Blade Runner

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Blade Runner
Blade runner deckard.png
Una scena del film
Titolo originale Blade Runner
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1982
Durata 117 min (international cut, 1982)
116 min (director's cut, 1992)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, noir, thriller
Regia Ridley Scott
Soggetto Philip K. Dick
Sceneggiatura Hampton Fancher, David Webb Peoples
Produttore Michael Deeley
Casa di produzione The Ladd Company, Sir Run Run Shaw, Tandem Productions
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Jordan Cronenweth
Montaggio Terry Rawlings, Marsha Nakashima
Effetti speciali Douglas Trumbull
Musiche Vangelis
Scenografia Jordan Cronenweth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)
« Man has made his match... now it's his problem.[1][2] »
(IT)
« L'uomo ha creato il suo doppio... ora è un problema suo. »
(Tagline del film)

Blade Runner è un film del 1982 diretto da Ridley Scott.

È uno dei più celebri film di fantascienza, liberamente ispirato al romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick, nonché precursore del filone cyberpunk. Il titolo del film è tratto dal romanzo The Bladerunner (1974) di Alan E. Nourse.[3]

Nel 1993 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.[4] Nel 2007 l'American Film Institute lo ha posizionato al 97º posto nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movies.

Trama[modifica | modifica sorgente]

[5]

Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell'anno 2019. La tecnologia ha permesso la creazione di esseri analoghi agli umani, detti 'replicanti', utilizzati come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a pochi anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente "data di termine". Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico e sono stati catturati[6], mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i nuovi assunti alla Tyrell, ma è riuscito a scappare nuovamente sparando all'agente Holden che lo stava sottoponendo ad un test per il riconoscimento dei replicanti.

Il poliziotto Rick Deckard, già agente dell'unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per "ritirare" i quattro replicanti. Deckard, sempre accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, si reca nell'ufficio del dott. Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6. Il dott. Tyrell lo invita a provare il test prima su un umano, la sua segretaria Rachael, che si rivelerà essere invece un replicante, un esperimento della Tyrell Corporation.

Deckard ispeziona l'appartamento di Leon, dove trova una squama e una serie di fotografie. Nel frattempo, Leon e Roy Batty fanno visita ad Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation. Chew, minacciato dai due, dice loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, un altro progettista genetico amico del dott. Tyrell.

Tornando a casa, Deckard viene seguito da Rachael, la quale vuole sapere se è una replicante o un'umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai dubbi di Rachael, le racconta i suoi ricordi d'infanzia, dimostrandole che in realtà sono solo innesti mentali. Rachael, disperata, fugge dall'appartamento di Deckard. Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, riesce ad ottenere la fiducia di J. F. Sebastian e a farsi ospitare nel suo appartamento.

Deckard sogna ad occhi aperti un unicorno[7]. Al risveglio, esamina una delle foto trovate nell'appartamento di Leon e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Attraverso le indagini scopre che la squama è di un serpente artificiale utilizzato da una spogliarellista in un suo spettacolo. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le intenzioni di Deckard e fugge per strada, ma Deckard riesce a raggiungerla ed a "ritirarla", uccidendola.

Bryant informa Deckard che dovrà "ritirare" anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell dopo aver subìto il test. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma improvvisamente viene fermato da Leon, che ha assistito al "ritiro" di Zhora. Leon cerca di uccidere Deckard, ma Rachael interviene uccidendo Leon. Deckard decide di graziare Rachael e di nasconderla a casa sua, dove i due s'innamorano. Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti solo loro. I due convincono J. F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare la loro imminente "data di termine"[8]. Tyrell gli dice che non è possibile e così Roy Batty uccide sia il dott. Tyrell, cavandogli gli occhi con i pollici, che J. F. Sebastian.

Deckard viene informato del duplice omicidio e si reca nell'appartamento di J. F. Sebastian, ritenendo che i due replicanti rimasti si sarebbero nascosti lì. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma Deckard riesce a spararle, uccidendola. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta[9]. Nel tentativo di scappare, Deckard salta da un tetto ad un altro ma non riesce ad atterrare e rimane aggrappato ad una trave, sospeso nel vuoto. Roy Batty lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo trae in salvo. Dopo un breve monologoIo ne ho viste cose...»[10]), Roy Batty muore di fronte all'impietrito Deckard.

(EN)
« I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate. All those... moments will be lost... in time, like tears... in rain. Time to die. »
(IT)
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »
(Roy Batty)

Poco dopo arriva Gaff che si complimenta per il lavoro svolto, ma dice a Deckard «Peccato però che lei non vivrà!... Sempre che questo sia vivere.», riferendosi a Rachael. Deckard va quindi di corsa nel suo appartamento per mettere in salvo Rachael, e mentre fuggono verso l'ascensore Rachael colpisce col tacco della scarpa un piccolo origami per terra, a forma di unicorno.[11]

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Il film è interamente ambientato a Los Angeles, nel novembre del 2019. Il pianeta Terra, a causa dell'inquinamento e del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extramondo, mentre sulla Terra rimangono coloro che sono stati scartati alla visita perché malati (come J. F. Sebastian, affetto da invecchiamento precoce) o coloro che non possono permettersi il viaggio. La vita animale e vegetale è pressoché scomparsa, per cui è proibito uccidere veri animali.

L'interno del Bradbury Hotel di Los Angeles, utilizzato come location per l'appartamento di J.F. Sebastian.

La città di Los Angeles è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall'inquinamento, che offusca il Sole e produce una pioggia continua. Le strade, rese luride dalla pioggia, sono piene di veicoli e di persone di ogni etnia, anche se è nettamente predominante la componente asiatica.[12] In città si parla il Cityspeak, uno slang plurilinguistico e multietnico.[13]

I moderni grattacieli e le industrie sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle "nuove tecnologie" facendo passare le tubazioni sulle facciate esterne. L'assenza totale del bello contribuisce a trasmettere allo spettatore la sensazione di claustrofobia.

I replicanti[modifica | modifica sorgente]

I replicanti sono androidi organici costruiti con tecniche di ingegneria genetica pressoché indistinguibili dall'uomo, creati dalla Tyrell Corporation. I replicanti protagonisti del film appartengono alla serie Nexus 6: sono superiori all'uomo per forza e agilità, nonché di intelligenza almeno pari a quella degli ingegneri che li hanno creati. Sono stati progettati per essere il più possibile simili agli uomini (lo slogan della Tyrell è più umano dell'umano). Gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie (rabbia, amore, paura, sospetto...) ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante, vale a dire 4 anni di vita[14].

I Nexus vengono impiegati nelle colonie extramondo per i lavori più faticosi e pericolosi, oppure come "articolo di piacere" per i soldati di stanza nelle colonie militari extramondo. In seguito ad una rivolta, è stato proibito l'utilizzo di replicanti sulla Terra, ed è compito della squadra speciale Blade Runner "ritirare" (ovvero eliminare) i replicanti presenti sul pianeta.

Per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l'empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato sull'occhio dell'interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un'emozione precisa nell'interrogato, tradisce la sua natura in seguito all'impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano, di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.

Benché al riguardo la trama sia volutamente enigmatica, nella scena finale nasce il sospetto che Deckard sia anch'egli un replicante. Tale interpretazione venne confermato da Ridley Scott nel 2000 quando dichiarò «Blade Runner, anche Ford era un replicante»; infatti precedentemente Deckard sogna un unicorno, ed il ritrovamento dell'animale mitologico sotto forma di origami (nel film si nota bene che è Gaff a fare gli origami) indica che quel sogno è noto anche a Gaff e che quindi non può appartenere direttamente a Deckard, ma che gli deve essere stato innestato, implicando la sua natura di replicante[15].

Produzione[modifica | modifica sorgente]

L'interesse ad adattare per il cinema il romanzo di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep? si sviluppò subito dopo la sua pubblicazione nel 1968. Secondo quanto dichiarato da Dick, il regista Martin Scorsese era interessato a filmare un adattamento dell'opera, ma non ne acquisì mai i diritti.[16] Il produttore Herb Jaffe acquisì i diritti all'inizio degli anni settanta, ma Dick non fu per nulla convinto della sceneggiatura:

« Robert Jaffe, che scrisse la sceneggiatura, volò fino qui alla Contea di Orange. Gli dissi allora che era talmente brutta che io desideravo sapere se lui preferiva che lo picchiassi lì all'aeroporto oppure se dovevo aspettare che arrivassimo fino al mio appartamento. »
(Philp K. Dick[16][17])

I diritti dell'adattamento di Hampton Fancher furono acquisiti nel 1977.[18]

Il produttore cinematografico Michael Deeley s'interessò della bozza di Fancher e convinse il regista britannico Ridley Scott ad utilizzarla per creare il suo primo film americano. Scott aveva in precedenza rifiutato il progetto, ma dopo un anno trascorso lavorando lentamente ad un adattamento del romanzo Dune sentiva il bisogno di gettarsi in un progetto di rapida realizzazione per distrarre la mente dalla recente scomparsa del fratello maggiore.[19] Aderì al progetto il 21 febbraio 1980, e si adoperò per innalzare il promesso finanziamento da Filmways da 13 a 15 milioni di dollari. Il soggetto di Fancher si concentrava maggiormente sui temi ambientali e meno sui temi legati all'umanità e alla fede, che pesavano notevolmente nel romanzo. Scott desiderava modifiche. Fancher rinvenne un adattamento cinematografico di William S. Burroughs per il romanzo di Alan E. Nourse The Bladerunner (1974), intitolato Blade Runner (a movie).[20] A Scott piacque il nome per cui Deeley ottenne i diritti dei titoli. Infine scritturò David Peoples per riscrivere il soggetto, e Fancher abbandonò il lavoro sull'edizione il 21 dicembre 1980, sebbene successivamente ritornò più volte per contribuire alle riscritture supplementari.[21] I due romanzi hanno in comune con il film solo il fatto di rappresentare una distopia (nel romanzo di Nourse, bladerunner è un termine legato ai trafficanti di organi).

Dato che aveva investito più di 2,5 milioni di dollari nella pre-produzione,[22] e si avvicinava la data in cui si sarebbe dovuta iniziare a girare la fotografia principale, Filmways fece marcia indietro con la copertura finanziaria. Nel giro di dieci giorni Deeley assicurò un finanziamento di 21,5 milioni di dollari attraverso un accordo a tre tra The Ladd Company (tramite la Warner Bros.), il produttore di Hong Kong, Sir Run Run Shaw e la Tandem Productions.[23]

Philip K. Dick si preoccupò che nessuno lo avesse informato della produzione del film, il che si aggiunse alla sua sfiducia nei confronti di Hollywood.[24] Dopo che Dick ebbe criticato una prima versione della sceneggiatura di Hampton Fancher in un articolo scritto per Select TV Guide di Los Angeles, lo studio inviò a Dick la riscrittura di David Peoples.[25] Dick fu compiaciuto della sceneggiatura riscritta e di un provino degli effetti speciali di una ventina di minuti che fu preparata per lui quando fu invitato allo studio. Dick dopo la visione del filmato disse entusiasta a Ridley Scott che il mondo creato per il film assomigliava esattamente a quello che lui aveva immaginato.[26] Philip K. Dick però non vide mai la versione finale del film, in quanto venne a mancare il 2 marzo 1982, appena dopo l'ultimazione del prodotto. Proprio per questo motivo il film è dedicato a lui.

Hong Kong ispirò l'aspetto della Los Angeles del 2019

Blade Runner aveva numerose e profonde somiglianze con Metropolis di Fritz Lang, compreso un ambiente urbano sviluppato, in cui il ricco vive letteralmente al di sopra dei lavoratori, dominato da un enorme edificio: la torre Stadtkrone in Metropolis e la sede della Tyrell Corporation in Blade Runner. Il supervisore agli effetti speciali David Dryer utilizzò dei fotogrammi tratti da Metropolis allineandoli alle riprese delle miniature degli edifici in Blade Runner.[27]

Ridley Scott citò il dipinto Nighthawks (Nottambuli, 1942) di Edward Hopper e la rivista francese di fumetto di fantascienza Métal Hurlant, a cui l'artista Moebius contribuiva, come fonti stilistiche per l'atmosfera.[28] S'ispirò allo stesso modo al paesaggio di una "Hong Kong in un giorno molto brutto"[29] e al paesaggio industriale della sua patria di un tempo nell'Inghilterra nordorientale.[30] Scott scritturò come artista concettuale Syd Mead, che, come Scott, fu influenzato da Métal Hurlant.[31] A Moebius fu offerta l'opportunità di assistere nella pre-produzione di Blade Runner, ma egli rifiutò per poter lavorare al film animato di René Laloux Les Maîtres du temps, una decisione di cui in seguito si pentì.[32] Lawrence G. Paull (scenografo) e David Snyder (direttore artistico) realizzarono gli schizzi di Scott e Mead. Douglas Trumbull e Richard Yuricich supervisionarono gli effetti speciali della pellicola. La fotografia principale di Blade Runner fu iniziata a girare il 9 marzo 1981 per concludersi quattro mesi dopo.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il casting del film si rivelò problematico, specialmente per il ruolo di Deckard. Lo sceneggiatore Hampton Fancher s'immaginava Robert Mitchum nel ruolo di Deckard e scrisse i dialoghi del personaggio con in mente Mitchum.[33] Il regista Ridley Scott e i produttori cinematografici "spesero mesi" in riunioni e discussioni per dare il ruolo a Dustin Hoffman, il quale infine se ne andò a causa dei punti di vista divergenti.[33] Fu infine scelto Harrison Ford a causa di numerosi fattori, tra cui la sua parte nei film di Guerre stellari, il suo interesse per la storia di Blade Runner e le discussioni con Steven Spielberg, che all'epoca stava completando I predatori dell'Arca perduta ed elogiava moltissimo il lavoro svolto dall'attore nel film.[33] In base ai documenti della produzione fu presa in considerazione una lunga lista di attori per il ruolo principale, tra cui (ma non solo) Gene Hackman, Sean Connery, Jack Nicholson, Paul Newman, Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, Arnold Schwarzenegger, Al Pacino e Burt Reynolds.[33]

Il casting per i ruoli di Rachael e Pris si dimostrò a sua volta complicato; venne filmata una lunga serie di provini con numerose attrici che aspiravano al ruolo. Morgan Paull, che faceva il ruolo di Deckard durante i provini filmati con le attrici aspiranti al ruolo di Rachael, fu scritturato per il ruolo di Holden, il bounty killer collega di Deckard, sulla base dei risultati dei provini.[33] Un ruolo che non fu difficile da affidare fu quello di Roy Batty: Ridley Scott scritturò Rutger Hauer senza mai averlo incontrato prima, basandosi solamente sulle interpretazioni dell'attore che aveva visto in altri film.[33] Per il ruolo di Sebastian fu considerato Joe Pantoliano, che in seguito ebbe il ruolo di Cypher nel film Matrix ispirato a Blade Runner.[34]

Nel 2006 a Ridley Scott è stato chiesto chi fosse stata la sua maggiore spina nel fianco. Egli rispose che era stato Harrison "...che mi scuserà perché ora vado d'accordo con lui. Adesso è diventato affascinante. Ma ne sa parecchio, questo è il problema. Quando abbiamo lavorato insieme era il mio primo film ed io ero l'ultimo arrivato. Ma abbiamo fatto un buon film".[35] Ford disse nel 2000 di ammirare il lavoro di Scott, e che avevano avuto un approccio negativo.[36] Nel 2006 Ford facendo una riflessione sulla produzione del film disse: "Ciò che ricordo più di ogni altra cosa quando vedo Blade Runner non sono le 50 notti di riprese sotto la pioggia, ma la voce fuori campo... Ero ancora obbligato a lavorare per quei pagliacci che inserivano nel copione una brutta voce fuori campo dopo l'altra"[37] Ridley Scott confermò in una intervista pubblicata nell'estate 2007 che Harrison Ford aveva contribuito all'edizione speciale di Blade Runner in DVD, avendo già fatto le sue interviste.[38]

Sviluppi futuri[modifica | modifica sorgente]

Il 3 marzo 2011, a quasi trent'anni dalla realizzazione della pellicola, è stata annunciata l'acquisizione da parte della Alcon Entertainment dei diritti per il media franchise Blade Runner, che contempla anche la produzione di un nuovo capitolo del film; non è stato però specificato se si tratterà di un sequel o di un prequel (è escluso a priori un remake, reso impossibile per contratto).[39] Il 18 agosto successivo sono iniziate a circolare notizie sul coinvolgimento di Ridley Scott anche in questo nuovo capitolo della saga;[40] nonostante Andrew Kosove, presidente della Alcon, avesse nell'occasione dichiarato che il nuovo film non avrebbe avuto legami con la pellicola originale,[41] nel febbraio 2012 il regista ha confermato la sua presenza nel nuovo progetto,[42] mentre sono iniziati dei contatti per coinvolgere anche Harrison Ford.[43]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Blade Runner (colonna sonora).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

[44]

International Cut (1982)[modifica | modifica sorgente]

Director's Cut (1992)[modifica | modifica sorgente]

The Final Cut (2007)[modifica | modifica sorgente]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Con un budget stimato in circa 28 000 000 dollari[45], Blade Runner non è stato un grande successo al botteghino statunitense, non rientrando inizialmente neanche delle spese di produzione. L'esordio sul suolo americano nel 1982 fece registrare un incasso di poco superiore ai 6 150 000 dollari nel weekend d'apertura, mentre l'incasso finale in patria fu di circa 27 500 000 dollari[46]. In seguito, l'uscita della Director's Cut nel 1992 portò a casa circa 3 750 000 dollari, seguita dalla Final Cut del 2007 che incassò 1 500 000 dollari, portando l'incasso totale del film negli Stati Uniti alla cifra di circa 32 800 000 dollari[47].

Critica[modifica | modifica sorgente]

L'opera fu acclamata dalla critica e, nonostante lo scarso successo al botteghino, Blade Runner è diventato un film di culto nella fantascienza cinematografica.[senza fonte] È ritenuto da molti più di una semplice pellicola di genere, poiché si confronta con temi profondi come l'umana paura di morire, l'anelito all'immortalità, la nostra debolezza di fronte ad eventi più grandi di noi, ma anche la capacità di alcuni di dar prova di una grandissima quanto inaspettata generosità.

L'estrema cura e ricercatezza delle immagini e degli effetti, la particolare ambientazione (anche gli esterni hanno sempre una luce notturna), le innovative atmosfere create (la continua dominante blu, gli ambienti urbani tecnologicamente sofisticati ma caotici e brulicanti di una umanità confusa e sempre immersa in una penombra artefatta), le sofisticate e coinvolgenti musiche di Vangelis, hanno rapidamente reso questo film un cult-movie, che ha fatto scuola e ha segnato una svolta irreversibile nella successiva produzione di film di fantascienza. Quasi tutti i film del genere girati dopo Blade Runner, infatti, in un modo o nell'altro non possono fare a meno di richiamarne più o meno consapevolmente il tipo di immagini, o di atmosfere, o anche solo di colori o suggestioni visive.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filosofia del cinema.

In Blade Runner possiamo identificare un altro aspetto di natura filosofica e secondo alcuni religiosa[48] che costituisce un elemento importante in tutto il film: basterebbe considerare le parole dell'androide che rifiuta la morte perché si sente diverso e migliore degli umani.[49]

Uno dei problemi fondamentali della filosofia è stato infatti quello del rapporto tra il soggetto e l'oggetto che nasce quando il primo pensatore si chiede che cosa sia il mondo che lo circonda con i suoi oggetti diversi da lui. Per questo problematico rapporto anche gli altri soggetti però sono, nei riguardi del soggetto, degli oggetti che si presumono siano soggetti come me, ma dei quali io non ho piena certezza. Chi è l'altro? Prova davvero i miei stessi sentimenti, ha i miei stessi pensieri? L'universo che percepisce è come il mio? Il mondo interiore che mi caratterizza come soggetto appartiene a me e soltanto a me. Cosa si agita veramente nell'involucro dell'altro presunto soggetto-oggetto? Ci sono in lui meccanismi bionici o lo stesso sangue che circola in me? Anche in Platone è presente questo rapporto biunivoco tra ente ed essere (oggettività/soggettività). Secondo Il filosofo, infatti, per comprendere il mondo esteriore delle apparenze, bisogna che l'immagine proietti l'idea nella nostra anima. L'apparenza non può influire sulle nostre capacità cognitive. Così ci si chiederà chi è umano e chi è cyborg?[senza fonte]

Sono certo di me stesso perché il mio pensiero me lo conferma, non si può dubitare di sé stessi ma chi mi sta di fronte è un soggetto come me o piuttosto... un cyborg? Il "cogito ergo sum" di Cartesio non basta più ad avere certezza di sé stessi. Queste sono le domande che assillano Rick Deckard.

Questo può essere il tema dominante di tutto il film. Se il protagonista, il cacciatore Rick Deckard, pure ritiene sia un automa la bellissima Rachael, ma che proprio per la sua perfezione tecnologica non si differenzia sostanzialmente da lui perché non amarla? Che cosa distingue l'uomo vero dall'androide? Anche lei possiede sentimenti, anche lei può piangere, anche lei ha ricordi, magari prefabbricati ma che lei crede suoi. Questo è il dramma dei cyborg: scoprire di essere un oggetto; ma in fondo è anche il dramma del blade runner: solo con sé stesso, chiuso nella sua soggettività, unico soggetto in tutto l'universo, "monade" diceva Leibnitz, eppure anche lui "oggetto", probabile androide per gli altri, e forse, a sua insaputa, egli stesso replicante addestrato ad uccidere i suoi simili. Ci sono anche numerose analogie con il romanzo di George Orwell 1984: entrambi vedono l'anima platonica come il culmine distopico della società. Il personaggio del "Grande Fratello" entra in contrasto con i cyborg poiché l'uno uccide la società contrapponendosi alla libertà/schiavitù dei "prolet", gli altri svolgono un ruolo decisivo nella ricostituzione della vita comune. "Ignoranza è forza o libertà è schiavitù?", questo è uno dei problemi principali del film.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

[50]

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Del film esistono almeno sette versioni, ma le più importanti sono l'International Cut (1982) ed il Director's Cut (1992):

  • Workprint Version (marzo 1982, 113'), proiettata a Denver e Dallas.
  • San Diego Sneak Preview (maggio 1982), versione di prova proiettata una sola volta a San Diego. Contiene tre scene extra rispetto al Domestic Cut.
  • Domestic Cut (1982, 115'), versione uscita nelle sale cinematografiche americane e nel 1983 in VHS.
  • International Cut (1982, 117'), versione proiettata nelle sale cinematografiche internazionali. Include alcune scene cruente inizialmente censurate nel Domestic Cut.
  • U. S. Broadcast Version (1986, 86'), versione del Domestic Cut pesantemente tagliata per poter essere trasmessa alla televisione americana.
  • Director's Cut (1992, 116'), versione del regista con alcuni cambiamenti significativi della trama.
  • The Final Cut (2007, 117'), versione restaurata digitalmente e rimasterizzata, molto simile al Director's Cut.

Director's Cut (1992)[modifica | modifica sorgente]

È ormai assodato che il Director's cut è basato sull'idea che anche Deckard sia un replicante, impiegato a sua insaputa per dare la caccia ai suoi simili. Esiste anche una dichiarazione del regista che conferma questa ipotesi[51] e lo si può dedurre da moltissimi particolari[52].

L'origami dell'unicorno che Deckard trova davanti casa sua nella scena finale non significa solamente, come nella versione del 1982, che Gaff è stato lì, ma che Gaff è a conoscenza dei sogni di Deckard. La frase che Gaff dice a Deckard subito dopo la morte di Roy Batty[53]:

(EN)
« It's too bad she won't live. But then again, who does? »
(IT)
« Peccato però che lei non vivrà! Sempre che questo sia vivere... »
(Gaff)

vuole infatti significare che probabilmente non solo la vita di Rachael era in pericolo, ma che probabilmente d'ora in poi anche quella di Deckard lo sarà, e Gaff lo sta solo informando di ciò.

È possibile che uno dei due replicanti finiti nel campo elettrico alla Tyrell Corporation sia Deckard stesso, catturato e "riprogrammato" per la missione. Ciò sarebbe avvalorato dal fatto che Roy Batty si rivolge a Deckard chiamandolo più volte per nome, benché i due non si fossero mai incontrati prima. Inoltre, il senso di alcune battute che Roy gli rivolge durante lo scontro appare sotto questa ipotesi più chiaro. Infatti Roy dice: "Non eri tu, quello bravo?", "Vieni, Deckard. Fammi vedere di cosa sei fatto!" e "Muori presto e sei dei miei!". Questa versione renderebbe anche più comprensibile la scelta di Roy di graziare Deckard, però farebbe perdere al film gran parte del suo pathos, spogliando la decisione di Roy di ogni significato etico, rendendolo simile a quella stessa società da lui disprezzata.

Il fatto che Gaff si presenti a Deckard subito dopo ogni "ritiro", che lo accompagni sempre in presenza del comandante Bryant, che lo indirizzi spesso nelle indagini, fanno pensare ad alcuni che il vero Blade Runner possa essere Gaff, e che quindi Deckard sia solo uno strumento di cui Gaff si serve per "ritirare" i Nexus 6. L'ipotesi pur essendo azzardata non può essere esclusa a priori, d'altronde Gaff non pare nelle condizioni di poter affrontare un replicante, mentre Deckard si dimostra capace di resistere a tutti gli scontri con i Nexus 6, riuscendo a ferire Roy Batty nello scontro finale: potrebbe essere questa la "magia" di cui parla il comandante Bryant.

Ad un occhio attento non può sfuggire che una volta assunto che Deckard è anch'egli un replicante, tutti i personaggi "genuinamente" umani del film sono persone anziane, malate e corrotte, e che invece tutti i replicanti - e solo questi - sono fisicamente e psichicamente sani, oltre che giovani (vivono solo 4 anni); appaiono come modelli di forza, bellezza e intelligenza, e per questo vengono utilizzati per le più svariate mansioni (infatti Roy Batty è un soldato, la sua compagna una "donna di piacere", mentre Zhora e Leon svolgono lavori manuali). Qui sta il senso "nascosto" del film: un'umanità decadente ed ormai alla fine di un glorioso destino, che crea modelli freddi e asettici di bellezza e possenza (i replicanti) e quando non ha più bisogno di essi li fa "ritirare" da altri replicanti.

Quest'idea nasce da un altro breve racconto di Philip K. Dick, Non saremo noi, in cui in un mondo in cui nascono sempre più bambini mutanti, lo Stato effettua un controllo rigido in età puberale sugli stessi ed esilia i mutanti con le loro madri applicando una rigida selezione, sino a che si presenta una madre con un figlio "mutato" fisicamente tanto superiore all'homo sapiens da essere considerato un superumano, tanto da instillare ai medici incaricati della selezione l'atroce certezza che non solo la Terra verrà "ereditata" da una razza mutata, ma che non avrà nulla di quello che noi intendiamo comunemente per superiore (il mutato ha in effetti l'intelligenza di un Neanderthal): "Non saremo noi [appunto]... gli eredi della Terra", capendo così che la vecchia razza umana ormai corrotta verrà sostituita da una nuova, che forse subirà lo stesso processo di evoluzione e/o decadenza.

In momenti particolari del film, ogni replicante ha un riflesso rosso nei propri occhi (Rachael a casa di Deckard, Pris a casa di J. F. Sebastian, Roy Batty nell'appartamento del dott. Tyrell). Anche il gufo artificiale che si vede alla Tyrell Corporation ha questo riflesso rosso. Deckard ha lo stesso scintillio negli occhi quando parla con Rachael a casa sua (anche se è volutamente non messo bene a fuoco dalla telecamera). Inoltre, quando Deckard nota l'origami dell'unicorno lasciato da Gaff davanti alla sua casa, lo osserva con uno sguardo fisso e dei movimenti meccanici tipici di un replicante. Non sembra un caso che Deckard abbia sognato o ricordato, a metà del film, un unicorno: sembra proprio che Gaff voglia fare la stessa cosa che Deckard aveva fatto a Rachael, cioè fargli capire o ricordare che i suoi ricordi non sono solo suoi, ma sono innesti presi da altre persone. E allora la domanda "It's too bad she won't live. But then again, who does?" pronunciata da Gaff sembra un monito: siamo tutti destinati a morire prima o poi; e Deckard, come Rachael, dovrà anche lui morire.

I replicanti sembrano avere una strana ossessione comune per le foto. Leon è dispiaciuto perché dei poliziotti sono entrati nella stanza d'albergo ed hanno portato via le sue "preziose fotografie". Rachael, quando sospetta di essere una replicante, mostra a Deckard una fotografia di quando era bambina che si portava dietro. Il pianoforte di Deckard è pieno di fotografie, tutte in bianco e nero e nessuna che lo ritrae con l'aspetto attuale. La foto che Rachael mostra della sua infanzia, con la madre, sugli scalini di casa, è pressoché identica a quella della casa di gioventù di Deckard, in cui si nota anche la medesima postura.

L'idea che Deckard possa essere un replicante è del resto già presente nel romanzo di Dick, dove essa viene suggerita in alcuni episodi ma regolarmente smentita in seguito. Rick Deckard, nel romanzo, sospetta un altro cacciatore di androidi (bounty-hunter, ovvero "cacciatore di taglie"), Phil Resch, di essere un androide a causa della sua freddezza e del piacere che sembra provare nell'uccidere gli androidi; ma una volta sottoposto al test Voigt-Kampff, Resch risulta essere umano. Ridley Scott potrebbe aver sfruttato quest'idea nella realizzazione del suo film.

The Final Cut (2007)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 è uscita sul mercato una nuova versione del film, chiamata The Final Cut. La versione, distribuita anche in HD DVD e Blu-ray, si è avvalsa di una conversione in digitale dei fotogrammi di celluloide con una risoluzione di 8000 linee per fotogramma, quattro volte superiore a quella normalmente utilizzata per questo genere di operazioni[54]. Sono stati inoltre eliminati quasi tutti gli errori tecnici e di trama presenti nell'International Cut.

Nel dicembre del 2007 tale versione è stata in proiezione 2 settimane nella Cineteca di Bologna con un grande afflusso di appassionati che hanno potuto ammirare la versione in alta definizione tramite una speciale proiezione in digitale.

Dal punto di vista della narrazione, i cambiamenti apportati rispetto alla versione Director's Cut sono minimi.

The Final Cut viene distribuito in Italia in due versioni: la "edizione speciale due dischi" ed il cofanetto di cinque dischi.

Il primo dei 2 dischi contiene il film nella nuova versione, un'introduzione del regista (in lingua originale sottotitolato in Italiano) ed il commento di Ridley Scott, dei produttori e sceneggiatori, del direttore artistico e di chi ha curato gli effetti visivi (privo di sottotitoli). Il secondo disco contiene il documentario Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner.

Il cofanetto contiene cinque versioni di Blade Runner (Domestic Cut, International Cut, Director's Cut, The Final Cut e la versione integrale del Workprint Version), nonché il documentario Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner ed altri featurettes.

Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner[modifica | modifica sorgente]

Dangerous Days è un documentario sulla realizzazione di Blade Runner uscito nel 2007 insieme alla versione The Final Cut del film. Il titolo è quello che inizialmente era stato scelto per il film e che compare sulla prima sceneggiatura completa. Si compone di otto capitoli:

  • Incept Date – 1980: Screenwriting and Dealmaking – 30'26''
  • Blush Response: Assembling the Cast – 22'46''
  • A Good Start: Designing the Future – 26'34''
  • Eye of the Storm: Production Begins – 28'48''
  • Living in Fear: Tension on the Set – 29'23''
  • Beyond the Window: Visual Effects – 28'49''
  • In Need of Magic: Post-Production Problems – 23'05''
  • To Hades and Back: Release and Resurrection – 24'12''

Incept Date – 1980: Screenwriting and Dealmaking[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime bozze della sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e denominata Mechanismo, prevedeva che il film fosse ricco di dialoghi, quasi interamente ambientato in interni e che alla fine Rachael si suicidasse. Allo scrittore Philip K. Dick non piacque molto perché il suo romanzo veniva svuotato dei suoi più profondi significati: cosa è umano? Che cosa rende umani? Fu lo stesso Dick a suggerire di introdurre una voce narrante fuori campo, mentre la decisione di girare un film noir di ambientazione urbana fu presa da Ridley Scott quando accettò la regia. Il regista scelse inoltre il termine replicante perché la parola androide utilizzata nel libro era "strausata" agli inizi degli anni ottanta. Similmente al romanzo, i droidi dovevano inizialmente essere composti anche da parti metalliche che ne rivelavano, al momento della morte, la natura non umana.

Successivamente la sceneggiatura fu assegnata a David Webb Peoples, che in parte rielaborò la trama. Nella versione di Fancher, Roy Batty veniva ucciso, mentre Peoples lo fece morire di vecchiaia e scrisse il famoso monologo "Io ne ho viste cose...". Rutger Hauer modificò il monologo introducendo la parte sulle lacrime nella pioggia. Rutger Hauer contribuì inoltre a scrivere molte delle battute del suo personaggio.

Blush Response: Assembling the Cast[modifica | modifica sorgente]

Per il personaggio di Deckard, Fancher s'ispirò a Robert Mitchum. Prima che il ruolo andasse a Harrison Ford, si pensò di affidare la parte a Dustin Hoffman, ma l'idea di scritturare Hoffman fu scartata dopo alcuni mesi perché non aveva il fisico per impersonare il tipico poliziotto e perché aveva una visione di Deckard completamente diversa dal regista.

Sean Young e Daryl Hannah vennero scelte dopo dei provini filmati in cui venivano interpretate delle scene preparate per il film. In alcune di queste il ruolo di Deckard venne interpretato da Morgan Paull, che ottenne in seguito la parte di Holden. Joanna Cassidy fu scelta per il ruolo di Zhora anche perché riusciva a sentirsi a suo agio con un serpente intorno al collo. Infatti il pitone birmano che si vede nella scena all'interno del camerino era il suo animale domestico. Per il personaggio di Mary, la quinta replicante, venne scelta Stacey Nelkin. Tuttavia, a causa di un lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, le scene in cui doveva comparire Mary non furono sviluppate e si decise di eliminare il personaggio.

A Good Start: Designing the Future[modifica | modifica sorgente]

La Ennis House di Frank Lloyd Wright, il cui design ha ispirato gli interni dell'appartamento di Rick Deckard.

L'unica scenografia costruita per il film fu il set della strada: vennero adattati alcuni palazzi a due piani già esistenti ed utilizzati in altri film, montando sulle facciate i tubi dell'aria condizionata per dare l'impressione che fossero palazzi antichi adattati alle nuove tecnologie. Per ovviare al fatto che i palazzi del set erano bassi, mentre la città era formata da grattacieli, fu deciso di girare le riprese esterne di notte e di creare un'atmosfera densa di fumo a causa dell'inquinamento.

Come location vennero utilizzati il Bradbury Building, che rimase aperto anche durante le riprese, e la Union Station di Los Angeles, trasformata nell'interno del palazzo di polizia. L'ufficio del capitano Bryant fu costruito appositamente per il film e ancora oggi è utilizzato come ufficio della stazione ferroviaria. L'interno dell'appartamento di Deckard è ispirato alla Ennis House costruita dall'architetto Frank Lloyd Wright, in particolare i blocchi di cemento che compongono le pareti.

Eye of the Storm: Production Begins[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente Tyrell doveva essere un replicante. Il vero creatore dei Nexus 6 era morto 4 anni prima e giaceva all'interno di una teca di vetro al piano superiore rispetto all'ufficio. Roy Batty, una volta cavati gli occhi a Tyrell, scopriva la verità e con l'ascensore si recava al piano superiore sulla tomba del padre. Questa scena non venne mai girata.

Le scene che vedono come protagonista James Hong nel ruolo di Hannibal Chew, il progettista genetico di occhi, sono state girate all'interno di una vera cella frigorifera.

Living in Fear: Tension on the Set[modifica | modifica sorgente]

Per la scena in cui Zhora si schianta contro alcune vetrine, mentre Deckard le spara, venne impiegata una controfigura con una parrucca completamente diversa dall'acconciatura di Joanna Cassidy-Zhora. La scena però non fu girata una seconda volta per problemi di budget e per il ritardo accumulato rispetto ai tempi prestabiliti. Anche per la scena nella quale Pris attacca Deckard (eseguendo capriole e salti mortali) era stata ingaggiata una controfigura, una ginnasta professionista, ma Ridley Scott le fece rigirare talmente tante volte la scena da renderla esausta. Le scene che si vedono nel film sono state quindi girate con un ginnasta uomo.

Nella scena del salto da un tetto all'altro, Deckard è interpretato da una controfigura, mentre fu lo stesso Rutger Hauer a fare il salto, dopo che i due palazzi vennero avvicinati. La colomba che teneva in mano Roy Batty era talmente zuppa d'acqua da non riuscire a volare e così nel film fu montata una scena in cui si vede una colomba volare in pieno giorno in un cielo azzurro, totalmente in contrasto con l'atmosfera del film.[55]

Beyond the Window: Visual Effects[modifica | modifica sorgente]

Blade Runner è uno degli ultimi film di fantascienza che non utilizza effetti speciali creati al computer. La scena iniziale, in cui si vede una panoramica della città, è in realtà la ripresa di un modellino a prospettiva forzata profondo solo 4,5 metri e formato da sagome di palazzi riprodotti in serie. Le esplosioni di gas sono vere: vennero registrate e poi proiettate sul modellino una alla volta, cosicché la scena iniziale è in realtà la sovrapposizione di moltissime riprese.

Nella sequenza in cui Deckard e Gaff approdano alla centrale di polizia, nell'angolo in basso a sinistra dello schermo, è possibile vedere un modello del Millennium Falcon (l'astronave di Harrison Ford in Guerre stellari) mascherato da palazzo. Il Millennium Falcon fu utilizzato come palazzo anche in altre scene di sorvolo, grazie alla capacità del fumo di nascondere i dettagli. Il tetto della centrale di polizia fu recuperato dal film Incontri ravvicinati del terzo tipo: si trattava del soffitto dell'astronave madre.

Le riprese esterne vennero modificate in post-produzione con la tecnica della pittura dei mascherini. Anche le scene girate nell'ufficio del dott. Tyrell sono state completate nella parte superiore, perché non era possibile ricreare sul set in modo credibile gli effetti di luce che il sole avrebbe dovuto produrre.

Philip K. Dick visitò il set e vide un montaggio di alcune scene. Alla fine della proiezione si disse sbalordito perché ciò che aveva visto era esattamente ciò che aveva immaginato quando scrisse il romanzo da cui è tratto il film.

In Need of Magic: Post-Production Problems[modifica | modifica sorgente]

Nella prima proiezione il film era molto più lungo della versione Domestic Cut. Furono così eliminate diverse scene, come quella in cui Deckard visita Holden all'ospedale e soprattutto la scena in cui Deckard sogna l'unicorno, mentre altre vennero pesantemente tagliate, principalmente quelle girate nell'appartamento di Deckard in cui compare anche Rachael.

Dopo le anteprime vennero eliminate molte delle scene in cui Gaff parla il Cityspeak e fu aggiunta la voce narrante per facilitare la comprensione di alcuni aspetti della storia. Al regista non piacque l'idea della voce fuori campo e non partecipò alla stesura finale dei testi. I testi della voce fuori campo furono scritti da uno sceneggiatore che fino a quel momento non aveva partecipato alla realizzazione del film. La voce fuori campo inizialmente compariva anche subito dopo la morte di Roy Batty, ma fu eliminata. Venne aggiunto inoltre un lieto fine totalmente in contrasto con il resto del film, per il quale vennero utilizzate anche delle scene girate dalla troupe della seconda unità impiegata da Stanley Kubrick per le scene iniziali di Shining e poi scartate.

To Hades and Back: Release and Resurrection[modifica | modifica sorgente]

Il film incassò molto bene nel primo week-end di proiezioni negli Stati Uniti, ma il giudizio della critica fu inizialmente negativo. Nelle settimane successive il film attrasse sempre meno spettatori, rivelandosi un mezzo flop. La pellicola dovette scontrarsi al botteghino con E.T., un film di fantascienza rassicurante, diametralmente opposto alla distopia rappresentata in Blade Runner; inoltre il pubblico appassionato di fantascienza si era abituato allo stile di Guerre stellari[56].

In Europa il film ebbe un maggior successo sia di critica che di pubblico. Nel corso degli anni il film continuò ad essere apprezzato e proiettato da molti appassionati finché non divenne un vero e proprio cult del genere fantascientifico e non solo. Le atmosfere del film sono state riprese da molti gruppi e cantanti nei loro video ed hanno ispirato diversi film, quale ad esempio Matrix.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Il film di fantascienza Soldier (1998), del regista Paul W. S. Anderson, è ambientato nello stesso universo di Blade Runner. La sceneggiatura, scritta da David Webb Peoples (co-autore di Blade Runner), fa riferimento anche ai luoghi misteriosi citati da Roy Batty nel monologo finale: le porte di Tannhäuser ed i bastioni di Orione, dove il protagonista del film Todd (Kurt Russel) ha combattuto due delle sue battaglie.

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

Lo scrittore K.W. Jeter ha scritto tre romanzi come seguito del film (e non del romanzo originale di Dick), ufficialmente autorizzati:

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

La Marvel Comics ha pubblicato nel settembre 1982 un adattamento a fumetti del film intitolato A Marvel Comics Super Special: Blade Runner, sceneggiato da Archie Goodwin.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1985 fu prodotto dalla CRL un videogioco non ufficiale, che aveva le musiche di Vangelis ed era basato sull'azione.
  • Nel 1998 è stato prodotto dalla Westwood Studios il videogioco Blade Runner ispirato al film diretto da Scott. Il gioco riprende in modo fedele gli scenari e l'atmosfera del film, ma introduce nuovi personaggi. Il protagonista della vicenda è Ray McCoy, Blade Runner principiante che deve indagare sull'uccisione di alcuni animali ad opera di due replicanti presso la Runciter Animals. Rick Deckard è uno dei colleghi di McCoy, ma non compare mai. Nel gioco è anche possibile utilizzare la macchina per eseguire il test di Voigt-Kampff, in grado di scoprire se un sospettato è in realtà un replicante, e l'Esper, il dispositivo per analizzare le fotografie. Il gioco, dotato di una sorta di "generatore casuale di eventi", prevede sei diversi finali, compreso il lieto fine della versione originale. I doppiatori dei personaggi principali del videogioco sono gli stessi del film.

Serie televisive[modifica | modifica sorgente]

  • La serie televisiva Total Recall 2070, prodotta dal network canadese CHCH-TV e andata in onda in 22 episodi nel 1999, era liberamente ispirata sia al film Blade Runner che ad un'altra pellicola tratta da un racconto di Philip K. Dick, Atto di forza (Total Recall).

Documentari[modifica | modifica sorgente]

  • On the Edge of Blade Runner (2000, 55'), prodotto dalla Nobles Gate Ltd. per Channel 4.
  • Future Shocks (2003, 27'), prodotto dalla TVOntario.
  • All Our Variant Futures (2007, 29'), prodotto da Paul Prischman e contenuto nel cofanetto di The Final Cut.
  • Additional featurettes (2007), contenute anch'esse nel cofanetto di The Final Cut:
    • The Electric Dreamer: Remembering Philip K. Dick – 14'22''
    • Sacrificial Sheep: The Novel Vs. The Film – 15'07''
    • Signs of the Times: Graphic Design – 13'40''
    • Fashion Forward: Wardrobe and Styling – 20'40''
    • Screen Tests: Rachael and Pris – 8'54''
    • The Light That Burns: Remembering Jordan Cronenweth – 19'58''
    • Promoting Dystopia: Rendering the Poster Art – 9'35''
    • Deck-A-Rep: The True Nature of Rick Deckard – 9'30''
    • Nexus Generation: Fans and Filmmakers – 21'49''

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni di altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • Nei primi minuti del film, quando Deckard sale in auto con Gaff, sul monitor del cruscotto dell'auto appare lo stesso messaggio visto in Alien (sempre diretto dallo stesso Ridley Scott nel 1979) durante la fuga dalla nave Nostromo con la capsula di salvataggio.
  • Sempre nei primi minuti del film, durante il decollo della macchina della polizia, si vede su un monitor lo stesso identico schema visto sulla nave Nostromo di Alien durante la discesa sul pianeta.
  • Le due mosse suggerite da Roy Batty a J. F. Sebastian per la partita a scacchi che quest'ultimo aveva in corso con Eldon Tyrell («Regina in Alfiere sei, scacco» e «Alfiere in Re sette, scacco matto») sono le stesse due mosse conclusive della celebre partita tra Adolf Anderssen e Lionel Kieseritzky, giocata a Londra nel 1851 e passata alla storia con l'appellativo de L'immortale.

Citazioni e parodie[modifica | modifica sorgente]

  • La serie televisiva Max Headroom ha un'ambientazione futuribile che si richiama a Blade Runner. Lo strapotere dei network televisivi e del computer porta a generare un personaggio virtuale, replica del protagonista, giornalista e cameraman televisivo.
  • Il videoclip Freeek! (2002) del cantante George Michael, diretto da Joseph Kahn, è ispirato al film. In alcune scene del videoclip si vede il palazzo della polizia ripreso dall'alto in sorvolo.
  • Nel film Ritorno al futuro - Parte II, nella scena in cui la DeLorean viaggia nel tempo dal 1985 al 2015, si può vedere uno spinner come quello usato da Deckard volare poco prima dell'arrivo della macchina in una "via del cielo".
  • Nel film I Goonies uno dei ragazzini protagonisti, Mouth, indossa una t-shirt di Blade Runner.
  • Nel film Elysium la scena iniziale mostra una Los Angeles del 2154 in rovina, molto simile a quella della sequenza iniziale di Blade Runner, con anche visibile un edificio piramidale ricordante quello della Tyrell Corporation.
  • La copertina, ed in generale, l'artwork dell'album del 1986 Somewhere in Time del gruppo heavy metal inglese Iron Maiden s'ispirano esplicitamente alla scenografia di Blade Runner, in particolare per quanto riguarda i grattacieli illuminati della metropoli e l'ambientazione futuristica decadente. Il disegno (come per tutte le copertine degli album del gruppo dal 1980 al 1988) è opera di Derek Riggs. Anche la mastodontica scenografia del tour di supporto al disco è ispirata al film di Ridley Scott.
  • Nel corso degli anni a Los Angeles sono apparsi diversi edifici ispirati a Blade Runner, tra cui la US Bank Tower, un grattacielo circolare provvisto di eliporto sul tetto molto simile alla centrale di polizia del film. A Culver City, vicino a Los Angeles, la Sony Pictures possiede un edificio che ricorda moltissimo una delle piramidi della Tyrell Corporation[57].
  • Nel 2003 i comici italiani Enrico Bertolino e Fabio Bonifaci hanno pubblicato per la Arnoldo Mondadori Editore il libro Io ne ho viste cose..., contenente una serie di battute che iniziano con l'incipit del celebre monologo di Roy Batty. Il film è stato anche parodiato dai Broncoviz[58].
  • Il brano L'ultimo omino inserito nell'album Io sono qui del 1995 di Claudio Baglioni si chiude con un rimando al celebre monologo di Roy Batty: «Io ne ho viste cose... La vita è rappresentata da un videogioco e ogni uomo deve battersi e sconfiggere il male per salire al livello superiore... battersi fino all'ultimo omino». Vangelis collaborò con Claudio Baglioni nella realizzazione dell'album E tu... nel 1974.
  • L'esclamazione «È tempo di morire!» da parte dei Supermutanti prima di attaccare il giocatore nel videogioco Fallout 3, è un chiaro riferimento al monologo «Io ne ho viste cose...» di Blade Runner.
  • Nel fumetto Disney PK - Pikappa intitolato The End? (edito nel marzo 2005), una versione olografica di Paperinik parla con un Paperino di una diversa dimensione temporale, e fa un monologo chiaro omaggio a Blade Runner: «Avresti visto cose che un papero può solo immaginare. Navi da combattimento in fiamme all'ombra di Venere. Eroine sacrificarsi e trasformarsi in una stella. E avresti visto i raggi tachionici balenare nel buio alle porte di Evron. Ma tutti questi momenti non andranno perduti, finché ci sarà qualcuno per raccontarli. È tempo di sparire...».
  • Nel fumetto Disney PK², esiste un droide della Tempolizia chiamato Tyrrel Duckard. Il suo nome è un riferimento al film, e nello specifico alla Tyrell Corporation e al protagonista, Rick Deckard.
  • Nell'albo numero 9 di Dylan Dog, Alfa e Omega, vengono citate le parole di Roy Batty.
  • Molti degli elementi del film sono ripresi nel cartone animato giapponese The Big O, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra esseri umani e androidi in merito all'importanza di possedere dei ricordi, e per il ruolo empirico rappresentato dall'ambientazione, cioè la megalopoli grigia e malinconica. Anche le musiche dell'anime presentano un'evidente somiglianza con quelle della colonna sonora originale del film.
  • La missione L'uomo duplicato del videogioco Fallout 3, in cui dobbiamo ritrovare un androide fuggito, è un chiaro riferimento a Blade Runner, in particolare alla versione Director's Cut.
  • Nel film La terza stella, Ale e Franz si cimentano in una versione comica del famoso monologo di Roy Batty.
  • L'ambientazione della serie a fumetti Nathan Never della Sergio Bonelli Editore è fortemente ispirata alla pellicola Blade Runner.
  • Nel videogioco Fallout: New Vegas l'arma "That Gun" è una riproduzione della pistola usata da Deckard nel film.
  • Il 19º episodio della quarta stagione della serie TV Fringe si apre con un riassunto scritto, che usa lo stesso stile del riassunto iniziale di Blade Runner.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Taglines for Blade Runner, IMDb.com.
  2. ^ (EN) Blade Runner poster, MoviePosterDB.com.
  3. ^ Dal romanzo di Nourse ne fu tratto un altro di William S. Burroughs allo scopo di adattarlo per un ipotetico film. Hampton Fancher, primo sceneggiatore del film di Ridley Scott, lesse il libro e decise di prenderne il titolo. I due romanzi hanno in comune con il film solo il fatto di rappresentare una distopia.
  4. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 14 dicembre 1993. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  5. ^ La trama di seguito presentata è riferita alla versione Director's Cut. Nelle versioni presentate nel 1982 c'era anche la voce narrante di Harrison Ford fuori campo, che è stata eliminata nel Director's Cut.
  6. ^ Nelle versioni del film uscite nel 1982 solo un replicante era finito nel campo elettrico. Questo perché la sceneggiatura aveva inizialmente previsto una quinta replicante, Mary, che sarebbe dovuta morire di morte naturale nel prosieguo del film. In seguito si decise di eliminare il personaggio di Mary, ma la frase sul campo elettrico non fu cambiata, creando un'incongruenza che fu eliminata soltanto nel Director's Cut (1992).
  7. ^ La scena del sogno è stata aggiunta nel Director's Cut.
  8. ^ Roy Batty suggerisce a J.F. Sebastian le mosse per vincere la partita a scacchi che sta giocando con il dott. Tyrell, il quale, sorpreso dall'abile mossa di J.F. Sebastian, lo fa salire nel suo appartamento per discuterne. Le mosse utilizzate da J.F. Sebastian sono le stesse che consentirono ad Adolf Anderssen di vincere nel 1851 la partita immortale contro Kieseritzki. Un'animazione della partita di Anderssen si può trovare qui.
  9. ^ Roy Batty si conficca un chiodo nella mano perché sente che la sua esistenza sta finendo ed in questo modo cerca di prolungare la sua vita (il dolore lo fa sentire "vivo") quel poco che gli possa consentire di vendicarsi della morte di Pris.
  10. ^ La traduzione italiana non è del tutto corretta, perché nell'originale dice «I've seen things you people wouldn't believe». In inglese «you people» non significa «voi umani», ma è normalmente utilizzato per descrivere un gruppo di persone al quale non si appartiene (diversa razza, abitudini, ...), ed è considerato sostanzialmente dispregiativo.
  11. ^ In precedenza Gaff aveva lasciato nell'ufficio di Bryant l'origami di una gallina e nell'appartamento di Leon l'origami di un uomo con un'erezione. Secondo alcuni la gallina simboleggia la paura di Deckard di andare a caccia dei replicanti; l'uomo con l'erezione simboleggia la nascente attrazione di Deckard per Rachael. L'unicorno rappresenterebbe qui invece i sogni di Deckhard. Si veda anche blade-runner.it. Nelle versioni del 1982 è stato inserito un lieto fine in cui si vedono Deckard e Rachael a bordo di uno spinner in un paesaggio idilliaco. La voce fuori campo racconta che Gaff aveva concesso a Deckard di fuggire con la sua amata e che Rachael in realtà non aveva una data di termine. Questa scena è stata eliminata nel Director's Cut, che termina con le porte dell'ascensore che si chiudono davanti alle figure di Deckard e Rachael.
  12. ^ Il film è ambientato nella Chinatown losangelina in omaggio al film Chinatown di Roman Polanski.
  13. ^ Il Cityspeak fu sviluppato da Edward James Olmos per il personaggio di Gaff. Quando Gaff si rivolge a Deckard mentre sta mangiando al chiostro orientale, lo fa parzialmente in ungherese. Prima gli dice: "Azonnal kövessen engem", che significa "Seguimi immediatamente" e "Lófasz" (letteralmente "pene di cavallo"). Poi continua dicendo "Nehogy mar, te vagy a Blade Runner" che significa "Nessuna alternativa, sei tu il Blade Runner".
  14. ^ In realtà Roy Batty al momento della morte ha 3 anni e 10 mesi (la sua data di immissione è 8 gennaio 2016), il che vuol dire che non esiste un vero e proprio dispositivo, ma piuttosto un deperimento dei tessuti, come spiegato nel dialogo tra Roy Batty ed il dott. Tyrell.
  15. ^ «Blade Runner, anche Ford era un replicante»
  16. ^ a b James Van Hise, Philip K. Dick on Blade Runner, Starlog.
  17. ^ Nell'originale: "Robert Jaffe, who wrote the screenplay, flew down here to Orange County. I said to him then that it was so bad that I wanted to know if he wanted me to beat him up there at the airport or wait till we got to my apartment."
  18. ^ Sammon, pp. 23–30
  19. ^ Sammon, pp. 43–49
  20. ^ Alcune edizioni del romanzo di Nourse usano il titolo spezzato in due parole Blade Runner, così come il libro di Burroughs.
  21. ^ Sammon, pp. 49–63
  22. ^ Sammon, p. 49
  23. ^ Bukatman, pp. 18–19 e Sammon, pp. 64–67
  24. ^ Sammon, pp. 63–64
  25. ^ Sammon, pp. 67–69
  26. ^ Sammon, p. 284
  27. ^ Bukatman, pp. 61–63 and Sammon, p. 111
  28. ^ Sammon, p. 74
  29. ^ Nigel Wheale, The Postmodern Arts: An Introductory Reader, Routledge, 1995, p. 107. ISBN 0-41507-776-1. URL consultato il 25 aprile 2008.
  30. ^ Director Maximus, Telegraph Media Group Limited, 20 settembre 2003. URL consultato il 25 aprile 2008.
  31. ^ Sammon, p. 53
  32. ^ Giraud, Jean. (1988) The Long Tomorrow & Other SF Stories. ISBN 0-87135-281-8
  33. ^ a b c d e f  . Warner Bros., , 2007
  34. ^ Aaron Brinkley, A Chat With William Sanderson, BladeZone, 2000.
  35. ^ "Who's the biggest pain in the arse you've ever worked with?" "It's got to be Harrison…he'll forgive me because now I get on with him. Now he's become charming. But he knows a lot, that's the problem. When we worked together it was my first film up and I was the new kid on the block. But we made a good movie." Rob Carnevale, Getting Direct With Directors…Ridley Scott, BBC, 2006. URL consultato il 21 febbraio 2007.
  36. ^ "I admire his work. We had a bad patch there, and I'm over it." Colin Kennedy, And beneath lies, the truth in Empire, n. 137, novembre 2000, p. 76.
  37. ^ In Conversation with Harrison Ford in Empire, n. 202, aprile 2006, p. 140.
  38. ^ "Harrison's fully on board," disse Scott. Neil Smith, The Total Film Interview in Total Film, n. 130, Summer 2007.
  39. ^ Blade Runner: arrivano prequel e sequel? in cineblog.it, 3 marzo 2011.
  40. ^ (EN) Mike Fleming, Ridley Scott To Direct New ‘Blade Runner’ Installment For Alcon Entertainment in deadline.com, 18 agosto 2011.
  41. ^ (EN) Steven Zeitchik, How Ridley Scott came to direct the new 'Blade Runner' in latimesblogs.latimes.com, 18 agosto 2011.
  42. ^ (EN) Ridley Scott Weighs in on Blade Runner Project in comingsoon.net, 8 febbraio 2012.
  43. ^ Harrison Ford in trattative per il nuovo Blade Runner di Ridley Scott in cineblog.it, 6 febbraio 2012.
  44. ^ Date di uscita per "Blade Runner", IMDb.it. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  45. ^ Box office / incassi per Blade Runner (1982) – Budget, IMDb.it. URL consultato il 12 febbraio 2011.
  46. ^ (EN) Blade Runner – Domestic Total Gross, Box Office Mojo.com. URL consultato il 12 febbraio 2011.
  47. ^ (EN) Blade Runner – Domestic Lifetime Gross, Box Office Mojo.com. URL consultato il 12 febbraio 2011.
  48. ^ Es una de las películas de ciencia ficción mejor escritas en ambos temas — pues abarca temas como la filosofía de la religión y las implicaciones éticas que conlleva el dominio de la ingeniería genética, dentro del contexto del drama clásico griego y sus nociones del hibris (Jenkins, Mary. (1997) The Dystopian World of Blade Runner: An Ecofeminist Perspective ) — y literario, dibujando la poesía de William Blake y la Biblia.
  49. ^ Vedi: Con esplicito riferimento a Cartesio e Sulla natura filosofica del film.
  50. ^ (EN) Awards for "Blade Runner", IMDb.com. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  51. ^ Ridley Scott confirms that the Blade Runner Deckard is a Replicant
  52. ^ Si veda anche http://www.blade-runner.it/
  53. ^ In alcuni ciak della scena Gaff chiede a Deckard se è sicuro di essere un uomo.
  54. ^ Il ritorno di Blade Runner, Punto Informatico, 27 ottobre 2000. URL consultato il 2 ottobre 2007.
  55. ^ Questa scena è stata in seguito corretta (al computer) con l'aggiunta del cielo tetro e della pioggia.
  56. ^ Blade Runner uscì nei cinema l'anno prima dell'attesissimo terzo e ultimo film della trilogia (originale) realizzata da George Lucas, Il ritorno dello Jedi.
  57. ^ (EN) A Lost Angeleno's guide to the City of Blade Runner, Ms. Geek.com. URL consultato il 14 gennaio 2011.
  58. ^ Broncoviz - Blade Runner, YouTube.com. URL consultato il 14 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Blade Runner. Warner Home Video. VHS, versione italiana, 1985.
  • Blade Runner. The Director's Cut. Warner Home Video. DVD, versione originale e italiana, 2006.
  • Blade Runner. The Final Cut. Edizione speciale due dischi. Warner Home Video. DVD, versione originale e italiana, 2007.

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