Spazio 1999

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Spazio 1999
Space1999screenshot.jpg
Titolo originale Space: 1999
Paese Regno Unito, Italia
Anno 1975
Formato serie TV
Genere fantascienza
Stagioni 2
Episodi 48
Durata 52 min (episodio)
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore colore
Audio mono
Crediti
Ideatore Gerry Anderson e Sylvia Anderson
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Prima visione
Prima TV Regno Unito
Dal 4 settembre 1975
Al 7 maggio 1978
Rete televisiva ITV
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal gennaio 1976
Al marzo 1980
Rete televisiva RAI
Prima TV in italiano (pay TV)
Dal 2000
Al
Rete televisiva Jimmy

Spazio 1999 (Space: 1999) è una serie televisiva italo-britannica di fantascienza ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson.

Indice

[modifica] Produzione

I creatori Gerry e Sylvia Anderson produssero la prima stagione. Dopo il loro divorzio e la fine del sodalizio professionale, la seconda stagione fu prodotta da Gerry Anderson e Fred Freiberger. La prima stagione fu realizzata tra la fine del 1973 e l'inizio del 1975: alla produzione parteciparono la britannica ITC e l'italiana RAI. La seconda stagione fu realizzata nel 1976 e partecipò la sola ITC.

Spazio 1999 fu l'ultima produzione della coppia inglese, che già vantava al suo attivo numerosi successi televisivi quali Thunderbirds, UFO, Stingray, Captain Scarlet, Fireball XL5 e Joe 90.

Furono realizzati 24 episodi per stagione, per un totale di 48.

Spazio 1999 fu trasmesso in Gran Bretagna e negli USA a partire dal 1975 (ma il primo episodio era stato realizzato come pilota nel 1973). In entrambi i casi non furono network ma syndication a trasmettere la serie, ragion per cui non fu mai trasmessa in contemporanea sui rispettivi interi territori nazionali. In Italia e nel resto d'Europa la serie arrivò nel 1976.

Spazio 1999 nacque dal progetto abortito nel 1970 di una seconda stagione della serie UFO. Gerry Anderson aveva in mente un sequel, in cui il comandante Straker sarebbe riuscito a realizzare nel 1980 una base lunare per la SHADO ben più grande di quella operativa. La serie avrebbe dovuto chiamarsi UFO: 1999 ma non trovò mai il favore di chi avrebbe dovuto finanziarla, per cui il progetto venne prima accantonato e in seguito ripreso e trasformato drasticamente.

[modifica] Effetti speciali e colonna sonora

La produzione degli effetti speciali fu molto accurata. La serie utilizzava soluzioni di alto livello in particolare per quanto riguarda il design delle Aquile e l’arredamento futuristico degli interni. Il direttore degli effetti speciali Brian Johnson e buona parte del suo team lavorarono in seguito per i film Alien e L'Impero colpisce ancora. Tutte le astronavi e i veicoli presenti nella serie erano modelli in scala realizzati con grande attenzione. Sebbene concepiti per essere inseriti in una serie TV erano della migliore qualità cinematografica.

Unico veicolo utilizzato in scala 1:1 era il Moon Buggy, una sorta di ATV a 6 ruote che gli alphani utilizzavano per gli spostamenti sul suolo lunare. Il veicolo in realtà derivava da un veicolo anfibio denominato Amphicat. La produzione ne apportò poche modifiche tra le quali la colorazione in giallo in sostituzione dell'originale rosso, poco visibile sullo sfondo del suolo lunare in considerazione anche del fatto che in molti paesi dove Spazio 1999 andava in onda le trasmissioni erano ancora in bianco e nero (Italia compresa).

Gran parte della colonna sonora, compresi i titoli di apertura e chiusura della prima stagione, furono composti da Barry Gray, che già aveva composto le musiche di Thunderbirds, UFO e molte altre serie degli Anderson. Altre musiche furono composte da Ennio Morricone per la versione cinematografica italiana. Per la seconda stagione fu chiamato invece Derek Wadsworth.

[modifica] Trama

Il 9 settembre 1999 il comandante John Koenig prende il comando della base lunare Alpha, un'installazione creata per scopi di ricerca scientifica nello spazio. È avvertito del fatto che vi sono scorie nucleari instabili nella faccia opposta della Luna, quella nascosta alla Terra. Ma non fa in tempo a intervenire: il 13 settembre le scorie innescano una tremenda esplosione, così violenta da provocare l’uscita della Luna dall’orbita terrestre. Il satellite inizia a girovagare nello spazio e in questo andare senza meta l’equipaggio della base viene a contatto con civiltà aliene (ora amichevoli, ora ostili) e forme di vita insolite, che inducono a riflessioni filosofiche sul senso ultimo della vita.

[modifica] Personaggi e interpreti

Affiancano il comandante Koenig (Martin Landau):

  • la dottoressa Helen Russell (Barbara Bain), capo dello staff medico: i due americani non nascondono una certa attrazione reciproca (i due interpreti erano sposati all’epoca);
  • il dottor Victor Bergman (Barry Morse), uno studioso e scienziato che si trova sulla base per esaminare e studiare le nuove scoperte fatte dal personale di ricerca sulla Luna;
  • lo scozzese Paul Morrow (Prentis Hancock): è il vice comandante della base e addetto alle telecomunicazioni. Nella seconda serie sarà sostituito da Tony Verdeschi (Tony Anholt);
  • l’australiano (sulla scena e nella vita) Alan Carter (Nick Tate): è il leale comandante della flotta di Aquile. Al momento dell’esplosione si trova in volo tra la Terra e la Luna e sceglie di seguire la sorte dei suoi compagni nella base.

Nella seconda stagione il dottor Bergman scompare - verosimilmente deceduto - e l’equipaggio fa la conoscenza di Maya (Catherine Schell), ultima superstite di un pianeta, Psycon, e di una civiltà distrutti, ormai senza più un posto dove vivere. Maya diviene parte dell’equipaggio e sfrutta appieno la sua caratteristica, quella di essere una mutaforma o transmuta, capace di assumere le più disparate sembianze di forme di vita, per venire spesso in soccorso degli altri protagonisti. Anche Maya prova attrazione - ricambiata - per un membro dell’equipaggio, il citato Tony Verdeschi, anche se la differenza di natura tra i due è spesso causa di piccole incomprensioni e gelosie che danno colore agli episodi della seconda stagione.

[modifica] Guest star

A fianco del cast fisso, alcuni celebri attori apparvero nella serie: Christopher Lee, Joan Collins, Peter Cushing, Ian McShane, Brian Blessed e, relativamente all’Italia, nella prima stagione (in quanto coprodotta dalla Rai), comparvero Carla Romanelli, Orso Maria Guerrini, Gianni Garko e Giancarlo Prete.

[modifica] Episodi

Non esiste un vero ordine di trasmissione: l'unica sequenza certa è quella di produzione degli episodi. In genere si conviene che, per quanto riguarda la prima stagione, il primo episodio sia Separazione e, per la seconda stagione, Psycon. Quello che segue è l'ordine in cui gli episodi furono programmati originariamente nel Regno Unito.

Gli attori italiani citati in precedenza compaiono nei seguenti episodi: Il dominio del drago (Gianni Garko nella parte di Tony Cellini); Il testamento degli Arcadi (Orso Maria Guerrini nella parte di Luke Ferro); Fantasma su Alpha (Giancarlo Prete nella parte di Dan Mateo); Il cervello spaziale (Carla Romanelli nella parte di Melita Kelly).

Stagione Episodi Prima TV UK Prima TV Italia
Prima stagione 24 1975-1976
Seconda stagione 24 1976-1977

[modifica] Distribuzione

Spazio: 1999 fu trasmesso fuori dalla Gran Bretagna a partire dal 1976. In Francia è conosciuta come Cosmos: 1999, in Danimarca come Månebase Alpha, in Portogallo e Brasile è nota come Espaço: 1999, i Tedeschi la chiamarono Mondbasis Alpha 1, gli Spagnoli Espacio: 1999, per gli Svedesi fu Månbas Alpha 1999, per i Polacchi Kosmos 1999. In Finlandia la serie uscì col titolo di Avaruusasema Alfa e in Argentina e Cile Cosmos 1999. Esiste anche una versione doppiata in Afrikaans per il mercato sudafricano, dal titolo Alpha 1999.

[modifica] Messa in onda in Italia

L'edizione italiana fu anticipata di un anno da un'omonima trasposizione cinematografica, che montava gli episodi "Separazione", "Questione di vita o di morte" e "Un altro tempo un altro luogo", con musiche jazz di Ennio Morricone. Alla regia è accreditato Lee H. Katzin come Lee Hatzin. Al contempo Spazio 1999 divenne familiare ai giovanissimi attraverso immagini sulle copertine di quaderni scolastici e l'edizione di libri illustrati (v. avanti).

La prima stagione fu trasmessa dall'allora Secondo Programma RAI nel gennaio 1976, e precisamente i primi sei episodi nella seconda fascia serale di sabato, i seguenti sei il giovedì in prima serata d'estate e gli ultimi dodici la domenica pomeriggio nell'inverno. La seconda stagione fu trasmessa su Rai Uno in fascia preserale a partire dalla primavera 1979, dividendo ciascun episodio in due serate. Tra le novità, una sigla finale musicata dal duo degli Oliver Onions, che ricicla il tema di un loro precedente lavoro, la colonna sonora di un film con Bud Spencer e Terence Hill, Pari e dispari[1]. L’ordine di trasmissione degli episodi fu quasi aderente a quello di produzione, con piccole variazioni.

A partire dal 2000 la serie è stata ritrasmessa dall’emittente satellitare Jimmy, rispettando l’ordine di produzione degli episodi.

Dall'agosto 2007 la Rai ha proposto sul proprio sito internet alcuni degli episodi della prima stagione ed in ordine cronologico.[2]

[modifica] Accoglienza

Le critiche alla serie essenzialmente rimarcarono la sua implausibilità scientifica.

Lo scienziato e scrittore Isaac Asimov sostenne in un articolo che, prescindendo dal fatto che non si hanno notizie di esplosioni di scorie nucleari, un'esplosione tale da spostare la Luna fuori dalla sua orbita ne avrebbe causato la frantumazione e originato un'incredibile pioggia di detriti sulla Terra. Nel primo episodio Separazione, le notizie provenienti dalla Terra parlano di sensibili oscillazioni dell’asse di rotazione, dovute al venir meno dell'effetto stabilizzatore sull'orbita terrestre esercitato dalla Luna, con terremoti nella Jugoslavia, praticamente scomparsa, e nella Francia meridionale, zone storicamente soggette a moti sismici. Lo scrittore concluse che l'ipotesi di una stazione lunare permanente sarebbe stata verosimile se posticipata di almeno mezzo secolo.

Lo scrittore Harlan Ellison ebbe buon gioco nell'obiettare che un'esplosione di cotale potenza sul lato invisibile della Luna, opposto alla Terra, non avrebbe lanciato la Luna nello spazio, ma l'avrebbe spinta contro il nostro pianeta.

Ammettendo un’esplosione che possa accelerare la Luna ad una velocità prossima a quella della luce, occorrerebbero decine se non centinaia di anni prima di giungere in prossimità di un’altra stella, con un passaggio ravvicinato a pianeti interni forse abitabili. Asimov ironizzò che un universo popolato di sistemi tale da rendere praticabile un simile viaggio sarebbe stato incandescente per l'eccessiva vicinanza delle stelle. Per ovviare a questa obiezione, gli sceneggiatori fecero spesso ricorso a vari agenti di “curvatura” spaziale, compreso un non meglio specificato «Sole nero», che giustificassero il trasferimento verso altre zone dello spazio (spesso con esiti drammatici).

Rimangono altre licenze narrative affatto implausibili quali l’atmosfera creata dagli alieni sulla Luna al fine d’impedire che gli abitanti di Alpha si trasferissero sul loro pianeta (L’ultimo tramonto):[3] il nostro satellite è troppo piccolo e ha troppo poca forza gravitazionale per poter trattenere una qualsivoglia atmosfera, respirabile o no. O come quella riconducibile al quarto episodio della prima serie, "Questione di vita o di morte" in cui l'equipaggio della base Alpha giunge su un pianeta di antimateria simile alla Terra, senza disintegrarsi al semplice contatto con la sua atmosfera. Un abitante del pianeta, sottoforma del marito di Helen Russel, sale su Alpha per convincere i terrestri a non scendere sul pianeta: dovrebbe annichilirsi al contatto con la nostra materia, trasformandosi in energia in un'esplosione migliaia di volte più potente di quella della bomba di Hiroshima.

Molti sceneggiatori hanno risposto appellandosi alla cosiddetta sospensione dell'incredulità: la volontà dello spettatore di sospendere le proprie facoltà critiche, per ignorare le incongruenze secondarie e godere di un telefilm di fantascienza, cioè di una serie televisiva concepita per scopi d'intrattenimento e non di divulgazione.

[modifica] I rovesci della seconda stagione

Il divorzio dei signori Anderson, dopo più di un decennio di brillante collaborazione, e la ricerca di capitale americano per la continuazione della serie portarono Gerry alla scelta infelice di collaborare con lo statunitense Fred Freiberger, già noto per aver prodotto e causato il flop della terza stagione di Star Trek, dell’ultima stagione dell’Uomo da sei milioni di dollari e della prima stagione di The Wild Wild West, prima di essere licenziato per divergenze artistiche e guadagnarsi l’appellativo di serial killer, ovvero assassino di serie televisive.

Anche per Spazio 1999 il risultato fu assai deludente. Freiberger privilegiava l’azione e l’avventura. «Nella prima serie», disse, «potevate vedere il tipico show inglese, privo di storia, con la gente in piedi a parlare. Nel primo episodio che produssi tirai all’estremo l’azione e i personaggi, tanto per dire che “1999” può rispettare l’idea tipicamente americana di ciò che uno spettacolo d’azione e avventura dovrebbe essere». Tutto il cast in blocco si mostrò insoddisfatto della qualità del canovaccio. Martin Landau proprio non gradiva la sceneggiatura degli episodi: «Hanno cambiato tutto perché un gruppo di capoccioni americani ha deciso che la serie deve fare qualcosa che a dir loro la renda commerciabile. Fred Freiberger qualcosa di buono lo fece, ma nel complesso non credo che il suo apporto fu positivo, penso che in realtà introdusse un metodo di lavoro commerciale e molto convenzionale».

Nel cast scompaiono personaggi importanti della prima stagione, tra i quali Victor Bergman, David Kano e Paul Morrow, sostituito dal personaggio italianeggiante di Tony Verdeschi. Barry Morse, interprete di Bergman, ebbe discussioni di natura contrattuale, ma più plausibilmente era scettico sulla riuscita della serie, dichiarando ad Anderson: «Preferisco lavorare per un po’ con gente adulta». Prentis Hancock, interprete di Morrow, espresse in un'intervista il proprio sdegno per l'esclusione senza motivo apparente. Anton Phillips, interprete del dr. Mathias, lavorò in soli due episodi per essere sostituito da due suoi omologhi, il dr. Ben Vincent ed il dr. Ed Spencer. Zienia Merton, nel ruolo di Sandra Benes, venne più volte allontanata della serie per poi essere riammessa, sostituita alternativamente dai personaggi di Yasko e Alibe.

Nessuna spiegazione venne data per giustificare la sparizione di tali personaggi (fenomeno noto nella TV statunitense come Sindrome di Chuck Cunningham, dal nome del figlio maggiore dei coniugi Cunningham nella serie cult Happy Days, che abbandona la famiglia senza che se ne parli in seguito). Pare fosse intenzione poi non mantenuta degli sceneggiatori accennare ad una morte di Morrow e Kano per un incidente come del decesso per età avanzata di Bergman.

Anche Nick Tate, interprete di Carter, avrebbe dovuto essere rimpiazzato, ma il gradimento dei fan per il suo personaggio convinse la produzione a mantenerlo. La figura dell'ufficiale scientifico venne rimpiazzata dall'aliena Maya, interpretata dall'attrice ungherese Catherine Schell. Il personaggio di Maya fu creato per introdurre una specie di punto di vista esterno sul comportamento umano, sulla falsariga del personaggio omologo di Mr. Spock in Star Trek, del quale tuttavia non possiede la razionalità, mostrando anzi attrazione per la razza ospite, in particolare per Tony Verdeschi.

Per ragioni di budget la scenografia fu ridimensionata (il Comandante, ad esempio, è privo del suo ufficio personale).

Era in progetto una terza stagione, ma con la caduta dell’indice di gradimento, unita a un disinteresse degli sponsor e della distribuzione, la serie si interrompe all'improvviso con l'episodio "I dorconiani".

[modifica] Messaggio da Base Lunare Alpha

Il 13 settembre 1999, data della presunta catastrofe lunare, si tenne presso Los Angeles una convention rievocativa chiamata Breakaway, come il titolo del primissimo episodio. Vi fu proiettato un cortometraggio intitolato Message from Moonbase Alpha (Messaggio da Base Lunare Alpha), proposto in Italia attraverso la raccolta della serie in DVD[4], scritto da Johnny Byrne, uno dei più prolifici sceneggiatori della serie originale, e prodotto dai fan del club Fanderson.

Zienia Merton ritorna dopo ventitré anni nei panni dell'analista dati Sandra Benes: in un ultimo ed accorato messaggio di saluto alla Terra, racconta che gli alphani sono costretti a trasferirsi definitivamente su un pianeta ribattezzato Terra Alpha, lasciando la Luna prima che si allontani dall’orbita del pianeta.

Le riprese furono effettuate il 29 agosto 1999 in un set allestito nel garage della casa di un fan in Gran Bretagna, ricostruendo fedelmente il pannello principale della sala operativa, quello provvisto del monitor, con un risultato eccellente. Originariamente il cortometraggio avrebbe dovuto costituire il germe di un futuro sequel della serie, ambientato sul nuovo pianeta venticinque anni dopo il messaggio, con un cast composto dalla discendenza dei personaggi originali. Ma il progetto è stato abbandonato e il monologo di Sandra viene considerato il lungamente atteso ma dignitoso epilogo della serie Spazio 1999.

[modifica] Finale mai realizzato

Esiste un possibile finale di Spazio 1999 mai realizzato[5], dal titolo Children of the Gods (Figli degli Dei): in un futuro lontano (il XXIV secolo) i discendenti degli Alphani si sono stabiliti su un nuovo pianeta e da lì hanno iniziato a colonizzare altri mondi. Una civiltà aliena più avanzata sorveglia questa espansione e, per sondare la natura di questi discendenti della razza umana, ne rapisce due bambini, li dota dei loro poteri e lascia che essi si sviluppino secondo i propri naturali istinti.

Li rimanda poi indietro nel tempo al XXI secolo su Alpha, dove essi dimostrano perfidia (che mette in grave pericolo la sopravvivenza della comunità alphana) alternata a generosità, enfatizzate dai poteri di cui dispongono. Il comandante Koenig riesce a scoprire che i bambini sono in realtà dei loro discendenti ed oggetto di un esperimento che la civiltà aliena sta conducendo sugli umani: se i bambini distruggeranno la vita sulla base lunare, gli Alphani non avranno discendenza, dimostrando che la razza umana non merita di sopravvivere. Un inaspettato atto di sacrificio da parte di uno dei due bambini convince l’osservatore alieno che nella razza umana si può trovare qualcosa di buono: gli alieni lasceranno che gli Alphani crescano e si espandano, preludendo a un futuro contatto tra umani e alieni e a una loro pacifica convivenza.

[modifica] Opere derivate

  • Dalla prima serie fu tratto un album di figurine edito dalla Panini come una serie di libri illustrati della casa editrice AMZ, con immagini di bassa qualità tratte dalle pellicole 16 mm e non da foto di scena.
  • Nel 1976, la Clementoni mise in commercio un gioco di società da tavolo ispirato alla serie, con tanto di astronavi Aquila in miniatura, la Luna che cambia posizione nel cosmo ed addirittura un rudimentale computer con scheda perforata, attualmente un articolo di modernariato ricercato tra i fan.

[modifica] Apparizioni e cast

  • Nell'episodio della prima stagione "Il pianeta incantato" partecipa Catherine Schell, che interpreterà Maya nella stagione successiva.
  • Nella controversa seconda stagione ricorre la maschera di un mostro negli episodi "La Nuvola", "I Naufraghi" e "Vindrus", tutti interpretati dal gigante David Prowse, che di lì a breve diventò celebre nella saga di Guerre stellari indossando il costume del malvagio Dart Fener.
  • Il personaggio di Alan Carter, dallo spiccato accento australiano qual è l'attore Nick Tate, era stato pensato inizialmente come un italiano di nome Alfonso Catani e Zienia Merton nel ruolo di una certa Sandra Sabatini. Tony Verdeschi è fiorentino di nascita.[6]
  • Il personaggio di Kano, ingegnere informatico africano, subentra ad un altro di colore di nome Ouma, che appare solo nel primo episodio, il cui interprete fu allontanato per dispute contrattuali.[7]
  • L'edizione cinematografica del 1975, per le sale italiane, ha il regista Lee H. Katzin accreditato "erroneamente" come Lee Hatzin.

[modifica] Astronavi

  • Il numero iniziale di astronavi su Alpha, come dichiarato nel primo episodio, è inferiore a quelle distrutte nella serie.[8]
  • Nell'episodio della prima serie dal titolo "Fiocco azzurro su Alpha", fa ingresso un'astronave aliena del tutto simile al Discovery One nel film 2001: Odissea nello spazio. Il suo modellino viene riproposto negli episodi "Mondo Proibito", "Nemici Invisibili" ed "Il Dominio del Drago". In quest'ultimo esso costituisce, unito con tutti gli altri impiegati nella serie, il cimitero di astronavi del più inquietante degli episodi.
  • Molti dei modelli utilizzati nella serie sono sopravvissuti, appartengono a collezionisti e sono stati esposti nelle tante convention che si sono tenute in Europa ed in America. Nel 2004, il museo Cars of the Stars ha venduto all'asta il modello reale in scala 1:1 del veicolo lunare Moon Buggy ad un fan italiano.[senza fonte]

[modifica] Curiosità

  • L'episodio The Last Sunset (L'ultimo tramonto) ebbe un'unica trasmissione in Rai nell'estate del 1976: secondo un comunicato ufficiale l'unica copia in Italiano sarebbe andata perduta. Nell'edizione della serie in DVD la pista audio in Italiano si basa su una registrazione su audiocassetta fornita da un telespettatore. Si tratta di una registrazione dozzinale, in un'epoca anteriore all'introduzione del videoregistratore, dove si faceva uso di magnetofono con microfono posto accanto all'apparecchio televisivo e che non copre i primi minuti dell'episodio: vi fu uno sciopero dei giornalisti televisivi e la soppressione dell'edizione serale del telegiornale, con la trasmissione anticipata dell'episodio senza alcun preavviso. Il telespettatore si sintonizzò, come tantissimi altri, a trasmissione iniziata. I minuti mancanti sono in audio originale sottotitolato. Un comunicato del 1º aprile 2007 da un sito web che opera nel settore del commercio di DVD [9] ha ufficializzato il ritrovamento della copia italiana in 16 mm dell'episodio, con il doppiaggio integro in Italiano. Il 5 febbraio 2009 alle ore 01:30 (in replica il giorno successivo alle 15.20) il canale digitale terrestre Steel ha trasmesso "L'ultimo tramonto" con audio italiano integrale e totalmente restaurato, direttamente tratto dalla pellicola 16mm ritrovata ad aprile 2007.
  • L'episodio "Il dominio del drago", è l'unico della prima stagione con delle scene ambientate sulla Terra, dove oltre allo sfortunato co-protagonista, l'italiano Tony Cellini (Gianni Garko), compaiono John e Helen privi delle uniformi di Alpha. Delle coloratissime giacche da sci danno un'impronta futuribile al contesto. Durante la tragica spedizione l'astronauta ascolta l'Adagio di Albinoni da una cuffia Sennheiser.
  • Sono stati realizzati dei film su Spazio 1999 nei 70 e 80:

- "Destination Moonbase Alpha" (1978) costituito essenzialmente dalle due parti di "Attenti ai Terrestri", con brevi sequenze di "Separazione", "Psycon", "Golos" ed una immagine de "Il cervello spaziale". Preparato dalla ITC Entertainment sull'onda del successo di Star Wars. - "Alien Attack" ("Attacco Alieno", 1979) costituito essenzialmente da "Separazione" e "Mondo proibito", con brevi sequenze tratte da "Sole nero", "Gli amanti dello spazio", "Il cervello spaziale", e dalla prima parte di "Attenti ai terrestri". - "Cosmic Princess" (1982) costituito da "Psycon" e "I naufraghi", con una breve sequenza tratta da "Separazione". - "Journey Through The Black Sun" (1982) costituito da "Sole nero" e "Rotta di collisione", con alcune brevi sequenze di "Magus". Fu realizzato insieme al precedente "Cosmic Princess".

  • Nella serie televisiva, Spazio 1999, la Luna uscì dall’orbita terrestre il 13 settembre 1999. Questa data coincide con la data di nascita di Barbara Bain (13 settembre 1931), l’attrice che interpretò nella serie il ruolo della dottoressa Helena Russell. L’attrice statunitense era sposata con Martin Landau, l’attore statunitense che interpretò il ruolo del comandante John Koenig, della Base Lunare Alpha.

[modifica] Note

  1. ^ Colonna sonora di "Pari e dispari" - budterence.tk
  2. ^ rai.tv - Spazio 1999
  3. ^ Nell'episodio The Last Sunset - L'ultimo tramonto vi è una sequenza dove il comandante apre inverosimilmente una finestra che dà sull'esterno, dal momento che gli alieni hanno provvisto la Luna di atmosfera respirabile, un'anomalia chiarita nell'edizione in DVD. Secondo il copione doveva trattarsi di un gesto simbolico, susseguente all'installazione di un vetro apribile, una scena in seguito tagliata.
  4. ^ Video su Youtube "Message from Moonbase Alpha"
  5. ^ Delos - segreti di Spazio: 1999, da fantascienza.com.
  6. ^ www.space1999.net -
  7. ^ contenuti speciali edizione DVD della serie.
  8. ^ contenuti speciali dell'edizione DVD della serie.
  9. ^ dvdweb.it - L'ultimo tramonto... ritrovato!

[modifica] Collegamenti esterni

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