Lando Buzzanca

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Lando Buzzanca, all'anagrafe Gerlando Buzzanca (Palermo, 25 agosto 1935), è un attore e cantante italiano.

Lando Buzzanca
Lando Buzzanca nel 2009 al Roma Fiction Festival
Lando Buzzanca nel 2009 al Roma Fiction Festival
Nazionalità Italia Italia
Genere
Periodo di attività 1971-1981
Etichetta Odeon, Cinevox, Carosello, Yep

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio dell'attore Empedocle Buzzanca, compie i suoi studi a Palermo e a 17 anni parte alla volta di Roma, dove, mentre frequenta corsi di recitazione all'Accademia Sharoff (di cui è divenuto poi presidente onorario), si adatta a lavori precari prima di realizzare il sogno di intraprendere la carriera dell'attore, dapprima in ambito teatrale e poi per il cinema.

Dopo alcuni film girati come comparsa, tra cui Ben-Hur, in cui interpretava uno degli schiavi della galea in cui è costretto Ben-Hur, il debutto ufficiale arriva nel 1961 con Pietro Germi, che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all'italiana, e successivamente per la grottesca figura di Antonio, il fratello della protagonista, in Sedotta e abbandonata.

La scelta dei successivi copioni non sarà sempre fortunata, e Lando si troverà spesso ad interpretare ruoli stereotipati di maschio siciliano, perennemente assatanato ma un po' tonto, e la critica cinematografica lo relega alla schiera dei caratteristi e degli interpreti del cinema di serie B, con l'eccezione del ruolo di protagonista nel brancatiano Don Giovanni in Sicilia (1967), di Alberto Lattuada.

Lando Buzzanca (secondo da sin.) negli anni cinquanta con Aldo Rendine, al centro con la pipa, fra gli allievi dell'Accademia Sharoff di Roma.

Anche se la critica continua a non essere benevola, la sua vena comica e la sua recitazione spontanea incontrano un vasto consenso di pubblico. Nel 1970 interpreta in televisione Signore e signora, in coppia con Delia Scala, una divertentissima carrellata di personaggi e situazioni incentrate sul tema del matrimonio e della vita di coppia, che riscuote enorme successo. La sua battuta "mi vien che ridere" rimarrà un tormentone ricordato e ripetuto dal pubblico per anni.

Anche sull'onda del grande consenso televisivo i suoi film cominciano a riscuotere un rilevante successo commerciale. La vera svolta arriva quindi con Il merlo maschio, commedia erotica all'italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. È con questa pellicola, nel ruolo di un colletto bianco che sfoga le proprie frustrazioni facendosi prendere dalla smania di esporre pubblicamente le grazie intime della moglie, che Buzzanca perviene alla notorietà internazionale al fianco di Laura Antonelli, anch'ella al primo ruolo di rilievo. Negli anni seguenti Buzzanca si trova così a recitare al fianco delle più belle attrici del momento: da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, da Barbara Bouchet a Senta Berger per finire con Joan Collins.

Forte del suo successo commerciale, Buzzanca comincia anche a scegliere da solo i ruoli da interpretare: sue sono ad esempio le idee di film come L'arbitro, Il sindacalista e All'onorevole piacciono le donne, in cui tratteggia gustose parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili.

Qualche giornalista in vena di burle lo definisce, dal titolo di un suo fortunato film, un Homo Eroticus: un essere a metà strada tra Homo erectus e Homo sapiens, a rischio di estinzione negli anni settanta, per la dura contrapposizione con il femminismo.

Buzzanca, a sinistra, con Aldo Puglisi, in Sedotta e abbandonata (1964) di Pietro Germi.

A metà degli anni settanta cala l'interesse per questo tipo di personaggio e, inevitabilmente, diminuiscono gli impegni cinematografici di Buzzanca, che non si piega alla svolta "scollacciata" della commedia erotica all'italiana, rifiutandosi di comparire nelle pellicole che renderanno famosi personaggi quali Alvaro Vitali ed Edwige Fenech, Gloria Guida e Gianfranco D'Angelo, preferendo lavorare in radio, dove per qualche anno sarà protagonista di Gran varietà con il grottesco "Buzzanco", erede del personaggio televisivo inventato per la serie Signore e signora.

Dopo alcuni anni di attività in teatro, torna nel 2005 alla tv con una fiction intitolata Mio figlio, diretta da Luciano Odorisio, nel ruolo del padre di un ragazzo omosessuale (Giovanni Scifoni). La fiction ottiene uno straordinario successo di pubblico e ispirerà una serie andata in onda nel 2010, anno in cui è in onda anche con le miniserie Lo scandalo della Banca Romana e Capri 3.

Sono note le sue simpatie per la destra[1] e spesso si è detto boicottato da produttori e registi di sinistra per questo motivo. Tuttavia, proprio in occasione della messa in onda della fiction Mio figlio, nella quale veniva trattato il tema dell'omosessualità, l'attore è stato oggetto di critiche da parte di diversi esponenti di centro destra[2].

Il 7 agosto 2013 l'attore viene ritrovato in casa privo di sensi e con le vene dei polsi tagliate. La voce di un tentato suicidio, prima negata dallo stesso attore è invece confermata a un anno di distanza[3] proprio da Buzzanca

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Lando Buzzanca in Il merlo maschio (1971)

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Film TV[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica sorgente]

Varietà e quiz[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1971 - Il bello/Vado bene per Parigi (Odeon, 3C-006-17748)
  • 1974 - Canzuncella cafona/La vita che d'è (Cinevox, MDF-067)
  • 1978 - L'uomo oggetto/L'uomo oggetto (strumentale) (Carosello, CI-20463)
  • 1981 - Ma che sei stata tu/Canzone contro (Yep, YEP 00739)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Pur non essendo nell'attività di doppiaggio, Lando Buzzanca nel 1962 diede la propria voce a un attore non identificato (o una comparsa) che interpretò il ruolo di un ragazzo che discute all'interno di un gruppetto di amici alla spiaggia di Calamo, il paese immaginario che fece da sfondo al film Mafioso, interpretato da Alberto Sordi come protagonista e sempre nello stesso anno doppiò ancora un altro attore/comparsa (sempre non identificato) nel film Salvatore Giuliano con protagonista l'attore Frank Wolff.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anche Lando lasciò la destra «E voterei Veltroni premier», Corriere della Sera, 29 marzo 2006, p.15
  2. ^ Christian Uva, Michele Picchi, Destra e sinistra nel cinema italiano. URL consultato il 7 novembre 2008.
  3. ^ Lando Buzzanca si confessa: «E' vero, ho tentato il suicidio» in Il Mattino di Napoli, 8 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gli attori, Gremese editore Roma 2003.
  • Le teche Rai, la prosa televisiva dal 1954 al 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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