National Film Registry

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Il National Film Registry (NFR) è il registro della selezione di film scelti dal National Film Preservation Board (NFPB) degli Stati Uniti per la loro conservazione nella Biblioteca del Congresso. L'NFPB, istituito dal National Film Preservation Act del 1988, venne nuovamente autorizzato dalle leggi del Congresso nel 1992, 1996, 2005 e nuovamente nell'ottobre 2008.[1][2][3] La legge del 1996 istituì anche la fondazione senza scopo di lucro National Film Preservation Foundation, che, pure affiliata con l'NFPB, raccoglie fondi dal settore privato.[4]

Criteri[modifica | modifica wikitesto]

L'NFPB aggiunge all'NFR fino a 25 film "culturalmente, storicamente o esteticamente significativi" ogni anno, mettendo in mostra la gamma e la diversità del patrimonio cinematografico americano per aumentare la sensibilizzazione per la sua conservazione.[5] Per poter beneficiare dell'inclusione, un film deve avere almeno dieci anni.[6]

Per la prima selezione nel 1989 il pubblico candidò per essere considerati quasi mille film. I membri dell'NFPB svilupparono poi singole schede di possibili film per l'inclusione. Le schede vennero tabulate in una lista di 25 film che venne poi modificata dal bibliotecario del Congresso James H. Billington e dal suo staff presso la biblioteca per la selezione finale[5][7]. Dal 1997 i membri del pubblico sono stati in grado di candidare fino a 50 film all'anno che venissero presi in considerazione dall'NFPB e dal bibliotecario.[8]

L'NFR comprende film che vanno dai classici di Hollywood ai film orfani (cioè quelli abbandonati dai possessori dei loro diritti). Non è richiesto che il film sia un lungometraggio, né è necessario che sia stato distribuito nei cinema. Il Registry contiene anche cinegiornali, film muti, film sperimentali, cortometraggi, film non più protetti da copyright, serial cinematografici, film amatoriali, documentari, film indipendenti, film per la televisione e video musicali. Dal 2013 ci sono 625 film conservati nel Registry.[9]

Il più antico film in elenco (al 2013) è Newark Athlete (1891) e il più recente è Decasia (2002). Contando gli 11 serial pluriennali nell'NFR una volta (come fa l'NFR) per anno di realizzazione, l'anno con il maggior numero di film selezionati è il 1939, con 18 film di tale anno scelti per la conservazione. Il tempo tra l'esordio di un film e la sua selezione varia notevolmente. La massima distanza è di 119 anni; Newark Athlete fu distribuito originariamente nel 1891 e selezionato per la conservazione nel 2010. La durata più breve è il minimo di 10 anni; questa distinzione è condivisa da Toro scatenato, Fa' la cosa giusta, Quei bravi ragazzi, Toy Story - Il mondo dei giocattoli e Fargo.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Dickson Experimental Sound Film (1894–95) è il primo film conosciuto con sonoro registrato dal vivo.[10]
The Kiss (1896), lungo 47 secondi, fu uno dei primi film proiettati commercialmente al pubblico.[11]
Assalto al treno (1903) usava una varietà di tecniche di montaggio che stavano diventando popolari al momento della sua uscita.
Benché non sia il primo film animato, Gertie il dinosauro divenne il primo cartone animato popolare.[12]
Nascita di una nazione (1915) sviluppò tecniche di ripresa ed effetti speciali innovativi e divenne il primo lungometraggio di Hollywood.
Willis O'Brien usò innovative tecniche di stop-motion per combinare dinosauri e umani ne Il mondo perduto (1925).
Il fantasma dell'Opera (1925) era caratterizzato da un vasto trucco per il suo protagonista.[13]
Al Jolson ne Il cantante di jazz (1927), il primo lungometraggio ad includere scene di sonoro interamente sincronizzato.
La famosa sequenza dell'"Ehi-Ho!" da Biancaneve e i sette nani (1937), il primo lungometraggio animato statunitense.
Pur non essendo il primo film a colori, Il mago di Oz (1939) sorprese il pubblico quando Judy Garland passò senza soluzione di continuità dal bianco e nero al colore.
Il grande dittatore (1940) fu il primo film interamente sonoro di Charlie Chaplin dopo la sua epoca di film muti.
Nel 1998 l'American Film Institute nominò Quarto potere (1941) il miglior film di tutti i tempi.[14]
Casablanca (1942) ha sei battute nell'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, più di qualsiasi altro film.
Why We Fight (1943–1945) fu una serie di film di propaganda che spiegavano ai soldati perché gli Stati Uniti erano coinvolti nella seconda guerra mondiale.
Ultimatum alla Terra (1951) è un esempio del cinema di fantascienza degli anni cinquanta.
Gary Cooper nel controverso Mezzogiorno di fuoco (1952), che si diceva essere un'allegoria sul maccartismo.
Gioventù bruciata (1955) fu distribuito nei cinema meno di un mese dopo che l'attore protagonista, James Dean, era morto in un incidente automobilistico.[15]
Spesso citato come uno dei migliori western, Sentieri selvaggi (1956) influenzò registi come Martin Scorsese, Steven Spielberg e David Lean.
Per I dieci comandamenti (1956) furono usati vari effetti visivi per creare l'illusione di Mosè (Charlton Heston) che divide il Mar Rosso.
Elvis Presley si rifiutò di guardare completamente Il delinquente del rock and roll (1957) dopo che Judy Tyler era rimasta uccisa in un incidente automobilistico un paio di settimane prima dell'uscita del film.[16]
Gangster Story (1967) fu uno dei primi film della "Nuova Hollywood".

1989[modifica | modifica wikitesto]

1990[modifica | modifica wikitesto]

1991[modifica | modifica wikitesto]

1992[modifica | modifica wikitesto]

1993[modifica | modifica wikitesto]

1994[modifica | modifica wikitesto]

1995[modifica | modifica wikitesto]

1996[modifica | modifica wikitesto]

1997[modifica | modifica wikitesto]

1998[modifica | modifica wikitesto]

1999[modifica | modifica wikitesto]

2000[modifica | modifica wikitesto]

2001[modifica | modifica wikitesto]

2002[modifica | modifica wikitesto]

2003[modifica | modifica wikitesto]

2004[modifica | modifica wikitesto]

2005[modifica | modifica wikitesto]

2006[modifica | modifica wikitesto]

2007[modifica | modifica wikitesto]

2008[modifica | modifica wikitesto]

2009[modifica | modifica wikitesto]

2010[modifica | modifica wikitesto]

2011[modifica | modifica wikitesto]

2012[modifica | modifica wikitesto]

2013[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Reagan Signs Law on Film in The New York Times, 28 settembre 1988. URL consultato il 22 luglio 2009.
  2. ^ Legislative Authorization, National Film Preservation Board. URL consultato il 22 luglio 2009.
  3. ^ Public Law 110–336—Oct. 2, 2008 (PDF), United States Government Printing Office. URL consultato il 15 agosto 2009.
  4. ^ Michael Fox, Running Around San Francisco for an Education in SF Weekly, 28 maggio 2003. URL consultato il 30 luglio 2009.
  5. ^ a b National Film Registry Adds 25 Films, Millimeter, 17 dicembre 2002. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  6. ^ Irvin Molotsky, 25 Films Chosen for the National Registry in The New York Times, 20 settembre 1989. URL consultato il 30 luglio 2009.
  7. ^ National treasures in Ellensburg Daily Record, United Press International, 16 ottobre 1989. URL consultato il 4 agosto 2009.
  8. ^ Jim Keogh, Public gets ticket to put favorite flicks in registry (Fee required) in Telegram & Gazette, 25 marzo 1999. URL consultato il 4 agosto 2009.
  9. ^ Gregg Kilday, 'Thriller' lands in National Film Registry in The Hollywood Reporter, 30 dicembre 2009. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  10. ^ Bill Desowitz, Sound and Image Reunited 105 Years Later (Fee required) in Los Angeles Times, 6 ottobre 2000. URL consultato il 15 agosto 2009.
  11. ^ Jay Carr, Movies Begin: Exploring the Vitality of First Films (Fee required) in Boston Globe, 30 novembre 1995. URL consultato il 15 agosto 2009.
  12. ^ Richard Corliss, The Cartoon Character in Time, 8 giugno 1998. URL consultato il 15 agosto 2009.
  13. ^ James Sullivan, The Old 'Phantom' Rises From the Dead – In Living Color – With a New Score in San Francisco Chronicle, 21 aprile 2005. URL consultato il 15 agosto 2009.
  14. ^ 100 years, AFI website
  15. ^ 'Cause' for Celebration: 'Rebel' is 40 in Daily News, 28 aprile 1995. URL consultato il 15 agosto 2009.
  16. ^ Victor, Adam, The Elvis Encyclopaedia, p.269

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]