Fronte del porto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fronte del porto
Fronte del porto.jpg
Marlon Brando ed Eva Marie Saint in una scena del film
Titolo originale On the Waterfront
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1954
Durata 108 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Elia Kazan
Soggetto Budd Schulberg
Sceneggiatura Budd Schulberg
Produttore Sam Spiegel
Casa di produzione Horizon Pictures, Columbia Pictures Corporation
Fotografia Boris Kaufman
Montaggio Gene Milford
Musiche Leonard Bernstein
Scenografia Richard Day
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)
« You don't understand! I coulda had class. I coulda been a contender. I could've been somebody, instead of a bum, which is what I am. »
(IT)
« Ma non è questo. È questione di classe! Potevo diventare un campione. Potevo diventare qualcuno, invece di niente, come sono adesso. »
(Frase prounciata da Terry Malloy. La frase è entrata al 3° posto in classifica dell'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes)

Fronte del porto (On the Waterfront) è un film del 1954 diretto da Elia Kazan e interpretato da Marlon Brando, vincitore di 8 premi Oscar (su 12 candidature).

Trama[modifica | modifica sorgente]

È la storia della "redenzione" [1] di Terry Malloy, lavoratore portuale ed ex promettente pugile. Dopo essere stato coinvolto dal fratello Charley nelle attività di un'organizzazione sindacale che con metodi banditeschi gestisce i lavoratori nei porti di New York, egli, dopo una coraggiosa deposizione in tribunale, si porrà alla testa del movimento per la loro emancipazione.

Determinanti in questa svolta sono la sua relazione con la giovane studentessa Edie Doyle, sorella di una delle vittime del racket, ed il sacerdote Barry.

Regia[modifica | modifica sorgente]

Il 10 aprile 1952, Elia Kazan, dinanzi ai membri della Commissione per le attività antiamericane accusò di militanza comunista undici artisti cinematografici, tra i quali il regista Jules Dassin e l'attrice Kim Hunter, da lui diretta in Un tram che si chiama Desiderio (un'interpretazione che le era valso l'Oscar alla miglior attrice non protagonista). Mentre per essi ciò rappresentò la fine di ogni prospettiva di lavoro nell'ambiente, il regista, dopo il mediocre Salto mortale, «cinema da guerra fredda che gronda retorica»,[2] torna alle origini, a New York, dove dirige questo On the Waterfront.

Inevitabilmente, in un film in cui i temi della delazione e del tradimento svolgono un ruolo centrale, il regista e la critica non potevano sottrarsi al confronto coi recenti avvenimenti.

Si è visto in questo film un atto "terapeutico, il desiderio di autogiustificazione [3], "la schizofrenia" di un autore "diviso tra il suo Hyde passato e il suo Jekyll presente[4], "lo specchio dei pregi e dei difetti di Kazan:...rimorso e aggressività, richiesta di comprensione e spavalderia di ribelle"[5].

E un legame ancora più intimo e soggettivo con l'esperienza personale del regista si può cogliere in alcuni momenti della parte finale del film, quando Terry, dopo la deposizione in tribunale, deve affrontare l'indifferenza e il disprezzo degli amici di prima[6]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

L'idea di Fronte del porto è iniziata con una serie di articoli scritti per il The New Sun da Malcom Johnson. I 24 articoli vinceranno in seguito il Premio Pulitzer, e sulla scia dell'assassinio avvenuto nell'aprile del 1948 di un boss del porto, hanno risvegliato in America la consapevolezza di quanto avveniva in termine di delitti, tangenti ed estorsioni nella vita quotidiana e avventurosa nel porto di New York. L'autore Budd Schulberg ha visto questo avvenimento come buon materiale per un evento cinematografico.

Nel 1951, l'acclamato regista Elia Kazan, dopo aver suggerito a Schulberg di lavorare assieme, ha deciso di realizzare un film sulla mafia del porto affiancandola ad una storia di redenzione.

Schulberg impiegherà circa un anno per scrivere la sceneggiatura, facendo parecchie ricerche sull'argomento.

Finita la sceneggiatura, Schulberg e Kazan la presentarono alla Zanuck che intendeva fare il film in Technicolor, ma visto che la storia era adatta per un noir movie in bianco e nero, Kazan rifiuta e si reca presso la Columbia Pictures dove il produttore Sam Spiegel, accetta di prendersi sulle spalle la fatica di realizzare questo film.

Per il personaggio di Terry Mallory, fu scritturato Marlon Brando che aveva già lavorato in precedenza con Kazan in Un tram che si chiama Desiderio; egli, dopo un periodo di riflessione, accettò il ruolo.

La produzione, è stata da 906.000 dollari e fu girata per circa 36 giorni.

Il film fu girato in inverno, in gran parte in esterni, nel porto di Hoboken (New Jersey),[7] dove la vicenda era ambientata, utilizzando veri lavoratori portuali come comparse. Lo stesso regista riteneva che le difficili situazioni ambientali (vi furono anche casi di ostilità da parte dei lavoratori) e climatiche avessero esercitato un ruolo importante nel far emergere la verità dei personaggi, nel ridurre la recitazione all'essenziale.[8]

Paradossalmente, tuttavia, l'episodio del film più degli altri destinato a rimanere nella storia del cinema [9] fu girato in studio in condizioni di totale improvvisazione e povertà di mezzi (cui non era estranea la situazione economica di Spiegel).

Il racket ha ordinato a Charley di impedire, in qualsiasi modo, al fratello Terry di presentarsi a deporre. Dopo averlo inutilmente blandito con promesse di impieghi e guadagni facili, giunge a minacciarlo con una pistola. La reazione di Terry, il modo dolce con cui sposta l'arma, accompagnando il gesto con le sole parole "Oh Charley", contiene tutta la tristezza e lo strazio derivanti dalla consapevolezza di un'esistenza smarrita. Charley, ormai disarmato, (non nel senso letterale, anzi successivamente affiderà la pistola al fratello) e preso dal senso di colpa (fu lui a rovinare la carriera di pugile del fratello, convincendolo a vendersi un incontro, e farlo diventare un fallito) si abbandona sul sedile del taxi, presago della terribile punizione che lo attende per il fallimento della sua missione: la mala infatti lo ucciderà poco dopo.

Elia Kazan riconobbe il merito di questa scena esclusivamente alla capacità di improvvisazione dei due attori, che, peraltro, avevano ambedue frequentato l'Actors Studio, da lui creato. "Non ho diretto io quella scena. L'hanno fatta loro. La scena è opera loro."[10]

Questo celebre pezzo di storia del cinema fu girato in un angolino di un teatro di posa, in una sezione di taxi. Sul finestrino posteriore, per nascondere lo studio, era stata posta una veneziana (arredamento assai improbabile per un taxi newyorchese), mentre il lampeggiare delle luci di scena creava l'illusione del traffico e della vita della metropoli.

Il film uscì nelle sale il 29 luglio 1954, ottenendo critiche positive e vincendo ben 8 premi oscar. Questo film, diventa il capolavoro di Elia Kazan che vincerà una statuetta per la miglior regia; e consacra Marlon Brando rendendolo uno degli attori più intensi e ricercati della storia del cinema, vista la bravura nell'affrontare i ruoli più diversi con innata sicurezza e intensità. Fronte del porto è ufficialmente considerato un classico e una delle esperienze cinematografiche più commoventi oltre che a uno dei capolavori del cinema mondiale.

  • fonti ricavate dai contenuti extra del DVD

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989 è stato inserito fra i film conservati nel National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[11]

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito all'ottavo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al diciannovesimo posto.

Manifesti e locandine[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione dei manifesti del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Fronte del Porto è l'unico film in cui si vede il transatlantico italiano Andrea Doria, affondato nel 1956 in seguito a una collisione nell'Atlantico con una nave svedese. In una scena, Marlon Brando osserva la nave mentre discende il fiume Hudson.
  • Nella pellicola il personaggio di Charlie è fratello maggiore di Terry, ma nella realtà Rod Steiger, che interpreta appunto Charlie è più giovane di Marlon Brando di un anno, essendo nato nel 1925. Durante le riprese avevano 29 anni (Brando) e 28 anni (Steiger).
  • Judith Belushi Pisano, moglie del noto comico John Belushi, dichiarò in una intervista sulla vita di John che Fronte del Porto era il film con Marlon Brando che il marito preferiva di più.
  • Nella celebre scena finale di Toro scatenato viene citato proprio Fronte del porto, durante il monologo di Jake LaMotta (Robert De Niro) allo specchio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ secondo la definizione dello stesso Kazan in "Intervista al regista", min.10:50, del DVD " Fronte del porto", Columbia Pictures Inc.
  2. ^ Paolo Mereghetti, "Il Mereghetti. Dizionario del cinema 2008", Baldini Castoldi Dalai ed., Milano, 2007
  3. ^ Peter von Bagh, "On the Waterfront" in "Dizionario critico dei film", Istituto della enciclopedia italiana, fondata da Giovanni Treccani S.p.A, 2004
  4. ^ Noël Simsolo, "Le Film Noir", Cahiers du Cinéma, Paris, 2005 cit. in Renato Venturelli, "L'età del noir", Giulio Einaudi ed., Torino, 2007
  5. ^ Sandra Levante, "On the Waterfront", in (a cura di) Fernaldo Di Giammatteo, "Dizionario del cinema americano", Editori Riuniti, Roma, 1996
  6. ^ "Commento al film del critico Richard Schickel e del biografo Jeff Young" in DVD "Fronte del porto", cit.
  7. ^ Fronte del porto (1954) - Luoghi delle riprese. URL consultato il 10-11-2010.
  8. ^ "...l'inverno passava e il freddo aumentava. Pioveva, ma noi continuavamo a girare... Il freddo dava ai volti degli attori un particolare aspetto...Erano esseri umani dall'aspetto povero, compreso Brando." "Intervista al regista", cit., min. 5:27
  9. ^ "...Quella scena rappresenta uno dei più significativi esempi di recitazione...due attori ed un regista compiono scelte uniche che fanno di quattro minuti di pellicola uno dei momenti memorabili nella storia del cinema". James Lipton in "Mastering the Method", min.9:40, DVD cit.,
  10. ^ "Intervista al regista", cit.
  11. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il Mereghetti. Dizionario del cinema 2008, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2007
  • Peter von Bagh, On the Waterfront, in Dizionario critico dei film, Istituto della enciclopedia italiana, Treccani, 2004
  • Noël Simsolo, Le Film Noir, Cahiers du Cinéma, Parigi, 2005
  • Renato Venturelli, L'età del noir, Einaudi, Torino, 2007
  • Sandra Levante, On the Waterfront, in Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano, Editori Riuniti, Roma, 1996

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema