Coaching

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell'individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi. È una relazione processuale che vuole offrire al cliente strumenti che gli permettano di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti, l'obiettivo del coach è quello di scoprirle ed insegnare al cliente come utilizzarle. Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità. Il Coaching può essere rivolto a imprenditori, manager, insegnanti, atleti e a tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi. In un rapporto di coaching l'allenamento e la valorizzazione delle potenzialità personali permette di inquadrare l'essenza stessa del coaching: accompagnare la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

Origine: cenni storici e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La parola ha origine dal termine francese coche, carrozza o cocchio (derivato a sua vota dall’ungherese Kocsis o dal ceco Koczi). Nel XVI secolo “coche” identificava un mezzo di trasporto trainato da cavalli e condotto da una guida: il cocchiere. Il termine anglosassone invece rinvia il coaching all’ambiente sportivo.[1] Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine coach per indicare i migliori tutor, dando loro titolo rispettoso e autorevole. Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva; il coach non solo guidava la squadra e la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del coach i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato e forte capace di raggiungere gli obiettivi attesi.

Soprattutto negli anni novanta la figura del coach compare nelle imprese. Inizialmente le figure destinatarie dell’intervento del coach furono i manager che per sviluppare e migliorare le loro capacità umane e professionali si affidarono a consiglieri di fiducia quali i coach.[2] In Europa bisogna attendere il nuovo millennio perché abbia visibilità, nel 2003 infatti a Stresa, viene indetta la prima conferenza europea della International Coach Federation a cui partecipano 400 coach provenienti da tutta Europa. Fino ad allora era vista come una novità ed una moda nel campo dei direttori della formazione, ma praticamente sconosciuta alle altre professioni. Altro contributo importante è stato dato dal californiano W. Timothy Gallwey che scrisse negli anni 70 una serie di libri, nei quali proponeva il coaching applicato a molti campi: sportivi come il tennis, il golf, lo sci e la musica, ma anche lavorativi; le sue indicazioni poi sono state applicate anche al campo degli affari, della salute, dell’educazione.[3]

L’attività di coaching[modifica | modifica wikitesto]

Il coaching è un'attività professionale specialistica che ha come finalità il raggiungimento degli obiettivi del cliente, in armonia con il mandato istituzionale. L’attività di coaching è spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari, per esempio: Coaching Psychology, Leadership Coaching, Executive Coaching, e Team Coaching se i destinatari sono un gruppo. ll coaching è un processo che ha l'obiettivo di aiutare la persona ad acquisire una maggiore competenza professionale e/o a superare barriere che ostacolano il miglioramento della sua performance.

La parola "coach" evoca il significato di allenatore e con ciò suggerisce l'analogia tra sport ed azienda, tra competizione di business e sportiva. Il coach può essere una persona dell'azienda o un consulente esterno. Nel primo caso il coaching appare meno incentrato sulla cultura e sui valori professionali e più sulle competenze tecnico specialistiche nel caso del consulente l'accento è posto sulla prestazione, sul risultato e sul concetto di lavoro di squadra.[4]

Il coaching non consiste nell’insegnare o addestrare, ma nel creare le condizioni per l’apprendimento, il cambiamento e lo sviluppo personal-professionale del coachee. Nella sua dimensione migliore è quindi una pratica maieutica con forti risvolti di genere psicosociale e psicologico-organizzativo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierre Angel e Patrick Amar: Il Coaching,Il Mulino,2005 pag.22
  2. ^ Pierre Angel e Patrick Amar: Il Coaching,Il Mulino,2005 pag.23
  3. ^ Cardani , Martone, Quintarelli, Tassinotti Business Coaching, Ed.IPSOA Gruppo Wolters Kluwer pagina 25
  4. ^ Renato D.Di Nubila: Saper fare formazione, Pensa Multimedia ,2005 pag. 285-292

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierre Angel e Patrick Amar, Il Coaching, Il mulino, 2005
  • John Whitmore, Coaching, Sperling & Kupfer, 2006. ISBN 8820041154
  • Marina Fabiano, Ricerche sul coaching: parliamone, Corriere, Economia e Management, 2006 Economia e management.it
  • Renato D. Di Nubila, Saper fare formazione, Pensa Multimedia, 2005
  • Marino Bonaiuto, Eugenio De Gregorio e domenica Gentile: Che cos’è il coaching manageriale. Ed. Carrocci.
  • Castiello D'Antonio Andrea (2012). Luci ed ombre del coaching. Psicologia Contemporanea, vol. 231, p. 76-80, ISSN: 0390-346X.
  • Castiello D'Antonio Andrea (2007). L'allenatore in ufficio. Mente & Cervello, vol. 5, p. 82-87, ISSN: 1722-0726.
  • Kilburg R.R., Diedrich R. C. (2007), The Wisdom of Coaching. Essentials Papers in Coaching Psychology for a World of Change. Washington: American Psychological Association.
  • Palmer S., O’Riordan S. (2012), Putting coaching psychology into practice: An evidence based approach. Interview with speakers from the SGCP Annual Coaching Psychology Conference 2012. The Coaching Psychology, 8, 2, 96-103.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]