Montgomery Clift

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Edward Montgomery Clift

Edward Montgomery Clift (Omaha, 17 ottobre 1920New York, 23 luglio 1966) è stato un attore cinematografico e teatrale statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una famiglia agiata, durante l'infanzia ricevette una solida formazione culturale, soggiornando più volte in Europa, visitando città e musei e imparando il francese, il tedesco e anche l'italiano. All'età di tredici anni debuttò in teatro e in seguito interpretò diversi ruoli a Broadway. Lì conobbe e fu il protetto dei coniugi Alfred Lunt e Lynn Fontanne, che lo formarono e lo indirizzarono verso la sua carriera d'attore.

Il suo debutto cinematografico fu nel western Il fiume rosso (1948), accanto a John Wayne per la regia di Howard Hawks, mentre nello stesso anno fu diretto da Fred Zinnemann nel drammatico Odissea tragica. L'anno seguente interpretò il ruolo dell'avido cacciatore di dote Morris Townsend ne L'ereditiera di William Wyler, con Olivia De Havilland. Nel 1951 l'attore diede una intensa e indimenticabile interpretazione dell'ambizioso George Eastman nel film Un posto al sole di George Stevens, accanto a Elizabeth Taylor, con la quale instaurò un forte e duraturo rapporto di amicizia e di affetto.

Montgomery Clift alla première di Un posto al sole (1951)
Montgomery Clift alla première di Un posto al sole (1951)
Insieme a Elizabeth Taylor in una scena del film
Insieme a Elizabeth Taylor in una scena del film

Seguirono altre buone prove attoriali in Io confesso (1952) di Alfred Hitchcock, interpretò con efficacia il tormento interiore di Padre Logan, un prete accusato ingiustamente di omicidio, ma che ha ricevuto in confessione il vero nome dell'assassino; in Stazione Termini (1953) assieme a Vittorio De Sica; in Da qui all'eternità (1953) in cui fu nuovamente diretto da Fred Zinnemann e recitò accanto a stelle del calibro di Burt Lancaster, Deborah Kerr e Frank Sinatra.

Durante la lavorazione de L'albero della vita (1957) ebbe un gravissimo incidente stradale in cui riportò gravi ferite al volto, tra cui la frattura della mandibola, che mutarono la bellezza e l'espressività dei suoi lineamenti. La dipendenza dall'alcol e una forte depressione, aggravate dalla crescente difficoltà a tenere nascosta la propria omosessualità, lo fecero sprofondare verso un abisso di tormento e di autodistruzione.

Nell'ultimo periodo della sua vita riuscì ancora a fornire altre ottime interpretazioni, come nei film I giovani leoni di Edward Dmytryk, Improvvisamente l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz, Gli spostati (1961) di John Huston, Vincitori e vinti (1961), in cui ritrasse il tormentato Rudolph Petersen, testimone degli orrori nazisti al processo di Norimberga, e Freud, passioni segrete (1962), in cui interpretò il padre della psicoanalisi.

Si spense a New York il 23 luglio 1966, all'età di quarantacinque anni, a causa di un attacco cardiaco: con lui se ne andò il capostipite di una generazione di ribelli, come Brando o Dean, che seppero rendersi interpreti delle profonde difficoltà esistenziali dei giovani nel secondo dopoguerra.

Fu candidato al Premio Oscar quattro volte, senza vincerlo: tre volte come miglior attore protagonista per Odissea tragica, Un posto al sole e Da qui all'eternità, una volta come miglior attore non protagonista per Vincitori e vinti.

Il gruppo americano dei R.E.M. gli ha dedicato una canzone; si tratta di Monty got a raw deal, dall'album Automatic for the People. Anche il gruppo londinese The Clash ha omaggiato l'attore con il motivo The Right Profile (Strummer-Jones), dal famoso album London Calling.

Nel film Trainspotting troviamo una citazione cinematografica, nel momento in cui il protagonista, interpretato da Ewan McGregor, legge una biografia di Montgomery Clift.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film e documentari su Montgomery Clift[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Panicali in L'ereditiera, Un posto al sole, Io confesso, Da qui all'eternità, Stazione Termini, La città assediata
  • Giuseppe Rinaldi in Improvvisamente l'estate scorsa, Il fiume rosso, Gli spostati, Non desiderare la donna d'altri, Fango sulle stelle, L'affare Goshenko, Freud, passioni segrete
  • Gianfranco Bellini in Vincitori e vinti, Odissea tragica
  • Pino Locchi in L'albero della vita
  • Nando Gazzolo in I giovani leoni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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