Raoul Walsh

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Raoul Walsh (New York11 marzo 1887 – Simi Valley, California31 dicembre 1980) è stato un regista statunitense.


Indice

[modifica] Biografia e i film muti

Figlio di un proprietario di un'industria di confezioni, Walsh, dopo gli studi, si fece le ossa viaggiando e facendo i più svariati lavori, compreso il cowboy. Poi tornò a New York dove iniziò a lavorare come attore di teatro. In famiglia c'erà già un attore, il fratello George che all'epoca era una star del cinema muto. Nel 1914 divenne assistente del regista David Wark Griffith, esordendo in quello stesso anno come regista di "The life of general Villa". Con la regia di Griffith interpretò poi John Wilkes Booth (l'assassino di Lincoln) nel film "Nascita di una nazione" (1915). Da quel momento mise da parte temporaneamente l'attività di interprete per dedicarsi a tempo pieno alla regia. Tra i film che seguirono da segnalare "Regeneration" (1915) che é forse da considerare il primo gangster-film. Ma é nel 1924, con l'innovativo e spettacolare "Il ladro di Bagdad", nato dall'incontro del regista con Douglas Fairbanks, che Walsh s'impone all'attenzione generale. Grande successo riscuote anche "Gloria" del 1926 in cui Walsh per la prima volta nella storia del cinema fa ricorso al "dolly". Fu tra i fondatori dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Nel 1928 per la prima volta dopo "Nascita di una nazione" tornò a fare il regista-attore interpretando un ruolo accanto a Gloria Swanson in "Tristana e la maschera". Quando nel 1929 inizia le riprese di "Notte di tradimento", il primo film sonoro della storia girato completamente in esterni, ha in animo di rivestire ancora il doppio ruolo di regista ed attore. Ma sulla "location" di quel film Walsh rimase vittima di un grave incidente stradale che gli costò la perdita dell'occhio destro e fu costretto a rinunciare a girare quella pellicola e per sempre alla carriera di attore. Anche perché rinunciando all'occhio di vetro, da quel giorno in poi, per tutta la vita, Walsh portò una benda sull'occhio. Come regista Walsh ha diretto, nel periodo del cinema muto, anche Theda Bara, Tom Mix e la coppia maschile V. McLaglen-E. Lowe.


[modifica] Biografia e i film sonori

Con Il grande sentiero (1930) Walsh iniziò la sua seconda carriera. Un western spettacolare ed imitatissimo della Fox che lanciò John Wayne ribattezzato proprio così (il suo verò nome era Michael Marion Morrison) dal regista che in quel periodo stava leggendo un libro sulla figura del generale "Mad" Anthony Wayne durante la Guerra di Secessione. Il film però fu un flop e lo stesso Wayne dovette aspettare John Ford e "Ombre rosse" per divenire una stella di prima grandezza. Tra le molte pellicole di quel primo lustro degli anni trenta é da segnalare "Spavalderia" (1933), una pittoresca rievocazione della New York popolare di fine Ottocento e sapiente miscela di canagliesca energia e sentimentalismo. Eclettico, Walsh spazia tra i vari generi, con stile sempre aspro, spoglio e diretto: nei suoi film non manca mai il senso ineluttabile del destino, un senso di alienazione nella vita di tutti i giorni, uno scetticismo disincantato. Dal 1935 lascia la Fox per essere messo sotto contratto dalla Paramount, con la quale rimane fino al 1939. È un periodo contraddistinto da pellicole di mestiere ma non molto significative. È invece col successivo passaggio alla Warner Bros che la sua carriera raggiunge nuove vette. A riprese appena iniziate subentrò a Anatole Litvak nella regia di "I ruggenti anni venti" ultimo dei mitici gangster-movies degli anni'30, splendidamente interpretato da James Cagney e Humphrey Bogart. Seguito l'anno seguente da "Strada maestra", uno dei migliori polizieschi di taglio sociale che erano una specialità della Warner Bros di quegli anni e da La belva umana. Fu poi la volta di Una pallottola per Roy (1941) pellicola che possiede tutti i requisiti di un buon gangster movie con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. Fu anche la definitiva consacrazione di Bogart. Lo stesso Walsh ne fece un buon remake in versione western Gli amanti della città sepolta nel 1949. Seguono tantissimi film tra cui Bionda fragola, La storia del generale Custer, Il sentiero della gloria (gli ultimi due interpretati da un Errol Flynn in grande forma) in cui Walsh spazia tra il western, il poliziesco, la commedia ed il genere drammatico. Con "Obiettivo Burma" (1945) Walsh, col suo ritmo forsennato, gira uno dei più scattanti e realistici film di guerra usciti dall'officina di Hollywood. Un vero manuale di combattimento. Del 1947 é "Notte senza fine", un western d'annata, narrato con quei toni impareggiabili, spogli ma efficaci che contraddistinguono il suo stile e mirabilmente interpretato da Robert Mitchum. La furia umana del 1949 é un altro suo grande film. In cui James Cagney evolve ulteriormente le sue interpretazioni degli anni '30 con nuove connotazioni psicologiche. Un caposaldo del genere gangsteristico. Walsh in questo periodo é all'apice e nel 1951 con "Tamburi lontani" interpretato da Gary Cooper offre un altro sontuoso western, in cui per la prima volta un suo "eroe" é definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). Da segnalare anche l'ottimo "Le avventure del capitano Hornblower" (sempre del 1951) in cui Walsh rende al meglio lo scenario avventuroso in costume in una vicenda ambientata nel primo ottocento ed interpretata da Gregory Peck. Scaduto nel 1953 il contratto con la Warner, il vecchio indomabile Walsh continua a sfornare film di rilievo. In particolare dirige tre notevoli film con Clark Gable: Gli implacabili (1955), Un re per quattro regine (1956) e La banda degli angeli (1957). Ma anche la riduzione cinematografica di Il nudo ed il morto (1958) dell'omonimo e celebre romanzo di Norman Mailer, traendone un ottimo film di guerra al pari di Prima dell'uragano (1955) che fu il suo primo film in cinemascope. La sua foltissima filmografia, dove anche le opere cosiddette minori che qui non sono state citate, assumono comunque rilevanza e meritano considerazione, si conclude nel 1964 con "Far West", un western disincantato, pessimista e grave sulle guerre indiane. La convenzionale lieta fine è apertamente liberal e filoindiana come il resto del film. È il suggello della fine di una leggenda. Walsh si ritira e dopo aver scritto nel 1974 un romanzo e l'autobiografia "Each man in his time" muore il 31 dicembre 1980, all'età di novantatre anni, ed è stato sepolto nel cimitero cattolico di Assumption, nella Simi Valley californiana.

[modifica] Filmografia

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