Alien vs. Predator

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Alien vs. Predator
Alien vs predator 012.jpg
Scena del film
Titolo originale AVP: Alien vs. Predator
Lingua originale Inglese, Italiano
Paese di produzione USA, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Germania, Canada
Anno 2004
Durata 101 min
109 min (Unrated version)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere fantascienza
Regia Paul W. S. Anderson
Soggetto Paul W. S. Anderson, Dan O'Bannon, Ronald Shusett
Sceneggiatura Paul W. S. Anderson
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia David Johnson
Montaggio Alexander Berner
Effetti speciali Roland Blancaflor, John Calpin, Gerd Feuchter, Markus Geiger, Alec Gillis. Effetti visivi: Richard Briscoe, John Bruno, Simon Emanuel, Peter Godden
Musiche Harald Kloser
Scenografia Richard Bridgland
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Alien vs. Predator è un film del 2004, diretto da Paul W. S. Anderson.

Il film non è tratto dal videogioco omonimo, ma sia il film che il videogioco si ispirano ad una storia originale che Randy Stradley scrisse per il fumetto Aliens vs. Predator pubblicato dalla Dark Horse Comics dal novembre 1989 al dicembre 1990 ed è un crossover/prequel/spin-off delle saghe cinematografiche prodotte dalla 20th Century Fox di Alien e Predator. Il film ha avuto un sequel nel 2007 intitolato Aliens vs. Predator 2.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un satellite in orbita sopra l'Antartide rivela un improvviso aumento di temperatura sull'isola di Bouvetøya. Il team guidato da Alexa Woods indaga e scopre che si tratta di una piramide, decidendo di andare ad esplorarla. Arrivati a destinazione, i componenti del team si dividono in due gruppi: uno, guidato dalla stessa Alexa, andrà in avanscoperta nella piramide, mentre l'altro rimarrà all'esterno, di guardia. Non appena entrato, il gruppo di Alexa attiva involontariamente un'antica trappola che risveglia uno Xenomorfo regina ibernato che, essendo imprigionato, è costretto a produrre uova.

Successivamente il gruppo arriva nella camera sacrificale e si divide nuovamente; Alexa guiderà la squadra che continua l'esplorazione. Intanto, in superficie, il gruppo di guardia viene attaccato e annientato da tre Predator: il comandante Predator - Celtic (che pare essere il loro leader), il Predator - Chopper e il Predator - Scar. La squadra di Alexa trova le armi al plasma Yautja e Karl Weyland, il finanziatore della spedizione, ordina di prenderle; nella camera sacrificale, intanto, tutti i membri del gruppo guidato da Rosseau vengono infettati dai Facehugger usciti dalle uova. Nel frattempo, la piramide cambia configurazione e il gruppo di Alexa si ritrova diviso: tutti i componenti rimasti isolati vengono uccisi dagli Alien.

Sopravvivono solo Alexa, Sebastian de Rosa - di cui Alexa si è innamorata -, Karl Weyland (che da qualche tempo accusa problemi respiratori) e Max. I quattro però vengono attaccati da Celtic, che riesce ad uccidere Max. Alexa tenta di colpirlo alle spalle, ma viene stordita da un calcio di Chopper: il Predator sta per ucciderla quando viene infilzato da una coda, che si rivela essere quella di uno Xenomorfo (Grid Alien), che uccide Chopper con la lingua dentata; il comandante Celtic, vedendo lo xenomorfo, lo attacca e i tre superstiti, Alexa, Sebastian e Weyland, ne approfittano per fuggire. Mentre Grid uccide anche Celtic, i tre umani sono inseguiti dal Predator Scar; Weyland decide allora di sacrificarsi per dare il tempo a Alexa e Sebastian di scappare, ma Scar decide di risparmiarlo, dopo averne constatato lo stato di salute precario. Weyland colpisce però il Predator con un lanciafiamme improvvisato, facendolo arrabbiare, ed alla fine il Predator - Scar lo uccide.

Quando Alexa e Sebastian osservano il Predator Scar uccidere uno Xenomorfo e marchiarsi con il suo sangue acido (subito dopo Scar viene infettato da un Facehugger), capiscono come siano andate le cose: milioni di anni fa, i Predator arrivarono sulla Terra e insegnarono agli umani a costruire, venendo venerati come dei. I Predator / Yautja tornavano ogni cento anni e pretendevano dei sacrifici per far riprodurre gli xenomorfi (i loro acerrimi nemici), che i giovani Predator dovevano uccidere in un rito di passaggio per dimostrare di essere degni di portare il marchio. Se fossero stati sopraffatti avrebbero attivato un bracciale in grado di generare un'esplosione di potenza inaudita, assicurandosi che niente sarebbe sopravvissuto.

Durante la fuga, Sebastian viene rapito dagli xenomorfi guidati dal loro leader Grid Alien (sfigurato a causa dello scontro con Celtic). Alexa rimane sola e non sa cosa fare. Scar la trova e si appresta ad ucciderla; lei lo supplica di risparmiarla e gli restituisce la sua arma. In quel momento il Predator viene attaccato da uno xenomorfo, che però si accorge di Alexa e la sceglie come bersaglio. Alexa reagisce prontamente prendendo il bastone Yautja (caduto a Scar) e uccide lo Xenomorfo. I due intanto vengono attaccati da altri Xenomorfi; il Predator riesce ad ucciderne un paio, ma questi si dileguano perché richiamati dalla Regina Xenomorfa. Allora il Predator Scar si riprende il bastone e se ne va. Alexa, non volendo rimanere sola, decide di seguirlo. Scar non sembra prenderla bene, ma cambia subito idea: taglia la testa e la coda allo xenomorfo morto, facendone rispettivamente uno scudo e una lancia, e li dona ad Alexia. I due si incamminano verso l'uscita.

Arrivati alla camera sacrificale trovano Sebastian ormai infettato; Alexa è costretta ad ucciderlo per non farlo soffrire. Intanto gli xenomorfi liberano la regina, e Scar decide di attivare il congegno di autodistruzione del bracciale. Dopo averlo attivato, lui e Alexa corrono verso l'uscita. Arrivati, Alexa programma il dispositivo di salita rapida e poco dopo salva Scar dall'attacco di uno Xenomorfo. I due si salvano dall'esplosione per un soffio, dopodiché il Predator si leva la maschera e decide di imprimere il marchio anche ad Alexa, riconoscendola come una potente guerriera. Ma i due vengono attaccati dalla regina xenomorfa, che si è salvata ed è furiosa per la morte dei suoi soldati. Durante il combattimento Alexa e Scar si salvano reciprocamente la vita e riusciranno a far affondare la regina xenomorpha nelle gelide acque antartiche. Tuttavia, il Predator viene ferito a morte dalla coda della regina.

Alexa e Scar vengono raggiunti da altri Predator, arrivati con la loro astronave madre. Quattro di loro trasportano il Predator Scar, ormai defunto, a bordo, mentre il loro capo, vedendo che Alexa porta il marchio, le dona un potente bastone da combattimento Yautja[1]. Infine, l'astronave decolla.

Il film si chiude con l'astronave che si ritira nello spazio, ma all'insaputa degli occupanti dal petto di Scar fuoriesce un nuovo ibrido xenomorfo: il Predalien.

Genesi del film[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Dal luglio 1988 al giugno 1990 la casa editrice statunitense Dark Horse pubblica la trilogia fumettistica di Aliens, riscuotendo un grande successo, così come con Predator: the Heat, sequel a fumetti del film omonimo di John McTiernan. La Dark Horse decide così di presentare al pubblico una storia a fumetti che unisse le due creature aliene della casa cinematografica Fox: Aliens vs Predator, scritto da Randy Stradley e disegnato da Phill Norwood (nn.1-3) e Chris Warner (n. 4). La serie ebbe anche un numero 0 (luglio 1990), sempre di Stradley e Norwood, in realtà ristampa di una singola storia in bianco e nero pubblicata su Dark Horse Presents nn. 34-36 (novembre 1989-febbraio 1990) in tre puntate.

Il successo è immediato, tanto che quando Stephen Hopkins dirige il film Predator 2, uscito nel novembre 1990, inserisce nel finale una citazione da Aliens: nell'astronave del Predator, infatti, fra i trofei troneggia il teschio di uno xenomorfo.

Nel 1991 lo sceneggiatore Peter Briggs adatta per il cinema la storia di Aliens vs Predator, che però rimane inutilizzata.

Già nell'ottobre del 1992 la rivista Aliens, mensile dedicato agli appassionati del genere, annuncia la nascita del progetto per trasporre in film Aliens vs Predator. Si cita un regista, Roland Emmerich, e si cita un abbozzo di trama: alien e predator che si scontrano su un pianeta semi-disabitato. Del progetto, però, non se ne saprà più nulla.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Basandosi dichiaratamente sui libri di Erich von Däniken, fautore della teoria secondo la quale le piramidi egiziane, cambogiane ed azteche siano state costruite con l'intervento di intelligenze extraterrestri, il regista e sceneggiatore britannico Paul W. S. Anderson nel 2003 scrive la sceneggiatura per Alien vs Predator (dove Alien è scritto al singolare, senza la "s", per distinguerlo dalla serie fumettistica della Dark Horse). Dopo più di 40 sceneggiature rifiutate dalla Fox, quella di Anderson riesce finalmente a convincere i produttori ad iniziare le riprese.

Mentre la saga fumettistica si slega completamente sia dalle storie dei film di Alien che da quelli di Predator, la storia di Anderson si pone come antecedente della tetralogia aliena. Mentre il primo Alien di Ridley Scott si svolge nel futuro, raccontando il primo incontro fra umani ed alieni, il film di Anderson anticipa quell'incontro ambientandolo in tempi odierni.

L'unico contatto, però, con la saga aliena è costituito dal personaggio di Bishop, interpretato da Lance Henriksen. Mentre in Aliens - scontro finale ed in Alien³ Bishop è un androide, in Alien vs Predator è una persona in carne ed ossa, fondatore della Compagnia Weyland-Yutani, presente anch'essa nelle altre storie, e modello per il futuro androide Bishop.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • «Whoever wins... We lose.»
    «Chiunque vinca... noi perdiamo.»
  • «It's our planet....It's their war.»
    «È il nostro pianeta... È la loro guerra.»

Riferimenti e citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Il personaggio interpretato da Lance Henriksen, Charles Bishop Weyland, è il co-fondatore della Weyland Yutani Corporation. Quest'ultima sarebbe la Compagnia citata in tutti i film della serie Alien. L'androide Bishop di Aliens - Scontro finale (1986) e Bishop II in Alien3 (1992) furono interpretati sempre da Henriksen.
  • In una scena si può vedere Bishop fare il gioco del coltello tra le dita usando una penna, chiaro riferimento alla scena di Aliens.
  • Sebastian porta sulla spalla destra della giacca una scheda identificativa che reca sotto la fototessera la bandiera italiana, in riferimento alla nazionalità dell'attore Raoul Bova.
  • All'interno della piramide, il simbolo più in uso è l'Alien arrotolato che compare nelle locandine di Alien 3.
  • Nella "camera sacrificale" della piramide, la disposizione delle lettighe per le sette vittime fa riferimento, come disposizione, ai loculi dell'ipersonno dei sette protagonisti, all'inizio di "Alien" di Scott.

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ quello che nel videogame viene chiamato la Lancia Composita, premio probabilmente destinato a Scar se avesse trionfato nella battaglia