Aliens - Scontro finale

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Aliens - Scontro finale
AliensSF.jpg
Una scena del film: Ripley affronta lo Xenomorfo Regina
Titolo originale Aliens
Paese di produzione USA
Anno 1986
Durata 137 min.
154 min. (Edizione speciale)[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere Azione, fantascienza, horror
Regia James Cameron
Soggetto James Cameron, David Giler, Walter Hill
Sceneggiatura James Cameron
Produttore Gale Anne Hurd
Fotografia Adrian Biddle
Montaggio Ray Lovejoy
Effetti speciali Stan Winston
Musiche James Horner
Scenografia Peter Lamont
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Questa volta è guerra. »
(tagline del film)

Aliens - Scontro finale (Aliens) è un film di fantascienza del 1986 diretto da James Cameron. È il secondo della serie cinematografica di Alien, ideata nel 1979 dal regista Ridley Scott. Nonostante il sottotitolo in italiano sia Scontro finale la saga è proseguita con altri due seguiti, Alien³ (1992) e Alien - La clonazione (1997) che però non eguagliarono mai la notorietà del primo seguito.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Anno 2179. Sono trascorsi 57 anni dall'incontro con il temibile alieno. Ellen Ripley, l'unica sopravvissuta dell'astronave commerciale da trasporto Nostromo, viene soccorsa e riportata sulla Terra, dopo aver girovagato in stato criogenico nello spazio all'interno della navetta di salvataggio da allora. Dopo essersi ripresa fisicamente, nonostante i ricorrenti incubi dovuti all'esperienza terribile sulla nave commerciale da trasporto Nostromo, Ripley partecipa ad una riunione con la commissione della compagnia Weyland-Yutani: rea di aver fatto esplodere l'astronave e il suo prezioso carico senza apparenti motivazioni (distrutta la Nostromo, non rimaneva alcuna prova dell'esistenza dello xenomorpho), viene licenziata dal ruolo di terzo ufficiale e tenuta sotto stretta osservazione. Inoltre, apprenderà con orrore che l'LV-426, il satellite orbitante attorno al pianeta sconosciuto sul quale era atterrata la Nostromo e dove erano state trovate le uova aliene, è stato nel frattempo esplorato e colonizzato dai coloni incaricati dalla Weyland-Yutani di rendere l'atmosfera del satellite LV-426 respirabile e quindi abitabile.

Passano i giorni e Ripley, che continua ad avere incubi, riceve la visita di Carter J. Burke, un uomo della compagnia Weyland-Yutani che aveva conosciuto dopo il risveglio dallo stato criogenico. Burke, in compagnia del tenente Gorman, rivela a Ripley che i contatti con la colonia sul satellite LV-426 si sono interrotti da giorni e le propone di seguire il tenente e una squadra di Marines Spaziali, con l'astronave da battaglia USS Sulaco, sul satellite LV- 426 per investigare. Per convincerla a partire, Burke le propone inoltre il reintegro come ufficiale di volo. Inizialmente Ripley rifiuta, ma dopo l'ennesima notte di incubi contatta Burke e accetta, dopo essersi sincerata da Burke che l'obiettivo sia andare là per uccidere le creature e non per prelevarle a scopi di lucro.

Imbarcata sull'astronave da battaglia USS Sulaco, Ripley fa la conoscenza dei Marines Spaziali, tra i quali il duro sergente Apone, il risoluto caporale Hicks, il lamentoso soldato Hudson, lo scherzoso Drake e la possente soldatessa Vasquez. Ripley scopre con disappunto che sull'astronave da battaglia USS Sulaco è presente anche Bishop, un androide, stentando a voler instaurare un rapporto a causa della brutta esperienza avuta con Ash. Dopo un briefing del tenente sullo scopo della missione, Ripley racconta l'esperienza della Nostromo e mette in guardia i soldati dal grande pericolo. Arriva l'ora della partenza e il gruppo si imbarca sulla navetta di trasporto che decolla dalla USS Sulaco, dotata di armamenti di ultima generazione compreso un mezzo blindato spaziale, e arrivano sul satellite LV-426, notando che l'energia elettrica dell'impianto (la colonia lavora in una centrale atmosferica della Weyland-Yutani per rendere respirabile l'aria) è ancora presente e che le paratie degli edifici sono tutte chiuse ermeticamente. I marines spaziali controllano l'edificio principale della colonia, trovando la struttura danneggiata da colpi di diverse armi da fuoco ed evidenti tracce di lotta ma nessuna forma di vita se non due face-hugger, conservati vivi in laboratorio, identici a quello che aveva infettato Kane. Capiscono allora cosa, molto probabilmente, è accaduto sul satellite LV-426: i coloni hanno rinvenuto l'astronave contenente le uova e sono stati tutti infettati dai Face-Huggers. Subito dopo, il gruppo trova una bambina, Newt, sporca e malnutrita, che utilizzava i condotti d'aria per spostarsi di nascosto. Dopo aver informato Ripley della morte di tutti sul satellite LV-426, la piccola Newt si unisce al gruppo.

Nel frattempo Hudson rileva un segnale in una struttura vicina: i trasmettitori contenuti nei corpi dei coloni sembrano tutti riuniti nella stazione di trasformazione dell'impianto. Diretti laggiù, i Marines rinvengono una rete di caverne, che gli xenomorphi hanno "costruito" modificando l'ambiente circostante. Dopo essersi addentrati, effettuano una scoperta ancora più terribile: i coloni sono tutti là dentro, intrappolati da bozzoli degli xenomorphi, morti e con embrioni-xenomorphi contenuti nei loro corpi. Perlustrando la zona, ne trovano uno vivo dal quale però fuoriesce subito un piccolo xenomorpho che viene ucciso dal sergente Apone. Svegliatesi, centinaia di xenomorphi presenti nel nido attaccano i Marines. Ripley, noncurante degli ordini di Gorman, prende il controllo del mezzo blindato dal quale lei, Gorman e Burke seguivano le operazioni e si dirige verso i Marines per soccorrerli sfondando le pareti del nido. Della squadra si salvano solo Hicks, Vasquez e Hudson.

Morto il sergente Apone, e con il tenente Gorman K.O. per una commozione cerebrale, Hicks prende il comando come più alto in grado e insieme a Ripley decidono che è meglio sorvolare il complesso e nuclearizzarlo, distruggendo definitivamente gli xenomorphi ( " sorvoliamo e nuclearizziamo, è la sola sicurezza " dice Hicks ). L'unico contrario sembra Burke, che sottolinea il valore in denaro della centrale atmosferica della Weyland, ma gli altri non se ne curano e vogliono fuggire distruggendo la centrale atmosferica della Weyland-Yutani. Chiamata la navetta di trasporto, accade però un imprevisto: uno xenomorpho, infiltratosi nella nave, uccide i piloti Ferro e Spunkmayer e la fa schiantare contro il mezzo blindato, distruggendo entrambi. I superstiti, delusi e amareggiati, recuperano dai rottami le armi ancora utilizzabili e si rinchiudono nella struttura per ripararsi dagli xenomorphi sigillando le pareti e i muri dall'esterno per barricarsi da ogni attacco degli xenomorphi e per studiare un nuovo piano di fuga.

Una volta all'interno Ripley e Bishop, ricostruendo il ciclo di riproduzione degli xenomorphi, iniziano a chiedersi quale può essere l'origine delle uova dalle quali nascono i face-huggers. Poco dopo Ripley e Burke hanno una violenta discussione, causata dall'intenzione dell'uomo di portare i due esemplari di face-hugger vivi sulla Terra per ricavarne milioni. Ripley lo attacca violentemente, accusandolo di essere responsabile per la morte dei coloni (l'ordine di cercare l'astronave sull'LV-426 era partito da lui) e giurandogli di ostacolarlo in tutti i modi possibili. Ma i guai non sono finiti, purtroppo: lo schianto della navetta ha causato un danno alla struttura che, sovraccaricandosi, esploderà in poche ore. Oltre che contro gli xenomorphi, il gruppo si trova quindi a lottare anche contro il tempo. Discutendo del da farsi, Bishop suggerisce che recandosi al terminale di controllo è possibile chiamare un'altra navetta dalla USS Sulaco, la nave madre in orbita attorno al satellite LV-426. L'androide decide dunque di utilizzare l'unico terminale in funzione, all'esterno del complesso, mentre il gruppo si dà da fare per isolare il rifugio.

Poco dopo Ripley e Newt vengono attaccate dai due face-hugger tenuti in laboratorio: l'intervento di Hicks e degli altri salva Newt e Ripley, che capisce che è stato Burke a tentare di farle infettare per far superare ad uno xenomorpho la rete di quarantena. Mentre il gruppo discute della sorte di Burke, gli xenomorphi, che hanno superato le barricate muovendosi nell'intercapedine del tetto, attaccano: nella furiosa lotta Burke decide di sigillare i marines. Contemporaneamente Hudson perde la vita. Proprio quando il gruppo si libera Burke muore ucciso da uno xenomorpho penetrato attraverso il condotto dell'aria nella camera nella quale Burke si era asserragliato. Attraverso i sistemi di aerazione, moriranno anche Vasquez e Gorman, uccidendosi con una granata: come estremo tentativo di eliminare il maggior numero di inseguitori xenomorphi. Mentre Ripley, Hicks e Newt si dirigono verso la piattaforma, dove la navetta guidata a distanza da Bishop è in arrivo, la bambina viene rapita dagli xenomorphi e Hicks ferito gravemente. Ripley, disperata, porta il compagno sulla navetta e parte alla ricerca dell'amata bambina, con soli 15 minuti prima dell'esplosione per trovarla.

Nell'alveare degli xenomorphi, Ripley trova non solo Newt, ancora viva, ma anche una creatura mai vista prima: la gigantesca Regina Xenomorpha in fase di deposizione delle uova, protetta da numerosi "soldati-xenomorphi" che escono dai muri per attaccare Ripley e Newt, e quando Ripley rivolge il lanciafiamme verso le uova la Regina Xenomorpha richiama i suoi soldati che si ritirano. Ripley decide così di bruciare le uova e di distruggere il condotto ovopositore della Regina che, infuriata, si lancia all'inseguimento di Ripley e Newt. Arrivate sulla piattaforma, vengono raccolte da Bishop, che stazionava lì vicino e si allontanano di gran carriera dal pianeta, lasciandosi alle spalle l'enorme esplosione nucleare del complesso.

Una volta sulla USS Sulaco, Ripley si complimenta con Bishop per la sua bravura. Subito dopo l'androide viene improvvisamente trapassato e spezzato in due dalla coda della Regina Xenomorpha, che si era aggrappata alla navetta durante il decollo dalla piattaforma, riuscendo a sopravvivere nel vuoto spaziale durante il viaggio dal satellite LV-426 all'astronave USS Sulaco. Mentre Newt si nasconde come può, Ripley entra in un elevatore meccanico e ingaggia una lotta epica con la Regina Xenomorpha. Dopo un durissimo scontro tra madri, Ripley ha la meglio riuscendo ad espellere la Regina Xenomorpha nello spazio tramite il portellone principale e, dato il risucchio nel vuoto, Bishop aiuta Newt aggrappandosi e trattenendola finché Ripley non avesse richiuso il portellone principale. Scongiurato il pericolo, Ripley e Newt, disattivano Bishop e lo posizionano insieme al malandato Hicks nelle capsule criogeniche, e infine si coricano a loro volta nelle loro capsule, pronte a un sonno finalmente senza incubi lungo tutto il viaggio verso casa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente oltre cinquecento attori bambini vennero esaminati per la parte di Newt. La maggior parte di essi avevano però recitato in spot pubblicitari ed erano quindi abituati a sorridere dopo aver pronunciato le proprie battute. Infuriato dalla cosa (che contrastava con il personaggio di una ragazzina traumatizzata) Cameron scelse infine una bambina senza precedente esperienza recitativa, figlia di un ufficiale dell'esercito degli Stati Uniti distaccato vicino al luogo delle riprese.

Il regista curò particolarmente la preparazione e l'immedesimazione nei personaggi degli attori destinati a interpretare i marines spaziali. Tutti loro (persino quelli che nel film hanno ruoli secondari e non pronunciano battute) furono sottoposti a un intenso ciclo di addestramento per affinarne lo spirito di corpo e ricevettero la raccomandazione di leggere il romanzo di fantascienza militare Fanteria dello spazio. Per la stessa ragione fu intensamente curata la realizzazione di accessori, armamenti ed equipaggiamento per i marines: i loro 'fucili a impulsi' vennero realizzati unendo parti di mitra Thompson, e di fucili Franchi SPAS-12 e Remington 870, le 'smart gun' (usate inizialmente da Vasquez e Drake) erano invece basate su mitragliatrici tedesche MG 42 modificate e installate su supporti da steadicam[2].

La fotografia della figlia di Ripley, mostrata in una delle scene tagliate, è in realtà quella di Elizabeth Inglis, madre di Sigourney Weaver.

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Oltre sedici marionettisti ed effettisti furono necessari per muovere ed operare la colossale regina aliena (alta 420 cm), realizzata dalla compagnia di Stan Winston; di tutti questi due si trovavano direttamente all'interno di essa. La scena di Bishop che fa il gioco con il coltello tra le dita di Hudson è stata girata lentamente e poi velocizzata, si può infatti vedere che gli altri personaggi si muovono a una velocità insolita durante la scena.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film, uscito nell'inverno del 1986, ha incassato in USA 85.160.248$ e in tutto il mondo 98.156.207$ per un complessivo di 183.316.455$[3].

L'edizione "director's cut"[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992, la 20th Century Fox rilascia sul mercato la VHS e il laserdisc "Aliens - Edizione Speciale" dove, per la prima volta, i 17 minuti di scene inedite che furono eliminate durante il montaggio sono, adesso, integrati. Nel 2000 questa edizione è stata rilasciata anche in DVD. Le sequenze inedite non sono doppiate e sono corredate dai sottotitoli in italiano. Furono eliminate, secondo quanto rilasciato da James Cameron, sia per ridurre la durata del film, sia per enfatizzare la suspense e i misteri della storia. Infatti, in particolare le scene iniziali, svelavano subito alcuni elementi sostanziali della trama.

I cofanetti "Alien Collection" e "Quadrilogia"[modifica | modifica sorgente]

La versione Director's Cut è presente sia nel cofanetto Alien Collection - Edizione Speciale 20mo Anniversario (i 4 film su DVD, più un DVD documentario), sia nel cofanetto quadrilogia (9 DVD, due per ciascun film e uno di contenuti inediti). Nel primo cofanetto, l'edizione speciale è in italiano con le scene inedite in inglese sottotitolate. Invece, nel secondo cofanetto, il film integrale è solo in inglese con eventuali sottotitoli. Inoltre, questa versione è anticipata da una breve introduzione di James Cameron.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prima dell'uscita del cofanetto "Quadrilogia", è stata diffusa una informazione errata della durata del film. Infatti, quasi tutti i canali di vendita del DVD riportano la durata di 150 minuti per l'edizione cinematografica e 154 minuti per l'edizione speciale. Invece, come correttamente riportato sia nel DVD "Edizione Speciale", sia nell'opuscolo interno del cofanetto "Quadrilogia", il film ha una durata di 131 minuti e di 148 minuti nell'edizione integrale.
  2. ^ Aliens, cinema.wikia.com. URL consultato il 3 aprile 2014.
  3. ^ Box office for Aliens-Scontro finale, imdb.com. URL consultato il 3 aprile 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]