Capricorn One

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Capricorn One
Capricorn One.png
Una scena del film
Titolo originale Capricorn One
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1978
Durata 123 min.
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,20 : 1
Genere fantascienza
Regia Peter Hyams
Sceneggiatura Peter Hyams
Produttore Paul N. Lazarus III
Fotografia Bill Butler
Montaggio James Mitchell
Effetti speciali Bruce Mattox
Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia Rick Simpson
Costumi Patricia Norris
Trucco Michael Westmore; Emma DiVittorio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Capricorn One è un film del 1978 diretto da Peter Hyams e prodotto dalla compagnia di produzione ITC Entertainment di Lew Grade per conto della Warner Bros.

Il film è per tematica un tipico thriller anni settanta su una cospirazione governativa; la trama è ispirata alla teoria del complotto sull'Apollo 11, la quale sostiene che la missione relativa al primo sbarco umano sulla Luna, sarebbe stata un inganno orchestrato dalla NASA.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Houston, Texas. A Capo Kennedy sta per prendere il via, dopo 15 anni di preparazione e un grande dispendio di mezzi tecnici ed economici, la missione spaziale che prevede lo sbarco sul pianeta Marte. I tre astronauti scelti per l'impresa sono il comandante Charles Brubaker e i due ufficiali Peter Willis e John Walker.

Il disinteresse della politica per l'impresa, concretizzato dalla presenza al lancio del Vice Presidente in luogo del Presidente, è motivo di frustrazione per il dottor James Kelloway, colui che ha coltivato per anni questo sogno. Egli è a conoscenza, insieme ad alcuni colleghi dell'ente spaziale, di un difetto ad un componente essenziale della missione, dovuto alle "economie" dell'azienda che lo produce, che potrebbe addirittura provocare la morte degli astronauti, ma per non rinunciare al suo "sogno", architetta una messinscena volta a proseguire nel programma e togliere argomenti a chi ritiene che le ingenti risorse per le missioni spaziali debbano essere impiegate per altri scopi.

Pochi minuti prima del lancio i tre astronauti vengono fatti uscire dalla capsula e, mentre il razzo parte senza equipaggio, i tre vengono trasportati in aereo in un luogo segreto, dove vengono messi al corrente del piano organizzato da Kelloway (un finto sbarco su Marte) e delle sue motivazioni. Essi inizialmente rifiutano di prendere parte alla macchinazione, ma vengono costretti all'obbedienza dalla minaccia di ritorsioni sulle loro famiglie.

La missione "prosegue" tramite una finta sala controllo, che trasmette i dati registrati durante le prove; ma i segnali radio provenienti da sole 300 miglia di distanza dalla base, suscitano le perplessità di Elliot Whitter, un tecnico della sala controllo. Egli fa presente i suoi dubbi, ricevendo solo fredde risposte; lo riferisce allora all'amico giornalista Robert Caulfield, ma subito dopo sparisce misteriosamente. Caulfield cerca di ricontattarlo, ma alla NASA negano di avere in servizio qualcuno con quel nome e il suo appartamento risulta abitato da una donna che sostiene di viverci da più di un anno.

Caulfield si mette a indagare, nonostante lo scetticismo del suo capo redattore Walter Loughlin, e inizia a subire strani attentati: i freni della sua auto vengono manomessi. Si reca comunque a casa del comandante Brubaker: una strana reazione della moglie di Brubaker, Kay, a una trasmissione dallo spazio del marito, lo spinge a visitare una città fantasma, dove un anno prima la famiglia Brubaker si era recata per assistere alla preparazione della scena di un film western. Qui viene bersagliato da un colpo di fucile.

Nel frattempo gli astronauti, dopo aver messo in scena il finto sbarco sul pianeta rosso, sono ufficialmente dati sulla via del ritorno, ma fanno in tempo a rendersi conto che perché il piano funzioni alla perfezione, è stata programmata la loro "scomparsa" qualora ci sia un incidente, che si verifica effettivamente al rientro nell'atmosfera terrestre. Come conseguenza, la NASA è "obbligata" ad eliminare i tre astronauti.

La situazione disperata li spinge a tentare la fuga: rubano un piccolo jet che, tuttavia, a causa della scarsa quantità di carburante, li costringe a un atterraggio di fortuna nel deserto. Per aumentare le loro probabilità di successo, decidono di proseguire a piedi in direzioni diverse, per trovare un centro abitato dove possano essere visti, smontando così la cospirazione e salvandosi la vita.

Caulfield nel frattempo è arrestato con una falsa accusa di possesso di cocaina. Rilasciato sotto cauzione, versata dal capo redattore Loughlin, è da questi licenziato. Si rivolge così ad una collega ed amica, Judy Drinkwater, che gli presta dei soldi, la sua macchina e lo informa dell'esistenza di una base militare abbandonata, nella quale Caulfield trova il set cinematografico utilizzato per fingere lo sbarco su Marte. Nella terra rossa del pavimento trova una medaglietta di Brubaker, a conferma definitiva dei suoi sospetti. Intanto Willis e Walker vengono catturati dagli uomini di Kelloway.

Conscio di trovarsi finalmente sulla pista giusta, Caulfield noleggia un aereo adibito alla disinfestazione dei campi e comincia a sorvolare la zona alla ricerca dell'astronauta superstite, salvandolo proprio mentre stava per essere catturato. Nella sequenza finale Kelloway, insieme alle mogli degli astronauti, sta assistendo a una cerimonia commemorativa presieduta dal Presidente: inaspettatamente giungono Brubaker e Caulfield, portando alla luce la cospirazione e ponendovi termine.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Nella versione televisiva viene riportata quella cinematografica con l'aggiunta di alcuni dialoghi in lingua originale sottotitolati, tra il direttore del programma spaziale e gli astronauti. In quella in DVD vi sono i minuti iniziali con il finto lancio del razzo ed il commento dello speaker, anche qui in Inglese sottotitolato.

Un attonito Willis (Sam Waterston) si chiede a un certo punto se tutto quanto non sia una burla televisiva, aspettandosi l'annuncio: «siete su Candid Camera» nella versione italiana tradotto con Specchio segreto, dal titolo dell'omologo programma ideato dal regista Nanni Loy.

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Dalla sceneggiatura del film è stato tratto un romanzo omonimo pubblicato sempre nel 1978 da Ken Follett sotto lo pseudonimo di Bernard L. Ross.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlos Ramet, Ken Follett: The Transformation of a Writer, Popular Press, 1º gennaio 1999, pp. 12–. ISBN 978-0-87972-798-7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]