Robert Rossen

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Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior film 1950

Robert Rossen (New York, 16 marzo 1908Hollywood, 18 febbraio 1966) è stato un regista statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cominciò a lavorare come regista teatrale a Broadway per poi passare al cinema dove inizialmente operò come soggettista e sceneggiatore.

Il cinema[modifica | modifica sorgente]

Esordì come regista nel 1947 firmando in rapida successione due pellicole: A sangue freddo ma soprattutto Anima e corpo, incentrato sul mondo della boxe e del racket con John Garfield come protagonista (fu candidato al premio Oscar). Emerge già in questo bel film la predilizione del regista per i temi a carattere sociale. Vinse un Oscar per il miglior montaggio.

Nel 1949 diresse Tutti gli uomini del re, una violenta denuncia contro la corruzione dilagante negli stati del Sud degli Stati Uniti. Il film vinse l'Oscar come miglior film e per le interpretazioni di Broderick Crawford e Mercedes McCambridge mentre lo stesso Rossen ebbe la nomination.

Fu un grande successo di critica pure il seguente Fiesta d'amore e di morte (1951) forse il più bel film di Hollywood sulla corrida e sentita denuncia della tauromachia.

La fuga dagli USA[modifica | modifica sorgente]

Ma il maccartismo imperava e Rossen, caduto in disgrazia, fu in pratica costretto a lasciare gli Stati Uniti. Nel 1954 diresse in Italia Mambo, film che si fa ricordare quasi esclusivamente per la presenza della prorompente Silvana Mangano. Decorosa la sua incursione nel genere storico allora in gran voga: Alessandro il Grande (1956) con Richard Burton.

Lo spaccone[modifica | modifica sorgente]

Dopo un paio di pellicole trascurabili (L'isola nel sole, 1957; Cordura, 1959), Rossen ritrovò d'incanto lo smalto con Lo spaccone (1961). Tratto da un romanzo di Walter Tevis ed interpretato da un Paul Newman in splendida forma è un apologo amaro sull'America condotto narrando la storia di "Fast" Eddie Nelson, giocatore professionista di biliardo preso da una smania di vincere così forte che lo porta inesorabilmente ad essere un perdente. Ebbe 9 nomination all'Oscar (fra cui anche quella di Rossen per la miglior regia) vincendone 2 per fotografia e scenografia. Lo spaccone è rimasto saldamente nella memoria ed è un vero "cult" per il mondo che ruota attorno al gioco del bilardo. Newman riprenderà il ruolo di un felson invecchiato nel film Il colore dei soldi (1986) di Martin Scorsese, che gli varra l'Oscar come miglior attore protagonista.

Nel 1964 un altro pregevole film: Lilith, un sentito e sofferto racconto di un amore sbocciato in una clinica per malattie mentali. Jean Seberg e Warren Beatty sono diretti con efficacia ed offrono un'ottima interpretazione. Fu l'ultima opera del regista newyorkese.

Nel 1966 Rossen morì a soli 58 anni di età.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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