Melvin Van Peebles

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« Et voilà, era nata la blaxploitation »
(Melvin Van Peebles, riguardo a Sweet Sweetback's Baadasssss Song [1])
Melvin Van Peebles al Tribeca Film Festival 2008

Melvin Van Peebles, nato Melvin Peebles (Chicago, 21 agosto 1932), è un attore, sceneggiatore, regista, produttore cinematografico, compositore, montatore, pittore, giornalista e scrittore statunitense.

È considerato il fondatore del genere blaxploitation, grazie al suo film Sweet Sweetback's Baadasssss Song, diretto nel 1971.[2] Ha aperto la strada ad autori afroamericani quali Spike Lee e John Singleton. È il padre del regista Mario Van Peebles.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato, Van Peebles ha fatto parte per tre anni e mezzo dell'aeronautica statunitense. In seguito ha vissuto per un breve periodo in Messico, dipingendo ritratti, in Olanda e a Parigi, dove frequentò la scena underground e collaborò con vari fumettisti.[2] Al suo ritorno negli Stati Uniti Van Peebles decise di diventare regista.

Il suo primo cortometraggio, Sunlight, risale al 1957. Dopo altri due corti, esordì nella regia nel 1968, dirigendo il lungometraggio The Story of a Three-Day Pass (conosciuto anche come La Permission), girato in Francia, che narra di una storia d'amore tra un militare afroamericano in licenza e una ragazza francese, ed è tratto da un romanzo scritto dallo stesso regista.

Nel 1970 debuttò ad Hollywood, girando L'uomo caffelatte, prodotto dalla Columbia Pictures, una commedia grottesca su un uomo bianco che si risveglia nero. Il film non ebbe successo e Van Peebles decise di girare un film indipendente.[2]

Nel 1971 girò tra mille difficoltà Sweet Sweetback's Baad Asssss Song, diventato uno dei film più noti della blaxploitation. Van Peebels curò la regia, il montaggio e la musica, e interpretò il protagonista. È un film politico, uno dei primi, se non il primo, che vede un afroamericano protagonista e vincente.[2] «Volevo fare un film vittorioso, in cui i neri potessero uscire a testa alta», ha dichiarato il regista.[3] Il film inizia con una didascalia eloquente: «Questo film è dedicato a tutti i fratelli e le sorelle che ne hanno abbastanza dell'uomo bianco», mentre al posto del cast viene menzionata la «comunità nera» come protagonista del film. Il film ebbe un successo clamoroso: costato appena 150.000 dollari, ne incassò più di quindici milioni.[2] Nel 2004 il figlio Mario ha diretto un film per la televisione, Baadasssss!, che ripercorre la storia della produzione del film.

Nonostante il successo di questo film, i comportamenti e le dichiarazioni provocatorie di Van Peebles gli resero difficile il seguito della sua carriera.[2] Nel 1973 diresse un musical, Don't Play Us Cheap. Dopo otto anni di assenza, in cui scrisse alcune sceneggiature, nel 1981 scrisse e interpretò, nel ruolo di un magnaccia, una serie televisiva intitolata The Sophisticated Gents, trasmessa dalla NBC. La serie affrontava temi scottanti quali la sessualità esplicita e interrazziale, e l'omosessualità. La serie, però, ebbe uno scarso successo di pubblico.[2]

Negli anni ottanta Van Peebles lavorò esclusivamente come attore, quindi tornò a dirigere un film per il cinema nel 1989, con la commedia drammatica Identity Crisis. Tornò a fare l'attore, interpretando tra l'altro Posse, diretto dal figlio, e Panther, il film sulle Pantere Nere diretto da John Singleton.

Nel 1995 tornò alla regia, con il corto fantastico Vrooom Vroom Vrooom, seguito dal thriller Gang in Blue, diretto insieme al figlio, il film a episodi Tales of Erotica, un episodio della serie TV Oltre i limiti, la commedia Le Counte du ventre plein e il corto The Real Deal, girato per la televisione nel 2003, suo ultimo lavoro.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Classified X, documentario di Mark Daniels, 1997.
  2. ^ a b c d e f g Franco Minganti, Il cinema afroamericano, in Il cinema americano II, a cura di Gian Piero Brunetta. Torino, Giulio Einaudi Editore, 2006.
  3. ^ Melvin Van Peebles, The Making of Sweet Sweetback's Baadasssss Song, New York, 1971.

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