Die Hard - Vivere o morire

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Die Hard - Vivere o morire
Die Hard 2007.jpg
Una scena del film
Titolo originale Live Free or Die Hard
Paese di produzione USA
Anno 2007
Durata 130 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, poliziesco
Regia Len Wiseman
Soggetto David Marconi, Mark Bomback, basato sui personaggi creati Roderick Thorp e sull'articolo Addio alle armi di John Carlin
Sceneggiatura Mark Bomback
Produttore Michael Fottrell
Produttore esecutivo William Wisher Jr., Arnold Rifkin
Casa di produzione Twentieth Century Fox Film Corporation
Fotografia Simon Duggan
Montaggio Nicolas De Toth
Musiche Marco Beltrami
Tema musicale Michael Kamen
Scenografia Patrick Tatopoulos
Costumi Denise Wingate
Trucco Scott Cameron, Lori McCoy-Bell, Gerald Quist
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« – Hai abbattuto un elicottero con una macchina!
    – Avevo finito le pallottole... »
(Dialogo tra Matthew Farrell e John McClane)

Die Hard - Vivere o morire (Live Free or Die Hard) è un film del 2007 diretto da Len Wiseman.

Costituisce il quarto capitolo della saga interpretata da Bruce Willis e dedicata al poliziotto John McClane, preceduto da Trappola di cristallo, 58 minuti per morire - Die Harder e Die Hard - Duri a morire; questo capitolo è a sua volta seguìto da Die Hard - Un buon giorno per morire.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un attacco informatico mette in stato di crisi l'intera nazione americana. Il detective John McClane inizialmente viene incaricato di trovare un giovane pirata informatico, Matthew Farrell, ricercato dalla polizia che sta indagando sulla morte di alcuni hacker. Farrell, che senza rendersi conto delle conseguenze, ha collaborato al progetto che i terroristi stanno per mettere in atto, scampa per merito di McClane ad un attentato. Dopo averlo salvato, John lo porta dal capo dell'FBI di Washington, Bowman, che dopo aver ascoltato da Farrell un'ipotesi su cosa potrebbe essere successo, lo affianca a McClane per cercare di mettere fine all'attacco.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura del film è basata su un articolo giornalistico del 1997 intitolato Addio alle armi, scritto da John Carlin e pubblicato sulla rivista Wired,[1][2] il cui tema era la minaccia di un terrorismo di tipo informatico.

Al di fuori dell'America del Nord il film è stato distribuito con il titolo Die Hard 4.0.[3]

Bruce Willis ha dichiarato di essere sicuro che verrà realizzato anche Die Hard 5.[4] Desiderio suo è però quello di arrivare fino a Die Hard 6 prima di abbandonare definitivamente il ruolo di John McClane.[5]

Critica[modifica | modifica sorgente]

L'azione, a differenza dei primi due episodi, Trappola di cristallo e 58 minuti per morire - Die Harder, si svolge per la stragrande maggioranza nell'ambiente cittadino e raramente in ambienti chiusi, come per l'appunto nei primi due episodi. Da questo punto di vista infatti il quarto episodio rassomiglia a Die Hard - Duri a morire, con McClane che non si ritrova più da solo a fronteggiare i terroristi. Sotto questo aspetto, la trama generale del film ricalca in buona parte quanto già visto nel terzo episodio: il poliziotto si trova a collaborare con un civile per fronteggiare un'organizzazione terroristica che sta gettando scompiglio nella società, apparentemente senza un fine preciso.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il titolo originale del film fa riferimento ad un motto dello Stato del New Hampshire, «Live Free or Die».
  • Il logo della 20th Century Fox, verso la fine della fanfara, si spegne come se fosse avvenuto un black-out, un riferimento a quello che succede nelle prime scene del film.
  • Cercando di nascondere il proprio nome a McClane, Farrell dice di chiamarsi Daisy Duke, in riferimento alla protagonista femminile della serie televisiva Hazzard.
  • Nella camera di Farrell si notano diversi busti, action figure e maquette di personaggi dei fumetti, tra cui Spawn (che McClane stesso rompe), Wolverine, Ciclope, Visione, Silver Surfer e Terminator.
  • Nello scantinato di Warlock (nome prestato dal supereroe della Marvel Comics Adam Warlock) viene citata varie volte la saga di Guerre stellari e in particolare il personaggio di Boba Fett. Kevin Smith, l'attore/regista che lo impersona, è a sua volta un fan di Guerre stellari.[6]
  • La ex moglie di John McClane si chiama Holly Gennaro. Viene nominata solo tre volte: la prima quando la figlia del poliziotto usa il cognome della madre; quando Thomas Gabriel cerca di corrompere McClane perché gli consegni il loro ricercato; la terza quando la figlia si riconcilia col padre, alla fine.
  • Mentre McClane e Farrell sono in macchina si può sentire la canzone Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival.
  • Quando McClane lascia la postazione dell'FBI, viene accompagnato da un agente che dice di chiamarsi Jonhson, come anche un altro agente; il riferimento è a Trappola di cristallo, nel quale anche i due agenti dell'FBI diranno di chiamarsi Jonhson, ma non di essere parenti.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

  • L'edizione italiana del film è stata diretta da Claudio Sorrentino.
  • Esiste una seconda versione in italiano, destinata solo alle proiezioni per le linee aeree americane, in cui è presente un cast di voci differente. La direzione del doppiaggio è stata affidata a Fabrizio Mazzotta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) John Carlin, A Farewell to Arms in wired.com, maggio 1997. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  2. ^ (EN) Full cast and crew for Live Free or Die Hard, imdb.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  3. ^ (EN) The International Live Free or Die Hard Trailer Calls It Die Hard 4.0!?!? in aintitcool.com, 15 febbraio 2007. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  4. ^ Bruce Willis su Die Hard 5 e Unbreakable 2! in film.it, 23 febbraio 2010. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  5. ^ Die Hard 5: le riprese prenderanno il via nel 2011 in ifilmissimi.net, 15 ottobre 2010. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  6. ^ (EN) Biography for Kevin Smith, imdb.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema