Predator (film)

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Predator
Predator (film).JPG
una scena del film
Titolo originale Predator
Paese di produzione USA
Anno 1987
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Azione, horror, fantascienza, avventura, thriller
Regia John McTiernan
Soggetto Jim Thomas, John Thomas
Sceneggiatura Jim Thomas, John Thomas
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Donald M. McAlpine
Montaggio Mark Helfrich, John F. Link
Effetti speciali Stan Winston (Visivi)

Richard Greenberg (Meccanici)

Musiche Alan Silvestri
Scenografia John Vallone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Predator è un film horror fantascientifico del 1987, diretto da John McTiernan.

Il film narra le vicende di un alieno (appartenente alla razza yautja) giunto sulla Terra per andare a caccia di esseri umani. Predator rappresenta il primo grande successo al botteghino per il regista. Tecnicamente all'avanguardia, costituisce un enorme passo avanti nel campo degli effetti speciali ed è anche il capostipite di una trilogia che, a parte l'alieno, vedrà di volta in volta rinnovato il cast. Il primo sequel si intitola Predator 2 (1990), ambientato nel 1997 a Los Angeles dove un tenente della polizia svolge delle indagini su dei misteriosi omicidi compiuti da un Predator, mentre il secondo sequel si intitola Predators (2010) e narra le vicende di un gruppo composto da soldati e mercenari che, rapiti sulla Terra, si ritrovano "preda" su un pianeta sconosciuto usato dai Predator come riserva di caccia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Una misteriosa astronave si dirige verso la Terra e, in prossimità dell'atmosfera, sgancia una capsula verso un punto imprecisato nella giungla dell'America Centrale.

Successivamente, l'ex maggiore del MacVSog, Alan "Dutch" Schaefer, giunge in quella stessa area a capo della sua squadra ingaggiata da George Dillon, commilitone di Dutch durante la Guerra del Vietnam ed ora agente della CIA. La missione consiste nel salvataggio di un ministro a bordo di un elicottero che sembra finito fuori rotta e probabilmente catturato dalle forze guerrigliere operanti nella zona. Dutch accetta l'ingaggio pur non fidandosi a pieno delle parole di Dillon, il quale si unisce alla squadra come supervisore. Gli altri membri del team sono Mac Eliot, Blain Cooper, Billy Sole, Jorge "Poncho" Ramirez, Rick Hawkins.

Sbarcati da un elicottero Huey nella fitta giungla, ritrovano presto il relitto dell'elicottero, deducendo che fosse stato abbattuto da un missile "a calore" portatile, e notano anche che sembra più un elicottero da ricognizione che da trasporto per un ministro. Seguendo alcune tracce, scoprono con orrore i cadaveri scorticati di una squadra di berretti verdi appesi a degli alberi a testa in giù e catturano l’attenzione di qualcosa che inizia a seguirli silenziosamente muovendosi tra le cime degli alberi, che non li perde mai di vista grazie alla termografia. Infine, il gruppo scova il campo nemico e, poco dopo l'uccisione di uno degli ostaggi da parte dei guerriglieri, lancia un violento raid, eliminando tutto il personale del campo. Anche un secondo ostaggio viene trovato morto, ma Dillon si preoccupa soprattutto di cercare alcuni documenti d'intelligence, scatenando la reazione di Dutch che capisce il vero scopo della missione, ovvero eliminare quel gruppo di guerriglieri e recuperare quei documenti, missione fallita dalla precedente squadra eliminata brutalmente, mentre gli ostaggi da liberare erano verosimilmente agenti della CIA. L'unica superstite del campo, una ragazza chiamata Anna, è presa in custodia da Dillon perché ritenuta membro dei guerriglieri, contro il volere di Dutch che non vuole correre rischi. Stabilito un percorso imprevisto a causa di altri guerriglieri in avvicinamento, il team si allontana velocemente, sempre sotto lo sguardo del misterioso sorvegliante.

Non passa troppo tempo prima che Anna tenti di scappare, ma viene inseguita e bloccata da Hawkins che, però, viene sorpreso, ucciso e trascinato via dal misterioso essere palesato in una figura umanoide perfettamente mimetizzata. Con Anna rimasta inspiegabilmente viva e sotto shock, la squadra si mette alla ricerca del corpo di Hawkins, ma Blain è ucciso da un colpo al plasma che gli squarcia il torace. Giunto sul luogo e trovando l'amico accasciato a terra, Mac scorge la figura mimetizzata e, accecato dall'ira e dal dolore, inizia a sparargli con la sua M-60 finché, finito il nastro di munizioni, afferra la minigun di Blain e inizia a sparare all'impazzata verso la giungla, raggiunto rapidamente da tutta la squadra che fa altrettanto, ma alla fine non si trova alcun cadavere nemico. Dutch ordina di recuperare il corpo di Blain e di minare un'area per la sosta notturna. Dopo una comunicazione radio infruttuosa per un recupero d'emergenza della squadra, Mac afferma di aver visto un essere mimetizzato contro cui i proiettili sembrano inefficaci e tutti gli altri rimangono abbastanza scettici, ad eccezione di Billy, ormai sicuro che non si tratti di agguati da parte di uomini. Durante la notte, un cinghiale fa saltare un razzo posto sul perimetro di difesa e, nella confusione generale, il corpo di Blain sparisce.

In assenza di altre tracce eccetto quelle del cinghiale, Dutch intuisce che l'essere si sposta dalle cime degli alberi e, avendo solo recuperato il corpo di Blain, capisce che uccide uno alla volta. Così, decidono di preparare una trappola rudimentale e rimangono in attesa, dando modo ad Anna di raccontare una storia del folklore locale secondo cui l'essere sarebbe un demone che caccia gli uomini riducendoli a trofei. La trappola cattura l'essere che tuttavia si libera, ferendo gravemente Poncho, e si allontana. Mac, accecato dalla rabbia, si mette al suo inseguimento, mentre Dillon, che per un attimo è riuscito a vedere le vere fattezze del nemico, suggerisce a Dutch di correre con i superstiti all'elicottero e poi raggiunge Mac. I due riescono ad individuare l'essere che però si libera facilmente di entrambi, ed è proprio udendo le urla di Dillon che Billy si ferma e decide di fronteggiare l'essere con un solo machete. Il suo sacrificio da solo pochi secondi di vantaggio ai superstiti, in quanto l'essere li raggiunge, uccide Poncho e ferisce Dutch che intima ad Anna di scappare all'elicottero senza armi, poiché aveva capito che era proprio quello il motivo per cui lei era rimasta viva.

Dutch, ormai allo sbaraglio e con il fucile distrutto, inizia a scappare braccato dall'essere, fino a scivolare fortunosamente in un canale che lo porta in caduta libera da una cascata, riuscendo apparentemente a seminarlo. Ma, raggiunta la riva, sente un tonfo in acqua alle sue spalle e si trascina velocemente nel fango per nascondersi in mezzo a delle radici, mentre l'essere emerge senza alcuna copertura, poiché l'acqua ha momentaneamente compromesso il sistema di mimetismo: ha una statura imponente, la pelle simile a quella dei rettili, ed indossa una maschera che integra un sistema di puntamento laser collegato ad un cannoncino mobile posizionato sulla spalla che segue i movimenti della testa e rileva automaticamente le coordinate di tiro. Grazie al fango di cui si è casualmente cosparso, Dutch riesce ad eludere la visione infrarossa dell'essere che si allontana ignaro e, appreso questo vantaggio, il soldato costruisce alcune trappole, arco, frecce e lance con materiali ricavati dalla giungla, si cosparge di fango fresco e sale in cima ad un albero per lanciare un feroce urlo di sfida che immediatamente richiama l'attenzione dell'essere.

Inizialmente Dutch lo tiene sotto scacco, ma ben presto la situazione degenera e il soldato si ritrova in balia del nemico che, in segno d'onore per avergli tenuto testa, abbandona i vantaggi tecnologici e la maschera, rivelando un viso evidentemente alieno, per affrontare Dutch in combattimento corpo a corpo. Ma il soldato non è comunque in grado di contrastare la sua forza e, ad un passo dalla disfatta, si trascina verso la sua trappola principale come ultima risorsa. L'alieno si accorge del tranello e decide di aggirarlo, posizionandosi, però, sotto il grosso tronco sospeso che era il contrappeso della trappola: Dutch la fa scattare e il tronco cade rovinosamente sulla testa dell'alieno. Il soldato gli si avvicina per il colpo di grazia ma, trovandolo agonizzante, gli domanda cosa sia. In risposta, l'alieno attiva un meccanismo di autodistruzione cui segue una fragorosa risata che fa intuire a Dutch cosa sta per succedere. Scampato miracolosamente ad una violentissima esplosione, il superstite viene finalmente recuperato dall'elicottero al cui interno vi è anche Anna.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Per l'ingaggio di Sonny Landham la produzione impose la presenza di una guardia del corpo che lo "pedinasse" costantemente sul set, a causa dei suoi trascorsi violenti (denunce di aggressione e risse nei bar).

Kevin Peter Hall interpreta, oltre all'alieno, anche il pilota dell'elicottero nella scena finale. Lo stesso attore reindosserà i panni del predator anche nel sequel Predator 2 (1990).

Jesse Ventura, circa 15 anni prima della riprese, fu un membro effettivo dei Navy SEALs.

Shane Black venne inizialmente contattato affinché scrivesse una sceneggiatura alternativa, ma non era molto convinto a causa di altri impegni. Così, la produzione decise di ingaggiarlo ufficialmente come attore, con la speranza che sul set scrivesse anche la sceneggiatura. Ma l'attore ha affermato di non aver avuto modo di scrivere una sola riga.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese si sono svolte nei dintorni di Puerto Vallarta, Messico. Il luogo del set divenne ed è tuttora meta turistica.

Per ottenere la soggettiva dell'alieno furono impiegate due telecamere che riprendevano contemporaneamente dallo stesso angolo: una telecamera ad infrarossi ed una comune telecamera a colori. In fase di montaggio le due riprese vennero sovrapposte ed elaborate in modo da poter distinguere i personaggi dall'ambiente circostante, in quanto una totale ripresa ad infrarossi sarebbe stata disorientante per lo spettatore.

Nella maggior parte delle scene in cui l'alieno compare mimetizzato non fu usato il costume vero e proprio, ma una tuta rosso/arancio che a grandi linee ne riprendeva le forme. Fu scelto quel colore in quanto, tra i colori complementari sottrattivi, è opposto al verde e quindi maggiormente visibile nel "verde" della giungla, cosa che successivamente avrebbe agevolato i tecnici nell'ottenere l'effetto mimetico.

Per poter sparare, il minigun usato da Jesse Ventura (Blain) era collegato a due batterie da automobile. Il movimento rotatorio della canna (e di conseguenza la cadenza di tiro) dovette essere rallentato in quanto risultava troppo veloce per poter essere ripreso dalla telecamera. Alcune fonti sostengono che lo stesso attore doveva usare una protezione sul petto per parare i bossoli che venivano espulsi dall'arma con una certa potenza: questo è falso, poiché i bossoli venivano espulsi lateralmente dal basso.

Design del Predator[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente fu scelto Jean-Claude Van Damme per interpretare l'alieno, ma rinunciò dopo pochi giorni in quanto, dovendo recitare all'interno di un costume, la sua faccia non sarebbe mai comparsa.[1].

Inoltre, l'alieno concepito originariamente non aveva convinto il regista poiché risultava buffo e l'interpretazione dello stuntman all'interno del costume non era convincente. L'incarico di realizzare un nuovo alieno passò quindi a Stan Winston, già realizzatore del cyborg di Terminator. Questi, mentre era in volo in compagnia di James Cameron, mostrò le bozze dell'alieno a quest'ultimo che gli suggerì di aggiungere delle mascelle sporgenti, idea che fu effettivamente messa in atto. Infine, fu ingaggiato Kevin Peter Hall per interpretare l'alieno, poiché aveva già recitato in Bigfoot e i suoi amici dando prova di sapersi muovere all'interno di un costume. Il risultato fu ottimo, tanto che la creatura divenne in seguito protagonista di numerosi spin-off quali fumetti e videogiochi, oltre che dei già citati sequel.

Montaggio[modifica | modifica sorgente]

Per motivi di sicurezza, Arnold Schwarzenegger non poté fumare il suo sigaro dentro l'elicottero, in una delle scene iniziali. L'effetto venne montato durante la post-produzione.

Le riprese si interruppero dopo circa i primi 2/3 del film per problemi di budget, così John McTiernan e la produzione ne approfittarono per visionare e iniziare a montare le sequenze che avevano. Il regista ha affermato che fu una cosa positiva e che si rivelò determinante nelle scelte relative all'ultima parte del film.

Casi mediatici[modifica | modifica sorgente]

  • Tre attori del cast di Predator si sono presentati alle elezioni come governatori: Arnold Schwarzenegger è diventato governatore della California e Jesse Ventura del Minnesota, mentre Sonny Landham si era presentato alle elezioni per governatore del Kentucky senza riuscire ad essere eletto, mentre Carl Weathers ne approfittò per un siparietto comico, in cui si candidava come governatore perché lui è "il tizio nero in Predator".

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 il regista Stephen Hopkins ha diretto il seguito Predator 2, ambientato stavolta in una "giungla urbana": la città di Los Angeles. L'attore protagonista è Danny Glover, il poliziotto di colore protagonista della serie Arma letale. Oltre a Kevin Peter Hall, che veste ancora una volta i panni dell'alieno, ritorna Alan Silvestri alla composizione della colonna sonora.

L'inserimento di un teschio di Xenomorfo (Alien) nel finale di Predator 2 creò le premesse per la produzione di uno cross-over tra le due serie. Alien vs. Predator è stato realizzato nel 2004 ad opera di Paul W.S. Anderson, seguito da Aliens vs. Predator 2 nel 2007 su regia dei fratelli Strause.

Il 7 luglio 2010 è uscito Predators, un sequel di Predator, prodotto da Robert Rodriguez. La trama è simile al primo film; il titolo è un omaggio ad Aliens - Scontro finale di James Cameron.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Van Damme nei panni del Predator Originale in Lega Nerd. URL consultato il 18/04/2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]