Il vichingo venuto dal sud

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Il vichingo venuto dal sud
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1971
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Steno
Soggetto Giulio Scarnicci, Steno, Raimondo Vianello
Sceneggiatura Giulio Scarnicci, Steno, Raimondo Vianello
Casa di produzione International Film Company
Distribuzione (Italia) Twenty Century Fox
Fotografia Angelo Filippini
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Armando Trovajoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il vichingo venuto dal sud è un film del 1971 diretto da Steno. Fu ridistribuito anni dopo re-intitolato Il magnifico mandrillo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Rosario Trapanese è un giovane manager siciliano al servizio dell'industriale milanese di calzature Borellon. Promosso a capo della filiale danese dell'azienda, prende possesso del suo nuovo ufficio a Copenaghen dove incontra la segretaria, piuttosto brutta, scelta dall'assistente Larsen. L'aspetto fisico della segretaria è un continuo grattacapo, perché Rosario desidera tanto averne una bella. Dopo un paio di settimane di lavoro, Larsen, che capisce cosa manca a Rosario, lo invita a partecipare ad una serata all'insegna dello scambismo che in Danimarca viene praticato senza tabù sessuali. La proposta entusiasma Rosario, tuttavia dopo il gioco degli scambi, decisi col gioco del collo della bottiglia che ruota, finisce in bianco. Nonostante si porti dietro la fama di maschio italiano, l'esperienza con le donne danesi è un fallimento per il povero Rosario, deluso al punto di pensare di ritornarsene in Italia. Quando all'improvviso incontra casualmente Karen, una studentessa di psicologia che parla la lingua italiana oltre che il danese. Basta un invito a casa di lei e un'uscita in bicicletta pedalando nel parco, perché i due si innamorino e prestissimo si sposino. Karen ha sottaciuto al marito di avere girato un film erotico, cosa che fa andare il marito su tutte le furie, quando lo scopre a Milano a casa del commendatore Borellon, davanti a tutti gli invitati, mentre viene proiettata una pellicola che Rosario pensava fosse un film souvenir dell'emancipazione danese, per dare sfoggio della sua spavalderia. Preso da una prorompente gelosia torna a Copenaghen pensando durante il volo aereo che al delitto d'onore. Lasciata la moglie, viva e vegeta comunque, Rosario torna con lei quando capisce di non poterne fare a meno e vuole perdonarla, ma intanto lei, pur disposta a riconciliarsi, per vendicarsi dell'abbandono ha firmato un contratto per girare un secondo film erotico. Il produttore pretende in cambio della risoluzione del contratto una penale di 40 milioni di lira italiana. Rosario si rivolge al commendatore Borellon per chiedergli un prestito, ma la risposta è un secco rifiuto. Allora Rosario deve accettare l'idea che la moglie rispetti onori l'impegno di girare il film erotico, ma sotto i propri occhi spalancati da gelosia. La gelosia non tarda a riesplodere durante la ripresa delle scene più scabrose. Rosario irrompe sul set facendo una sceneggiata per portare via la moglie dalle braccia dell'attore, e Karen lo insegue fin nell'hotel dove Rosario incontra Borellon, di passaggio perché diretto a Londra.

Nell'hotel Rosario discute con Borellon, per ricevere il prestito di 40 milioni. Mentre discutono, Borellon adocchia proprio Karen e la riconosce come l'attrice del filmino erotico proiettato in Italia a casa sua. Pensando si tratti di un'amica di Rosario, gli chiede di presentargliela promettendogli in cambio di restare un po' a Copenhagen e valutare meglio il prestito dei soldi. Il commendatore in realtà è disposto a prolungare il proprio viaggio solo perché vuole portarsi a letto la bellissima ragazza. Rosario pur di ottenere il prestito sta al gioco e gliela presenta dicendogli che non parla l'italiano. Dopo una breve avance da parte di Borellon, lei però si offende, rivela di essere la moglie di Rosario e scappa via.

Rosario prova a far capire a Borellon che in Danimarca c'è già stata la rivoluzione sessuale e si è avanti di 50 anni, che sua moglie è una persona intelligente, pulita e onesta, e che qui può essere normale fare un film erotico. Spiega che i film erotici non servono ad eccitare la gente, ma a liberarla dai tabù. È una crociata contro la falsa moralità. Qui siamo avanti di 50 anni commendatore. Borellon non capisce e continua a considerare Karen una poco di buono. Rosario si lascia quasi convincere. Il finale vede Rosario che continua a parlare con Borellon mentre lo accompagna in aeroporto. Borellon vuole che lasci la moglie per evitare di infangare la reputazione dell'azienda, ma ad un certo punto Rosario scoppia e rinfaccia a Borellon di essere ipocrita, in quanto la sua moglie lo tradiva ripetutamente e lui non ha mai reagito per difendere l'azienda. A questo punto lo manda a quel paese e viene licenziato, correndo per tornare da Karen. Pur di non vedere più la moglie tra le braccia di un altro, si scrittura come attore e inizia a girare con lei le parti erotiche del film.

Morale del film[modifica | modifica sorgente]

Il film può essere interpretato come una denuncia del falso moralismo italiano, in contrasto con la mentalità danese che vede la libertà sessuale come una crociata contro la falsa moralità. Il film è stato girato nel 1971. Nell'accusa finale, Rosario rinfaccia al suo capo di essere un'ipocrita in quanto, pur sapendo di essere tradito, fa finta di nulla solamente per difendere la sua reputazione. In realtà secondo Rosario sua moglie Karen è molto più pulita e onesta, nonostante abbia girato un film erotico, proprio perché non si nasconde dietro un falso moralismo.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

"Qui i film non servono ad eccitare la gente, servono a liberarla dai tabù. È una crociata contro la falsa moralità. Qui siamo avanti di cinquant'anni commendatore!"

"Commendatore, ma Lei lo sa che sua moglie è una mign****? Lo sa a Milano come chiamano sua moglie? La signora Bordellon perché va a letto con tutti. E lei lo sa benissimo che è un cornuto. Ma sta zitto, per salvare la sua reputazione!"

"Mia moglie in confronto alla Sua e una santa, capisce, una santa, perché almeno lei è sincera, è pulita, pulita!"

"Basta con questa sua reputazione falsa, ipocrita, schifosa. Io me ne resto qui con la mia Karen!" (Rosario al commendatore, dopo averlo accusato di coprire i tradimento di sua moglie per non rovinare la reputazione dell'azienda).

"Ma perché lui si deve vedere i film porno e io i musei ?" (Il turista siciliano nel porno shop di Copenhagen).

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Le musiche originali sono del M° Armando Trovajoli. Il gruppo pop Godfather esegue il piacevolissimo brano sui titoli di testa, «Jingles of my Mind». Degno di nota anche il pezzo di Trovajoli «Incontro informale», intonato da Edda Dell'Orso.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Distribuito dalla 20th Century Fox il 12 agosto 1971. Doppiaggio eseguito presso l'International Recording con la collaborazione della CD.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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