Coaching

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Il coaching è una strategia di formazione che parte dall’esperienza di ciascuno e opera un cambiamento, una trasformazione che migliora e amplifica le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali. È un processo che offre al cliente strumenti che gli permettono di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Il cliente che si affida al coach ha delle potenzialità latenti e tramite il coach impara a scoprirle e ad utilizzarle. Il coach dunque è un facilitatore del cambiamento, è una persona che stimola e indirizza le energie del cliente e lo aiuta a prendere consapevolezza delle sue potenzialità.

Indice

[modifica] Origine: cenni storici e sviluppo

La parola ha origine dal termine francese coche, carrozza (derivato a sua vota dall’ungherese Kocsis o dal ceco Koczi). Nel XVI secolo “coche” identificava un mezzo di trasporto trainato da cavalli e condotto da una guida: il cocchiere. Il termine anglosassone invece rinvia il coaching all’ambiente sportivo.[1] Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva, il coach non solo guidava la squadra, la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del coach i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato e forte capace di raggiungere gli obiettivi attesi. Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine coach per indicare i migliori tutor dando loro titolo rispettoso e autorevole. Negli anni '80 la figura del coach si apre all’ambito aziendale, in realtà si trasforma il ruolo del Mentore, figura positiva che educa e consiglia; nelle letture dell’infanzia è il Grillo Parlante della storia di Pinocchio, voce della coscienza che guida e mette il discente nella giusta via. Soprattutto negli anni '90 la figura del coach compare nelle imprese e inizia ad avere un ruolo definito e riconosciuto. Inizialmente le figure destinatarie dell’intervento del coach furono i manager che per sviluppare e migliorare le loro capacità umane e professionali si affidarono a consiglieri di fiducia quali i coach.[2] In Italia bisogna attendere il nuovo millennio perché abbia visibilità, nel 2003 infatti a Stresa, viene indetta la prima conferenza internazionale a cui partecipano 400 coach provenienti da tutta Europa. Fino ad allora era vista come una novità ed una moda nel campo dei direttori della formazione, ma praticamente sconosciuta alle altre professioni. Sir John Whitmore è stato riconosciuto come il padre del business coaching ed il professionista che ha maggiormente sviluppato questa tecnica divenuta oramai una professione. Negli Stati Uniti il coaching non è utiizzato solo a livelli manageriali ma è conosciuta ed utilizzata come tecnica di vita quotidiana per un migliore sviluppo personale. Mr. Withmore crede che il coaching abbia un potenziale molto maggiore di quello finora espresso, ed auspica che nei prossimi vent’anni questa tecnica possa essere usata con i bambini sin dalle scuole primarie. Attraverso il coaching si rafforza la consapevolezza e la responsabilità personale che permettono uno sviluppo globale della persona o del gruppo che a sua volta influenza il contesto di riferimento e la società stessa. Altro contributo importante è stato dato dal californiano W. Timothy Gallwey che scrisse negli anni 70 una serie di libri, nei quali proponeva il coaching applicato a molti campi: sportivi come il tennis, il golf, lo sci e la musica, ma anche lavorativi; le sue indicazioni poi sono state applicate anche al campo degli affari, della salute, dell’educazione.[3]

[modifica] L’attività di coaching

Attraverso il coaching molti riscoprono quelle qualità di leadership inespresse che permettono di affrontare con maggiore senso di sicurezza e responsabilità le scelte di ogni giorno. Il coaching è un'attività specifica che ha come finalità il raggiungimento degli obiettivi del cliente. L’attività di coaching è spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari: per esempio parliamo di Team Coaching o di Executive Coaching se i destinatari sono un gruppo o il top manager di un'azienda. ll coaching è un processo che ha l'obiettivo di aiutare la persona ad acquisire una maggiore competenza professionale e/o a superare barriere che ostacolano il miglioramento della sua performance. La parola "coach" evoca il significato di allenatore e con ciò suggerisce l'analogia tra sport ed azienda, tra competizione di business e sportiva. Il coach può essere una persona dell'azienda o un consulente esterno. Nel primo caso il coaching appare meno incentrato sulla cultura e sui valori professionali e più sulle competenze tecnico specialistiche nel caso del consulente l'accento è posto sulla prestazione, sul risultato e sul concetto di lavoro di squadra.[4] Il coaching non consiste nell’insegnare, ma nel creare le condizioni per l’apprendimento e la crescita. W. Timothy Gallwey ha identificato l’essenza del coaching nel liberare il potenziale delle persone per massimizzare le loro prestazioni, più che insegnare loro qualcosa si tratta di aiutarle ad imparare In elenco alcuni dei casi nei quali si rivela opportuno applicare il coaching al lavoro:

  • Motivare i dipendenti
  • Delegare
  • Problem solving
  • Team building
  • Problemi relazionali
  • Lavoro di squadra

L’obiettivo omnipresente alla base del coaching è sviluppare negli altri una maggiore fiducia in sé stessi, indipendentemente dal contenuto dell’incarico in questione. Il coaching è un modo di essere, non è solo una tecnica a cui ricorrere ed applicare rigidamente in certe circostanze.[5]

[modifica] Applicazioni: determinare gli ambiti dove il coaching è utilizzato

  • Life coaching
  • L’individual coaching è riferito allo sviluppo delle potenzialità e delle motivazioni della persona. In Italia negli ultimi dieci anni gli interventi di coaching nelle aziende sono andati moltiplicandosi. L’individual coaching è un intervento personalizzato “one to one” che porta il coachee (la persona guidata) a vedere i suoi obiettivi, ad individuarne la strada e a percorrerla in un processo di autosviluppo. Esso si articola in un certo numero di incontri circa 10-12, la cui durata media è di due ore. La struttura metodologica dell’individual coaching è costituita dal processo; l’insieme delle fasi caratterizzanti il rapporto committente, capo, coach, coachee, e la sessione del coaching che in altri termini è il luogo in cui si crea il terreno per realizzare l’autosviluppo del coachee. La cassetta degli attrezzi di un coach è costituita da una serie di modelli, tecniche e strumenti che egli possiede ed utilizza secondo il suo stile e a seconda della fase in cui si trova. I modelli di referimento centrati sul cambiamento della persona sono diversi. Le teorie più conosciute sono la PNL(programmazione neurolinguistica), l'Analisi Transazionale, l'Empowerment e il modello di Grow di Whitmore.[6]
  • Il Business coaching è l’attività di coaching riferita allo sviluppo della vita professionale del cliente e il suo proiettarsi nel futuro per migliorare la sua posizione professionale in particolare rafforzare la leadership, maturare progressi di carriera, non ultima la performance quotidiana e le questioni che risultano dalla gestione degli impegni di responsabilità; in altre parole il successo nel proprio ruolo.
  • Executive coaching
  • Career coaching
  • Health coaching
  • Sport coaching La parola coaching in ambito sportivo racchiude più significati. Considerando ogni atleta un individuo nella sua totalità, si arriva a valutare un’integrazione di tre aspetti: non solo il fisico e la tecnica ma anche la mente (caratteristiche psicologiche e relazionali: intelligenza emotiva . Nasce da qui una definizione completa di coach come colui che si occupa di trasmettere le proprie conoscenze ed allenare ogni aspetto di un atleta, dando valore anche all’influenza che la sfera cognitiva determina sulla prestazione di ciascuno. Il compito dell’allenatore è quello di sviluppare e migliorare le capacità dei propri giocatori , fisiche e mentali, accompagnando l’allievo in una crescita mirata a far esprimere le proprie doti, enfatizzandone le abilità e il talento, lavorando al superamento delle difficoltà, consapevolizzandosi sui propri limiti e sulle proprie potenzialità.[7] Allenare anche la mente può contribuire in modo importante a rendere l’atleta capace di sfruttare al meglio queste stesse potenzialità; a gestire la propria emotività sotto pressione; ad avere la giusta carica di motivazione ed ambizione; a trovare, mantenere e concretizzare la propria concentrazione ; a migliorare il proprio approccio nelle relazioni interpersonali e nella comunicazione (con il coach e con il team in particolare negli sport di squadra); ad aver maggior fiducia in sé stesso e maggior identità nel proprio ruolo in modo da acquisire sicurezza e responsabilizzazione.[8] Nell’ambito sportivo il ruolo di coach si può, inoltre, delineare in due tipologie: “one to one” in cui l’attività è concentrata su singoli atleti e le caratteristiche del tecnico risultano quindi quelle di un personal trainer ; “collettivo” qualora la figura di coach sia estesa ad un gruppo: Sport di squadra .[9] Il lavoro del coach è da svolgersi in una duplice ottica: in primis soggettiva, in quanto ciascun individuo e ciascun gruppo è unico, con le proprie caratteristiche, esperienze, conoscenze acquisite, capacità e margini di crescita; in secondo luogo in un’ottica funzionale volta alla trasmissione di conoscenze tecniche, tattiche e strategiche, e al miglioramento e alla crescita di ciascuno in un ambiente basato sulla collaborazione e l’impegno costante.[10]

[modifica] Certificazioni e regole del buon coaching

La professione di coach non è ancora riconosciuta come tale da un punto di vista formale e legislativo, né vi è un riconoscimento da parte delle istituzioni formative. Le Università, ancora oggi, sembrano non occuparsi del coaching e si limitano, in rarissimi casi e per lo più nelle Università' private, a fornire servizi di coaching per gli studenti o a presentare il coaching come una delle possibili tecniche formative. Non esistono, quindi, scuole o percorsi formativi "istituzionali" riconosciuti dallo stato, che conducano ad acquisire il "diploma" o la laurea in Coaching. Di norma nel nostro paese, così come all'estero, per diventare coach è sufficiente possedere una specifica certificazione ottenuta in una delle tante Coaching Training School, senza tuttavia avere un particolare background formativo (in altri termini, all'aspirante coach non è richiesto come prerequisito all'aver intrapreso un particolare percorso di studi). Attualmente esistono diversi enti internazionali, per altro privati, che prevedono una certificazione (ossia una sorta di riconoscimento ufficiale del titolo di coach professionista), come per esempio l'International Coach Federation, oppure l'International Association of Coaching.Purtroppo però questi enti hanno stabilito delle linee guida che "regolamentano" la professione di coach, ma si tratta in ogni caso di una certificazione fornita da un privato e non di un riconoscimento pubblico. Le diverse associazioni internazionali di coach come per es. l’ICF, intendono contribuire in ogni paese, allo sviluppo e alla pratica del caoching attraverso impegni etici, una riflessione sul futuro della professione, uno scambio di prassi e di procedure di certificazione secondo normative internazionali per professionalizzare il mestiere di coach. Per es. l'’ICF ha stabilito tre criteri di accreditamento rispondenti a precisi criteri di formazione e pratica del coaching:

  1. il livello del coach associato e accreditato che esige 60 ore di formazione al coaching e 250 ore di pratica ai clienti
  2. il livello di coach professionale accreditato che richiede 125 ore teoriche e 750 di pratica
  3. il livello di coach master accreditato che prevede 200 ore di formazione e 2500 di attività pratica.

La procedura di accreditamento comporta il superamento di un esame, i criteri di accreditamento sono gli stessi in ciascun paese. È fondamentale per esercitare questa professione salvaguardare gli utenti mediante un codice deontologico che solitamente queste associazioni adottano.[11]

[modifica] Note

  1. ^ Pierre Angel e Patrick Amar: Il Coaching,Il Mulino,2005 pag.22
  2. ^ Pierre Angel e Patrick Amar: Il Coaching,Il Mulino,2005 pag.23
  3. ^ Cardani , Martone, Quintarelli, Tassinotti Business Coaching, Ed.IPSOA Gruppo Wolters Kluwer pagina 25
  4. ^ Renato D.Di Nubila: Saper fare formazione, Pensa Multimedia ,2005 pag. 285-292
  5. ^ John WhitMore,Coaching come risvegliare il potenziale umano nel lavoro, nello sport e nella vita di tutti i giorni,Ed. Alessio Roberti, 2011 pag. 11-38
  6. ^ Renato D.Di Nubila: Saper fare formazione,Pensa Multimedia ,2005 pag. 285-286
  7. ^ Ettore Messina: Diventare coach- Sipintegrazioni
  8. ^ A.Rosa Vagnoni: Il coaching organizzativo. Storia, teorie e metodi Editrice/Uniservice, pag 8-9
  9. ^ Massimo Tommasi: Applicativo di coaching. Casi aziendali, esperienze ed esercizi pratici Franco Angeli, pag. 168-169
  10. ^ Ettore Messina: Diventare coach. Sipintegrazioni
  11. ^ Pierre Angel e Patrick Amar. "Il Coaching" Ed.Il Mulino,2005 pg 105-110

[modifica] Bibliografia

  • Pierre Angel e Patrick Amar, Il Coaching, Il mulino, 2005
  • John Whitmore, Coaching, Sperling & Kupfer, 2006. ISBN 8820041154
  • Luisa Adani e Marina Fabiano, Diventare coach. Pratiche e strumenti per attivare percorsi di coaching passo dopo passo, Franco Angeli, 2009. ISBN 8856812827
  • Marina Fabiano, Ricerche sul coaching: parliamone, Corriere, Economia e Management, 2006 Economia e management.it
  • Renato D. Di Nubila, Saper fare formazione, Pensa Multimedia, 2005
  • John WhitMore,Coaching come risvegliare il potenziale umano nel lavoro, nello sport e nella vita di tutti i giorni,Ed. Alessio Roberti, 2011
  • Cardani, Martone, Quintarelli, Tassinotti: Business coaching Ed.IPSOA Gruppo Wolters Kluwer
  • Emanuela Del Pianto: Piano di sviluppo nel team coaching ED. Franco Angeli
  • P. Intonti: L’arte dell’individual coaching .Ed. Franco Angeli
  • Parsi, Del Monte, Piperno: Il coaching creativo Ed. Franco Angeli
  • M. Tommasi: Applicativo di coaching Casi aziendali, esperienze ed esercizi pratici. Ed. Franco Angeli
  • Luca Stanchieri: Life Coaching: una nuova tecnica al servizio delle potenzialità e della creatività individuale Ed. Verdechiaro edizioni
  • Andrea Di Lenna e Daniele Manara: La fabbrica dei campioni -dallo sport al managenment . Ed. Il sole 24 ore,2003
  • Marino Bonaiuto, Eugenio De Gregorio e domenica Gentile: Che cos’è il coaching manageriale. Ed. Carrocci.
  • A. Di Lenna: Performare in Azienda Ed. Lampi di Stampa
  • Ettore Messina: Diventare coach. ED. Sipintegrazioni

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • Associazioni professionali di categoria italiane: ICF: [1]
  • Associazioni e società internazionali: International Coach Federation ICF: [2] , International Association of Coaching IAC:[3]
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