Alien

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« Nello spazio nessuno può sentirti urlare. »
(Tagline del film)
Alien
ALIEN.JPG
Una scena del film
Titolo originale Alien
Paese di produzione UK, USA
Anno 1979
Durata 116 min

126 min (director's cut)

Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza, thriller
Regia Ridley Scott
Soggetto Dan O'Bannon, Ronald Shusett
Sceneggiatura Dan O'Bannon
Casa di produzione 20th Century Fox
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Derek Vanlint
Montaggio Terry Rawlings, Peter Weatherley
Effetti speciali Carlo Rambaldi (effetti tecnici di Alien)

Bernard Lodge, Hans Ruedi Giger (effetti visivi)

Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia Michael Seymour
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Alien è un film del 1979 diretto da Ridley Scott.

Il film è capostipite di una fortunata serie di pellicole e fumetti. È considerato uno dei capolavori del regista Ridley Scott, nonché uno dei migliori film di fantascienza e che ha lanciato la bellezza androgina dell'attrice Sigourney Weaver. Le vicende ruotano attorno a una terrificante specie aliena che nella storia viene identificata con la generica definizione xenomorfa, dei perfetti predatori assassini che si riproducono parassitando altri esseri viventi cagionandone la morte.

Alien ha avuto tre sequel, tutti con Sigourney Weaver come protagonista: Aliens - Scontro finale, Alien³ e Alien - La clonazione. Sono stati inoltre prodotti due film ispirati al soggetto originale e con ambientazione anteriore, Alien vs. Predator e Aliens vs. Predator 2, collegati con un'altra serie cinematografica, Predators. Nel 2012 è uscito Prometheus, ennesimo prologo più pertinente l'universo di Alien.

Nel 2002 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La gigantesca astronave da trasporto Nostromo è in viaggio di ritorno verso la Terra dal pianeta Thedus con un carico di minerali, mentre l'equipaggio è in stato di ibernazione. Si tratta di cinque uomini e due donne, ossia il capitano Dallas, il vice Kane, l'ufficiale scientifico Ash, il capo-tecnico Parker, il suo collega Brett, più l'ufficiale Ripley e la navigatrice Lambert. Con loro una mascotte, il gatto tigrato Jones.

Mother, il computer di bordo, riceve improvvisamente un misterioso segnale di soccorso proveniente da un satellite di un pianeta sconosciuto, risvegliando gli occupanti. L'equipaggio, alquanto riluttante, è obbligato ad adempiere alla procedura di indagine, pena la perdita dei dividendi. Atterrati con una navicella sulla superficie ostica del pianeta deserto, Dallas, Kane e Lambert indossano le tute spaziali ed escono in perlustrazione per scoprire l'origine del segnale, mentre Ripley e gli altri membri rimangono a bordo a seguire l'operazione. Dopo un breve tragitto, i tre in avanscoperta si imbattono in un enorme relitto alieno. Ripley intanto, nell'operazione di traduzione del segnale, scopre che quella che sembrava essere una trasmissione di soccorso è in realtà una specie di segnale d'allerta. La squadra è entrata nei resti della nave, dove rinviene il grande cadavere fossilizzato di un extraterrestre con un impressionante squarcio nel petto; in seguito Kane, calandosi nella stiva della nave, trova una moltitudine di strani oggetti simili a uova. Una di queste, però, si apre all'improvviso ne schizza fuori un parassita alieno che gli si attacca al volto frantumandogli il casco della tuta. Dallas e Lambert soccorrono il compagno e lo riconducono alla nave.

Ripley, rendendosi conto della pericolosità della situazione, insiste per applicare il protocollo di quarantena che comporterebbe l'impedire al contaminato di salire sulla navicella, evitando così un eventuale contagio. Su comando di Dallas, però, Ash li fa entrare a bordo, contravvenendo al regolamento. In seguito Dallas e Ash conducono Kane nella sala medica della nave e analizzano il parassita, scoprendo che lo sta mantenendo in uno stato comatoso e ogni tentativo di rimuoverlo si svela vano e letale poiché l'alieno possiede un potentissimo acido al posto del sangue. Dopo un po' di tempo il parassita si stacca da solo e viene ritrovato privo di vita. Ultimate le riparazioni, la navetta decolla dal planetoide, tornando nel Nostromo. Arrivati, la squadra rimane sorpresa nel vedere un Kane del tutto incolume e sveglio, privo di qualsivoglia effetto lasciato dall'alieno. Ormai convinti di aver scampato il pericolo, la squadra si raduna per cena prima di ritornare in ibernazione e riprendere il viaggio per la Terra. Durante il pasto, però, Kane inizia a tossire violentemente fino a manifestare forti convulsioni e emorragie interne. Dopodiché, una mostruosa creatura aliena fuoriesce dal suo torace uccidendolo, per poi fuggire via per l'astronave.

Dopo aver espulso il cadavere fasciato di Kane nello spazio, l'equipaggio inizia una disperata caccia all'alieno piazzando inseguitori di movimento per la Nostromo e girando armati di fucili Taser. Brett, intanto incaricato di cercare e trovare il gatto Jones, viene colto di sorpresa dalla creatura, che nel breve tempo passato è cresciuta di proporzioni inaspettate, cambiando la pelle come un serpente. Dallas, deciso a spingere il mostro nella camera di compensazione ed espellerlo nel cosmo, entra nei condotti di aerazione monitorato da Ripley, ma purtroppo viene raggiunto dall'alieno e ucciso mentre Ripley e il resto dell'equipaggio non può fare altro ma assistere impotentemente alla sua fine. Terrorizzata, Lambert implora di far esplodere la nave e fuggire con la scialuppa di salvataggio, ma Ripley, ora al comando, ordina di rimandare la fuga, dal momento che la scialuppa non può ospitare quattro persone.

Ripley scopre dai file di Mother che per una direttiva prioritaria della "Compagnia", Ash è incaricato di prendere in consegna l'alieno, nonché di proteggerlo ad ogni costo, anche a danno dell'equipaggio, fino all'arrivo sulla Terra, per essere studiato. Ash, ritenendo Ripley una minaccia, tenta di ucciderla, ma viene colpito da Parker con un estintore restando decapitato e rivelando di essere in realtà un androide. Ripley lo riattiva temporaneamente per cercare di avere delle risposte ai suoi quesiti, ma ciò che ottiene non lascia buone speranze: secondo Ash, infatti, si tratterebbe di un "essere perfetto" nato per uccidere, quasi del tutto privo di punti deboli ma anche di pietà o di emozioni umane e le possibilità di uscirne vivi sono pressoché nulle. Ripley decide di seguire il suggerimento di Lambert circa l'abbandonare la nave con la scialuppa mentre Parker, furioso dalle ultime parole scoraggianti e orribili di Ash, brucia i suoi resti con un lanciafiamme.

Nonostante le misure di sicurezza e tentativi di organizzarsi, la squadra, ormai formata da soli tre membri, perde rapidamente sia Lambert che Parker, massacrati senza difficoltà dal mostro alieno. Ripley, tuttavia, riesce a trovare il gatto Jones e a fuggire con lui su una scialuppa appena dopo aver innescato l'autodistruzione della Nostromo, partendo poco prima dell'esplosione della nave. Convinta di aver scampato il pericolo, Ripley si accinge a ibernarsi nella macchina, ma proprio in quel momento scopre con orrore che l'alieno si è insidiato nella scialuppa. Essendo in quel momento addormentato, tuttavia, Ripley ne aprofitta per indossare velocemente una tuta spaziale e fissarsi al sedile di comando, per poi espellere il mostro nello spazio aprendo il portello. Fuori dalla navetta, l'alieno è ancora vivo e cerca di rientrare a bordo attraverso uno dei propulsori. Ripley, però, se ne accorge in fretta e attiva il motore, incenerendo il mostro. Dopo una registrazione in cui narra con voce scossa gli eventi accaduti, può finalmente ibernarsi con Jones e riprendere la rotta verso Terra.

Caratteristiche di Alien[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Xenomorfo.

Le creature protagoniste della saga hanno caratteristiche peculiari che li rendono efficaci predatori, estremamente difficili da contrastare. Il loro aspetto è variabile, nella forma perfetta hanno una postura eretta con braccia e gambe ma al contempo hanno l'aspetto degli artropodi; le loro dimensioni sono leggermente superiori a quelle umane; sono in grado di strisciare e correre a quattro zampe. Il loro cranio è di forma esageratamente oblunga, allungato verso la schiena. Possiedono una bocca munita di zanne affilate e una lingua retrattile, dotata a sua volta di mandibola e mascella dentate, in grado di scattare e mordere la preda con forza simile a quella di un proiettile. Hanno una coda che termina con un'appendice affilata. La loro pelle è nera e liscia, e non possiedono occhi visibili.

Il corpo degli Alien conferisce loro sorprendenti doti di agilità e velocità; la loro forza è due volte quella umana e la loro pelle è provvista di doti mimetiche, permettendo agli alieni di occultarsi nel buio e confondersi fra le tubature e i condotti caratteristici degli spazi in cui si annidano (la quadrilogia di Alien è ambientata su di navi spaziali e basi con strutture dotate di simili caratteristiche); possono scalare qualsiasi superficie con facilità e attaccano spesso dall'alto. Possono inoltre resistere a temperature elevatissime (nonostante rifuggano il fuoco), al freddo e agli acidi. L'androide Ash spiega a Ripley che lo strato epiteliale esterno, per un processo biologico complesso, si trasforma in "silicone polarizzato", che li rende estremamente resistenti alle condizioni climatiche avverse. Gli Alien rifuggono gli elementi minacciosi e dunque non attaccano frontalmente o apertamente ma attendono il momento giusto per tendere un agguato al loro bersaglio o colpirlo alle spalle; sono dotati, infatti, di una notevole capacità strategica e adattiva, caratteristica dei predatori nel regno animale. Il loro sangue è composto da "acido molecolare", un acido potentissimo, in grado di sciogliere qualsiasi tipo di materiale in pochi secondi, eccezion fatta per i loro tessuti, rappresentando uno degli ostacoli più significativi alla loro eliminazione.

H. R. Giger.jpg Carlo Rambaldi al Giffoni Film Festival 2010 - cropped.jpg
Hans Ruedi Giger, progettista e creatore dello Xenomorfo e di tutto l'universo alieno Carlo Rambaldi, artefice principale delle meccaniche della creatura

Il ciclo riproduttivo completo degli Alien si conosce nei film successivi. Il compito principale degli Alien è quello di procurare le vittime per essere parassitate per la riproduzione. In assenza di ciò si comportano come feroci predatori, uccidendo e divorando ogni essere vivente di altre specie.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca della sua pubblicazione nelle sale, Alien ha sorprendentemente riscontrato dei pareri e giudizi misti, alcuni addirittura negativi, da parte dei critici della rivista Variety, Leonard Maltin e altri[2]. Roger Ebert, nel programma televisivo Sneak Previews, disse: "In pratica è solo un'intergalattica casa stregata genere thriller ambientato all'interno di un'astronave." e lo pose tra i film di fantascienza che erano giudicati i più deludenti rispetto a Guerre stellari, Incontri ravvicinati del terzo tipo e 2001: odissea nello spazio[3].

Nel corso degli anni però, il film divenne più apprezzato dalla critica, elogiandone soprattutto il realismo e ambientazione unica[4]. Su Rotten Tomatoes il film ha il 96% di critica positiva[5]. Nel 2003 Roger Ebert, nonostante abbia dato un giudizio poco favorevole al film in passato, installò Alien nella sua colonna di "Film Grandiosi" definendolo come uno dei più influenti film d'azione moderni lodandone l'atmosfera, la stesura e i collocamenti[6].

Nel 2008 Alien fu posto al 33º posto della "Lista dei 500 film più grandi di tutti i tempi" della rivista cinematografica Empire[7].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Alien ripropone il filone fanta-horror degli anni cinquanta, privo dell'ingenuità che li caratterizzava. Diversi sono gli elementi di rilievo: l'accurata orchestrazione visiva del regista Ridley Scott introduce un'estetica gotica ribaltando l'ambientazione stile NASA del cinema di fantascienza degli anni settanta in cui a predominare era la purezza del bianco e degli ambienti geometrici. In questo modo con questo film - e con il successivo Blade Runner - Scott spinge a livelli estremi la cupezza e il pessimismo che il genere aveva sviluppato in quegli anni. Qui ci troviamo di fronte alla rappresentazione di forme indefinibili e di una fusione "oscena" dell'umano con l'alieno, dell'organico con l'inorganico secondo l'estetica dell'artista svizzero Hans Ruedi Giger.

Si vedano a tal proposito il look del pianeta, del relitto alieno e dell'alieno stesso, tutti disegnati e realizzati da Giger (all'italiano Carlo Rambaldi viene dato il compito di mettere a punto una testa meccanica dell'alieno per i primi piani). Una delle ossessioni di Giger è quella di introdurre nell'inorganico tratti marcatamente organici (soprattutto sessuali) e viceversa. Questo lo si può vedere bene, per esempio, nella lingua retrattile dell'alieno o nell'apertura "vaginale" che caratterizza sia le uova che l'astronave aliena. La modalità stessa di riproduzione della creatura prevede l'inseminazione forzata di un umano - uno stupro stilizzato (che include però una chiara erezione esibita dall'incosciente vittima quando stesa su un tavolo per l'esame medico) - e il conseguente concepimento attraverso una "penetrazione all'inverso". Ma Scott vuole che anche la linea dell'astronave madre Nostromo, enorme e labirintica, segua la stessa idea, per cui, ad esempio, nella scena finale l'alieno, accucciato in posizione fetale in un angolo della navicella di salvataggio, si confonde con le tubature pur essendo ben visibile. L'estetica gotica, il design della creatura aliena e delle architetture biomeccaniche avranno una duratura influenza sul cinema di fantascienza degli anni a venire. Le forti allusioni di carattere sessuale continueranno anche all'interno di altri capitoli della stessa serie, anche se smorzate dall'allontanamento di Giger dal progetto. Una novità è comportata anche dalla presenza di un eroe femminile dai tratti vagamente androgini che finirà per prevalere sull'alieno. Questa fu una variazione sulla sceneggiatura originale (che non specificava comunque il sesso dei vari membri dell'equipaggio) dovuta probabilmente al successo del film Halloween - La notte delle streghe di John Carpenter (1978), in cui a tenere testa al mostro è una ragazza.

Per il Dizionario Mereghetti è «uno dei capolavori della fantascienza, teso angosciato e vagamente metafisico».[8] Per il Dizionario Morandini «È un thriller fantascientifico con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo, grazie a un apparato scenografico di grande suggestione e a un ritmo narrativo infallibile».[9] OndaCinema lo inserisce tra le Pietre Miliari del cinema scrivendo che «esplorando paure e desideri repressi nell'inconscio [...] "Alien" interpreta il nesso del terrore psicofisico come solo i grandi capolavori del body horror hanno saputo fare».[10]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film, costato 11 milioni di dollari, ne ha incassati, l'anno della sua uscita, 103, di cui 79 solamente negli Stati Uniti. Il 1979 fu dominato dal sentimentale Kramer contro Kramer, che incassò, solamente in patria, 106 milioni di dollari.[11] Nel 2003 la riedizione come Director's Cut ha accresciuto gli incassi totali del film di ulteriori 2 milioni di dollari.

Home video e merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo di Alien Quadrilogy

A testimonianza dell'interesse che il film continua a incontrare presso il pubblico è il nutrito numero di versioni che continuano a uscire nel circuito home video. A una versione in DVD del 1999 di ottima qualità e con un notevole apporto di materiale extra, è seguita nel 2003 la Special Edition su due dischi che ha proposto entrambe le edizioni del film, quella cinematografica del 1979 e la director's cut. Il film è anche disponibile in cofanetto con gli altri componenti la saga: Alien Legacy del 2000 e Alien Quadrilogy composto da ben 9 DVD. Il 2005 ha visto l'uscita del film nella versione in UMD.

Molto esteso il numero di prodotti che gravitano intorno al film. Si va dalla locandina del film di recente proposta in versione tridimensionale, alle action figure, alle statue, busti della creatura di ogni genere disponibili anche in scala 1:1 e in versioni realizzate sotto la supervisione di Giger e da lui autografate, maschere in lattice, videogiochi, fino ad arrivare ai peluche della creatura. In concomitanza con l'uscita del film nelle sale da ricordare anche il romanzo e il fumetto Alien: the illustrated Story.

Director's cut[modifica | modifica wikitesto]

Del film esiste una versione Director's cut rimasterizzata con tecnologia digitale e distribuita negli Stati Uniti per la festa di Halloween del 2003 in occasione del 25º anniversario. In questa versione compaiono delle scene tagliate nella prima edizione. In realtà, come scrive lo stesso Scott nelle note del DVD, quella originale va considerata in tutto e per tutto la "sua" versione. Quella nuova va considerata solo un'occasione per vedere sequenze precedentemente tagliate dallo stesso Scott - in particolare la scena in cui Ripley scopre dei bozzoli con il Capitano Dallas ancora vivo che la supplica di ucciderlo (scena poi ripresa da un'analoga nel seguito Aliens - Scontro finale e in Alien vs. Predator) - per motivi soprattutto di ritmo.

Colonna sonora di Jerry Goldsmith[modifica | modifica wikitesto]

Il film è caratterizzato da un approccio musicale particolare, dovuto al compositore americano Jerry Goldsmith, veterano delle colonne sonore, nome spesso collegato al cinema di genere fantascientifico o horror (ad esempio sono di questo musicista le partiture de Il pianeta delle scimmie, Il presagio, Atmosfera zero, Capricorn One e di La fuga di Logan; proprio nel 1979 Goldsmith scrisse anche la partitura di Star Trek - il film, introducendo in tale occasione uno dei temi più caratteristici della nota saga spaziale).

Goldsmith, autore eclettico, versatile e attento a sottolineare con le sue composizioni ogni sottile sfumatura drammatica presente nelle pellicole, aveva inizialmente elaborato per Alien una partitura mista, con il proposito di unire episodi musicali di sapore tardo romantico (in uno stile che si colloca idealmente a metà strada tra Debussy e Mahler), a pagine decisamente più avanguardistiche, sperimentali e atonali. Questa seconda parte più innovativa è caratterizzata da una sofisticata ricerca timbrica: all'orchestra sinfonica di tipo classico si aggiungono strumenti inusuali, come il dispositivo elettronico chiamato echoplex (che consente di far echeggiare a lungo singoli suoni ed evoca così l'idea di ambienti enormi e dai confini indistinguibili), o rari strumenti acustici provenienti dal folclore (in particolare orientale). In assenza di facili riscontri melodici, questo approccio musicale suggerisce con efficacia l'idea di un freddo e spaesante ambiente, alieno e ostile.

Il regista del film (in parte influenzato dal montatore Terry Rawlings, desideroso di mantenere nella pellicola brani provvisori di musica preesistente, da lui utilizzati nella fase di montaggio) ritenne preferibile enfatizzare soprattutto le composizioni di stampo più avveniristico e moderno, e chiese pertanto a Goldsmith di ridurre al minimo le pagine di musica sinfonica tradizionale, introducendo al posto ulteriori nuove composizioni del secondo tipo.

Nel montaggio finale la musica del film ha subito ulteriori interventi, questa volta senza il coinvolgimento del compositore. In particolare, durante lo scorrimento dei "titoli di coda" è stata usata una porzione della Sinfonia n. 2 "Romantica" di Howard Hanson, mentre in alcuni momenti d'azione sono stati recuperati vecchi brani che Goldsmith aveva composto quindici anni prima, per il film di John Huston Freud - Passioni segrete (1960). Il musicista non apprezzò questi cambiamenti arbitrari sul suo lavoro, e dichiarò in più di un'occasione di ritenere detestabile l'esperienza artistica vissuta con Scott e Rawlings, sebbene nel 1985 egli sia tornato a collaborare con entrambi per il film Legend, pure in questo caso non senza incidenti, che culminarono con la sostituzione della partitura di Goldsmith nell'edizione americana del film. La crisi collegata alla realizzazione della partitura di Alien è ben descritta e documentata nelle interviste rilasciate dal musicista, dal regista e dal montatore Rawlings, e presenti negli inserti speciali dell'edizione in DVD di Alien, dov'è anche possibile ascoltare su piste sonore isolate le due differenti versioni della partitura del film. Ridley Scott in queste interviste ha dichiarato di essersi sempre rammaricato delle tensioni sorte con l'autore delle musiche, e ha riconosciuto l'alta qualità e il merito del lavoro di Goldsmith, sottolineando lo speciale apporto, in termini di tensione e di smarrimento, che viene attribuito dalle musiche alle sequenze del film.

La colonna sonora di Alien è divenuta punto di riferimento per molte altre partiture degli anni successivi, destinate in particolare al cinema di fantascienza o horror, a cominciare dai sequel di questo film. Nella pellicola Aliens - Scontro finale, per esempio, si ascoltano alcune pagine ricavate proprio da brani di Goldsmith scritti per il primo film. L'utilizzo dell'echoplex è presente in quasi tutti gli episodi successivi e rappresenta una specie di "logo" musicale caratteristico della saga.

Nel 2008 l'intera partitura musicale, eseguita sotto la direzione d'orchestra di Lionel Newman dalla National Philharmonic Orchestra di Londra, è stata pubblicata negli Stati Uniti dall'etichetta discografica specializzata in musica per cinema Intrada, in un doppio cd contenente tutti i brani di Goldsmith, anche quelli esclusi nella versione finale del film.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Prequel, sequel e crossover[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende degli Alien si intrecciano con quelle dei Predator nei seguenti film:

Nel 1980, il regista italiano Ciro Ippolito realizzò un sequel apocrifo del film, intitolato Alien 2 sulla Terra, sfruttandone così il titolo fini di cassetta, operazione consentita dal momento che si scoprì che il nome "Alien" non era stato registrato come marchio.

Scene eliminate[modifica | modifica wikitesto]

  • Trasmissione di origine sconosciuta: Lambert effettua il rilevamento del pianeta da cui parte il segnale di SOS.
  • Lambert affronta Ripley: il motivo dello scontro è il rifiuto di Ripley a far rientrare a bordo dell'astronave i suoi compagni dopo che il face hugger aveva aggredito Kane.
  • La sorte di Kane: discussione sul destino di Kane dopo l'aggressione del face hugger.
  • Tensione tra Ripley e Parker: breve scena in cui si evidenzia il nervosismo che corre tra i due.
  • Preparazione del pattugliamento: dopo la fuga del chestburster il gruppo si riunisce per organizzarne la cattura.
  • La morte di Brett: Parker e Ripley riescono a vedere per un attimo la creatura subito dopo l'aggressione di Brett.
  • Ripley tranquillizza Lambert: dopo la morte di Dallas le due donne hanno un breve dialogo da cui emergono i sospetti di Ripley verso Ash.
  • La sequenza del bozzolo: la scena tagliata più famosa, in cui Ripley scopre i corpi di alcuni suoi compagni e in cui si spiega il ciclo vitale della creatura.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • In una scena del film Balle spaziali di Mel Brooks, ambientata in una cafeteria spaziale, John Hurt reinterpreta in chiave parodistica la scena in cui il Chestburster, ovvero lo xenomorfo ancora in fase di crescita, fuoriesce dal suo torace, esclamando prima di spirare la battuta: "Oh, no! Ancora!", dopo di che il parassita indossando bastone e paglietta fa il verso al celebre balletto della rana Michigan J. Frog del cartone animato One Froggy Evening sulle note della canzone "Hello my baby! hello my honey!" di Emerson e Howard prima di sparire in cucina.
  • Nell'episodio "La grande burla spaziale" della serie American Dad! i protagonisti si trovano su un'astronave e l'alieno Roger tenta di ucciderli. Inoltre, molte scene dell'episodio sono un omaggio a quelle del film.
  • In una puntata de I Fantaeroi, Trevor appare appeso al muro mentre sbava e mentre fa uscire dalla bocca una lingua dentata; chiaro riferimento al film.
  • Nel videogioco Conker's Bad Fur Day il boss finale è un vero e proprio alien, come affermato anche dal protagonista.
  • In un episodio de I Simpson, il bidello Willie insegue il cane di Bart nelle condutture d'aria della scuola, mentre il direttore Skinner osserva la scena su uno schermo dove loro due sono rappresentati da puntini blu: si tratta evidentemente di una parodia della famosa scena di Alien dove il capitano Dallas cerca l'alieno nelle ramificazioni dei tubi d'aerazione.
  • Sempre in una puntata della decima stagione dei Simpson (Parrucchino infernale, episodio 5), lo scalpo di Serpente ha vita propria e si muove in maniera simile al FaceHugger, saltando anche sulla faccia di Bart (come fa il FaceHugger per impiantare l'embrione).
  • Come da confessione degli sceneggiatori, anche il capitolo del Dracula di Bram Stoker concernente il viaggio della nave mercantile Demeter ha fornito una certa ispirazione per il film: il capitolo narra infatti della suddetta nave infestata dal vampiro (in viaggio verso l'Inghilterra) i cui membri dell'equipaggio vengono a poco a poco decimati dal mostruoso ed inafferrabile intruso, in un crescendo di paura, tensione e nervosismo da parte dei marinai della nave.
  • Nel manga e anime Dragon Ball la seconda trasformazione del malvagio Freezer ricorda molto la forma del corpo dello Xenomorfo.
  • Nel film d'animazione Planet 51 uno dei simpatici abitanti del pianeta su cui atterra uno sbigottito astronauta americano porta a spasso come un cagnolino un piccolo "alien" che facendo la pipì sui lampioni stradali di metallo li piega data la "acidità" dei suoi fluidi corporei.
  • Nel film d'aimazione Shrek 2, il protagonista Shrek si scontra contro il Gatto con gli stivali, che si infila negli indumenti dell'orco per poi uscire dal torace squarciando la blusa di Shrek, che urla terrorizzato. Anche questa scena è un riferimento alla nascita del Chestburster.
  • Metroid, nota saga della Nintendo, è ispirata dal film. Uno dei principali antagonisti, Ridley, è infatti un omaggio all'omonimo regista Ridley Scott.
  • Nel film d'animazione The Haunted World of El Superbeasto tra i mostri frequentatori dello strip club dove il protagonista è solito recarsi c'è anche il Chestburster, il quale appare uscendo dal torace di un astronauta; a differenza dell'originale, è dotato di occhi e parla.
  • Nel film The Avengers compare in un cameo Harry Dean Stanton nelle vesti di un custode che si rivolge a Bruce Banner, poco prima atterrato su un edificio nella forma di Hulk, chiedendogli se è un alieno.
  • In una scena del film d'animazione Cattivissimo me 2, durante l'ispezione notturna al Mall con Lucy, Gru si ritrova a lottare con il pollo di Eduardo/El Macho. Il pollo gli si infila sotto il maglione e in seguito lo lacera proprio come se fosse Alien.
  • Gli evroniani, gli alieni nemici di Paperinik nella saga Pk- Paperinik New Adventures, sono ispirati agli xenomorfi di Alien.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Dan O'Bannon e Ronald Shusett, autori del soggetto, avevano collaborato nei primi anni settanta con i disegnatori Chris Foss e Hans Ruedi Giger per il progetto mai avviato del film Dune con la regia di Alejandro Jodorowsky[12]. Materiale e disegni furono riutilizzati per Alien[13]. O'Bannon aveva scritto intanto un soggetto horror che aveva per scena un bombardiere americano della Seconda guerra mondiale, trasposto nell'episodio B17 del film d'animazione Heavy metal (1980), idea embrione per Alien[14].
  • Il gatto Jones riappare all'inizio del film Aliens - Scontro finale. Assieme a Ripley e all'androide Bishop (Aliens - Scontro finale e Alien³) Jones è, dunque, uno dei tre personaggi che compaiono per più di un episodio nella saga.
Sigourney Weaver, la protagonista del film e dei tre sequel
  • Lo scrittore di fantascienza A. E. van Vogt minacciò di intentare causa per plagio contro i realizzatori del film, accusandoli di aver tratto l'idea di Alien dal suo racconto del 1939 Discord in Scarlet (edito in Italia nel volume Crociera nell'infinito), in quanto da una lettura obbiettiva esistono attinenze:
    • la superiorità indiscussa del mostro sull'umano;
    • le tecniche riproduttive dei due alieni che utilizzano entrambi un essere umano vivente come ospite;
    • sia nel film sia nel racconto il mostro viene sconfitto venendo espulso, con l'inganno, nello spazio.

Fra le parti fu raggiunto un accordo economico.[15]

  • L'immagine che Ridley Scott ha scelto per la creatura aliena è stata opera dell'artista svizzero Hans Ruedi Giger, il quale riprende una sua famosa scultura.[16] Per le scene a figura intera dell'alieno si tratta di una maschera indossata da uno studente africano dalla statura superiore i due metri[17].
  • Numerose idee narrative, atmosfere e scene, come quella in cui l'equipaggio della Nostromo rinviene i giganteschi resti di creature aliene, presentano delle evidenti analogie con il film Terrore nello spazio di Mario Bava, del 1965, di cui lo stesso capolavoro scottiano può definirsi un'acuta e raffinata reinterpretazione.[18]
  • Per la scena della "nascita" del nuovo alieno dal corpo di Kane, gli attori (tranne ovviamente Hurt) non ne erano stati informati perché le loro reazioni fossero più che naturali.[19].
  • Ridley Scott avrebbe voluto che il film si concludesse con la morte di Ripley. L'alieno si sarebbe quindi seduto ai comandi della navicella e avrebbe parlato alla Terra attraverso la voce dell'eroina. L'ipotesi fu bocciata dai produttori, che volevano un finale meno cupo.[senza fonte]
  • In origine si era pensato di far dirigere il film al regista Robert Aldrich, ma fu scartato perché alla domanda su come avrebbe realizzato il momento in cui l'umano viene infettato dal parassita alieno, rispose che sarebbe bastato gettare un pezzo di carne cruda in faccia all'attore.[senza fonte]
  • Ripley originariamente doveva essere interpretata da Veronica Cartwright.[senza fonte]
  • Lo strato nebbioso che ricopre le uova dell'alieno è stato realizzato con attrezzatura presa in prestito da un concerto degli Who.[senza fonte]
  • Si narra che gli autori, alla ricerca del soggetto ideale per l'alieno, dopo alcuni tentativi insoddisfacenti di O'Bannon, su iniziativa di quest'ultimo scelsero di rivolgersi a H.R. Giger. Sembra che aprendo la porta di casa i due autori abbiano fatto un salto per lo spavento trovandosi davanti proprio la tavola che ritraeva l'Alieno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, Library of Congress, 17 dicembre 2002. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ (EN) Alien (15), Christopher Tookey. URL consultato il 7 novembre 2012.
  3. ^ (EN) Invasion of the Outer Space Movies (1980), Siskel&Ebert.org. URL consultato il 7 novembre 2012.
  4. ^ (EN) Alien (1978) Movie Review, Adrian Mackinder. URL consultato il 7 novembre 2012.
  5. ^ (EN) Alien (1979), Rotten Tomatoes. URL consultato il 7 novembre 2012. definito come "Un classico moderno, Alien riunisce fantascienza, horror e brulla poesia in un impeccabile complesso."
  6. ^ (EN) Alien (1979), Roger Ebert. URL consultato il 7 novembre 2012.
  7. ^ Empire Features
  8. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2011. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2010. ISBN 8860736269 p. 96
  9. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2013. Bologna, Zanichelli editore, 2012. ISBN 8808193772
  10. ^ Alien | Recensione | Ondacinema
  11. ^ Dati disponibili qui, ultimo accesso il 30 agosto 2007.
  12. ^ 21st Century Foss, Dragon's Dream, 1978, ISBN 0-906196-09-4
  13. ^ P. SCANLON, M. GROSS, La storia di Alien, Mursia Editore, Milano, 1979
  14. ^ op. cit.
  15. ^ Fonti: Roberto Taddeucci su fantascienza.com e Carla Maria Carletti su liber liber
  16. ^ Hans Ruedi Giger, A Rh+, Ed. Taschen
  17. ^ P. SCANLON, M. GROSS, La storia di Alien, Mursia Editore, Milano, 1979
  18. ^ Dati forniti dalla monografia Mario Bava, di Alberto Pezzotta, Il Castoro Cinema
  19. ^ Carlos Tabernero, clase de Medicina, Cinema, Literatura, Facultat de Medicina, Universitat Autònoma de Barcelona, 2009

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