Joan Collins

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Joan Collins (Londra, 23 maggio 1933) è un'attrice cinematografica, attrice televisiva, attrice teatrale e regista inglese.

Per anni è stata un sex-symbol del cinema hollywoodiano facendosi apprezzare sia in ruoli brillanti che in parti più serie, come Il favorito della grande regina (1955), L'altalena di velluto rosso (1955), Missili in giardino (1958), Ester e il re (1960), La congiuntura (1965) e The Stud - Lo stallone (1978), film che oltre al successo, le hanno permesso di affiancare i più grandi artisti di sempre.

Approda poi alla TV e dal 1981 al 1989 è la perfida per eccellenza, Alexis Colby, nel celebre Dynasty. Torna così alla ribalta diventando una delle dive più pagate nel mondo della televisione aggiudicandosi persino un Golden Globe come miglior attrice su svariate nomination.

Dopo anni torna al cinema interpretando eccellenti ruoli in produzioni come Nel bel mezzo di un gelido inverno (1995) e altri film. Continua l'attività d'attrice interpretando parti in serie come Will & Grace (2001), Sentieri (2002) e in Le regole dell'amore (2010).

Per i suoi contributi alla televisione e al cinema, e per la sua grande notorietà, possiede ben due stelle sull'Hollywood Walk of Fame.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Joan Collins è nata a Londra da Joseph William Collins, un agente teatrale, e da Elsa Bessant; ha anche una sorella, la scrittrice Jackie ed un fratello, Bill.

Ha studiato presso la Francis Holland School e poi recitazione alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA) insieme ad attori come Roger Moore e Michael Caine. All'età di 17 anni ha firmato il suo primo contratto con la J. Arthur Rank Film Company, nota scuola inglese di recitazione e buone maniere.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il successo cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 fa il suo esordio sul grande schermo con Nuda ma non troppo ed inizia così la sua carriera nel mondo del cinema. Grazie al successo ottenuto, dopo pochi anni, nel 1954, firmò un contratto con la 20th Century Fox.

Dopo aver partecipato ad alcuni film, nel 1955 è protagonista insieme alla grande Bette Davis de Il favorito della grande regina, film storico sulla vita della regina Elisabetta I, che riscuoterà enorme successo di pubblico e critica. Nel film la Collins dimostra di essere anche ottima interprete di film drammatici e non solo di commedie.

Nello stesso anno interpreta La regina delle piramidi (1955) e si afferma in titoli come L'altalena di velluto rosso (1955) e Sesso debole? (1956) alternando a ruoli storici, ruoli di donne frivole. Recita in La sposa del mare con Richard Burton e nel 1958 è con Gregory Peck nel western Bravados.

Nel 1958 è al fianco di Paul Newman e Joanne Woodward in Missili in giardino. Nella pellicola interpreta l'amante di Newman, riscuotendo un grande successo di pubblico tanto da partecipare alla 30a edizione dei Premi Oscar insieme al grande attore.

Il nuovo decennio si apre con I sette ladri (1960), seguiranno titoli come Ester e il re (1960), Astronauti per forza (1962) e l'esordio a cinecittà. Infatti, nel 1965 viene diretta da Ettore Scola in La congiuntura dove recita con Vittorio Gassman. Tornerà in Italia nel 1974 lavorando con Lando Buzzanca nella commedia L'arbitro.

Nel 1963 verrà anche presa in considerazione per la parte di Cleopatra nell'omonimo film, ruolo poi affidato ad Elizabeth Taylor. Negli anni le due attrici furono spesso paragonate per la loro somiglianza.

La carriera negli anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Per tutti gli anni '70 recitò in vari film europei (alcuni anche in Italia): horror come Racconti dalla tomba (1973), Delirious - Il baratro della follia (1973), La scala della follia (1974), Sharon's Baby (1975) e L'impero delle termiti giganti (1977), quest'ultimo le varrà la nomination come miglior attrice al Saturn Award, importante riconoscimento per la cinematografia dell'orrore.

Sul finire del decennio interpreta due film erotici tratti dai romanzi di sua sorella, Jackie Collins, The Stud - Lo stallone (1978) e The Bitch (1979) che otterranno discreto successo. Tali film, nonostante il successo commerciale che ebbero, la declassarono però (agli occhi del pubblico e della critica) ad attrice di film di serie B e la Collins per un po' si eclissò dal panorama hollywoodiano.

L'attrice inizia così a lavorare in TV ottenendo successo. Interpreta infatti ruoli in numerosi telefilm come Batman (1967), Missione Impossibile (1969), Starsky & Hutch (1977) e soprattutto la miniserie TV I boss del dollaro (andata in onda nel 1976 sulla CBS) che ottenne un grande successo, anche grazie al cast di alto livello, che comprendeva oltre alla Collins anche Kirk Douglas, Susan Flannery, Marisa Pavan e altri ancora.

Il successo televisivo con Dynasty[modifica | modifica wikitesto]

Joan Collins con Sophia Loren nel 2009

La carriera di Joan Collins riprese quota negli anni ottanta, quando le venne offerta una parte nel serial tv Dynasty (1981 - 1989), proposta prima a Sophia Loren e ad Elizabeth Taylor (entrambe rifiutarono), prodotto da Aaron Spelling, che all'inizio stentava ad avere grande successo. In Dynasty, creato da Richard & Esther Shapiro, la Collins ebbe il ruolo di Alexis Colby, la vendicativa ex-moglie del magnate Blake Carrington (John Forsythe). Il ruolo di Alexis è passato alla storia della televisione come uno dei personaggi più cinici e cattivi, memorabili i suoi scontri con la rivale Krystle (Linda Evans). Grazie alla sua magnifica interpretazione si guadagnò molte nomination a premi prestigiosi, portando a casa, tra gli altri, un Golden Globe e un Telegatto.[2]

Il ruolo di Alexis Morell Carrington Colby Dexter Rowan (gli ultimi quattro sono i cognomi dei consorti sposati via via nella fiction) rilanciò con successo la Collins come icona dell'indipendenza femminile a 50 anni. La sua performance diede un impulso positivo e contribuì a sollevare le sorti dello show, che alla fine divenne un grande successo internazionale, mettendo in difficoltà gli altri due serial concorrenti, Dallas e Falcon Crest. Nel 1985 Dynasty divenne il programma televisivo più seguito negli USA e la Collins diventò l’attrice televisiva più pagata del tempo. Dynasty andò in onda con grande successo in più di 80 nazioni ed è ancora conosciuto a livello internazionale.

Con Dynasty nel suo momento di gloria, la Collins iniziò anche a produrre e recitare in due miniserie di successo per l’emittente CBS: Peccati e Monte Carlo.

Inoltre comparve sulla copertina di Playboy all'età di 50 anni riaffermandosi nuovamente come sex symbol.

Aaron Spelling, in una delle sue ultime interviste, ha detto di lei: "Noi non avevamo scritto la parte di Joan Collins, Lei fece ... Joan Collins. Non so se mi spiego... avevamo in mente un personaggio che poteva essere interpretato da 50 persone, 49 delle quali avrebbero fallito. Solo Lei lo fece funzionare".

Nel 2009 è stata ospite in Italia nel programma di Antonella Clerici Tutti pazzi per la tele. Durante l'ospitata ha parlato del ruolo di Alexis e della sua carriera d'attrice.[3]

La carriera dopo Dynasty[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura di Dynasty, nel 1989, recita nel film conclusivo, Dynasty: ultimo atto (1991). Per tutti gli anni 90' si dedica a ruoli da guest star, comparendo in numerosi telefilm e serie come Pappa e ciccia (1994), La tata (1996) e molte altre. Nel 1997 compare in numerosi episodi della soap Pacific Palisades sempre prodotta da Aaron Spelling, mentre nel 2001 è ospite speciale in alcuni episodi di Will & Grace.

Ritorna sul grande schermo e tra i suoi titoli più importanti si ricordano Nel bel mezzo di un gelido inverno (1995) e I Flintstones in Viva Rock Vegas (2000).

Tra il 2002 e il 2003 ha partecipato per un periodo limitato alla famosa soap opera Sentieri nel ruolo di Alexandra Spaulding, ricevendo ottime recensioni.

La Collins ha fatto parte del cast della fortunata serie tv inglese Le mogli dei calciatori (2006) interpretando, in alcune puntate, il ruolo dell’elegante direttrice di una rivista dal nome azzeccatissimo di Eva de Wolffe. Ha anche fatto un’apparizione nella serie della BBC Hotel Babylon nel 2006, interpretando il ruolo di un’aristocratica solitaria, malata di romanticismo.

Ha inoltre reso noto svariate volte il suo desiderio di partecipare alla serie americana della ABC Desperate Housewives, perché convinta del fatto che sia una delle migliori in circolazione[4].

Nel 2009 è stata protagonista di un Film-Tv giallo che ha come protagonista il personaggio di Miss Marple. Il titolo Miss Marple - Giochi di prestigio. In Italia il film è stato trasmesso da Sky. Tra 2010 e il 2011, ha partecipato come guest-star ad alcuni episodi della soap opera tedesca Verbotene Liebe e della sitcom Le regole dell'amore.

Nel luglio 2010 presenta lo speciale Principessa Diana - La leggenda, in occasione dei 50 anni dalla nascita di Lady Diana. In questo documentario realizzato per Sky, Joan racconta (insieme ad altre testimonianze) gli ultimi anni della vita di Diana oltre alla parte dedicata al gossip.[5].

Tra il 2012 e il 2013 interpreta alcuni episodi della sitcom Happily Divorced con Fran Drescher, nello stesso periodo doppia il film d'animazione Il segreto di Babbo Natale di prossima uscita.

Nel 2014 crea un linea di prodotti cosmetici che portano il suo nome, la Timeless Beauty Collection by Joan Collins, che comprende rossetti, smalti, oli per il corpo e anche profumi come I Am Woman. In Italia ha presentato la linea in esclusiva sul canale QVC Italia, con un'intervista in cui ha presentato le sue creazioni.[6]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 debutta con successo a Broadway in un adattamento di Private Lives di Noel Coward. Alla fine degli anni ’90 è apparsa in vari tour teatrali con personaggi del calibro di George Hamilton e Stacey Keach. Inoltre ha partecipato ad una produzione della West End di Over the Moon con Frank Langella nel 2000.

Nel 2004 è stata in tour per la Gran Bretagna con l’opera teatrale Full Circle, acclamata da pubblico e critica.

All’inizio del 2006, la Collins ha portato in tour per il Regno Unito lo spettacolo A Night With Joan Collins, un monologo in cui racconta gli alti e bassi della sua carriera e della sua vita, con la regia del marito Percy Gibson.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Joan Collins nel 1952

In un’intervista concessa al The Daily Mail il 20 agosto, la Collins ha dichiarato di essere stata con “miliardi di uomini” nei tempi di Hollywood e sua sorella Jackie lo ha confermato dicendo che Joan “si è data il suo bel da fare”. La stessa Collins ha ammesso di essere stata infedele “ma solo mentre giravo un film, quello non conta. Tutti svolazzavano da un fiore all'altro, non mi sento molto in colpa”.

Al suo arrivo ad Hollywood ricevette le avances del magnate cinematografico Darryl F. Zanuck, che la fermò in un corridoio e le disse: “Non hai mai avuto nessuno se non hai avuto me. Il mio è il più grosso e posso andare avanti tutta la notte”. La Collins riuscì a liberarsene e più avanti, quando lui le mostrò lo stampo d’oro, a grandezza naturale delle sue parti intime con cui gli piaceva impressionare le ragazze, la Collins rispose che aveva visto “cose più grosse sbucare fuori dai cavoli”.

All’epoca Joan aveva divorziato dal suo primo marito, l'attore Maxwell Reed. Aveva chiesto il divorzio nel 1956, il giorno del suo ventitreesimo compleanno, quando lui aveva tentato, secondo la Collins, di venderla ad uno sceicco arabo. Il primo fidanzato serio dopo il divorzio da Reed fu il terzo figlio di Charlie Chaplin, Sydney, ma lo lasciò per andare a convivere con l'attore Arthur Lowe. La relazione era tutt'altro che perfetta, la Collins era offesa per non aver mai ricevuto nient’altro che “qualche gioiellino" da Lowe, nonostante le sue possibilità, e lui che dubitava delle buone intenzioni di lei. La Collins ebbe una relazione con un cameraman, che descrisse come l’amante più focoso che aveva avuto fino ad allora. La relazione con Lowe terminò in maniera burrascosa ad un party di fine anno.

Per la Collins cominciò qui un periodo di tre anni in cui uscì con tanti uomini da essere ribattezzata “The British Open” (lett. “l’inglese aperta”), ad un certo punto si disse che in 15 giorni era stata con 14 uomini. Ebbe fugaci relazioni con Conrad Hilton Jr., Dennis Hopper (diciottenne all’epoca), Ryan O'Neal, Terence Stamp e Warren Beatty.

I gossip furono spazzati via quando la Collins lasciò Hollywood ed una carriera promettente per sposare l'attore Anthony Newley, da cui ebbe due figli: Tara e Alexander "Sacha".

Nel 1972 la Collins sposò il suo terzo marito, Ron Kass, che era stato presidente della Apple Records nel periodo d’oro dei The Beatles. Da lui ebbe la sua terza figlia, Katyana "Katie". Il matrimonio finì nel 1983, anche se Joan e Kass rimasero molto vicini fino alla morte per cancro di lui, nel 1986.

Nel 1985 la Collins sposò il cantante svedese Peter Holm, con una cerimonia a Las Vegas. Il matrimonio durò un anno. La Collins lasciò dunque Los Angeles e tornò a Londra dove convisse con il commerciante d’arte Robin Hurlstone, molto più giovane di lei, per dieci anni.

Nel 2001 la Collins e Hurlstone si lasciarono e lei iniziò a frequentare il manager teatrale Percy Gibson, di 32 anni più giovane. Intervistata al riguardo, la Collins ha dichiarato “Se muore, pazienza”[7]. I due si sono sposati il 17 febbraio 2002, al Claridge’s Hotel di Londra.

Durante un programma televisivo, una giornalista chiese all'attrice quale fosse l'uomo migliore che avesse mai avuto. E lei, pronta, rispose: "Suo marito".

Nel 1997 è stata nominata Dama dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Joan Collins con Ben Gazzara nel telefilm I giorni di Bryan nel 1966

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Special e documentari[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Walk of Fame[modifica | modifica wikitesto]

  • Stella per il suo contributo all'industria televisiva, al 6901 Hollywood Blvd. (1983)
  • Stella per il suo contributo all'industria cinematografica, al 6807 Hollywood Blvd. (2008)

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Vinti:

  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1983)

Nomination:

  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1982)
  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1984)
  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1985)
  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1986)
  • Miglior attrice in una serie drammatica, per Dynasty (1987)

Emmy Awards[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

  • Miglior attrice protagonista in una serie drammatica, per Dynasty (1984)

Telegatto[modifica | modifica wikitesto]

Vinti:

Soap Opera Digest Awards[modifica | modifica wikitesto]

Vinti:

Nomination:

Saturn Award[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

People's Choice Awards[modifica | modifica wikitesto]

Vinti:

  • Personaggio dell'anno, (1985)

Nomination:

  • Personaggio dell'anno, (1984)
  • Personaggio dell'anno, (1986)

Razzie Awards[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

TV Land Awards[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

  • Premio alla carriera, (2003)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Joan Collins è stata doppiata da:

Come doppiatrice è sostituita da:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1996

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Celebrità della Hollywood Walk of Fame
  2. ^ Joan Collins (I) - Awards
  3. ^ Tutti pazzi per la tele - Conducono Clerici e Braida, nella prima puntata ospiti Joan Collins, Enrico Mentana e Topo Gigio
  4. ^ Collins Still Wants "Housewives" Role, Contact Music, 24 giugno 2007
  5. ^ Principessa Diana – La leggenda, Sky Uno ricorda Lady D | Televisionando
  6. ^ [1]
  7. ^ (EN) Toni Bonnici, The age gap with my new husband? If he dies, he dies in Daily Mail, Associated Newspapers Ltd. URL consultato il 22 novembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Golden Globe per la miglior attrice in una serie drammatica Successore
Barbara Bel Geddes
per Dallas
ex aequo con Linda Evans
per Dynasty
1982
per Dynasty
Jane Wyman
per Falcon Crest

Controllo di autorità VIAF: 77112357 LCCN: n78076855