Trappola di cristallo

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Trappola di cristallo
Die Hard John McClane's Beretta.jpg
John McClane e la sua Beretta 92F
Titolo originale Die Hard
Paese di produzione USA
Anno 1988
Durata 131 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,20:1
Genere azione, poliziesco
Regia John McTiernan
Soggetto tratto dal libro di Roderick Thorp
Sceneggiatura Steven E. de Souza, Jeb Stuart
Produttore Joel Silver, Lawrence Gordon
Produttore esecutivo Charles Gordon
Casa di produzione Twentieth Century Fox Film Corporation
Fotografia Jan de Bont
Montaggio John F. Link, Frank J. Urioste
Musiche Michael Kamen
Scenografia Jackson DeGovia
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Trappola di cristallo (Die Hard) è un film del 1988 diretto da John McTiernan.

Terza opera del regista e girato dopo il successo internazionale ottenuto con Predator, il film segna soprattutto l'avvio della grande carriera di Bruce Willis, fino ad allora protagonista solamente di una famosa serie televisiva americana, Moonlighting, e poche altre commedie di discreto profilo (Appuntamento al buio, Intrigo a Hollywood).

Il film è basato su un libro di Roderick Thorp, Nothing Lasts Forever, sequel di un altro romanzo intitolato The Detective. Trappola di cristallo è il primo capitolo di una saga dedicata alle avventure del poliziotto newyorkese John McClane, proseguita con 58 minuti per morire - Die Harder (1990), Die Hard - Duri a morire (1995), Die Hard - Vivere o morire (2007) e Die Hard - Un buon giorno per morire (2013).

In Italia il film è stato successivamente distribuito in home video con il titolo Die Hard - Trappola di cristallo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

John McClane è un poliziotto di New York che giunge a Los Angeles per passare le vacanze di Natale con la moglie Holly ed i figli, nonostante la coppia stia vivendo un periodo di crisi matrimoniale. Nel grattacielo (il Nakatomi) dove lavora la donna si sta svolgendo un party per le festività natalizie fra i dipendenti della compagnia; all'improvviso irrompe al suo interno un gruppo armato e ben addestrato di criminali della Germania Est, che provocano alcuni morti tra i presenti. Il loro scopo sarebbe quello di costringere le autorità a liberare alcuni "fratelli della rivoluzione" detenuti nelle carceri americane e di mezza Europa. In verità l'unico vero obiettivo di Gruber è quello di penetrare nel caveau dell'edificio dove si trovano 640 milioni di dollari in titoli al portatore. Al momento dell'assalto, quasi per caso John riesce a non rimanere ostaggio ed a rifugiarsi fra gli altri piani del palazzo dove cerca disperatamente di avvisare la polizia per farla giungere in suo soccorso; nell'attesa inizia a far fuori alcuni banditi che nel frattempo si sono accorti della sua presenza, senza però far trapelare la sua identità. Intanto l'edificio viene circondato dagli agenti, che trattano con Hans Gruber, il capo dei presunti terroristi. Il poliziotto all'interno del grattacielo, in contatto via radio con il sergente Al Powell, è sovente coinvolto in scontri nei quali si trova lui solo a fronteggiare gli attentatori e a ridurne il numero, mentre all'esterno i malviventi uccidono diversi poliziotti. Harry Ellis, un collega di Holly che non disdegna anche di farle la corte, dice che è un grande amico di quello "che ha rotto le uova nel paniere" (John) ma Gruber, che non conta molto della sua parola, lo uccide, e minaccia di uccidere altri ostaggi se John non si arrenderà, ma invano, continuando per l'intera notte nel tentativo di catturarlo. L'FBI assume il comando dell'intera operazione, mentre i criminali riescono a forzare l'apertura del caveau della Nakatomi e prelevare la smisurata cifra di denaro ivi contenuta. Un giornalista senza scrupoli, Richard Thornberg, dopo aver identificato John ascoltando le varie comunicazioni via radio, si precipita a casa sua per intervistare i figli in diretta televisiva, praticamente rivelando così ai terroristi chi sia il loro ignoto avversario e, contemporaneamente, che la moglie di lui è loro ostaggio; nel mentre, il tetto minato da Gruber esplode uccidendo gli agenti federali intervenuti con gli elicotteri nel tentativo di effettuare un blitz. La situazione diventa quasi disperata ma, con un semplice sia pur non banale trucco, John riesce ad ingannare i malviventi rimasti facendosi credere disarmato e infine li elimina, mentre Hans muore cadendo dal trentesimo piano; John mette così tutti in salvo, moglie compresa. Quest'ultima, appena fuori dall'edificio, in diretta televisiva sferra un pugno in faccia a Thornberg (che con incredibile cinismo pretendeva di intervistare John), coprendo così di ridicolo colui che aveva messo a repentaglio l'intera sua famiglia. Quando tutto sembra finito per il meglio compare Karl, il braccio destro di Gruber, che è ancora vivo e tenta di uccidere John e Holly, ma viene ucciso da Powell, che non sparava un colpo di pistola da un incidente in cui aveva per errore ucciso un ragazzo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Bruce Willis fu la sesta scelta considerata per il ruolo di protagonista; prima di lui erano stati candidati Arnold Schwarzenegger, Charles Bronson, Sylvester Stallone, Burt Reynolds, e Richard Gere. È stato inoltre Willis stesso a raccomandare l'attrice Bonnie Bedelia per il ruolo di Holly. Invece Anthony Peck, che qui interpreta un giovane poliziotto, rivestirà poi il ruolo di Ricky Walsh, capitano di McClane, nel terzo capitolo della saga, Die Hard - Duri a morire.[senza fonte]

La musica nella scena in cui Al Powell uccide l'ultimo terrorista alla fine del film porta la firma di James Horner, ed è un brano inutilizzato originariamente composto per la battaglia finale tra Sigourney Weaver e la regina madre in Aliens - Scontro finale.

Inizialmente il titolo scelto per la versione italiana era A un passo dall'inferno (Trappola di cristallo);[1] questo titolo italiano era già stato utilizzato nel 1966 per A un passo dall'inferno, e successivamente sarà utilizzato nel 1995 per un altro film d'azione, interpretato da Shannon Tweed e Robert Davi (quest'ultimo già nel cast di Trappola di cristallo), e dall'ambientazione molto simile.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edizione italiana del film è stata diretta da Mario Maldesi.
  • Nell'edizione tedesca, il nome del capo dei criminali non è Hans, ma Jack.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni di altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film è stato di ispirazione allo scrittore irlandese Eoin Colfer per il primo libro della sua fortunata serie per ragazzi Artemis Fowl: esso parla di un assedio a Villa Fowl da parte di un esercito fatato per liberare una capitana della polizia, Holly Short, presa in ostaggio dal giovane rampollo della famiglia.
  • Il film condivide il nome italiano col lungometraggio animato Detective Conan: Trappola di cristallo, che peraltro presenta la stessa ambientazione (un grattacielo), e molte scene simili.
  • Il film viene citato nell'episodio Mia madre la fuggiasca de I Simpson, in una lettera di Homer indirizzata al film stesso: «Cara Trappola di cristallo, sei mitica. Specialmente quando quello ti stava sul tetto. P.S. - Conosci Mad Max?».
  • Il sergente Al Powell, il poliziotto che dall'esterno aiuta McClane ad averla vinta sui terroristi, è interpretato dall'attore di colore Reginald VelJohnson, il quale diventerà celebre qualche anno dopo per l'interpretazione di un altro poliziotto, Carl Winslow, nella sitcom di lunga durata Otto sotto un tetto. In un episodio della serie Chuck, l'attore torna a interpretare un poliziotto, nuovamente alle prese con una crisi con ostaggi. Curiosamente il nome del personaggio è nuovamente Al Powell.
  • Il film viene parodiato nell'episodio Poco duri a morire della terza stagione della serie animata The Cleveland Show.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Die Hard - Trappola di cristallo, antoniogenna.net. URL consultato l'8 agosto 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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