Joan Collins
Joan Collins (Londra, 23 maggio 1933) è un'attrice inglese. Per anni è stata un sex-symbol del cinema Hollywoodiano facendosi apprezzare in brillanti film come Il favorito della grande regina (1955), L'altalena di velluto rosso (1955), Missili in giardino (1958), Ester e il re (1960), La congiuntura (1965) e The Stud - Lo stallone (1978), recitando con i più grandi artisti di sempre, fino ad approdare alla televisione.
Dal 1981 al 1989 è la perfida per eccellenza, Alexis Colby, nel celebre Dynasty. Torna così alla ribalta diventando una delle dive più pagate nel mondo della televisione aggiudicandosi persino un Golden Globe come miglior attrice. Dopo anni torna al cinema interpretando eccellenti ruoli in produzioni come Nel bel mezzo di un gelido inverno (1995) e altri film. Attualmente continua l'attività d'attrice interpretando parti in serie come Will & Grace (2001), Sentieri (2002) e più recentemente in Le regole dell'amore (2010).
Per i suoi contributi alla televisione e al cinema, e per la sua grande notorietà, possiede ben due stelle sull'Hollywood Walk of Fame.[1]
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Biografia [modifica]
Gioventù [modifica]
Joan Collins è nata a Londra da Joseph William Collins, un agente teatrale, e da Elsa Bessant; ha anche una sorella, la scrittrice Jackie ed un fratello, Bill.
Ha studiato presso la Francis Holland School e poi recitazione alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA) insieme ad attori come Roger Moore e Michael Caine. All'età di 17 anni, ha firmato il suo primo contratto con la J. Arthur Rank Film Company, nota scuola inglese di recitazione e buone maniere.
Carriera [modifica]
Il successo cinematografico [modifica]
Nel 1951 fa il suo esordio sul grande schermo con Nuda ma non troppo ed inizia così la sua carriera nel mondo del cinema. Grazie al successo ottenuto, dopo pochi anni, nel 1954, firmò un contratto con la 20th Century Fox.
Dopo aver partecipato ad alcuni film, nel 1955 è protagonista insieme alla grande Bette Davis de Il favorito della grande regina, film storico sulla vita della regina Elisabetta I, che riscuoterà enorme successo di pubblico e critica. Nel film la Collins dimostra di essere anche ottima interprete di film drammatici e non solo di commedie.
Nello stesso anno interpreta La regina delle piramidi (1955) e si afferma in titoli come L'altalena di velluto rosso (1955) e Sesso debole? (1956) alternando a ruoli storici, ruoli di donne frivole. Recita in La sposa del mare con Richard Burton e nel 1958 è con Gregory Peck nel western Bravados.
Nel 1958 è al fianco di Paul Newman e Joanne Woodward in Missili in giardino. Nella pellicola interpreta l'amante di Newman, riscuotendo un grande successo di pubblico tanto da partecipare alla 30a edizione dei Premi Oscar insieme al grande attore.
Il nuovo decennio si apre con I sette ladri (1960), seguiranno titoli come Ester e il re (1960), Astronauti per forza (1962) e l'esordio a cinecittà. Infatti, nel 1965 viene diretta da Ettore Scola in La congiuntura dove recita con Vittorio Gassman. Tornerà in Italia nel 1974 lavorando con Lando Buzzanca nella commedia L'arbitro.
Nel 1963 verrà anche presa in considerazione per la parte di Cleopatra nell'omonimo film, ruolo poi affidato ad Elizabeth Taylor. Negli anni le due attrici furono spesso paragonate per la loro somiglianza.
La carriera negli anni 70' [modifica]
Per tutti gli anni '70 recitò in vari film europei (alcuni anche in Italia): horror come Racconti dalla tomba (1973), Delirious - Il baratro della follia (1973), La scala della follia (1974), Sharon's Baby (1975) e L'impero delle termiti giganti (1977), quest'ultimo le varrà la nomination come miglior attrice al Saturn Award, importante riconoscimento per la cinematografia dell'orrore.
Sul finire del decennio interpreta due film erotici tratti dai romanzi di sua sorella, Jackie Collins, The Stud - Lo stallone (1978) e The Bitch (1979) che otterranno discreto successo. Tali film, nonostante il successo commerciale che ebbero, la declassarono però (agli occhi del pubblico e della critica) ad attrice di film di serie B e la Collins per un po' si eclissò dal panorama hollywoodiano.
L'attrice inizia cosi a lavorare in TV ottenendo successo. Interpreta infatti ruoli in numerosi telefilm come Batman (1967), Missione Impossibile (1969), Starsky & Hutch (1977) e soprattutto la miniserie TV I boss del dollaro (andata in onda nel 1976 sulla CBS) che ottenne un grande successo, anche grazie al cast di alto livello, che comprendeva oltre alla Collins anche Kirk Douglas, Susan Flannery, Marisa Pavan e altri ancora.
Carriera cinematografica dagli anni '80 ad oggi [modifica]
Eccetto qualche titolo, come Compiti a casa (1982), negli anni '80 si dedicò alla televisione trascurando così il cinema.
Nel 1995 è tra i protagonisti di Nel bel mezzo di un gelido inverno film che ottiene molto successo e che la riconferma come interprete cinematografica. Seguiranno Le nuove avventure di Annie (1995), The Clandestine Marriege (1999) ed I Flintstones in Viva Rock Vegas dove interpreta la madre di Wilma, Pearl, interpretata nel precedente film da Elizabeth Taylor. Con quest'ultima reciterà nel 2001 in These Old Broads e con Shirley MacLaine e Debbie Reynolds.
Ha poi interpretato Alice in Glamourland (2004), Ozzie - Il mio amico combinaguai (2006) ed ha partecipato nel 2008 insieme ad altre celebrità nel film che racconta la vita del grande stilista Valentino, Valentino: L'ultimo imperatore.
Il suo ultimo film è il cortometraggio Fetish (2010).
Il successo televisivo con Dynasty [modifica]
La carriera di Joan Collins riprese quota negli anni ottanta, quando le venne offerta una parte nel serial tv Dynasty (1981 - 1989), proposta prima a Sophia Loren e a Elizabeth Taylor (entrambe rifiutarono), prodotto da Aaron Spelling, che all'inizio stentava ad avere grande successo. In Dynasty, creato da Richard & Esther Shapiro, la Collins ebbe il ruolo di Alexis Colby, la vendicativa ex-moglie del magnate Blake Carrington (John Forsythe). Il ruolo di Alexis è passato alla storia della televisione come uno dei personaggi più cinici e cattivi, memorabili i suoi scontri con la rivale Krystle (Linda Evans). Grazie alla sua magnifica interpretazione si guadagnò molte nomination a premi prestigiosi, portando a casa, tra gli altri, un Golden Globe e un Telegatto.[2]
Il ruolo di Alexis Morell Carrington Colby Dexter Rowan (gli ultimi quattro sono i cognomi dei consorti sposati via via nella fiction) rilanciò con successo la Collins come icona dell'indipendenza femminile a 50 anni. La sua performance diede un impulso positivo e contribuì a sollevare le sorti dello show, che alla fine divenne un grande successo internazionale, mettendo in difficoltà gli altri due serial concorrenti, Dallas e Falcon Crest. Nel 1985 Dynasty divenne il programma televisivo più seguito negli USA e la Collins diventò l’attrice televisiva più pagata del tempo. Dynasty andò in onda con grande successo in più di 80 nazioni e tutt'oggi è ancora conosciuto a livello internazionale.
Con Dynasty nel suo momento di gloria, la Collins iniziò anche a produrre e recitare in due mini-serie di successo per l’emittente CBS: Sins e Monte Carlo.
Inoltre comparve sulla copertina di Playboy all'età di 50 anni riaffermandosi nuovamente come sex symbol.
Aaron Spelling, in una delle sue ultime interviste, ha detto di lei: "Noi non avevamo scritto la parte di Joan Collins, Lei fece ... Joan Collins. Non so se mi spiego... avevamo in mente un personaggio che poteva essere interpretato da 50 persone, 49 delle quali avrebbero fallito. Solo Lei lo fece funzionare".
Nel 2009 è stata ospite in Italia nel programma di Antonella Clerici Tutti pazzi per la tele. Durante l'ospitata ha parlato del ruolo di Alexis e della sua carriera d'attrice.[3]
La carriera dopo Dynasty [modifica]
Dopo la chiusura di Dynasty, nel 1989, recita nel film conclusivo, Dynasty: ultimo atto (1991). Per tutti gli anni 90' si dedica a ruoli da guest star, comparendo in numerosi telefilm e serie come Pappa e ciccia (1994), La tata (1996) e molte altre. Nel 1997 compare in numerosi episodi della soap Pacific Palisades sempre prodotta da Aaron Spelling, mentre nel 2001 è ospite speciale in alcuni episodi di Will & Grace.
Ritorna sul grande schermo e tra i suoi titoli più importanti si ricordano Nel bel mezzo di un gelido inverno (1995) e I Flintstones in Viva Rock Vegas (2000).
Tra il 2002 e il 2003 ha partecipato per un periodo limitato alla famosa soap opera Sentieri nel ruolo di Alexandra Spaulding, ricevendo ottime recensioni.
La Collins ha fatto parte del cast della fortunata serie tv inglese Le mogli dei calciatori (2006) interpretando, in alcune puntate, il ruolo dell’elegante direttrice di una rivista dal nome azzeccatissimo di Eva de Wolffe. Ha anche fatto un’apparizione nella serie della BBC Hotel Babylon nel 2006, interpretando il ruolo di un’aristocratica solitaria, malata di romanticismo.
Ha inoltre reso noto svariate volte il suo desiderio di partecipare alla serie americana della ABC Desperate Housewives, perché convinta del fatto che sia una delle migliori in circolazione[4].
Nel 2009 è stata protagonista di un Film-Tv giallo che ha come protagonista il personaggio di Miss Marple. Il titolo Miss Marple - Giochi di prestigio. In Italia il film è stato trasmesso da Sky. Tra 2010 e il 2011, ha partecipato come guest-star ad alcuni episodi della soap opera tedesca Verbotene Liebe e della sitcom Le regole dell'amore.
Nel luglio 2011 presenta lo speciale Principessa Diana - La leggenda, in occasione dei 50 anni dalla nascita di Lady Diana. In questo documentario realizzato per Sky, Joan racconta (insieme ad altre testimonianze) gli ultimi anni della vita di Diana oltre alla parte dedicata al gossip.[5].
Nel 2012 è alle riprese del film Saving Santa che uscirà nelle sale nel dicembre dello stesso anno[senza fonte].
Teatro [modifica]
Nel 1992 debutta con successo a Broadway in un adattamento di Private Lives di Noel Coward. Alla fine degli anni ’90 è apparsa in vari tour teatrali con personaggi del calibro di George Hamilton e Stacey Keach. Inoltre ha partecipato ad una produzione della West End di Over the Moon con Frank Langella nel 2000.
Nel 2004 è stata in tour per la Gran Bretagna con l’opera teatrale Full Circle, acclamata da pubblico e critica.
All’inizio del 2006, la Collins ha portato in tour per il Regno Unito lo spettacolo A Night With Joan Collins, un monologo in cui racconta gli alti e bassi della sua carriera e della sua vita, con la regia del marito Percy Gibson.
Vita privata [modifica]
In un’intervista rilasciata al The Daily Mail il 20 agosto, la Collins ha dichiarato di essere stata con “miliardi di uomini” nei tempi di Hollywood e sua sorella Jackie lo ha confermato dicendo che Joan “si è data il suo bel da fare”. La stessa Collins ha ammesso di essere stata infedele “ma solo mentre giravo un film, quello non conta. Tutti svolazzavano da un fiore all'altro, non mi sento molto in colpa”.
Al suo arrivo ad Hollywood ricevette le avances del magnate cinematografico Darryl F. Zanuck, che la fermò in un corridoio e le disse: “Non hai mai avuto nessuno se non hai avuto me. Il mio è il più grosso e posso andare avanti tutta la notte”. La Collins riuscì a liberarsene e più avanti, quando lui le mostrò lo stampo d’oro, a grandezza naturale delle sue parti intime con cui gli piaceva impressionare le ragazze, la Collins rispose che aveva visto “cose più grosse sbucare fuori dai cavoli”.
All’epoca Joan aveva divorziato dal suo primo marito, l'attore Maxwell Reed. Aveva chiesto il divorzio nel 1956, il giorno del suo ventitreesimo compleanno, quando lui aveva tentato, secondo la Collins, di venderla ad uno sceicco arabo. Il primo fidanzato serio dopo il divorzio da Reed fu il terzo figlio di Charlie Chaplin, Sydney, ma lo lasciò per andare a convivere con l'attore Arthur Lowe. La relazione era tutt'altro che perfetta, la Collins era offesa per non aver mai ricevuto nient’altro che “qualche gioiellino" da Lowe, nonostante le sue possibilità, e lui che dubitava delle buone intenzioni di lei. La Collins ebbe una relazione con un cameraman, che descrisse come l’amante più focoso che aveva avuto fino ad allora. La relazione con Lowe terminò in maniera burrascosa ad un party di fine anno.
Per la Collins cominciò qui un periodo di tre anni in cui uscì con tanti uomini da essere ribattezzata “The British Open” (lett. “l’inglese aperta”), ad un certo punto si disse che in 15 giorni era stata con 14 uomini. Ebbe fugaci relazioni con Conrad Hilton Jr., Dennis Hopper (diciottenne all’epoca), Ryan O'Neal, Terence Stamp e Warren Beatty.
I gossip furono spazzati via quando la Collins lasciò Hollywood ed una carriera promettente per sposare l'attore Anthony Newley, da cui ebbe due figli: Tara e Alexander "Sacha".
Nel 1972 la Collins sposò il suo terzo marito, Ron Kass, che era stato presidente della Apple Records nel periodo d’oro dei The Beatles. Da lui ebbe la sua terza figlia, Katyana "Katie". Il matrimonio finì nel 1983, anche se Joan e Kass rimasero molto vicini fino alla morte per cancro di lui, nel 1986.
Nel 1985 la Collins sposò il cantante svedese Peter Holm, con una cerimonia a Las Vegas. Il matrimonio durò un anno. La Collins lasciò dunque Los Angeles e tornò a Londra dove convisse con il commerciante d’arte Robin Hurlstone, molto più giovane di lei, per dieci anni.
Nel 2001 la Collins e Hurlstone si lasciarono e lei iniziò a frequentare il manager teatrale Percy Gibson, di 32 anni più giovane. Intervistata al riguardo, la Collins ha dichiarato “Se muore, pazienza”[6]. I due si sono sposati il 17 febbraio 2002, al Claridge’s Hotel di Londra.
Durante un programma televisivo, una giornalista chiese all'attrice quale fosse l'uomo migliore che avesse mai avuto. E lei, pronta, rispose: "Suo marito".
Nel 1997 è stata nominata Dama dell'Ordine dell'Impero Britannico.
Filmografia [modifica]
Cinema [modifica]
- Nuda ma non troppo... (Lady Godiva Rides Again) (1951), regia di Frank Launder
- Cosh Boy (1952), regia di Lewis Gilbert
- The Woman's Angle (1952), regia di Leslie Arliss
- I Believe in You (1952), regia di Michael Relph
- Notti del Decamerone (Decameron Nights) (1953), regia di Hugo Fregonese
- Appuntamento col destino (Turn the Key Softly) (1953), regia di Jack Lee
- The Square Ring (1953), regia di Michael Relph
- Come Eva... più di Eva (Our Girl Friday) (1953), regia di Noel Langley
- L'età della violenza (The Good Die Young) (1954), regia di Lewis Gilbert
- La regina delle piramidi (Land of the Pharaohs) (1955), regia di Howard Hawks
- Il favorito della grande regina (The Virgin Queen) (1955), regia di Henry Koster
- L'altalena di velluto rosso (The Girl in the Red Velvet Swing) regia di Richard Fleischer (1955)
- Sesso debole? (The Opposite Sex) regia di David Miller (1956)
- Fermata per dodici ore (The Wayward Bus) (1957), regia di Victor Vicas
- L'isola nel sole (Island in the Sun) (1957), regia di Robert Rossen
- La sposa del mare (Sea Wife) (1957), regia di Bob McNaught
- Spionaggio a Tokyo (Stopover Tokyo) (1957), regia di Richard L. Breen
- Bravados (The Bravados) (1958), regia di Henry King
- Missili in giardino (Rally ‘Round the Flag, Boys!) (1958), regia di Leo McCarey
- I sette ladri (Seven Thieves) (1960), regia di Henry Hathaway
- Ester e il re (Esther and the King) (1960), regia di Mario Bava
- Astronauti per forza (The Road to Hong Kong) (1962), regia di Norman Panama
- La congiuntura (1965), regia di Ettore Scola
- Agente 4K2 chiede aiuto (Warning Shot) (1967), regia di Buzz Kulik
- L'amore breve (1969), regia di Romano Scavolini
- Se è martedì deve essere il Belgio (If It’s Tuesday, This Must Be Belgium) (1969), regia di Mel Stuart
- Subterfuge (Subterfuge) (1969), regia di Peter Graham Scott
- L'esecutore (The Executioner) (1970), regia di Sam Wanamaker
- Che dritto... con 3 donne a letto! (Up in the Cellar) (1970), regia di Theodore J. Flicker
- Il passo dell'assassino (Revenge) (1971), regia di Sidney Hayers
- Il caso Trafford (Quest For Love) (1971), regia di Ralph Thomas
- Racconti dalla tomba (Tales From the Crypt) (1972), regia di Freddie Francis
- Paura nella notte (Fear in the Night) (1972), regia di Jimmy Sangster
- The Man Who Came to Dinner (1972), regia di Buzz Kulik
- La scala della follia (Dark Places) (1973), regia di Don Sharp
- Drive Hard, Drive Fast (1973), regia di Douglas Heyes
- Delirious - Il baratro della follia (Tales That Witness Madness) (1973), regia di Freddie Francis
- L'arbitro (1974), regia di Luigi Filippo D'Amico
- Lo stallone erotico (Alfie Darling) (1975), regia di Ken Hughes
- Sharon's Baby (I Don't Want to Be Born) (1975), regia di Peter Sasdy
- Il richiamo del lupo (1975), regia di Gianfranco Baldanello
- Il pomicione (1976), regia di Roberto Bianchi Montero
- Le piccanti avventure di Tom Jones (The Bawdy Adventures of Tom Jones) (1976), regia di Cliff Owen
- Poliziotto senza paura (1977), regia di Stelvio Massi
- L'impero delle termiti giganti (Empire of the Ants) (1977), regia di Bert I. Gordon
- Marlowe indaga (The Big Sleep) (1978), regia di Michael Winner
- Zero to Sixty (1978), regia di Don Weis
- The Stud - Lo stallone (The Stud) (1978), regia di Quentin Masters
- The Bitch (The Bitch) (1979), regia di Gerry O'Hara
- Sunburn - Bruciata dal sole (Sunburn) (1979), regia di Richard C. Sarafian
- Il gioco degli avvoltoi (A Game for Vultures) (1979), regia di James Fargo
- Lo schiaccianoci (Nutcracker) (1982), regia di Anwar Kawadri
- Paper Dolls (1982), regia di Edward Zwick
- Compiti a casa (Homework) (1982), regia di James Beshears
- Attenti anche le ragazze sparano! (The Wild Women of Chastity Gulch) (1982), regia di Philip Leacock
- Idolo da copertina (Making of a Male Model) (1983), regia di Irving J. Moore
- Her Life as a Man (1984), regia di Robert Ellis Miller
- The Cartier Affair (The Cartier Affair) (1984), regia di Rod Holcomb
- Monte Carlo (1986), regia di Anthony Page
- Red Peppers (1991), regia di Bryan Izzard
- Decadence (1994), regia di Steven Berkoff
- Nel bel mezzo di un gelido inverno (In the Bleak Midwinter) (1995), regia di Kenneth Branagh
- Le nuove avventure di Annie (Annie: A Royal Adventure!) (1995), regia di Ian Toynton
- Il dolce inganno (Sweet Deception) (1998), regia di Timothy Bond
- Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat (1999), regia di David Mallet
- The Clandestine Marriage (1999), regia di Christopher Miles
- I Flintstones in Viva Rock Vegas (The Flintstones in Viva Rock Vegas) (2000), regia di Brian Levant
- These Old Broads (These Old Broads) (2001), regia di Matthew Diamond
- Alice in Glamourland (2004), regia di Pieter Kramer
- Ozzie - Un Koala molto speciale (Ozzie) (2006), regia di William Tannen
- Valentino: L'ultimo imperatore (Valentino: The Last Emperor), (2008), regia di Matt Tyrnauer
- Miss Marple - Giochi di prestigio (Marple: They Do It whit Mirrors) (2009), regia di Andy Wilson
- Fetish (2010), regia di Matthew J. Pellowski
Televisione [modifica]
- I giorni di Bryan, (1966)
- Organizzazione U.N.C.L.E., (1966)
- Star Trek, (1967)
- Il virginiano (The Virginian),(1967)
- Batman, (1967)
- Missione Impossibile (Mission: Impossible), (1969)
- Attenti a quei due (The Persuaders!), (1972)
- Hallmark Hall of Fame, (1972)
- Ellery Queen, (1975)
- Switch, (1975)
- Spazio 1999 (Space: 1999), (1975)
- Pepper Anderson agente speciale (Police Woman), (1976)
- I boss del dollaro (1976)
- Ragazzo di provincia (Gibbsville), (1976)
- Starsky & Hutch, (1977)
- Il brivido dell'imprevisto (Tales of the Unexpected), (1979-1980)
- Fantasilandia (Fantasy Island), (1980)
- Dynasty, (1981-1989)
- Love Boat (The Love Boat), (1983)
- Nel regno delle fiabe (Shelley Duvall's Faerie Tale Theatre) (1983)
- Sins (1986)
- Dynasty: ultimo atto (Dynasty: The Reunion) (1991), Film TV
- Pappa e ciccia (Roseanne), (1993)
- La Tata (The Nanny), (1996)
- Pacific Palisades (1997)
- Will & Grace, (2001)
- Sentieri (The Guiding Light) (2002-2003)
- Hotel Babylon, (2006)
- Le mogli dei calciatori (Footballers' Wives), (2006)
- Amore proibito (Verbotene Liebe), (2010-2011)
- Le regole dell'amore (Rules of Engagement), (2010)
Doppiatrici italiane [modifica]
Joan Collins in Italia è stata doppiata dalle seguenti attrici:
- Dhia Cristiani in Spionaggio a Tokyo, Missili in giardino, Fermata per dodici ore, Ester e il re, Bravados, Il favorito della grande regina, L'altalena di velluto rosso, L'isola nel sole, La sposa del mare
- Rita Savagnone in Dynasty, Dynasty: ultimo atto, Il dolce inganno, I Flintstones in Viva Rock Vegas
- Maria Pia di Meo in L'età della violenza, I sette ladri
- Clelia Bernacchi in La regina delle piramidi
- Micaela Giustiniani in Sesso debole?
- Fiorella Betti in Astronauti per forza
- Valeria Falcinelli in Star Trek
- Valeria Perilli in Cartier affair
- Laura Gianoli in Idolo da copertina
- Anna Teresa Eugeni in La Tata
- Annamaria Mantovani in Sentieri
- Sonia Scotti in Will & Grace
Fonte parziale: Il mondo dei doppiatori
Riconoscimenti [modifica]
Walk of Fame [modifica]
- Stella per il suo contributo all'industria televisiva, al 6901 Hollywood Blvd. (1983)
- Stella per il suo contributo all'industria cinematografica, al 6807 Hollywood Blvd. (2008)
Golden Globe [modifica]
Vinti:
Nomination:
- Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1982)
- Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1984)
- Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1985)
- Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1986)
- Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1987)
Emmy Awards [modifica]
Nomination:
Telegatto [modifica]
Vinti:
Soap Opera Digest Awards [modifica]
Vinti:
- Miglior cattiva in una soap-opera, per Dynasty (1984)
- Miglior cattiva in una soap-opera, per Dynasty (1985)
Nomination:
- Miglior cattiva in una soap-opera, per Dynasty (1986)
- Miglior attrice in una soap-opera, per Dynasty (1986)
- Miglior cattiva in una soap-opera, per Dynasty (1988)
Saturn Award [modifica]
Nomination:
- Miglior attrice, per L'impero delle termiti giganti (1978)
People's Choice Awards [modifica]
Vinti:
- Personaggio dell'anno (1985)
Razzie Awards [modifica]
Nomination:
- Peggior attrice non protagonista, per I Flintstones in Viva Rock Vegas (2001)
TV Land Awards [modifica]
Nomination:
- Premio alla carriera, (2003)
Onorificenze [modifica]
| Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico | |
| — 1996 |
Note [modifica]
- ^ Celebrità della Hollywood Walk of Fame
- ^ Joan Collins (I) - Awards
- ^ Tutti pazzi per la tele - Conducono Clerici e Braida, nella prima puntata ospiti Joan Collins, Enrico Mentana e Topo Gigio
- ^ Collins Still Wants "Housewives" Role, Contact Music, 24 giugno 2007
- ^ Principessa Diana – La leggenda, Sky Uno ricorda Lady D | Televisionando
- ^ (EN) Toni Bonnici, The age gap with my new husband? If he dies, he dies, Daily Mail, Associated Newspapers Ltd. URL consultato in data 22 novembre 2012.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Joan Collins
Wikiquote contiene citazioni di o su Joan Collins
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito Ufficiale
- Fanclub ufficiale
- (EN) Scheda su Joan Collins dell'Internet Movie Database
| Predecessore | Golden Globe per la miglior attrice in una serie drammatica | Successore |
|---|---|---|
| Barbara Bel Geddes per Dallas ex aequo con Linda Evans per Dynasty |
1982 per Dynasty |
Jane Wyman per Falcon Crest |
Controllo di autorità VIAF: 77112357 LCCN: n78076855