli scontri a fuoco a St. James's Square nei pressi dell'ambasciata libica[5][6].

È stato uno scrittore con diversi libri all'attivo, soprattutto di gastronomia, una sua grande passione.

Dopo una lunga battaglia contro una malattia al fegato, è scomparso nel 2013 all'età di 77 anni[7]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Faces of the week - BBC News - 29 aprile 2005 - Consultato il 21 agosto 2010
  2. ^ a b c d e Biography on Screenonline - Consultato il 21 agosto 2010
  3. ^ Scheda IMDb
  4. ^ L'Universale Cinema, vol. II, Garzanti, 2006 - p. 1242-1243
  5. ^ Police Memorial Trust 7 dicembre 2009 - Consultato il 21 agosto 2010
  6. ^ Winner shuns 'toilet-cleaner OBE' - BBC News - 29 aprile 2005 - Consultato il 21 agosto 2010
  7. ^ Michael Winner, film director, national treasure (and no mean restaurant critic) dies aged 77 after long battle with liver disease (en) Dailymail.co.uk

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Testi su Michael Winner[modifica | modifica wikitesto]

  • Gough-Yates, Kevin, Michael Winner - Director, Londra, National Film Theatre, 1970
  • Harding, Bill, The Films of Michael Winner, Londra, Frederick Muller, 1978
  • McFarlane, Brian, An Autobiography of British Cinema, Londra, Methuen, 1997
  • Andrew Spicer, Directors in British and Irish Cinema, 2006

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Winner, Michael, Winner's Dinners: The Good, the Bad and the Unspeakable, Robson Books Ltd, London, 1999
  • id., Winner Takes All: a Life of Sorts, Londra, 2004 - autobiografia
  • id., The Fat Pig Diet, JR Books Ltd, 2007
  • id. The Winner Guide to Dining and Whining

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 37103866 LCCN: n/81/74398