Blade Runner

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Blade Runner
Blade runner deckard.png
Rick Deckard in una scena del film
Titolo originale Blade Runner
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1982
Durata 117 min (International Cut, 1982)
116 min (Director's Cut, 1992)
117 min (The Final Cut, 2007)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, noir, thriller
Regia Ridley Scott
Soggetto Philip K. Dick
Sceneggiatura Hampton Fancher, David Webb Peoples
Produttore Michael Deeley
Casa di produzione The Ladd Company, Sir Run Run Shaw, Tandem Productions
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Jordan Cronenweth
Montaggio Terry Rawlings, Marsha Nakashima
Effetti speciali Douglas Trumbull
Musiche Vangelis
Scenografia Jordan Cronenweth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Blade Runner è un film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young e Edward James Olmos. La sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e David Webb Peoples, è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick. Il lungometraggio è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianze dell'uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. Replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e "ritirati dal servizio" da agenti speciali chiamati "Blade Runner". La trama ruota attorno ad un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio, che accetta un'ultima missione per dare loro la caccia.

Del film sono state distribuite sette versioni differenti, in base alle scelte, spesso controverse, dei diversi responsabili. Una versione director's cut piuttosto raffazzonata è stata pubblicata nel 1992, dopo che alcuni screening selezionati erano stati accolti positivamente dal pubblico. Questo fatto, congiunto alla popolarità del film al videonoleggio, lo ha reso uno dei primi film pubblicati in DVD, con una qualità audio e video mediocre[1]. Nel 2007, in occasione del 25º anniversario dell'uscita della pellicola, la Warner Bros. ha pubblicato The Final Cut, una versione digitalmente rimasterizzata e l'unica su cui Scott ha avuto totale libertà artistica[2]. Questa edizione è stata proiettata in un ristretto numero di sale e successivamente distribuita in DVD, HD DVD e Blu-ray[3].

Blade Runner ha inizialmente polarizzato la critica: alcuni erano insoddisfatti del ritmo, mentre altri ne avevano apprezzato la complessità tematica. Il lungometraggio ha incassato poco in Nord America durante la sua prima distribuzione cinematografica, ma da allora è assurto a film di culto[4]. È stato lodato per il suo design retrofuturista[5][6] e rimane uno dei migliori esempi del genere neo-noir[7]. Ha avuto il merito di portare l'opera di Philip K. Dick all'attenzione di Hollywood[8], mentre Ridley Scott lo considera "probabilmente" il suo film più completo e personale[9][10]. Blade Runner è considerato uno dei migliori film di fantascienza di sempre[11]. Nel 1993 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America[12] e nel 2007 l'American Film Institute lo ha posizionato al 97º posto nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movies[13].

Trama [14][modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell'anno 2019. La tecnologia ha permesso la creazione di esseri analoghi agli umani, detti "replicanti", utilizzati come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a pochi anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente "data di termine". Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico e sono stati catturati[15], mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i nuovi assunti alla Tyrell, ma è riuscito a scappare nuovamente sparando all'agente Holden che lo stava sottoponendo a un test per il riconoscimento dei replicanti.

Il poliziotto Rick Deckard, già agente dell'unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per "ritirare" i quattro replicanti. Deckard, sempre accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, si reca nell'ufficio del dott. Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6. Il dott. Tyrell lo invita a provare il test prima su un umano, la sua segretaria Rachael, che si rivelerà essere invece un replicante, un esperimento della Tyrell Corporation.

Deckard ispeziona l'appartamento di Leon, dove trova una squama e una serie di fotografie. Nel frattempo, Leon e Roy Batty fanno visita ad Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation. Chew, minacciato dai due, dice loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, un altro progettista genetico amico del dott. Tyrell.

Tornando a casa, Deckard viene seguito da Rachael, la quale vuole sapere se è una replicante o un'umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai dubbi di Rachael, le racconta i suoi ricordi d'infanzia, dimostrandole che in realtà sono solo innesti mentali. Rachael, disperata, fugge dall'appartamento di Deckard. Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, riesce ad ottenere la fiducia di J. F. Sebastian e a farsi ospitare nel suo appartamento.

Deckard sogna ad occhi aperti un unicorno[16]. Al risveglio, esamina una delle foto trovate nell'appartamento di Leon e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Attraverso le indagini scopre che la squama è di un serpente artificiale utilizzato da una spogliarellista in un suo spettacolo. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le intenzioni di Deckard e fugge per strada, ma Deckard riesce a raggiungerla e a "ritirarla", uccidendola.

Bryant informa Deckard che dovrà "ritirare" anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell dopo aver subito il test. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma improvvisamente viene fermato da Leon, che ha assistito al "ritiro" di Zhora. Leon cerca di uccidere Deckard, ma Rachael interviene uccidendo Leon. Deckard decide di graziare Rachael e di nasconderla a casa sua, dove i due s'innamorano. Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti solo loro. I due convincono J. F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare la loro imminente "data di termine"[17]. Tyrell gli dice che non è possibile e così Roy Batty uccide sia il dott. Tyrell, cavandogli gli occhi con i pollici, che J. F. Sebastian.

Deckard viene informato del duplice omicidio e si reca nell'appartamento di J. F. Sebastian, ritenendo che i due replicanti rimasti si sarebbero nascosti lì. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma Deckard riesce a spararle, uccidendola. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta[18]. Nel tentativo di scappare, Deckard salta da un tetto a un altro ma non riesce ad atterrare e rimane aggrappato ad una trave, sospeso nel vuoto. Roy Batty lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo trae in salvo. Dopo un breve monologoIo ne ho viste cose...»[19]), Roy Batty muore di fronte all'impietrito Deckard.

(EN)
« I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate. All those... moments will be lost... in time, like tears... in rain. Time to die. »
(IT)
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »
(Roy Batty)

Poco dopo arriva Gaff che si complimenta per il lavoro svolto, ma dice a Deckard «Peccato però che lei non vivrà!... Sempre che questo sia vivere.», riferendosi a Rachael. Deckard va quindi di corsa nel suo appartamento per mettere in salvo Rachael, e mentre fuggono verso l'ascensore Rachael colpisce col tacco della scarpa un piccolo origami per terra, a forma di unicorno, insinuando il dubbio che anche Deckard sia un replicante.[20]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è interamente ambientato a Los Angeles, nel novembre del 2019. Il pianeta Terra, a causa dell'inquinamento e del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extramondo, mentre sulla Terra rimangono coloro che sono stati scartati alla visita perché malati (come J. F. Sebastian, affetto da invecchiamento precoce) o coloro che non possono permettersi il viaggio. La vita animale e vegetale è pressoché scomparsa, per cui è proibito uccidere veri animali.

L'interno del Bradbury Hotel di Los Angeles, utilizzato come location per l'appartamento di J.F. Sebastian.

La città di Los Angeles è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall'inquinamento, che offusca il Sole e produce una pioggia continua. Le strade, rese luride dalla pioggia, sono piene di veicoli e di persone di ogni etnia, anche se è nettamente predominante la componente asiatica.[21] In città si parla il Cityspeak, uno slang plurilinguistico e multietnico.[22]

I moderni grattacieli e le industrie sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle "nuove tecnologie" facendo passare le tubazioni sulle facciate esterne. L'assenza totale del bello contribuisce a trasmettere allo spettatore la sensazione di claustrofobia.

I replicanti[modifica | modifica wikitesto]

I replicanti sono androidi organici costruiti con tecniche di ingegneria genetica pressoché indistinguibili dall'uomo, creati dalla Tyrell Corporation. I replicanti protagonisti del film appartengono alla serie Nexus 6: sono superiori all'uomo per forza e agilità, nonché di intelligenza almeno pari a quella degli ingegneri che li hanno creati. Sono stati progettati per essere il più possibile simili agli uomini (lo slogan della Tyrell è più umano dell'umano). Gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie (rabbia, amore, paura, sospetto...) ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante, vale a dire 4 anni di vita[23].

I Nexus vengono impiegati nelle colonie extramondo per i lavori più faticosi e pericolosi, oppure come "articolo di piacere" per i soldati di stanza nelle colonie militari extramondo. In seguito ad una rivolta, è stato proibito l'utilizzo di replicanti sulla Terra, ed è compito della squadra speciale Blade Runner "ritirare" (ovvero eliminare) i replicanti presenti sul pianeta.

Per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l'empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato sull'occhio dell'interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un'emozione precisa nell'interrogato, tradisce la sua natura in seguito all'impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano, di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.

Benché al riguardo la trama sia volutamente enigmatica, nella scena finale nasce il sospetto che Deckard sia anch'egli un replicante. Tale interpretazione venne confermato da Ridley Scott nel 2000 quando dichiarò «Blade Runner, anche Ford era un replicante»; infatti precedentemente Deckard sogna un unicorno, ed il ritrovamento dell'animale mitologico sotto forma di origami (nel film si nota bene che è Gaff a fare gli origami) indica che quel sogno è noto anche a Gaff e che quindi non può appartenere direttamente a Deckard, ma che gli deve essere stato innestato, implicando la sua natura di replicante[24].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Genesi dell'opera e sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto dello scrittore Philip K. Dick, autore del libro Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) da cui è stato tratto il film

L'industria del cinema si interessò all'adattamento del romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) già dal momento della sua pubblicazione nel 1968. Il regista Martin Scorsese era interessato a filmare un adattamento dell'opera, ma non ne acquisì mai i diritti[25][26]. Il produttore Herb Jaffe acquisì invece i diritti all'inizio degli anni settanta, ma la sceneggiatura scritta da suo figlio Robert dispiacque fortemente a Dick:

(EN)
« Jaffe's screenplay was so terribly done ... Robert flew down to Santa Ana to speak with me about the project. And the first thing I said to him when he got off the plane was, 'Shall I beat you up here at the airport, or shall I beat you up back at my apartment?' »
(IT)
« La sceneggiatura di Jaffe era fatta malissimo ... Robert volò fino a Santa Ana per parlarmi del progetto. E la prima cosa che gli dissi quando scese dall'aereo era, 'Devo picchiarti qui all'aeroporto oppure quando arriveremo al mio appartamento?' »
(Philp K. Dick[26])

Nel 1977 seguì la sceneggiatura dell'attore Hampton Fancher[27]. Egli scrisse una prima bozza per un film a basso budget, denominato Mechanismo. Lo script prevedeva che il film fosse ricco di dialoghi, quasi interamente ambientato in interni e che alla fine Rachael si suicidasse. A Dick non piacque molto perché il suo romanzo veniva svuotato dei suoi più profondi significati esistenziali e suggerì di introdurre una voce narrante fuori campo[28]. Fancher sottopose il suo lavoro al parere di Michael Deeley, il quale si interessò alla bozza e contattò Ridley Scott come possibile regista. Scott inizialmente rifiutò la proposta perché impegnato con la pre-produzione di Dune ma, esasperato dalla lentezza del progetto e desideroso di lavorare ad una produzione più dinamica per distrarre la mente dalla recente scomparsa del fratello maggiore, si svincolò dall'impegno precedente[29].

Ridley Scott, il regista del film

Il 21 febbraio 1980 Scott aderì al progetto di quello che allora era chiamato con il titolo di lavoro Dangerous Days, a condizione di poter effettuare delle modifiche alla sceneggiatura di Fancher, fortemente incentrata su questioni ecologiche[30]. Il regista cominciò quindi ad immaginare un film noir con un'ambientazione urbana. Egli scelse inoltre il termine "replicante" perché la parola "androide", utilizzata nel libro, era inflazionata agli inizi degli anni ottanta. Similmente al romanzo, i droidi dovevano inizialmente essere composti anche da parti metalliche che ne rivelavano, al momento della morte, la loro natura non umana[28]. Il regista riuscì inoltre ad ottenere un innalzamento del finanziamento di Filmways da 13 a 15 milioni di dollari. Il progetto venne rinominato Blade Runner, nome apprezzato da Scott e derivato dal romanzo di Alan E. Nourse del 1974 The Bladerunner[N 1][30]. Successivamente venne coinvolto David Webb Peoples per riscrivere il soggetto. Nella versione di Fancher, Roy Batty veniva ucciso, mentre Peoples lo fece morire di "vecchiaia" e scrisse il famoso monologo «Io ne ho viste cose...». L'attore Rutger Hauer modificò poi il monologo introducendo la parte sulle lacrime nella pioggia e contribuì a scrivere molte delle battute del suo personaggio[28]. Insoddisfatto dalle modifiche effettuate allo script Fancher abbandonò il progetto il 21 dicembre 1980, sebbene in seguito ritornò per contribuire a delle riscritture supplementari[30].

Con più di 2,5 milioni di dollari investiti nella pre-produzione, la Filmways fece improvvisamente marcia indietro con la copertura finanziaria a causa di difficoltà economiche, e abbandonò l'impresa a ridosso della data d'inizio delle riprese[31]. Nel giro di dieci giorni Deeley riuscì ad assicurare un finanziamento di 21,5 milioni di dollari attraverso un accordo a tre tra The Ladd Company (tramite la Warner Bros.), il produttore di Hong Kong, Sir Run Run Shaw e la Tandem Productions[32][33]. Philip K. Dick si preoccupò che nessuno lo avesse informato della produzione del film, il che non fece che aumentare la sua sfiducia nei confronti di Hollywood[34]. Dopo che Dick ebbe criticato una prima versione della sceneggiatura di Hampton Fancher in un articolo scritto per la rivista Select TV Guide, lo studio inviò a Dick la riscrittura di David Peoples[35]. L'autore fu compiaciuto della sceneggiatura riscritta e di un provino degli effetti speciali di una ventina di minuti che fu preparata per lui quando fu invitato allo studio. Dopo la visione del filmato, Dick rivelò entusiasta a Ridley Scott che il mondo creato per il film assomigliava esattamente a quello che lui aveva immaginato[36]. Philip K. Dick però non vide mai la versione finale del film, in quanto venne a mancare il 2 marzo 1982, appena dopo l'ultimazione della pellicola; proprio per questo motivo il film è dedicato a lui.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

L'attore Harrison Ford che interpreta l'ex poliziotto e blade runner Rick Deckard

Il casting del film si rivelò problematico, specialmente per il ruolo di Rick Deckard. Lo sceneggiatore Hampton Fancher s'immaginava Robert Mitchum nel ruolo di Deckard e scrisse i dialoghi del personaggio con lui in mente[37]. Il regista Ridley Scott e i produttori passarono mesi in riunioni e discussioni con Dustin Hoffman, il quale infine se ne andò a causa di punti di vista divergenti sul personaggio. Furono presi in considerazione numerosi altri attori per il ruolo principale, tra cui Gene Hackman, Sean Connery, Jack Nicholson, Paul Newman, Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, Arnold Schwarzenegger, Al Pacino e Burt Reynolds[37]. Fu infine scelto Harrison Ford a causa di numerosi fattori, tra cui la sua parte nei film di Guerre stellari, il suo interesse per la storia di Blade Runner e le discussioni con Steven Spielberg, che all'epoca stava completando I predatori dell'Arca perduta ed aveva elogiato moltissimo il lavoro svolto dall'attore nel film[37]. Dopo i successi dei suoi film precedenti Ford era alla ricerca di un ruolo più drammatico[38].

Nel 1992 Ford ammise che «Blade Runner non è uno dei miei film preferiti. Non mi sono trovato con Ridley»[39]. Nel 2006 a Ridley Scott fu chiesto chi fosse stata la maggior spina nel fianco con cui avesse mai lavorato. Egli rispose che era stato Harrison Ford: «Quando abbiamo lavorato insieme era il mio primo film ed ero l'ultimo arrivato. Ma abbiamo fatto un buon film»[40]. Ford dichiarò nel 2000 che lui e Scott avevano avuto un approccio negativo, ormai superato, e ammise di essere un ammiratore del lavoro del regista[41]. Nel 2006 Ford, facendo una riflessione sulla produzione del film, disse: «Ciò che ricordo più di ogni altra cosa quando vedo Blade Runner non sono le 50 notti di riprese sotto la pioggia, ma la voce fuori campo... Ero ancora obbligato a lavorare per quei pagliacci che continuavano a inserire una brutta voce fuori campo dopo l'altra»[42].

L'attore Rutger Hauer che interpreta il replicante Roy Batty

Molto più semplice si dimostrò invece la scelta dell'attore olandese Rutger Hauer nel ruolo di Roy Batty, il leader dei replicanti[43]. Scott lo scritturò senza averlo mai incontrato prima e basandosi solamente sulle sue performance in tre film di Paul Verhoeven: Keetje Tippel, Soldato d'Orange e Fiore di carne[37]. Philip K. Dick stesso approvò la scelta, descrivendo Hauer come «il perfetto Roy Batty. Freddo, ariano e senza difetti»[36]. Dei molti film girati da Hauer Blade Runner rimane il suo preferito. Come ha avuto modo di affermare nel 2001: «Blade Runner non ha bisogno di spegazioni. Semplicemente [è]. [...] Non esiste niente di simile. Essere parte di un vero capolavoro che ha cambiato il modo di pensare del mondo. È magnifico»[44].

Molte attrici poco conosciute si presentarono ai provini per i ruoli di Rachel e di Pris. Dopo una serie di audizioni in cui Morgan Paull interpretava il ruolo di Deckard, venne scelta Sean Young come volto di Rachel. Paull fu scritturato come Holden, il bounty killer collega di Deckard, sulla base dei risultati convincenti delle sue interpretazioni durante i provini[37]. Daryl Hannah superò invece la concorrenza di Stacey Nelkin e Monique van de Ven per l'interpretazione del personaggio di Pris. Nelkin si vide comunque assegnare il ruolo di Mary, la quinta replicante. Tuttavia, a causa di un lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, le scene in cui doveva comparire Mary non furono sviluppate e si decise di eliminare il personaggio[37]. Joanna Cassidy fu scelta per il ruolo di Zhora anche perché riusciva a sentirsi a suo agio con un serpente intorno al collo. Infatti il pitone birmano che si vede nella scena all'interno del camerino era il suo animale domestico[37]. Edward James Olmos interpreta Gaff. Olmos utilizzò il suo variegato background etnico e una serie di ricerche personali per creare il cityspeak, la lingua fittizia che gli abitanti di Los Angeles utilizzano nel film e parzialmente ispirata all'ungherese[45]. Joe Turkel presta il volto al dottor Eldon Tyrell, un magnate che ha costruito un impero commerciale sfruttando la produzione di androidi geneticamente modificati. William Sanderson fu scelto per il ruolo di J. F. Sebastian, un uomo geniale che prova compassione per i replicanti ma afflitto da una grave malattia[46][47], dopo che per la parte venne preso in considerazione anche Joe Pantoliano[48].

Riprese e location[modifica | modifica wikitesto]

L'interno del Bradbury Hotel di Los Angeles, utilizzato come location per l'appartamento di J. F. Sebastian

Le riprese di Blade Runner iniziarono il 9 marzo 1981 e durarono quattro mesi[49]. Si svolsero negli studi di Burbank, dove vennero ricreate le strade di una Los Angeles futuristica[50]. Come location ulteriori vennero utilizzati il Bradbury Building, per l'appartamento di J. F. Sebastian, e la Union Station di Los Angeles, trasformata nell'interno del palazzo di polizia[51]. L'ufficio del capitano Bryant fu costruito appositamente per il film e ancora oggi è utilizzato come ufficio della stazione ferroviaria. L'interno dell'appartamento di Deckard è ispirato alla Ennis House costruita dall'architetto Frank Lloyd Wright, in particolare i blocchi di cemento che compongono le pareti[52].

Durante le riprese Scott ebbe numerose frizioni con Harrison Ford[53]. L'attore lamentava una mancanza d'attenzione e di indicazioni su come caratterizzare il suo personaggio, mentre Scott pensava che Ford fosse abbastanza rutinato da non avere bisogno di suggerimenti e preferì dedicarsi alle attrici Sean Young e Daryl Hannah, al loro primo ruolo importante. Le condizioni ambientali delle riprese, spesso di notte e sotto una pioggia artificiale, non aiutarono a risollevare l'umore di Ford, che conserva un cattivo ricordo della lavorazione del film[28]. Per alcune scene vennero impegate delle controfigure; ad esempio quando Zhora si schianta contro alcune vetrine mentre Deckard le spara, o quando Pris attacca Deckard eseguendo capriole e salti mortali. Per quest'ultima scena era stata ingaggiata come controfigura una ginnasta professionista, ma Scott le fece rigirare talmente tante volte la scena da renderla esausta. La sequenza finale che si vede nel film è stata girata quindi con un ginnasta uomo. In una delle scene finali, quando Deckard e Batty saltano da un tetto all'altro, Harrison Ford è interpretato da una controfigura, mentre fu lo stesso Rutger Hauer ad eseguire il salto, dopo che i due palazzi vennero avvicinati[54].

La Ennis House di Frank Lloyd Wright, il cui design ha ispirato gli interni dell'appartamento di Rick Deckard

Scott incontrò delle difficoltà anche con il team di produzione, essenzialmente statunitense, che non era abituato ai suoi metodi di lavoro e alla sua tendenza a supervisionare totalmente la direzione artistica. Svariati membri della squadra diedero le dimissioni durante il periodo di riprese. La tensione raggiunse il suo apice quando Scott dichiarò in un'intervista per un giornale britannico che avrebbe preferito lavorare con un team inglese. In segno di protesta il personale del film preparò delle magliette con scritto Yes Gouv, My Ass! (lett. "Si governatore, il mio culo!") e le indossò durante il lavoro. Informato del piano, Scott arrivò lo stesso giorno con un cappello da ammiraglio britannico con scritto Gouv, oltre ad una maglietta con la scritta Xenophobia Sucks (lett. "La xenofobia fa schifo"). Questo gesto d'ironia contribuì ad allentare la tensione generale[28]. Il perfezionismo di Scott gli causò inoltre dei problemi con la produzione, che preoccupata del ritardo accumulato dal film. Le riprese si conclusero in modo affrettato, perché i responsabili avevano fissato una data limite, al di là della quale avrebbero ritirato i propri fondi. L'ultimo giorno di riprese si svolse quindi sotto una grande pressione[28].

Il monologo finale di Roy Batty fu l'ultima scena ad essere girata. In origine era pensato essere più lungo e le ultime due frasi non erano presenti. Fu Hauer a persuadere Scott a tagliare la parte iniziale, considerando che un personaggio in punto di morte non avrebbe avuto il tempo di fare un lungo discorso; improvvisò inoltre il finale del monologo[55].

Design e scenografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« My initial reaction on reading the script was that it seemed on the surface another futuristic script, and I figured I'd just done that and I ought to change gear. But when I thought about it more, I thought it's not really futuristic. It's set 40-years on, but it could take place in any time slot. And so I started to back­date it in my head – as far as the look and feel are concerned – and what we're really doing is a 40-year-old film set 40 years in the future. »
(IT)
« La mia prima reazione alla lettura della sceneggiatura è stata che sembrava all'apparenza un altro script futuristico, e pensai che ne avevo appena girato uno e volevo cambiare aria. Ma pensandoci meglio trovai che non era veramente futuristico. È ambientato 40 anni nel futuro, ma potrebbe accadere in qualsiasi epoca. E così cominciai ad immaginarmelo collocato nel passato – per quanto riguarda l'aspetto – e quello che stiamo veramente facendo è un film vecchio di 40 anni collocato 40 anni nel futuro. »
(Ridley Scott[56])
Lo skyline di Hong Kong servì da ispirazione per l'aspetto della Los Angeles del 2019

Scott citò la rivista francese di fumetto di fantascienza Métal Hurlant, a cui contribuiva tra gli altri l'artista Moebius, e il dipinto Nighthawks di Edward Hopper, come fonti stilistiche per l'atmosfera retrofuturista del film. Scott affermò in seguito: «agitavo costantemente sotto il naso del team di produzione una riproduzione del dipinto per illustrare l'aspetto e l'atmosfera che ricercavo»[57]. Il regista s'ispirò inoltre al panorama di «Hong Kong in una giornata particolarmente brutta»[58] e al paesaggio industriale della sua città natale nell'Inghilterra nord-orientale[59]. Come concept artist venne scritturato Syd Mead, anch'esso profondamente influenzato da Métal Hurlant[60]. A Moebius fu offerta l'opportunità di assistere nella fase di pre-produzione, ma egli rifiutò per poter lavorare ad un altro progetto, una decisione di cui in seguito si pentì[61]. Blade Runner presenta inoltre numerose e marcate somiglianze con Metropolis di Fritz Lang, tra cui un ambiente urbano sviluppato in verticale, con torri immense, traffico intenso, schermi di segnalazione e l'opposizione tra i dirigenti, che vivono in appartamenti elevati e il resto della popolazione, ammassata in quartieri poveri e inquinati[62]. Il supervisore agli effetti speciali David Dryer utilizzò inoltre dei fotogrammi tratti da Metropolis per allineare le riprese delle miniature degli edifici in Blade Runner[63][64].

Lawrence G. Paull, in qualità di scenografo e David Snyder, come direttore artistico, realizzarono gli schizzi di Scott e Mead. Douglas Trumbull, già impiegato in film del calibro di 2001: Odissea nello spazio e Incontri ravvicinati del terzo tipo, e Richard Yuricich supervisionarono gli effetti speciali della pellicola. Scott e Trumbull si conoscevano da anni ma non avevano mai avuto occasione di collaborare prima. Il regista gli affidò il compito di elaborare le miniature per la panoramica del paesaggio industriale e per la piramide della Tyrell Corporation, viste ad inizio film, oltre alla riproduzione a grandezza naturale della cabina di pilotaggio delle navi che sorvolano la città[65]. Blade Runner è uno degli ultimi film di fantascienza che non utilizza effetti speciali creati al computer. La scena iniziale, in cui si vede una panoramica della città, è in realtà la ripresa di un modellino a prospettiva forzata profondo solo 4,5 metri e formato da sagome di palazzi riprodotti in serie. Le esplosioni di gas sono vere: vennero registrate e poi proiettate sul modellino una alla volta, cosicché la scena iniziale è in realtà la sovrapposizione di moltissime riprese[66]. Le riprese esterne vennero modificate in post produzione con la tecnica della pittura dei mascherini. Anche le scene girate nell'ufficio del dottor Tyrell furono cambiate nella parte superiore, perché non era possibile ricreare sul set in modo credibile gli effetti di luce che il sole avrebbe dovuto produrre[66].

Uno degli spinner utilizzati nel film esposto all'American Police Hall of Fame & Museum

L'unica scenografia costruita per il film fu il set della strada: vennero utilizzati alcuni palazzi a due piani, montando sulle facciate i tubi dell'aria condizionata per dare l'impressione che fossero palazzi antichi adattati alle nuove tecnologie. Per ovviare al fatto che i palazzi del set erano bassi, mentre la città era formata da grattacieli, si decise di girare le riprese esterne di notte e di creare un'atmosfera densa di fumo a causa dell'inquinamento[52].

Per evocare i progressi tecnologici del futuro, furono introdotte nel film delle vetture volanti chiamate spinner, utilizzate dalla polizia per sorvegliare la popolazione e svolgere mansioni di pattugliamento[67]. Uno spinner può essere guidato come un veicolo tradizionale terrestre e decollare verticalmente come un velivolo VTOL. Per decollare e volare, uno spinner utilizza tre propulsori differenti: un motore a combustione interna, un motore a reazione e l'antigravità[68]. I disegni concettuali di Mead vennero usati da Gene Winfield per realizzare 25 modelli funzionanti[69], assemblati da una squadra di 50 persone in poco più di cinque mesi di tempo[28].

La macchina Voight-Kampff[N 2] è un poligrafo utilizzato dai blade runner per osservare le reazioni fisiologiche di un individuo e determinare se si tratta di un replicante. Il dispositivo misura diversi paramentri, come la respirazione, la frequenza cardiaca, la dilatazione della pupilla e l'arrossamento involontario in risposta a domande emozionalmente provocatorie[70]. Nel film i replicanti Leon e Rachael sono sottoposti al test e Deckard rivela a Tyrell che in genere ci vogliono 20 o 30 domande per individuare un replicante; in contrasto con quanto affermato nel libro, dove ne bastano "sei o sette" per raggiungere lo scopo.

Montaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il budget preventivato venne superato di oltre il 10%; Bud Yorkin e Jerry Perenchio fecero allora leva su una clausola del contratto che permetteva loro in questo caso di licenziare il regista e Scott mantenne il posto solo grazie all'intervento di Alan Ladd, Jr., presidente della The Ladd Company[71]. Il montaggio del film si svolse in Inghilterra nell'estate del 1981. Numerose scene dovettero essere tagliate affinché la durata della pellicola non superasse le due ore, come richiesto dalla produzione. Furono così eliminate le sequenze in cui Deckard visita Holden in ospedale e quella in cui sogna un unicorno, mentre altre vennero pesantemente tagliate, principalmente quelle girate nell'appartamento di Deckard in cui compare anche Rachael[71].

Dopo alcune anteprime e screening in cui i produttori non compresero numerosi elementi del film e le reazioni del pubblico furono sostanzialmente negative, si decise di inserire una voce narrante fuori campo per facilitare la comprensione di alcuni aspetti della storia. Al regista non piacque l'idea della voce fuori campo e non partecipò alla stesura finale dei testi. Venne inoltre modificato il finale per renderlo più lieto, utilizzando allo scopo delle scene girate da Stanley Kubrick per Shining e poi scartate[71]. Harrison Ford non gradì le modifiche effettuate ma fu costretto dalla produzione a registrare le battute per la voce narrante:

(EN)
« When we started shooting it had been tacitly agreed that the version of the film that we had agreed upon was the version without voiceover narration. It was a f**king [sic] nightmare. I thought that the film had worked without the narration. But now I was stuck re-creating that narration. And I was obliged to do the voiceovers for people that did not represent the director's interests. »
(IT)
« Quando iniziammo le riprese avevamo raggiunto un tacito accordo che la versione del film che preferivamo era quella senza voce fuori campo. Era un c***o di incubo. Pensavo che il film funzionasse senza narrazione. Ma ora ero impelagato con le registrazioni di quella narrazione. Ed ero obbligato a fare la voce fuori campo per delle persone che non rappresentavano gli interessi del regista. »
(Harrison Ford[38])

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Blade Runner (colonna sonora).

La colonna sonora di Blade Runner è stata composta da Vangelis, fresco vincitore dell'Oscar alla migliore colonna sonora per il suo lavoro su Momenti di gloria nel 1981[72]. La composizione alterna melodie classiche a suoni futuristici creati al sintetizzatore, per riflettere lo stile noir e retrò voluto da Ridley Scott per il suo film[73]. Scott si è anche servito del compositore e pianista Peter Skellern per alcuni arrangiamenti, di Demis Roussos, che canta il brano introduttivo Tales of the Future, e di Don Percival, che interpreta invece One More Kiss, Dear[74]. Il sassofonista jazz Dick Morrissey[N 3], collaboratore di lunga data di Vangelis, esegue l'assolo di Love Theme. Un complesso tradizionale giapponese e il suonatore di arpa Gail Laughton hanno contribuito anch'essi alla colonna sonora con un brano ciascuno[75].

Nonostante la buona accoglienza di pubblico e critica, le nomination nel 1983 per un BAFTA e un Golden Globe come miglior colonna sonora e l'annuncio della pubblicazione di un album da parte della Polydor Records nei titoli di coda del film, la colonna sonora ufficiale non venne pubblicata che dieci anni più tardi[74]. Per colmare questa lacuna la New American Orchestra ne registrò nel 1982 una versione orchestrale. Alcuni brani vennero pubblicati nel 1989 nella raccolta Vangelis: Themes, ma fu solo nel 1992, con l'uscita dell'edizione director's cut, che la colonna sonora completa trovò la sua pubblicazione in un album ufficiale[74]. Questo ritardo incoraggiò inoltre la circolazione di numerose registrazioni pirata[74].

Nel 2007, in occasione dell'uscita della versione final cut, è stato pubblicato un cofanetto di tre CD con musiche del film, intitolato Blade Runner Trilogy. Il primo disco è una riedizione dell'album del 1994, il secondo contiene una selezione di musica composta per il lungometraggio ma non utilizzata nel montaggio finale, mentre il terzo CD costituisce un album inedito di Vangelis a celebrazione del 25º anniversario del film[76].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono sette versioni differenti di Blade Runner[77]. La versione di lavoro originale (Workprint Version) venne proiettata durante degli screening selezionati a Denver e Dallas nel marzo 1982. L'accoglienza sostanzialmente negativa da parte del pubblico presente portò ad introdurre delle modifiche alla pellicola, come l'aggiunta di un lieto fine e di una voce narrante fuori campo[78][79]. La Workprint Version venne proiettata senza l'approvazione di Ridley Scott al Los Angeles Fairfax Theater nel maggio 1990, ad un evento della Academy of Motion Picture Arts and Sciences nell'aprile 1991, e a settembre e ottobre 1991 al Los Angeles NuArt Theater e al San Francisco Castro Theater[80][81]. Una seconda versione è stata presentata unicamente a San Diego nel maggio 1982 (San Diego Sneak Preview). A eccezione di tre brevi scene supplementari essa è identica alla versione cinematografica statunitense[82].

La versione cinematografica statunitense, contenente le modifiche successive alla Workprint Version e conosciuta come Domestic Cut, uscì nel giugno 1982[82]. Nelle sale del resto del mondo venne proiettato invece l'International Cut. Questa versione include alcune scene piuttosto violente e assenti nella versione nord americana, come quella in cui Roy preme i pollici negli occhi del dottor Tyrell o quella in cui si conficca un chiodo nel palmo della mano durante l'inseguimento a Deckard[83]. Nel 1986 uscì negli Stati Uniti una quinta versione, pesantemente tagliata per rispondere alle esigenze di una trasmissione televisiva[84].

La prima modifica sostanziale al film risale al Director's Cut del 1992, una versione del regista rieditata sotto la supervisione di Michael Arick e più fedele alla prima versione di lavoro della pellicola. Venne rimossa la voce narrante fuori campo così come il lieto fine della fuga di Deckard e Rachael, inoltre venne inserita la scena in cui Deckard sogna un unicorno[85]. Quest'ultima, congiunta alla sequenza finale in cui Rachael colpisce con la scarpa l'origami in foggia di liocorno, insinuano il dubbio, assente nelle altre versioni, che lo stesso Deckard possa essere un replicante. Secondo questa interpretazione, Gaff, il collega di Deckard che lascia l'origami nel suo appartamento, sarebbe a conoscenza dei sogni di Deckard, portando alla conclusione che i ricordi dell'uomo siano artificiali come quelli degli altri replicanti; ipotesi tra l'altro avvalorata dallo stesso Scott[86][87].

(EN)
« I'd directed a small dream sequence in England during Blade Runner post-production period of a unicorn running through a woods. That shot specifically implied that Deckard, whom I wanted to suggest was a replicant himself, had been implanted with this mage by the Tyrell Corporation. But I was forced to take it out. So a director's cut seemed the perfect oportunity to reinstate that, as well as other moments that had also been cut. »
(IT)
« Avevo diretto una breve sequenza onirica in Inghilterra durante la post produzione di Blade Runner di un unicorno che corre per i boschi. Quella ripresa implicava specificatamente che a Deckard, volendo suggerire che fosse un replicante egli stesso, quell'immagine era stata impiantata dalla Tyrell Corporation. Ma ero stato costretto a toglierla. Così un director's cut mi sembrava una perfetta opportunità per reintrodurla, insieme ad altri momenti che pure erano stati tagliati. »
(Ridley Scott[88])

Nelle versioni precedenti si affermava che sei replicanti erano fuggiti dalle colonie extramondo e che uno di loro era stato catturato durante la loro prima vista alla Tyrell Corporation, mentre poi di fatto i replicanti rimasti erano quattro. Questo perché la sceneggiatura aveva inizialmente previsto una quinta replicante, Mary, che sarebbe dovuta morire di "morte naturale" nel prosieguo del film. In seguito si decise di eliminare il personaggio di Mary, ma la frase sul campo elettrico non fu cambiata, creando un'incongruenza che fu eliminata soltanto nel Director's Cut.

Il Final Cut, uscito al cinema nel 2007, è considerato la versione definitiva della pellicola e l'unica in cui a Scott è stata concessa totale libertà artistica[85]. Rispetto al Director's Cut, essa presenta delle modifiche estetiche minori, tra cui piani di transizione, sfondi migliorati e voci ri-sincronizzate. Inoltre l'immagine e il suono sono stati restaurati digitalmente e rimasterizzati[78][89].

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita cinematografiche internazionali del film, suddivise per versione, sono state[90]:

Domestic e International Cut[modifica | modifica wikitesto]

Director's Cut[modifica | modifica wikitesto]

The Final Cut[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Blade Runner debuttò al cinema in 1.295 sale il 25 giugno 1982. La data venne scelta dal produttore Alan Ladd, Jr., che la considerava il suo "giorno fortunato" dal momento che i suoi due film di maggior successo, Guerre stellari e Alien, erano usciti in date simili — il 25 maggio del 1977 e del 1979 rispettivamente[91]. L'incasso del primo finesettimana di proiezione fu un deludente 6,15 milioni di dollari[92][93]. Nonostante questo risultato collocasse la pellicola al secondo posto nella lista dei film con maggiore incasso in quel weekend, venne superato nelle settimane successive da altri film di fantascienza come La cosa, Star Trek II - L'ira di Khan ed E.T. l'extra-terrestre, un film di fantascienza "rassicurante", diametralmente opposto alla distopia rappresentata in Blade Runner[94]. L'uscita contemporanea di queste pellicole e il fatto che il pubblico appassionato di fantascienza si fosse ormai abituato allo stile di Guerre stellari, costituirono le principali ragioni di questo deludente risultato al botteghino[94][95].

A fronte di un budget stimato in circa 28 milioni di dollari[96], Blade Runner ottenne un incasso totale in patria di circa 27,5 milioni. In seguito, l'uscita della versione Director's Cut che incassò circa 3,75 milioni, seguita dal Final Cut del 2007 che generò 1,5 milioni di introiti, portarono l'incasso totale del film negli Stati Uniti alla cifra di circa 32,800 milioni di dollari[92][93]. Nonostante l'esito deludente in Nord America, il pubblico internazionale accolse positivamente la pellicola, con frequenti riproiezioni nei cinema di tutto il mondo che la resero un film di culto[97][98].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film polarizzò la critica al momento della sua uscita: alcuni ebbero l'impressione che la sostanza era stata sacrificata alla forma e agli effetti speciali[99] e giudicarono che il lungometraggio non si presentava propriamente di azione e di avventura come era stato suggerito dalla campagna pubblicitaria[100]; altri invece lo lodarono per via della sua complessità e affermarono che avrebbe retto alla prova del tempo[101]. Negli Stati Uniti una critica diffusa fu il ritmo eccessivamente lento, che sminuiva gli altri suoi punti di forza[102]; Sheila Benson del Los Angeles Times lo soprannominò infatti "Blade Crawler"[N 4][103]. Pat Berman del The State lo descrisse invece come "pornografia fantascientifica"[104]. Di contro Pauline Kael esaltò le scenografie "straordinarie" della megalopoli e affermò che Blade Runner «possiede il suo stile unico, e un film di fantascienza visionario che ha il suo stile proprio non può essere ignorato – ha il suo posto nella storia del cinema»[105]. In Francia, Philippe Manœuvre di Métal Hurlant è uno dei critici più accaniti della pellicola, affermando che Dick si starebbe rivoltando nella tomba alla vista dell'adattamento[106]. La voce narrante generò critiche miste, mentre il lieto fine venne perlopiù percepito in modo negativo; il settimanale tedesco Der Spiegel scrisse che l'happy ending del film era una «fraintesa concessione ai riti del cinema»[107] e David Pirie della rivista Time Out aggiunse: «la narrazione dell'eroe e il finale danno l'impressione di provenire da un altro film»[108].

Le critiche sono diventate molto più positive con il passare del tempo e a partire dall'uscita della versione Director's Cut. Roger Ebert gli assegnò tre stelle su quattro, lo elogiò per essere divenuto «uno dei riferimenti visuali del cinema moderno», ma trovò la storia banale e troppo debole. Nonostante fosse soddisfatto dalle buone interpretazioni di Harrison Ford, Sean Young e Rutger Hauer, valutava il film "poco convincente" nella presentazione delle relazioni umane, soprattutto per quanto riguarda la storia d'amore tra Deckard e Rachael[109]. Nel 2007, dopo l'uscita del Final Cut, Ebert cambiò la sua opinione iniziale e aggiunse il film alla sua lista dei Great Movies: «Ho avuto la conferma», spiegò, «che i miei passati problemi con Blade Runner rappresentano un fallimento del mio gusto e immaginazione, ma se il film era perfetto, perché Sir Ridley ha continuato ad armeggiarci [così a lungo]?»[110]. Desson Howe del Washington Post lo definisce «formidabile a tutti i livelli: la storia basata sulla ricerca inutile dell'immortalità, la messa in atto fenomenale di Ridley Scott, gli incredibili scenari futuristi e le interpretazioni commoventi, soprattutto quella di Rutger Hauer»[111]. Entertainment Weekly gli assegna la valutazione A-[112], mentre Adam Smith della rivista Empire lo gratifica con il voto massimo di cinque stelle su cinque, definendolo un "autentico capolavoro" che ha beneficiato, nella sua versione Final Cut, di una restaurazione della qualità dell'immagine "quasi miracolosa"[113].

Il sito di recensioni Rotten Tomatoes attesta una percentuale di gradimento del 91%, con una media voto di 8.4/10 basata sulle valutazioni di 96 critici. La descrizione generale recita: «Frainteso quando venne trasmesso per la prima volta nei cinema, l'influenza del misterioso, neo-noir Bade Runner di Ridley Scott è cresciuta nel tempo. Un capolavoro di fantascienza visivamente straordinario e dolorosamente umano»[114]. Su Metacritic il film detiene una valutazione di 88/100, sintetizzata con "plauso universale", basato sui commenti di 10 revisori professionisti[115].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Blade Runner ha vinto o è stato nominato ai seguenti riconoscimenti[116][117]:

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi e fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Philip K. Dick rifiutò un'offerta di 400.000 $ per scrivere una novellizzazione di Blade Runner:

(EN)
« [I was] told the cheapo novelization would have to appeal to the twelve-year-old audience [...] [it] would have probably been disastrous to me artistically. [...] That insistence on my part of bringing out the original novel and not doing the novelization – they were just furious. They finally recognized that there was a legitimate reason for reissuing the novel, even though it cost them money. It was a victory not just of contractual obligations but of theoretical principles. »
(IT)
« Mi dissero che la novellizzazione scadente avrebbe dovuto essere mirata ad un pubblico di dodicenni [...] sarebbe stata probabilmente disastrosa per me a livello artistico. [...] L'insistenza da parte mia nel riproporre il romanzo originale e non fare la novellizzazione – erano semplicemente furiosi. Infine riconobbero che c'era una ragione legittima per ripubblicare il romanzo, anche se sarebbe costato loro dei soldi. Fu una vittoria non solo di obblighi contrattuali ma anche di principi teoretici. »
(Philip K. Dick[122])

Il cacciatore di androidi venne infine ristampato nel 1987 come tie-in al film, con la locandina della pellicola come copertina e il titolo originale tra parentesi sotto al titolo Blade Runner[123]. La Marvel Comics ha pubblicato nel settembre 1982 un adattamento a fumetti del film intitolato A Marvel Comics Super Special: Blade Runner, sceneggiato da Archie Goodwin.

Un amico di Dick, K. W. Jeter, scrisse tre romanzi ufficialmente autorizzati come seguito della storia di Deckard, cercando di risolvere le differenze tra il film e il libro originale. I tre volumi sono: Blade Runner 2: The Edge of Human (1995), Blade Runner 3: Replicant Night (1996) e Blade Runner 4: Eye and Talon (2000)[124]. I primi due sono stati tradotti in italiano con il titolo di Blade Runner 2 e Blade Runner - La notte dei replicanti e pubblicati nel 1998 rispettivamente dagli editori Sonzogno e Fanucci.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due videogiochi d'avventura basati sul film, entrambi intitolati Blade Runner. Il primo, sviluppato da CRL Group nel 1985 per Commodore 64, Sinclair ZX Spectrum e Amstrad CPC, presentava delle musiche ispirate a Vangelis. Il secondo venne prodotto da Westwood Studios e pubblicato nel 1997 per PC[125]. Il gioco riprende in modo fedele gli scenari e l'atmosfera del film, ma introduce nuovi personaggi. Il protagonista della vicenda è Ray McCoy, Blade Runner principiante che deve indagare sull'uccisione di alcuni animali ad opera di due replicanti presso la Runciter Animals. Rick Deckard è uno dei colleghi di McCoy, ma non compare mai. Il gioco, dotato di una sorta di generatore casuale di eventi, prevede sei diversi finali, compreso il lieto fine delle versioni Domestic e International's Cut. I doppiatori dei personaggi principali del videogioco sono gli stessi del film[126][127].

Eredità culturale[modifica | modifica wikitesto]

Cosplayer vestiti come i replicanti nel film

Anche se inizialmente non ebbe successo in Nord America, Blade Runner raggiunse una buona popolarità a livello internazionale e si guadagnò rapidamente uno status di film di culto[128]. A distanza di anni dalla sua uscita, Blade Runner si mantiene un film ancora molto attuale ed è considerato uno dei migliori esempi di cinema di fantascienza di tutti i tempi[129]. Nel 1993 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America, in virtù della sua importanza culturale, storica ed estetica, ed è frequentemente utilizzato in lezioni universitarie[12][130]. È stato eletto il miglior film di fantascienza in un sondaggio condotto nel 2004 tra 60 eminenti scienziati di tutto il mondo[131]. Nel 2007 l'American Film Institute lo ha posizionato al 97º posto nella classifica AFI's 100 Years... 100 Movies[132] e l'anno successivo accede al sesto posto nella lista dei 10 migliori film di fantascienza[133]. È stato nominato il secondo film visivamente più influente di tutti i tempi dalla Visual Effects Society, dietro a Guerre stellari[134].

La pellicola costituisce uno dei punti di riferimento del genere cyberpunk[135]. Il suo stile dark e il design futuristico fissarono lo standard di molte opere di fantascienza a venire, tra cui film, anime, videogiochi e programmi televisivi[136]. Ad esempio Ronald D. Moore e David Eick, i produttori di Battlestar Galactica, hanno citato Blade Runner come una delle maggiori influenze per la loro serie televisiva[137]. Viene considerato inoltre una importante fonte di ispirazione per la storia e lo stile della serie di film Ghost in the Shell, a sua volta un caposaldo del genere noir-futuristico[138][139]. Tra i film di fantascienza o fantastici direttamente ispirati a Blade Runner vi sono Terminator (1984), Brazil (1985), Allucinazione perversa (1990), Terminator 2 - Il giorno del giudizio (1991), Il quinto elemento (1997), Dark City (1998) e Inception (2010)[140][141]. La serie televisiva anime Bubblegum Crisis mostra forti influenze della pellicola[142]. Il lungometraggio Soldier (1998), scritto sempre da David Webb Peoples, è ambientato nello stesso universo narrativo di Blade Runner e ne è considerato uno spin-off. La storia fa riferimento anche ai luoghi misteriosi citati da Roy Batty nel suo monologo finale: le "porte di Tannhäuser" ed i "bastioni di Orione", dove il protagonista del film Todd ha combattuto due delle sue battaglie[143]. La serie televisiva Total Recall 2070 era inizialmente pensata come uno spin-off del film Atto di forza (Total Recall), ma venne trasformato in un ibrido tra il lungometraggio e Blade Runner[144][145]. Gli spinner sono in seguito apparsi in altri film fantascientifici come Ritorno al futuro - Parte II (1989) e Solar Crisis (1990)[69].

Blade Runner ha influenzato numerosi videogiochi d'avventura come Cypher[146], Rise of the Dragon[147][148], Snatcher[148][149], Beneath a Steel Sky[150], Flashback: The Quest for Identity[148], il gioco di ruolo Shadowrun[148], lo sparatutto in prima persona Perfect Dark[151] e la serie videoludica Syndicate[152]. Warren Spector ha definito il film una fonte d'ispirazione personale[153], visibile soprattutto nello stile e nella storia della sua opera più rappresentativa, Deus Ex. L'ambientazione del lungometraggio, caratterizzata da oscurità, luci al neon e foschia, è più semplice da renderizzare rispetto a scenari più complessi ed è diventata per questo una scelta piuttosto popolare tra gli sviluppatori di videogiochi[126][127]. Blade Runner è stato oggetto anche di alcune parodie, come i fumetti Blade Bummer, pubblicato sulla rivista Crazy Magazine[154], e Bad Rubber di Steve Gallacci[155], o la miniserie del 2009 Red Dwarf: Back to Earth, sequel della serie Red Dwarf[156]. Nel 2012 un dispositivo per studiare la macchina di Anticitera ai raggi X è stata battezzata Bladerunner[157].

L'espressione «Ho visto cose che voi umani...», mutuata dal monologo finale di Roy Batty, dove viene pronunciata in modo leggermente diverso, è stata oggetto di innumerevoli citazioni e parodie ed è entrata nel linguaggio comune, dove è usata scherzosamente in senso analogo all'espressione «ne ho viste delle belle»[158]. Una leggenda metropolitana, sorta negli anni, afferma che il film abbia agito come una sorta di "maledizione" per le aziende i cui loghi erano stati oggetto di product placement in alcune scene[159]. Tra le compagnie apparentemente colpite dalla maledizione vi furono Atari, Bell System, Cuisinart, Pan Am e The Coca-Cola Company, che subirono delle notevoli battute di arresto o addirittura il fallimento nel decennio successivo all'uscita del film[160].

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

Ridley Scott considerò a lungo l'idea di dirigere un sequel di Blade Runner, temporaneamente chiamato con il titolo di lavoro Metropolis[161]. Travis Wright, già sceneggiatore di Eagle Eye, lavorò al progetto insieme al produttore Bud Yorkin per diversi anni. Il suo collega John Glenn, che abbandonò il progetto nel 2008, affermò che la sceneggiatura avrebbe esplorato la natura delle colonie extramondo e le ripercussioni sulla Tyrell Corporation della morte del suo fondatore[162]. Nel giugno 2009 il New York Times riportò la notizia che Scott e suo fratello Tony erano a lavoro su un prequel al film. Il progetto, intitolato Purefold, era pensato come una serie di video di 5-10 minuti pensati inizialmente per il web e forse in seguito per la televisione. A causa di problemi nell'acquisizione dei diritti, la serie non avrebbe rispecchiato troppo da vicino gli eventi o i personaggi del film del 1982[163]. Tuttavia il 7 febbraio 2010 arrivò l'annuncio che il progetto Purefold era stato interrotto a causa dei limitati finanziamenti[164].

Il 3 marzo 2011, a quasi trent'anni dalla realizzazione della pellicola, è stata annunciata l'acquisizione da parte della Alcon Entertainment dei diritti per il media franchise di Blade Runner, che contempla anche la produzione di un nuovo capitolo del film. Non è stato specificato se si tratterà di un prequel o di un sequel, anche se sembra escluso a priori un remake, reso impossibile per contratto[165]. Il 18 agosto sono iniziate a circolare notizie sul coinvolgimento di Scott anche in questo nuovo episodio della saga[166]. Nonostante Andrew Kosove, presidente della Alcon, avesse dichiarato che il nuovo film non avrebbe avuto legami con la pellicola originale[167], nel febbraio 2012 Scott ha confermato la sua partecipazione al nuovo progetto[168], mentre sono avvenuti dei contatti preliminari per coinvolgere anche Harrison Ford[169].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcune edizioni del romanzo di Nourse presentano il titolo spezzato in due parole Blade Runner.
  2. ^ Il dispositivo è presente anche nel libro Il cacciatore di androidi, dove è scritto Voigt-Kampff.
  3. ^ Nei titoli di coda del film il suo nome viene erroneamente scritto "Morrisey".
  4. ^ Gioco di parole sul titolo originale, in cui Runner significa "corridore", qui sostituito da Crawler, ovvero "colui che striscia".

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bill Hunt, Blade Runner: The Final Cut - All Versions, thedigitalbits.com, 8 dicembre 2007. URL consultato il 17 settembre 2014.
  2. ^ Sammon, op. cit., pp. 353, 365
  3. ^ (EN) Blade Runner: The Final Cut, thedigitalbits.com, 26 luglio 2007. URL consultato il 17 settembre 2014.
  4. ^ Sammon, op. cit., pp. xvi–xviii
  5. ^ Bukatman, op. cit., p. 21
  6. ^ Sammon, op. cit., p. 79
  7. ^ (EN) Mark T. Conard, The Philosophy of Neo-Noir, University Press of Kentucky. URL consultato il 17 settembre 2014.
  8. ^ Bukatman, op. cit., p. 41
  9. ^ (EN) Ted Greenwald, Read the Full Transcript of Wired's Interview with Ridley Scott, Wired, 26 settembre 2007. URL consultato il 17 settembre 2014.
  10. ^ (EN) Lynn Barber, Ridley Scott: 'talking to actors was tricky - I had no idea where they were coming from', The Guardian, 6 gennaio 2002. URL consultato il 17 settembre 2014.
  11. ^ (EN) Top 10 Sci-Fi, American Film Institute. URL consultato il 17 settembre 2014.
  12. ^ a b (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 14 dicembre 1993. URL consultato il 17 settembre 2014.
  13. ^ (EN) AFI: 10 Top 10 - Blade Runner, American Film Institute. URL consultato il 17 settembre 2014.
  14. ^ La trama di seguito presentata è riferita alla versione Director's Cut. Nelle versioni presentate nel 1982 c'era anche la voce narrante di Harrison Ford fuori campo, che è stata eliminata nel Director's Cut.
  15. ^ Nelle versioni del film uscite nel 1982 solo un replicante era finito nel campo elettrico. Questo perché la sceneggiatura aveva inizialmente previsto una quinta replicante, Mary, che sarebbe dovuta morire di morte naturale nel prosieguo del film. In seguito si decise di eliminare il personaggio di Mary, ma la frase sul campo elettrico non fu cambiata, creando un'incongruenza che fu eliminata soltanto nel Director's Cut (1992).
  16. ^ La scena del sogno è stata aggiunta nel Director's Cut.
  17. ^ Roy Batty suggerisce a J. F. Sebastian le mosse per vincere la partita a scacchi che sta giocando con il dott. Tyrell, il quale, sorpreso dall'abile mossa di J. F. Sebastian, lo fa salire nel suo appartamento per discuterne. Le mosse utilizzate da J. F. Sebastian sono le stesse che consentirono ad Adolf Anderssen di vincere nel 1851 la partita immortale contro Kieseritzki. Un'animazione della partita di Anderssen si può trovare qui.
  18. ^ Roy Batty si conficca un chiodo nella mano perché sente che la sua esistenza sta finendo e in questo modo cerca di prolungare la sua vita (il dolore lo fa sentire "vivo") quel poco che gli possa consentire di vendicarsi della morte di Pris.
  19. ^ La traduzione italiana non è del tutto corretta, perché nell'originale dice «I've seen things you people wouldn't believe». In inglese «you people» non significa «voi umani», ma è normalmente utilizzato per descrivere un gruppo di persone al quale non si appartiene (diversa razza, abitudini...), ed è considerato sostanzialmente dispregiativo.
  20. ^ In precedenza Gaff aveva lasciato nell'ufficio di Bryant l'origami di una gallina e nell'appartamento di Leon l'origami di un uomo con un'erezione. Secondo alcuni la gallina simboleggia la paura di Deckard di andare a caccia dei replicanti; l'uomo con l'erezione simboleggia la nascente attrazione di Deckard per Rachael. L'unicorno rappresenterebbe qui invece i sogni di Deckhard. Si veda anche blade-runner.it. Nelle versioni del 1982 è stato inserito un lieto fine in cui si vedono Deckard e Rachael a bordo di uno spinner in un paesaggio idilliaco. La voce fuori campo racconta che Gaff aveva concesso a Deckard di fuggire con la sua amata e che Rachael in realtà non aveva una data di termine. Questa scena è stata eliminata nel Director's Cut, che termina con le porte dell'ascensore che si chiudono davanti alle figure di Deckard e Rachael.
  21. ^ Il film è ambientato nella Chinatown losangelina in omaggio al film Chinatown di Roman Polanski.
  22. ^ Il Cityspeak fu sviluppato da Edward James Olmos per il personaggio di Gaff. Quando Gaff si rivolge a Deckard mentre sta mangiando al chiostro orientale, lo fa parzialmente in ungherese. Prima gli dice: "Azonnal kövessen engem", che significa "Seguimi immediatamente" e "Lófasz" (letteralmente "pene di cavallo"). Poi continua dicendo "Nehogy mar, te vagy a Blade Runner" che significa "Nessuna alternativa, sei tu il Blade Runner".
  23. ^ In realtà Roy Batty al momento della morte ha 3 anni e 10 mesi (la sua data di immissione è 8 gennaio 2016), il che vuol dire che non esiste un vero e proprio dispositivo, ma piuttosto un deperimento dei tessuti, come spiegato nel dialogo tra Roy Batty ed il dott. Tyrell.
  24. ^ «Blade Runner, anche Ford era un replicante»
  25. ^ Bukatman, op. cit., p. 13
  26. ^ a b Sammon, op. cit., p. 23
  27. ^ Sammon, op. cit., pp. 23-30
  28. ^ a b c d e f g (EN) Incept Date – 1980: Screenwriting and Dealmaking, parte di Dangerous Days: Making Blade Runner contenuto all'interno dell'edizione The Final Cut del DVD, Warner Home Video, 2007.
  29. ^ Sammon, op. cit., pp. 43-49
  30. ^ a b c Sammon, op. cit., pp. 49-63
  31. ^ Sammon, op. cit., p. 49
  32. ^ Bukatman, op. cit., pp. 18-19
  33. ^ Sammon, op. cit., pp. 64-67
  34. ^ Sammon, op. cit., pp. 63-64
  35. ^ Sammon, op. cit., pp. 67-69
  36. ^ a b Sammon, op. cit., p. 284
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