Blade Runner
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| (EN)
« I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhauser Gate. All those... moments will be lost... in time, like tears... in rain. Time to die. »
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(IT)
« Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei... momenti andranno perduti... nel tempo... come... lacrime... nella pioggia. È tempo di morire. »
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(Roy Batty)
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Blade Runner è un film del 1982, diretto da Ridley Scott.
È uno dei più celebri film di fantascienza ed è liberamente ispirato al romanzo breve Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Do Androids Dream of Electric Sheep?, anche noto in Italia come Il cacciatore di androidi) di Philip K. Dick, oggi considerato uno dei maggiori scrittori statunitensi (non solo nell'ambito fantascientifico) della seconda metà del Novecento, nonché precursore del filone cyberpunk. Il titolo del film è stato tratto dal romanzo The Bladerunner (1974) di Alan E. Nourse.[1]
Nel 1993 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
[modifica] Versioni
Del film esistono almeno sette versioni, ma le più importanti sono l'International Cut (1982) ed il Director's Cut (1992):
- Workprint Version (marzo 1982, 113'), proiettata a Denver e Dallas.
- San Diego Sneak Preview (maggio 1982), versione di prova proiettata una sola volta a San Diego. Contiene tre scene extra rispetto al Domestic Cut.
- Domestic Cut (1982, 115'), versione uscita nelle sale cinematografiche americane e nel 1983 in VHS.
- International Cut (1982, 117'), versione proiettata nelle sale cinematografiche internazionali. Include alcune scene cruente inizialmente censurate nel Domestic Cut.
- U.S. Broadcast Version (1986, 86'), versione del Domestic Cut pesantemente tagliata per poter essere trasmessa alla televisione americana.
- Director's Cut (1992, 116'), versione del regista con alcuni cambiamenti significativi della trama.
- The Final Cut (2007, 117'), versione restaurata digitalmente e rimasterizzata, molto simile al Director's Cut.
[modifica] Trama[2]
Sei replicanti (tre maschi e tre femmine), capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer), sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente data di termine. Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico e sono stati catturati[3], mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon (Brion James) è stato individuato tra i nuovi assunti alla Tyrell, ma è riuscito a scappare nuovamente sparando all'agente Holden (Morgan Paull) che lo stava sottoponendo ad un test per il riconoscimento dei replicanti.
Il poliziotto Deckard (Harrison Ford), già agente dell'unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant (M. Emmet Walsch) per ritirare i 4 replicanti. Deckard, sempre accompagnato nei suoi spostamenti da Gaff (Edward James Olmos), si reca nell'ufficio del dott. Tyrell (Joe Turkel) per provare il test su un Nexus 6. Il dott. Tyrell lo invita a provare il test prima su un umano, la sua segretaria Rachael (Sean Young), che si rivelerà essere invece un replicante, un esperimento della Tyrell Corporation.
Deckard ispeziona l'appartamento di Leon dove trova una squama e una serie di fotografie. Nel frattempo, Leon e Roy Batty fanno visita ad Hannibal Chew (James Hong), un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Coroporation. Chew, minacciato dai due, dice loro di rivolgersi a J.F. Sebastian (William Sanderson), un altro progettista genetico amico del dott. Tyrell.
Tornando a casa, Deckard viene seguito da Rachael che vuole sapere se è replicante o umana. Deckard gli rivela la verità e, di fronte ai dubbi di Rachael, le racconta i suoi ricordi d'infanzia, dimostrandole che in realtà sono solo innesti mentali. Rachael, disperata, fugge dall'appartamento di Deckard. Nel frattempo la replicante Pris (Daryl Hannah), compagna di Roy Batty, riesce ad ottenere la fiducia di J.F. Sebastian e a farsi ospitare nel suo appartamento.
Deckard sogna ad occhi aperti un unicorno[4]. Al risveglio, esamina una delle foto trovate nell'appartamento di Leon e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora (Joanna Cassidy). Attraverso le indagini scopre che la squama è di un serpente finto utilizzato da una spogliarellista in un suo spettacolo. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le intenzioni di Deckard e fugge per strada, ma Deckard riesce a raggiungerla ed a ritirarla.
Bryant informa Deckard che dovrà ritirare anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell dopo aver subìto il test. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma viene fermato da Leon, che ha assistito al ritiro di Zhora. Leon cerca di uccidere Deckard, ma Rachael interviene uccidendo Leon[5]. Deckard decide di graziare Rachael e di nasconderla a casa sua, dove i due si innamorano. Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti solo loro. I due convincono J.F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare l'imminente data di termine di lui e di Pris[6]. Tyrell gli dice che non è possibile e così Roy Batty uccide il dott. Tyrell e J.F. Sebastian.
Deckard viene informato del duplice omicidio e si reca nell'appartamento di J.F. Sebastian, ritenendo che i due replicanti rimasti si sarebbero nascosti lì. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma Deckard riesce a spararle uccidendola. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta[7]. Nel tentativo di scappare, Deckard salta da un tetto ad un altro ma non riesce ad atterrare e rimane aggrappato ad una trave, sospeso nel vuoto. Roy Batty lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo tira su e lo mette in salvo. Dopo il celebre monologo ("Io ne ho viste cose..."[8]), Roy Batty muore di fronte all'impietrito Deckard.
Poco dopo arriva Gaff che si complimenta per il lavoro svolto e dice a Deckard "Peccato però che lei non vivrà!". Deckard va nel suo appartamento per portare via Rachael prima che un altro agente speciale la ritiri. Mentre Rachael si avvia verso l'ascensore protetta da Deckard, scontra con la scarpa un origami a forma di unicorno[9]. Deckard lo prende e ripensa alle parole pronunciate poco prima da Gaff[10].
[modifica] Ambientazione
Il film è interamente ambientato a Los Angeles, nel novembre 2019. Il pianeta Terra, a causa dell'inquinamento e del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extramondo, mentre sulla Terra rimangono coloro che sono stati scartati alla visita perché malati (come J. F. Sebastian, affetto da invecchiamento precoce) o coloro che non possono permettersi il viaggio. La vita animale e vegetale è pressoché scomparsa, per cui è proibito possedere o uccidere veri animali.
La città di Los Angeles è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall'inquinamento, che offusca il Sole e produce una pioggia continua. Le strade, rese luride dalla pioggia, brulicano di veicoli e di persone di ogni razza, anche se è nettamente predominante la componente asiatica [perchè il film è ambientato nella chinatown losangelina in omaggio al film Chinatown di Roman Polanski]. In città si parla il Cityspeak, uno slang multilinguistico e multietnico[11].
I moderni grattacieli e le industrie sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle "nuove tecnologie" facendo passare le tubazioni sulle facciate esterne. L'assenza totale del bello contribuisce a trasmettere allo spettatore la sensazione di claustrofobia.
[modifica] I Replicanti
I Replicanti sono androidi pressoché indistinguibili dall'uomo, creati dalla Tyrell Corporation. I replicanti protagonisti del film appartengono alla serie Nexus 6: sono superiori all'uomo per forza e agilità, nonché di intelligenza almeno pari a quella degli ingegneri che li hanno creati. Sono stati progettati per essere il più possibile simili agli uomini (lo slogan della Tyrell è più umano dell'umano). Gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie (rabbia, amore, paura, sospetto, ...) ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante, vale a dire 4 anni di vita[12].
I Nexus vengono impiegati nelle colonie extramondo per i lavori più faticosi e pericolosi, oppure come "articolo di piacere" per i soldati di istanza nelle colonie miltari extramondo. In seguito ad una rivolta, è stato proibito l'utilizzo di replicanti sulla Terra, ed è compito della squadra speciale Blade Runner "ritirare" (ovvero eliminare) i replicanti presenti sul pianeta.
Per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l'empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato sull'occhio dell'interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un'emozione precisa nell'interrogato, tradisce la sua natura in seguito all'impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano, di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.
[modifica] Critica
Blade Runner è da molti ritenuto più di un semplice film di genere, perché si confronta con temi profondi come l'umana paura di morire, l'anelito all'immortalità, la nostra debolezza di fronte ad eventi più grandi di noi, ma anche la capacità di alcuni di dar prova di una grandissima quanto inaspettata generosità.
L'estrema cura e ricercatezza delle immagini e degli effetti, la particolare ambientazione (anche gli esterni hanno sempre una luce notturna), le innovative atmosfere create (la continua dominante blu, gli ambienti urbani tecnologicamente sofisticati ma caotici e brulicanti di una umanità confusa e sempre immersa in una penombra artefatta), le sofisticate e coinvolgenti musiche di Vangelis, hanno rapidamente reso questo film un cult-movie, che ha fatto scuola e ha segnato una svolta irreversibile nella successiva produzione di film di fantascienza. Quasi tutti i film del genere girati dopo Blade Runner, infatti, in un modo o nell'altro non possono fare a meno di richiamarne più o meno consapevolmente il tipo di immagini, o di atmosfere, o anche solo di colori o suggestioni visive.
In Blade Runner possiamo identificare un altro aspetto di natura filosofica e secondo alcuni religiosa [13] che costituisce un elemento importante in tutto il film: basterebbe considerare le parole dell'androide che rifiuta la morte perché si sente diverso e migliore degli umani (vedi :con esplicito riferimento a Cartesio e sulla natura filosofica del film). Uno dei problemi fondamentali della filosofia è stato infatti quello del rapporto tra il soggetto e l'oggetto che nasce quando il primo pensatore si chiede che cosa sia il mondo che lo circonda con i suoi oggetti diversi da lui. Per questo problematico rapporto anche gli altri soggetti però sono, nei riguardi del soggetto, degli oggetti che si presumono siano soggetti come me, ma dei quali io non ho piena certezza. Chi è l'altro? Prova davvero i miei stessi sentimenti, ha i miei stessi pensieri? L'universo che percepisce è come il mio? Il mondo interiore che mi caratterizza come soggetto appartiene a me e soltanto a me. Cosa si agita veramente nell'involucro dell'altro presunto soggetto-oggetto? Ci sono in lui meccanismi bionici o lo stesso sangue che circola in me?
Sono certo di me stesso perché il mio pensiero me lo conferma, non si può dubitare di se stessi ma chi mi sta di fronte è un soggetto come me o piuttosto… un cyborg ?. Il "cogito ergo sum" di Cartesio non basta più ad avere certezza di se stessi[14]. Queste sono le domande che assillano Rick Deckard. Questo può essere il tema dominante di tutto il film. Se il protagonista, il cacciatore Rick Deckard , pure ritiene sia un automa la bellissima Rachael, ma che proprio per la sua perfezione tecnologica non si differenzia sostanzialmente da lui perché non amarla? Che cosa distingue l'uomo vero dall'androide? Anche lei possiede sentimenti, anche lei può piangere, anche lei ha ricordi, magari prefabbricati ma che lei crede suoi. Questo è il dramma dei cyborg: scoprire di essere un oggetto; ma in fondo è anche il dramma del blade runner: solo con se stesso, chiuso nella sua soggettività, unico soggetto in tutto l'universo, monade diceva Leibnitz, eppure anche lui oggetto, probabile androide per gli altri, e forse, a sua insaputa, egli stesso replicante addestrato ad uccidere i suoi simili.
In questo film viene quindi ripreso sotto tutt'altri aspetti, anche il tema della " incomunicabilità " che costituì la traccia di un famoso film della cinematografia italiana: "Deserto rosso" (1964) del regista Michelangelo Antonioni.
[modifica] Director's Cut (1992)
È ormai assodato che il Director's cut è basato sull'idea che anche Deckard sia un replicante, impiegato a sua insaputa per dare la caccia ai suoi simili. Esiste anche una dichiarazione del regista che conferma questa ipotesi[15] e lo si può dedurre da moltissimi particolari[16].
L'origami dell'unicorno che Deckard trova davanti casa sua nella scena finale non significa solamente, come nella versione del 1982, che Gaff è stato lì, ma che Gaff è a conoscenza dei sogni di Deckard. La frase che Gaff dice a Deckard subito dopo la morte di Roy Batty[17]:
| (EN)
« It's too bad she won't live. But then again, who does? »
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(IT)
« Peccato però che lei non vivrà! Sempre che questo sia vivere... »
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(Gaff)
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inizialmente sembra riferita a Rachael. Quando Deckard trova l'origami, ripensa alla frase come se solo ora ne avesse compreso il reale significato. In lingua inglese, she è usato sia per le persone di sesso femminile, sia - in modo colloquiale - per gli animali e le cose. Nei sottotitoli italiani, la frase viene tradotta inizialmente "Peccato che lei non vivrà" e la seconda volta "Peccato che non vivrà".
E' possibile che uno dei due replicanti finiti nel campo elettrico alla Tyrell Corporation sia Deckard stesso, catturato e "riprogrammato" per la missione. Ciò sarebbe avvalorato dal fatto che Roy Batty si rivolge a Deckard chiamandolo più volte per nome, benché i due non si fossero mai incontrati prima. Inoltre, il senso di alcune battute che Roy gli rivolge durante lo scontro appare sotto questa ipotesi più chiaro. Infatti Roy dice: "Non eri tu, quello bravo?", "Vieni, Deckard. Fammi vedere di cosa sei fatto!", "Sei fiero di te, piccolo uomo?", e "Muori presto e sei dei miei!". Questa versione renderebbe anche più comprensibile la scelta di Roy di graziare Deckard (addirittura di salvarlo).
Il fatto che Gaff si presenti a Deckard subito dopo ogni "ritiro", che lo accompagni sempre in presenza del comandante Bryant, che lo indirizzi spesso nelle indagini, fanno pensare ad alcuni che il vero Blade Runner sia Gaff, e che quindi Deckard sia solo uno strumento di cui Gaff si serve per "ritirare" i Nexus 6. D'altronde Gaff non pare nelle condizioni di poter affrontare un replicante, mentre Deckard si dimostra capace di resistere a tutti gli scontri con i Nexus 6, compreso il brutale pestaggio cui lo sottopone Roy Batty nello scontro finale: potrebbe essere questa la "magia" di cui parla il comandante Bryant.
In momenti particolari del film, ogni replicante ha un riflesso rosso nei propri occhi (Rachael a casa di Deckard, Pris a casa di J.F. Sebastian, Roy Batty nell'appartamento del dott. Tyrell). Anche il gufo artificiale che si vede alla Tyrell Corporation ha questo riflesso rosso. Deckard ha lo stesso scintillio negli occhi quando parla con Rachael a casa sua, ma non è messo a fuoco. Inoltre, quando Deckard nota l'origami dell'unicorno lasciato da Gaff davanti alla sua casa, lo osserva con uno sguardo fisso e dei movimenti meccanici tipici di un replicante.
I replicanti sembrano avere una strana ossessione comune per le foto. Leon è dispiaciuto perché dei poliziotti sono entrati nella stanza d'albergo ed hanno portato via le sue "preziose fotografie". Rachael, quando sospetta di essere una replicante, mostra a Deckard una fotografia di quando era bambina che si portava dietro. Il pianoforte di Deckard è pieno di fotografie, tutte in bianco e nero e nessuna che lo ritrae con l'aspetto attuale. La foto che Rachael mostra della sua infanzia, con la madre, sugli scalini di casa, è pressoché identica a quella della casa di gioventù di Deckard, in cui si vede anche la medesima postura.
[modifica] The Final Cut (2007)
Nel 2007 è uscita sul mercato una nuova versione del film, chiamata The Final Cut. La versione, distribuita anche in HD-DVD e Blu-Ray, si è avvalsa di una conversione in digitale dei fotogrammi di celluloide con una risoluzione di 8000 linee per fotogramma, quattro volte superiore a quella normalmente utilizzata per questo genere di operazioni[18]. Sono state inoltre eliminati quasi tutti gli errori tecnici e di trama presenti nell'International Cut. Nel dicembre del 2007 tale versione è stata in proiezione 2 settimane nella Cineteca di Bologna con un grande afflusso di appassionati che hanno potuto ammirare la versione in alta definizione tramite una speciale proiezione in digitale. Dal punto di vista della narrazione, i cambiamenti apportati rispetto alla versione Director's Cut sono minimi.
The Final Cut viene distribuito in Italia in due versioni: la "edizione speciale due dischi" ed il cofanetto di 5 dischi. Il primo dei 2 dischi contiene il film nella nuova versione, un'introduzione del regista ed il commento di Ridley Scott, dei produttori e sceneggiatori, del direttore artistico e di chi ha curato gli effetti visivi. Il secondo disco contiene il documentario Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner. Il cofanetto contiene cinque versioni di Blade Runner (Domestic Cut, International Cut, Director's Cut, The Final Cut e la versione integrale del Workprint Version), nonché il documentario Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner ed altri featurettes.
[modifica] Dangerous Days: la realizzazione di Blade Runner
Dangerous Days è un documentario sulla realizzazione di Blade Runner uscito nel 2007 insieme alla versione The Final Cut del film. Il titolo è quello che inizialmente era stato scelto per il film e che compare sulla prima sceneggiatura completa. Si compone di otto capitoli:
- Incept Date – 1980: Screenwriting and Dealmaking – 30'26''
- Blush Response: Assembling the Cast – 22'46''
- A Good Start: Designing the Future – 26'34''
- Eye of the Storm: Production Begins – 28'48''
- Living in Fear: Tension on the Set – 29'23''
- Beyond the Window: Visual Effects – 28'49''
- In Need of Magic: Post-Production Problems – 23'05''
- To Hades and Back: Release and Resurrection – 24'12''
[modifica] Incept Date – 1980: Screenwriting and Dealmaking
Una delle prime bozze della sceneggiatura, scritta da Hampton Fancher e denominata Mechanismo, prevedeva che il film fosse ricco di dialoghi, quasi interamente ambientato in interni e che alla fine Rachael si suicidasse. Allo scrittore Philip K. Dick non piacque molto perché il suo romanzo veniva svuotato dei suoi più profondi significati: cosa è umano? Che cosa rende umani? Fu lo stesso Dick a suggerire di introdurre una voce narrante fuori campo, mentre la decisione di girare un film noir di ambientazione urbana fu presa da Ridley Scott quando accettò la regia. Il regista scelse inoltre il termine replicante perché la parola androide utilizzata nel libro era "strausata" agli inizi degli anni ottanta. Similmente al romanzo, i droidi dovevano inizialmente essere composti anche da parti metalliche che ne rivelavano, al momento della morte, la natura non umana.
Successivamente la sceneggiatura fu assegnata a David Webb Peoples, che in parte rielaborò la trama. Nella versione di Fancher, Roy Batty veniva ucciso, mentre Peoples lo fece morire di vecchiaia e scrisse il famoso monologo "Io ne ho visto cose...". Rutger Hauer modificò il monologo introducendo la parte sulle lacrime nella pioggia. Rutger Hauer contribuì inoltre a scrivere molte delle battute del suo personaggio.
[modifica] Blush Response: Assembling the Cast
Per il personaggio di Deckard, Fancher si ispirò a Robert Mitchum. Prima che il ruolo andasse a Harrison Ford, si pensò di affidare la parte a Dustin Hoffman, ma l'idea di scritturare Hoffman fu scartata dopo alcuni mesi perché non aveva il fisico per impersonare il tipico poliziotto eroico e perché aveva una visione di Deckard completamente diversa dal regista.
Sean Young e Daryl Hannah vennero scelte dopo dei provini filmati in cui venivano interpretate delle scene preparate per il film. In alcune di queste il ruolo di Deckard venne interpretato da Morgan Paull, che ottenne in seguito la parte di Holden. Joanna Cassidy fu scelta per il ruolo di Zhora anche perché riusciva a sentirsi a suo agio con un serpente intorno al collo. Infatti il pitone birmano che si vede nella scena all'interno del camerino era il suo animale domestico. Per il personaggio di Mary, la quinta replicante, venne scelta Stacey Nelkin. Tuttavia, a causa di un lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, le scene in cui doveva comparire Mary non furono sviluppate e si decise di eliminare il personaggio.
[modifica] A Good Start: Designing the Future
L'unica scenografia costruita per il film fu il set della strada: vennero adattati alcuni palazzi a due piani già esistenti ed utilizzati in altri film, montando sulle facciate i tubi dell'aria condizionata per dare l'impressione che fossero palazzi antichi adattati alle nuove tecnologie. Per ovviare al fatto che i palazzi del set erano bassi, mentre la città era formata da grattacieli, fu deciso di girare le riprese esterne di notte e di creare un'atmosfera densa di fumo a causa dell'inquinamento.
Come location vennero utilizzati il Bradbury Building, che rimase aperto anche durante le riprese, e la Union Station di Los Angeles, trasformata nell'interno del palazzo di polizia. L'ufficio del capitano Bryant fu costruito appositamente per il film e ancora oggi è utilizzato come ufficio della stazione ferroviaria. L'interno dell'appartamento di Deckard è ispirato alla Ennis House costruita dall'architetto Frank Lloyd Wright, in particolare i blocchi di cemento che compongono le pareti.
Los Angeles è “da molti considerata il laboratorio incandescente di un futuro che affascina o atterrisce. Megalopoli postmoderna, senza centro, che si espande all’infinito lungo un’asse orizzontale giustapponendo quartieri-enclaves tagliati, più che collegati, dalle freeways, costantemente minacciata da terremoti, tornados, incendi: qui convivono la violenza delle gang giovanili e l'industria high-tech di Silicon Valley, la sperimentazione di nuovi linguaggi interculturali e la sindrome da fortezza assediata, Hollywood e l'apartheid strisciante ma implacabile, il ghetto e la rivolta. Eventi come la rivolta razziale del 1992 aprono squarci inquietanti sul futuro di una città sull’orlo del collasso economico ed ecologico, inferocita dalla polarizzazione sociale e dalle tensioni razziali che portano ad una sistematica privatizzazione degli spazi pubblici e alla proliferazione di enclave suburbane fortificate con aiuole e prati infestati da segnali che promettono allarmi e ritorsioni armate. «Los Angeles è già dappertutto» - Mike Davies” (F. e F. Cumer, Itinerari nel cinema 01, Ed. Prov. Aut. di Bolzano, Assess. alla Cultura Italiana - [5]). È già la Los Angeles di Blade Runner. A Los Angeles i luoghi più legati a Blade Runner sono i seguenti: Bradbury Building, 304 South Broadway (informazioni, in inglese, e bellissime immagini su [6]; Ennis-Brown House, 2655 Glendower Avenue – Tour fotografico alla pagina web [7]; Million Dollar Theatre, 307 South Broadway, vedi http://www.brmovie.com/Locations/Million_Dollar.htm; Old Union Station; Pan Am building; Second Street Tunnel. Tutti questi luoghi sono visibili, alcuni visitabili. Su di essi, sul set e sui modelli creati in studio accurate immagini e notizie sempre in Blade Runner Film Locations,[ http://www.brmovie.com/Locations/index.htm].
[modifica] Eye of the Storm: Production Begins
Inizialmente Tyrell doveva essere un replicante. Il vero creatore dei Nexus 6 era morto 4 anni prima e giaceva all'interno di una teca di vetro al piano superiore rispetto all'ufficio. Roy Batty, una volta cavati gli occhi a Tyrell, scopriva la verità e con l'ascensore si recava al piano superiore sulla tomba del padre. Questa scena non venne mai girata.
Le scene che vedono come protagonista James Hong nel ruolo di Hannibal Chew, il progettista genetico di occhi, sono state girate all'interno di una vera cella frigorifera.
[modifica] Living in Fear: Tension on the Set
Per la scena in cui Zhora si schianta contro alcune vetrine, mentre Deckard le spara, venne impiegata una controfigura con una parrucca completamente diversa dall'acconciatura di Joanna Cassidy-Zhora. La scena però non fu girata una seconda volta per problemi di budget e per il ritardo accumulato rispetto ai tempi prestabiliti. Anche per la scena nella quale Pris attacca Deckard (eseguendo capriole e salti mortali) era stata ingaggiata una controfigura, una ginnasta professionista, ma Ridley Scott le fece rigirare talmente tante volte la scena da renderla esausta. Le scene che si vedono nel film sono state quindi girate con un ginnasta uomo.
Nella scena del salto da un tetto all'altro, Deckard è interpretato da una controfigura, mentre fu lo stesso Rutger Hauer a fare il salto, dopo che i due palazzi vennero avvicinati. La colomba che teneva in mano Roy Batty era talmente zuppa d'acqua da non riuscire a volare e così nel film fu montata una scena in cui si vede una colomba volare in pieno giorno in un cielo azzurro, totalmente in contrasto con l'atmosfera del film[19].
[modifica] Soundtrack
Vangelis è l'autore delle musiche. Ha pubblicato la colonna sonora originale di Blade Runner solo nel 1994 (Blade Runner - Atlantic/Warner 82623-2); forse tuttavia la versione più interessante, ma praticamente introvabile, è il CD bootleg venduto a Natale 1993 in sole 2000 copie unito a un libretto di otto pagine con foto dal film (Original Motion Picture Soundtrack: Blade Runner, Off World Music - OWM 9301). Ne esiste una copia pressoché identica edita in Romania, e quindi anch’essa sostanzialmente introvabile (Sunetul Original al Filmului: Blade Runner - Gongo Music GM-003).
[modifica] Beyond the Window: Visual Effects
Blade Runner è uno degli ultimi film di fantascienza che non utilizza effetti speciali creati al computer. La scena iniziale, in cui si vede una panoramica della città, è in realtà la ripresa di un modellino a prospettiva forzata profondo solo 4,5 metri e formato da sagome di palazzi riprodotti in serie. Le esplosioni di gas sono vere: vennero registrate e poi proiettate sul modellino una alla volta, cosicché la scena iniziale è in realtà la sovrapposizione di moltissime riprese.
Nella sequenza in cui Deckard e Gaff approdano alla centrale di polizia, nell'angolo in basso a sinistra dello schermo, è possibile vedere un modello del Millennium Falcon (l'astronave di Harrison Ford in Guerre Stellari) mascherato da palazzo. Il Millennium Falcon fu utilizzato come palazzo anche in altre scene di sorvolo, grazie alla capacità del fumo di nascondere i dettagli. Il tetto della centrale di polizia fu recuperato dal film Incontri ravvicinati del terzo tipo: si trattava del soffitto dell'astronave madre.
Le riprese esterne vennero modificate in post-produzione con la tecnica della pittura dei mascherini. Anche le scene girate nell'ufficio del dott. Tyrell sono state completate nella parte superiore, perché non era possibile ricreare sul set in modo credibile gli effetti di luce che il sole avrebbe dovuto produrre.
Philip K. Dick visitò il set e vide un montaggio di alcune scene. Alla fine della proiezione si disse sbalordito perché ciò che aveva visto era esattamente ciò che aveva immaginato quando scrisse il romanzo da cui è tratto il film.
[modifica] In Need of Magic: Post-Production Problems
Nella prima proiezione il film era molto più lungo della versione Domestic Cut. Furono così eliminate diverse scene, come quella in cui Deckard visita Holden all'ospedale e soprattutto la scena in cui Deckard sogna l'unicorno, mentre altre vennero pesantemente tagliate, principalmente quelle girate nell'appartamento di Deckard in cui compare anche Rachael.
Dopo le anteprime vennero eliminate molte delle scene in cui Gaff parla il Cityspeak e fu aggiunta la voce narrante per facilitare la comprensione di alcuni aspetti della storia. Al regista non piacque l'idea della voce fuori campo e non partecipò alla stesura finale dei testi. I testi della voce fuori campo furono scritti da uno sceneggiatore che fino a quel momento non aveva partecipato alla realizzazione del film. La voce fuori campo inizialmente compariva anche subito dopo la morte di Roy Batty, ma fu eliminata. Venne aggiunto inoltre un lieto fine totalmente in contrasto con il resto del film, per il quale vennero utilizzate anche delle scene girate da Stanley Kubrick per l'inizio di Shining e poi scartate.
[modifica] To Hades and Back: Release and Resurrection
Il film incassò molto bene nel primo week-end di proiezioni negli Stati Uniti, ma il giudizio della critica fu inizialmente negativo. Nelle settimane successive il film attrasse sempre meno spettatori, rivelandosi un mezzo flop. La pellicola dovette scontrarsi al botteghino con E.T., un film di fantascienza rassicurante, diametralmente opposto alla distopia rappresentata in Blade Runner; inoltre il pubblico appassionato di fantascienza si era abituato allo stile di Guerre Stellari[20].
In Europa il film ebbe un maggior successo sia di critica che di pubblico. Nel corso degli anni il film continuò ad essere apprezzato e proiettato da molti appassionati finché non divenne un vero e proprio cult del genere fantascientifico e non solo. Le atmosfere del film sono state riprese da molti gruppi e cantanti nei loro video ed hanno ispirato diversi film, quale ad esempio Matrix.
[modifica] Fonti e aspetti religiosi, simbolici, filosofici, letterari, figurativi
Aspetti simbolici e mistici
Blade Runner, nelle due versioni conosciute in Italia, è, per citare Baudelaire (che però si riferiva alla Natura), una vera “foresta di simboli”. Vediamo.
Gli scacchi La partita a scacchi fra Batty e il suo creatore, Eldon Tyrrel, ha un evidente valore simbolico, come moltissime partite a scacchi nella storia della letteratura e del cinema, da Beckett a Bergman, da Boito a Garcia Marquez, da Mauresing a Nabokov, da Simenon a Süskind, da Lewis Carroll a Canetti e infine a Stefan Zweig , La novella degli scacchi del quale è secondo molti la migliore storia sugli scacchi di ogni tempo (per una bibliografia completa si veda la pagina Web Scacchi e letteratura - http://www.mythos.it/utenti/ramapage/chess.htm). Chi gioca a scacchi forse già saprà che nel film si riprende la conclusione di una vera partita giocata nel 1851 fra Anderssen e Kieseritzky, nota come "The Immortal Game" (la partita immortale), anche se per il vero Scott sostiene che si tratta di una coincidenza. Questa la notazione algebrica della partita:
1 e4 e5 2 f4 exf4 3 Bc4 Qh4+ 4 Kf1 b5 5 Bxb5 Nf6 6 Nf3 Qh6 7 d3 Nh5 8 Nh4 Qg5 9 Nf5 c6 10 Rg1 cxb5 11 g4 Nf6 12 h4 Qg6 13 h5 Qg5 14 Qf3 Ng8 15 Bxf4 Qf6 16 Nc3 Bc5 17 Nd5 Qxb2 18 Bd6 Qxa1+ 19 Ke2 Bxg1 20 e5 Na6 21 Nxg7+ Kd8 22 Qf6+ Nf6 23 Be7 Scacco Matto.
Trattandosi della “partita immortale”, assume particolari connotati simbolici il fatto che sia giocata fra chi, come Batty, è condannato a una morte prossima e programmata, e il suo creatore, che potrebbe liberarlo da tale condanna e forse anche donargli l’immortalità. La partita rappresenta inoltre la battaglia dei replicanti contro gli umani, che li considerano come semplici pedine, da eliminare una per una. I replicanti-pedoni (ricordiamoci che anche un semplice pedone può eliminare la regina…) cercano di divenire immortali (come la regina). Tyrell commette due errori fatali: uno nella partita e uno nel provare a ragionare con Batty. A quanto pare il gioco degli scacchi, i pezzi e le singole mosse hanno anch’esse, secondo gli esperti (o i fanatici?) un valore simbolico: secondo James Pontolillo “Particolarmente illuminanti sono le mosse finali: Roy attacca (Regina in Alfiere 6 - alfiere però in inglese si dice Bishop, cioè vescovo - NdR ) pieno di volontà e vigore. Tyrell risponde (Cavallo prende Regina) con un pezzo che rappresenta l’intelletto vuoto di spiritualità. Roy pone fine alla partita (Alfiere-Bishop in Re 7, scacco matto) con una mossa che riafferma il primato del regno spirituale su quello materiale.” (Libera traduzione da J.Pontolillo, Thresholds of Splendor: Mythic and Symbolic Subtexts in Blade Runner -[8])
Gli occhi Le ricorrenze simboliche dell’occhio, specchio dell’anima e fonte della capacità di espressione spirituale, sono numerose: il primo piano di un occhio nella sequenza d’apertura, l’importanza degli occhi nel test VK, la visita al Chew's Eye World, in cui tutti trafficano con occhi bionici, la brutta abitudine dei replicanti di uccidere gli umani cavando loro gli occhi, il frequente balenio di misteriosi occhi di gufo, Roy Batty che si trastulla con occhi chiusi dentro il vetro nell’appartamento di J. F. Sebastian, il dottor Tyrell che inforca lenti trifocali che gli ingigantiscono gli occhi, le emozioni di Pris espresse solo dai suoi occhi. Tutto ciò fra il resto non può non far venire alla mente la novella di E.T.A. Hoffman L’Automa, in cui un uomo si innamora di un’automa donna che suona il pianoforte. Compresa la sua vera natura, si uccide gettandosi da un palazzo. A tradire l’automa sono stati gli occhi, e per questo l’uomo grida splendidi occhi! " nell’atto di lanciarsi. Come si fa a non pensare che Dick-Scott avessero in mente questa novella quando fecero di Rachael una replicante che suona il piano, di cui Deckard si innamora e per cui compie un balzo quasi suicida dal palazzo su cui si svolgono le sequenze della lotta con Batty? Pesci Quando Gaff, nelle prime sequenze, ripesca (!) Deckard in un sushi bar, il cacciatore di androidi passa da un tranquillo ritiro, diciamo dal pensionamento (si ricordi che un replicante ucciso viene detto "ritirato", o meglio “pensionato”) a una vita frenetica e alla lotta contro la morte o, all’opposto, a un risveglio dal buio dell’ignoranza alla luce della conoscenza. Non è una coincidenza che stia mangiando del pesce in questo momento di svolta: il pesce è il cibo rituale di un gran numero di religioni ed è anche il simbolo di Cristo, il Salvatore: in greco ICHTYS (pesce) è l’acrostico di Jesoûs Christòs Theoû Hyiòs Sotér, Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. Mangiare pesce (si pensi al digiuno e all’astinenza dei cristiani) significa presso molti popoli rinnovare simbolicamente la vita: proprio quel che toccherà a Deckard. Cabala e dintorni Sentir parlare alla [Cabala] o Qabbalah letterale ebraica può far sorridre, ma a quanto pare molti degli scritti di Philip K. Dick sono intessuti di elementi magici, cabalistici e misterici. Vi si fa riferimento al Libro Tibetano dei Morti (Ubik), all’ L’Ching, l' "Oracolo dei mutamenti", il più l’antichissimo sistema di divinazione cinese usato per intessere la trama de La svastica sul sole), e tutti gli ultimi libri di Dick sono percorsi da filoni mistico religiosi che si vanno sempre più avvicinando al cristianesimo, grazie anche all’amicizia e ai consigli del vescovo episcopale Pike. Carattere cabalistico ha nel film la continua ripetizione del numero 23 (i replicanti hanno ucciso 23 persone sullo Shuttle, il numero telefonico di Rachel dà come somma 23, così il n. dell’appartemento di Sebastian, il numero del veicolo volante del Dipartimento di Polizia di Los Angeles ecc.). Sarà un caso che il numero 23 per la cabala rappresenti una persona che intraprende una Grande Opera, il Matrimonio Mistico dei Cabalisti o l’unione con la Mente Divina.? Uno che lascia dapprima la sua vita agiata e poi il mondo? Uno che percorre un sentiero senza ritorno? Si tratta con tutta evidenza del viaggio di Deckard e degli stessi replicanti. Vogliamo seguire la linea dell’esegesi cabalistica? Consideriamo i numeri corrispondenti alle sole consonanti dei nomi che appaiono nel film: Roy Batty (RY BTTY = 200/20, 220) corrisponde ai biblici nephilim, i giganti figli di Anac, che, come Batty, erano superuomini ("…e ci sembrava ai nostri occhi di essere locuste, e così noi dovevamo parere agli occhi loro.”)–Numeri, XIII, 33); Chew è un progettista genetico di occhi. L’esegesi del suo nome (ChV = 14) simboleggia il rapporto della Volontà Divina con la Materia, ovvero il suo ruolo come creatore di occhi; Deckard: l’esegesi del suo nome (DKRD = 228) sta a significare il Primo Uomo (Adamo) e un Regnante sulla Terra. Se è un replicante, come la versione definitiva del film sembra ammettere, è il primo replicante veramente uomo, un Adamo dei nuovi Nexus 6. E Rachel è la sua Eva. Si potrebbe continuare a lungo (chi lo vuol fare si trasferisca su Soglie di splendore: Sottotesti mitici e simbolici in Blade Runner - [9], che è poi la traduzione, un po’ approssimativa, del testo inglese di James Pontolillo, già citato, che si trova in originale qui [10], e troverà pane per i suoi denti.)
Bibbia e Vangelo
Il film può essere letto anche in chiave se non cristiana almeno cristianeggiante: l’uomo (Roy, la creatura) rimprovera a Dio (Tyrell, il Creatore) il falso dono di una vita oscurata sin dalle origini dall’ombra dell’inevitabile morte. Roy stesso incarna sia l'angelo ribelle (Lucifero) sia il Redentore: si ribella a suo padre e lo uccide, ma poi risparmia Deckard e gli lascia un’eredità ideale di pietà e fratellanza. La candida tortora che vola via dopo la morte di Roy rappresenta, secondo un’antichissima credenza cristiana, la sua anima finalmente libera dalla triste prigione dell’esistenza: nella simbologia tombale la colomba bianca esce dalla bocca dei martiri e vola sull’albero della vita! E quando Roy si trafigge una mano con un chiodo esistono ben pochi dubbi che si faccia in qualche modo riferimento alla crocifissione. Quindi Roy Batty è certamente Lucifero, il Portatore di Luce, rappresentato da Scott e interpretato da Rutger Hauer in tutto il suo abbagliante e mortifero splendore solare, che alla fine, in un ultimo sforzo supremo, salvando Deckard, scaccia da sé le tenebre luciferine e svela il suo primigenio corpo di luce, come Cristo. Roy trascende i suoi limiti e redime sé insieme a Deckard, dimostrando che se la morte è il destino di ogni cosa l’uomo (replicante o meno) è in grado di negare una visione puramente egoistica dell’esistenza e di riaffermare la vita. "Chi vuole salvare la sua vita la perderà; ma chi perde la sua vita per me la salverà." Luca, IX, 24. La sequenza della morte di Roy lascia lo spettatore a chiedersi stupito il significato della vita e dell'umanità. Quando egli salva Deckard è come se Dio gli desse quella "Più vita" che implorava disperatamente, perché gli concede la Grazia. È l’attenzione verso gli altri, non il modo in cui siamo stati concepiti, che ci rende umani.
Roy e il suo comportamento richiamano senza sosta personaggi della tradizione cristiana: oltre a quelli già citati, ad es., Il Figliol Prodigo o, nel momento del bacio a Tyrrell prima di ucciderlo, Giuda. Se poi consideriamo che un’altra delle innumerevoli fonti di Blade Runner è Milton con il suo Paradiso Perduto (1667), in cui, a partire dalla presenza del Creatore e della creatura in una visione esclusivamente maschile, a differenza di quanto avviene nella maggior parte delle cosmogonie dove chi dà la vita è una madre, e dal fatto che le simpatie del lettore, a dispetto forse dello stesso Milton, vanno più all’eroe negativo, il ribelle Satana, che alle forze del bene, la foresta di simboli e riferimenti cristiani interpretati in maniera ortodossa o completamente ribaltati ci circonda e sopraffà quasi. E ci risulta difficile perfino credere che sia casuale la scelta della città, davvero infernale in senso dantesco, in cui l’azione si svolge: Los Angeles (Gli Angeli).
Dopo questa carrellata un po’ affrettata sui significati riposti di Blade Runner è il caso di citare questa conclusione di James Pontolillo, al quale – e a Murray Chapman , [11] - si devono una discreta parte delle notizie e della scoperte più interessanti (e spesso assai discutibili) nel pericoloso settore del misticismo, del simbolo, della mitologia… “Avendovi trasportato in un’incursione selvaggia attraverso le terre curiose e poco illuminate del mito e del misticismo temo che voi, gentili lettori, vi attendiate ora che io escogiti una conclusione travolgente ed elegante, di rilevanza cosmica. Attenzione! Non ho alcun cilindro da cui far uscire il proverbiale coniglio. […] A volte sono convinto che tutto il simbolismo di cui ho parlato sia stato sepolto volutamente all’interno di Blade Runner -The Director's Cut grazie a un complotto che inizia con Philip K. Dick e finisce con misteriosi assistenti che hanno messo le mani nella sceneggiatura del film quando nessuno li vedeva. Poi, in momenti di maggiore scetticismo, vedo l’intera cosa semplicemente come il punto di incontro sinergico tra la mia mente e la cupa visione di un possibile futuro da parte di Ridley Scott. Chiara, comunque, è solo la risposta alle tre domande poste nell’introduzione: Chi sono? Perché mi trovo qui? E cosa significa essere “umani”? Roy Batty, in punto di morte, ci mostra come essere "più umano degli umani" nel migliore dei modi.”!
Cartesio, i replicanti e la globalizzazione
Cartesio, il filosofo secentesco del “cogito, ergo sum” (“penso, dunque esisto”), basava la sua concezione del mondo su un dualismo fra “Res Cogitans” (“la cosa pensante”, e cioè il pensiero) e “Res Extensa” (“la cosa estesa”, e cioè il mondo fisico ), collegati in qualche modo fra loro ma comunque nettamente separati. Mentre la Res Cogitans segue le leggi della libertà, perché la ragione è libera, il corpo, che è Res Extensa, segue le leggi fisiche e meccaniche, e tuttavia il corpo non è una realtà inferiore rispetto alla mente, perché è connesso con essa. Esiste poi un corpo con cui ogni essere umano ha un legame speciale, a cui è legato, per cui l’uomo riflette quello che quel corpo sente: è il corpo della persona stessa che è il tramite attraverso cui essa riceve gli stimoli derivanti dalla Res Extensa esterna.
“Nel momento in cui Cartesio opera lo sganciamento della res extensa dalla res cogitans e si pone giustamente il problema di come poter distinguere gli uomini da automi del tutto simili, apre una prospettiva avveniristica, che è poi quella dei "replicanti", con tutte le questioni ad essa connesse. Intanto la distinzione fra uomo e replicante, poi il controllo da parte dell'uomo di creazioni sempre più raffinate ed infine il rapporto possibile fra l'uomo ( ma chi è l'uomo?) e suoi sosia. Si noti poi come il film sia caratterizzato da un'atmosfera cupa, da un tempo perennemente piovigginoso, causato- si potrebbe pensare- da un effetto serra portato alle estreme conseguenze. La città è una Los Angeles estremamente tecnologica dove perfino lungo le strade sono presenti apparecchiature tecnologicamente sofisticate di cui possono fruire quelli che passano, ma questo estremo avanzamento tecnologico non ha come corrispondente un avanzamento dell'umanità che sembra invece vivere in una sorta di mondo confuso, grigio, dove le emozioni sono solo violenza. Significativo è, non a caso, il cambiamento di paesaggio e di atmosfera nel finale (della prima versione – NdR) quando il poliziotto e l'ultima replicante fuggono dalla città e la scena si trasferisce in un luogo paradisiaco rispetto al precedente , soleggiato, pieno di verde , che sottolinea la nascita di una "nuova vita". Ormai indietro e lontano sembra stare la città, i suoi luoghi affollati e desolati, la sua neolingua, un vero e proprio meticciato composto da più lingue e funzionale ad esprimere informazioni e comandi. Tutto il film rimanda dunque alle teorie meccanicistiche di Cartesio, secondo le quali la Res Extensa, in quanto pura estensione, è "non umana", priva di sentimenti, anche se ciò viene confutato dal fatto che i replicanti (macchine, e quindi Res Extensa ) dimostrano di avere dei sentimenti e di provare dolore fisico , anzi riescono perfino a farli provare agli uomini (ad esempio Roy a Deker, il poliziotto). Un richiamo palese a Cartesio è sicuramente la formulazione della frase: "Penso, pertanto sono" pronunciata da una replicante, Priss, frase che qui risulta però problematica perché i replicanti sono, ma hanno un pensiero indotto, predeterminato. Dunque il loro essere è un po' diverso da quello presupposto dalla famosa affermazione "Cogito,ergo sum" Ed infine, basta il pensiero per essere o occorre dell'altro? A che cosa ha portato il pensiero che pure sorreggeva gli scienziati costruttori di replicanti? Tutto ciò ci fa interrogare, a partire da Cartesio e dal rapporto fra Res Cogitans e Res Extensa per arrivare all'Illuminismo ( ma anche alla visione che ha dell'Illuminismo la scuola di Francoforte), sulla scienza e la tecnica in generale, sulle possibilità di replicare e uniformare uomini, organismi, sul rapporto uomini-mondo, sui fini e sui mezzi, sulla Ragion soggettiva e sulla Ragion oggettiva… Ed anche questo può essere utile per riflettere sulla globalizzazione.” Maria Cristina Mirabello in BLADE RUNNER - La trama del film e la motivazione di esso dentro l'itinerario sulla globalizzazione - [12].
Inevitabile il confronto con il romanzo di Mary Shelley Frankenstein o il Prometeo moderno (1818), che precorre tematiche presenti in Blade Runner a proposito del rapporto esistente tra un essere artificiale ed il suo creatore; però, a differenza della “creatura” della Shelley che, vistasi respinta da tutti per la sua diversità, si propone come unico scopo la vendetta nei confronti del dott. Frankenstein, ucciso il quale essa stessa si sarebbe a sua volta uccisa, Roy non agisce per vendetta e non ha intenzione di por fine alla propria esistenza, anzi, la vuole prolungare. La “creatura” vuole eliminare Frankenstein perché egli le ha dato vita, una vita di infelicità; Roy non uccide Tyrell per questo ma, all’opposto, perché non è in grado di dargli più vita. Inoltre, se la “creatura” è l'immagine vivente del fallimento di Frankenstein, lo stesso non si può dire dei replicanti e di Roy in particolare.
Oltre Milton, William Blake
Nell’incontro con Xiu, il fabbricante di occhi, Roy cita anche, parafrasandoli, dei versi di America: a Prophecy (1793) di William Blake, il visionario e libertario poeta e incisore inglese vissuto fra XVIII e XIX secolo, dedito, come Dick, allo studio delle più ardite e talora strampalate teorie esoteriche. Dice Roy: Firey the angels fell, Deep thunder roll'd around their shores, Burning with the fires of Orc, e il testo italiano del film Avvampando gli angeli caddero, Profondo il tuono riempì le loro rive, Bruciando con i roghi dell’Orco. La traduzione riportata nei sottotitoli italiani è diversa, più letterale e meno poetica ma più corretta, anche perché questo secondo traduttore non cade nel tranello di scambiare Orc, che è una specie di primordiale essere mitologico, fusione di Prometeo e Adone, inventato da Blake, con l’Orco, l’Aldilà dei latini, che in inglese si chiama - come in latino, appunto - Orcus) Il testo di Blake suona invece così: Fiery the angels rose, and as they rose deep thunder roll'd Around their shores: indignant burning with the fires of Orc. (Con fierezza si alzarono gli angeli, e mentre si alzavano un suono profondo Rotolò sulle spiagge, bruciando pieno di sdegno con i fuochi di Orc. Trad. di Roberto Sanesi) Se poi si volesse un po’ strafare, si tenga conto che nella stessa composizione Balke parla del pianeta Marte (i replicanti del film ne provengono ) e di un lupo che “ulula alto” (Roy, durante il duello finale con Deckard, ulula sinistramente).
E anche Gauguin
Nella versione 1982, quella con la voce narrante in prima persona, alla Raymond Chandler, subito dopo la morte di Roy Deckard racconta: “Io non so perché mi salvò la vita. Forse in quegli ultimi istanti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata: non solo la sua vita, la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le stesse risposte che noi tutti vogliamo: da dove vengo, dove vado, quanto mi resta ancora… Non ho potuto far altro che restar lì, e guardarlo morire.” Nel 1897 Paul Gauguin, prima del tentato suicidio del gennaio 1898, volendo lasciare dopo la morte quello che considerava un testamento spirituale di alto valore filosofico dipinse un quadro, che l’artista aveva voluto simile ad un fregio classico con soggetti allegorici, intitolato Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono le stesse domande senza risposta che si pongono i replicanti.
Anche a proposito dei riferimenti a Cartesio, a Mary Shelley, a Blake, a Gauguin non ci sentiremmo, come non se la sente Pontolillo a proposito di altri argomenti e altri riferimenti, di affermare che ognuno di essi sia inserito in un sistema organico e razionale, programmato sin dall’inizio: quel che ci preme è mostrare come sia complessa l’operazione creativa di un film che intenda sollevarsi al di sopra del puro intrattenimento spettacolare. Come tutte le opere artistiche di un certo livello, Blade Runner non si lascia inquadrare in un semplice schema e in una interpretazione univoca, e per capirlo, o tentare di farlo, e per dare una propria lettura fra le infinite (o quasi) possibili occorre poter contare su un proprio retroterra culturale.
[modifica] Altri documentari
- On the Edge of Blade Runner (2000, 55'), prodotto dalla Nobles Gate Ltd. per Channel 4.
- Future Shocks (2003, 27'), prodotto dalla TVOntario.
- All Our Variant Futures (2007, 29'), prodotto da Paul Prischman e contenuto nel cofanetto di The Final Cut.
- Additional featurettes (2007), contenute anch'esse nel cofanetto di The Final Cut:
- The Electric Dreamer: Remembering Philip K. Dick – 14'22''
- Sacrificial Sheep: The Novel Vs. The Film – 15'07''
- Signs of the Times: Graphic Design – 13'40''
- Fashion Forward: Wardrobe and Styling – 20'40''
- Screen Tests: Rachael and Pris – 8'54''
- The Light That Burns: Remembering Jordan Cronenweth – 19'58''
- Promoting Dystopia: Rendering the Poster Art – 9'35''
- Deck-A-Rep: The True Nature of Rick Deckard – 9'30''
- Nexus Generation: Fans and Filmmakers – 21'49''
[modifica] Opere derivate
[modifica] Film
Il film di fantascienza Soldier (1998), del regista Paul W. S. Anderson, è ambientato nello stesso universo di Blade Runner. La sceneggiatura, scritta da David Webb Peoples (co-autore di Blade Runner), fa riferimento anche ai luoghi misteriosi citati da Roy Batty nel monologo finale: le porte di Tannhauser ed i bastioni di Orione, dove il protagonista del film Todd (Kurt Russel) ha combattutto due delle sue battaglie.
[modifica] Romanzi
Lo scrittore K.W. Jeter ha scritto tre romanzi come seguito del film (e non del romanzo originale di Dick), ufficialmente autorizzati:
- Blade Runner 2 (Blade Runner 2: The Edge of Human, 1995), Sonzogno, 1998
- Blade Runner - La notte dei replicanti (Blade Runner 3: Replicant Night, 1996), Fanucci, 1998
- Blade Runner 4: Eye and Talon (2000)
[modifica] Fumetti
La Marvel Comics ha pubblicato nel settembre 1982 un adattamento del film intitolato A Marvel Comics Super Special: Blade Runner, sceneggiato da Archie Goodwin.
[modifica] Videogioco
Nel 1998 è stato prodotto dalla Westwood Studios un videogioco ispirato al film diretto da Scott. Il gioco riprende in modo fedele gli scenari e l'atmosfera del film, ma introduce nuovi personaggi. Il protagonista della vicenda è Ray McCoy, Blade Runner principiante che deve indagare sull'uccisione di alcuni animali ad opera di due replicanti presso la Runciter Animals. Rick Deckard è uno dei colleghi di McCoy, ma non compare mai. Nel gioco è anche possibile utilizzare la macchina per eseguire il test di Voigt-Kampff, in grado di scoprire se un sospettato è in realtà un replicante, e l'Esper, il dispositivo per analizzare le fotografie. Il gioco, dotato di una sorta di "generatore casuale di eventi", prevede sei diversi finali, compreso il lieto fine della versione originale. I doppiatori dei personaggi principali del videogioco sono gli stessi del film.
[modifica] Serie televisive
La serie televisiva Total Recall 2070, prodotta dalla tv canadese CHCH-TV e andata in onda in 22 episodi nel 1999, era liberamente ispirata sia al film Blade Runner che ad un'altra pellicola tratta da un racconto di Philip K. Dick, Atto di forza (Total Recall).
[modifica] Citazioni
Il videoclip Freeek! (2002) del cantante George Michael, diretto da Joseph Kahn, è ispirato al film. In alcune scene del vidoclip si vede il palazzo di polizia ripreso dall'alto in sorvolo.
La copertina ed in generale l'artwork dell'album del 1986 Somewhere In Time del gruppo heavy metal inglese degli Iron Maiden si ispirano esplicitamente alla scenografia di Blade Runner, in particolare per quanto riguarda i grattacieli illuminati della metropoli e l'ambientazione futuristica decadente. Il disegno (come per tutte le copertine degli album del gruppo dal 1980 al 1988) è opera di Derek Riggs. Anche la mastodontica scenografia del tour di supporto al disco è ispirata al film di Ridley Scott.
Nel corso degli anni a Los Angeles sono apparsi diversi edifici ispirati a Blade Runner, tra cui la US Bank Tower, un grattacielo circolare provvisto di eliporto sul tetto molto simile alla centrale di polizia del film. A Culver City, vicino a Los Angeles, la Sony Pictures possiede un edificio che ricorda moltissimo una delle piramidi della Tyrell Corporation[21].
Nel 2003 i comici italiani Enrico Bertolino e Fabio Bonifaci hanno pubblicato per la Arnoldo Mondadori Editore il libro Ho visto cose..., contenente una serie di battute che iniziano con l'incipit del celebre monologo di Roy Batty. Il film è stato anche parodiato dai Broncoviz[22].
Il brano “L'Ultimo Omino” inserito nell'album “Io Sono Qui” del 1995 di Claudio Baglioni si chiude con il celebre monologo: “Io ne ho viste cose...” La vita è rappresentata da un videogioco e ogni uomo deve battersi e sconfiggere il male per salire al livello superiore... battersi fino all'ultimo omino. Vangelis collaborò con Claudio Baglioni nella realizzazione dell'album “E Tu” nel 1974.
[modifica] Note
- ^ Dal romanzo di Nourse fu tratto un altro romanzo di William S. Burroughs allo scopo di adattarlo per un ipotetico film. Hampton Fancher, primo sceneggiatore del film di Ridley Scott, lesse il libro e decise di prenderne il titolo. I due romanzi hanno in comune con il film solo il fatto di rappresentare una distopia.
- ^ La trama di seguito presentata è riferita alla versione Director's Cut. Nelle versioni presentate nel 1982 c'era anche la voce narrante di Harrison Ford fuori campo, che è stata eliminata nel Director's Cut.
- ^ Nelle versioni del film uscite nel 1982 solo un replicante era finito nel campo elettrico. Questo perché la scenografia aveva inizialmente previsto una quinta replicante, Mary, che sarebbe dovuta morire di morte naturale nel proseguio del film. In seguito si decise di eliminare il personaggio di Mary, ma la frase sul campo elettrico non fu cambiata, creando un'incrongruenza che fu eliminata soltanto nel Director's Cut (1992).
- ^ La scena del sogno è stata aggiunta nel Director's Cut.
- ^ Se si presta attenzione a questa sequenza, si possono notare una serie di incongruenze. Subito dopo aver ucciso Zhora, Deckard si ferma a comprare una bottiglia di Tsingtao e si volta a guardare Rachael (in teoria non sa ancora che è lì). Alle sue spalle spunta Gaff (poco prima lo si vede accanto a Rachael), che gli dice di andare a parlare con Bryant. Deckard riguarda verso Rachael e, presa la bottiglia, va a parlare con Bryant. Il capitano parla di un replicante morto sul marciapiede, ma in realtà Zhora è morta all'interno di un negozio. Subito dopo, quando Deckard va in cerca di Rachael e lotta con Leon la bottiglia non c'è più. Infine, quando Deckard ritorna nel suo appartamento, la bottiglia ricompare. In realtà le scene sono state girate quando ancora la sceneggiatura prevedeva il quinto replicante, Mary, e l'ordine degli avvenimenti doveva essere: Deckard uccide Zhora; Deckard vede Rachael e la segue; Leon ferma Deckard e tenta di ucciderlo; Rachael spara a Leon; Deckard dice a Rachael di nascondersi nel suo appartamento; Deckard si ferma a comprare una bottiglia; arriva Gaff; Deckard parla con Bryant. Infatti Deckard, quando parla con Bryant, ha i segni dei colpi presi da Leon e non da Zhora (quando guarda Zhora morta tra i vetri infranti, Deckard non ha nessun segno). Quando si decise di eliminare il personaggio di Mary, per non rigirare le scene si scelse di invertirle, di modo che le parole dette da Bryant a Deckard ("ne rimangono quattro") fossero esatte: non più Pris-Roy Batty-Mary-Rachael ma Pris-Roy Batty-Leon-Rachael. [1]
- ^ Roy Batty suggerisce a J.F. Sebastian le mosse per vincere la partita a scacchi che sta giocando con il dott. Tyrell, il quale, sorpreso dall'abile mossa di J.F. Sebastian, lo fa salire nel suo appartamento per discuterne. Le mosse utilizzate da J.F. Sebastian sono le stesse che consentirono ad Adolf Anderssen di vincere nel 1851 la partita immortale contro Kieseritzki. Un'animazione della partita di Anderssen si può trovare qui.
- ^ Roy Batty si conficca un chiodo nella mano perché sente che la sua esistenza sta finendo ed in questo modo cerca di prolungare la sua vita (il dolore lo fa sentire vivo) quel poco che gli possa consentire di vendicarsi della morte di Pris.
- ^ La traduzione italiana non è del tutto corretta, perché nell'originale dice "I've seen things you people wouldn't believe". In inglese "you people" non significa "voi umani", ma è normalmente utilizzato per descrivere un gruppo di persone al quale non si appartiene (diversa razza, abitudini, ...), ed è considerato sostanzialmente dispregiativo.
- ^ In precedenza Gaff aveva lasciato nell'ufficio di Bryant l'origami di una gallina e nell'appartamento di Leon l'origami di un uomo con un'erezione. Secondo alcuni la gallina simboleggia la paura di Deckard di andare a caccia dei replicanti; l'uomo con l'erezione simboleggia la nascente attrazione di Deckard per Rachael. Si veda anche [2].
- ^ Nelle versioni del 1982 è stato inserito un lieto fine in cui si vedono Deckard e Rachael a bordo di uno spinner in un paesaggio idilliaco. La voce fuori campo racconta che Gaff aveva concesso a Deckard di fuggire con la sua amata e che Rachael in realtà non aveva una data di termine. Questa scena è stata eliminata nel Director's Cut, che termina con le porte dell'ascensore che si chiudono davanti alle figure di Deckard e Rachael.
- ^ Il Cityspeak fu sviluppato da Edward James Olmos per il personaggio di Gaff. Quando Gaff si rivolge a Deckard mentre sta mangiando al chiostro orientale, lo fa parzialmente in ungherese. Prima gli dice: "Azonnal kövessen engem", che significa "Seguimi immediatamente" e "Lófasz" (letteralmente "pene di cavallo"). Poi continua dicendo "Nehogy mar, te vagy a Blade Runner" che significa "Nessuna alternativa, sei tu il Blade Runner".
- ^ In realtà Roy Batty al momento della morte ha 3 anni e 10 mesi (la sua data di immissione è 8 gennaio 2016), il che vuol dire che non esiste un vero e proprio dispositivo, ma piuttosto un deperimento dei tessuti, come spiegato nel dialogo tra Roy Batty ed il dott. Tyrell.
- ^ Es una de las películas de ciencia ficción mejor escritas en ambos temas — pues abarca temas como la filosofía de la religión y las implicaciones éticas que conlleva el dominio de la ingeniería genética, dentro del contexto del drama clásico griego y sus nociones del hibris (Jenkins, Mary. (1997) The Dystopian World of Blade Runner: An Ecofeminist Perspective ) — y literario, dibujando la poesía de William Blake y la Biblia. (in [3])
- ^ Le cogito de Descartes : le réplicant, même s'il n'est pas humain, a conscience de son existence et donc de sa fin, tel Roy qui essaie de la repousser. Ainsi, la certitude de Descartes « Je pense, donc je suis» s'applique sans aucun doute aux réplicants les plus avancés, les rapprochant encore un peu plus de la nature humaine. D'ailleurs, le nom Rick Deckard n'est pas sans évoquer celui de René Descartes (Il cogito di Cartesio: il replicante, anche se non è umano, ha consapevolezza della sua esistenza e dunque della sua morte, tanto che Roy tenta di respingerla. Così la certezza di Cartesio "Io penso dunque sono" s'applica certamente ai replicanti più evoluti, i più vicini alla natura umana. D'altronde lo stesso nome Rick Deckard evoca quello di Renè Descartes) in [4]
- ^ http://video.google.co.uk/videoplay?docid=-6774128243172902888
- ^ Si veda anche http://www.blade-runner.it/
- ^ In alcuni ciak della scena Gaff chiede a Deckard se è sicuro di essere un uomo.
- ^ Il ritorno di Blade Runner. Punto Informatico, 2-10-20007. URL consultato il 2-10-2007.
- ^ Questa scena è stata in seguito corretta (al computer) con l'aggiunta del cielo tetro e della pioggia.
- ^ Blade Runner uscì nei cinema l'anno prima dell'attesissimo terzo e ultimo film della trilogia (originale) realizzata da George Lucas, Il ritorno dello Jedi.
- ^ http://www.msgeek.com/brtour/
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=GY_eCD8vLiY&feature=related
[modifica] Bibliografia
- Blade Runner. Warner Home Video. VHS, versione italiana, 1985.
- Blade Runner. The Director's Cut. Warner Home Video. DVD, versione originale e italiana, 2006.
- Blade Runner. The Final Cut. Edizione speciale 2 dischi. Warner Home Video. DVD, versione originale e italiana, 2007.
[modifica] Voci correlate
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Wikiquote contiene citazioni di o su Blade Runner
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Blade Runner dell'Internet Movie Database
- Blade Runner. The replicant site
- http://www.intercom.publinet.it/BR.htm
| I film di Ridley Scott | |
|---|---|
| anni '70 | I duellanti | Alien |
| anni '80 | Blade Runner | Legend | Chi protegge il testimone | Black Rain - Pioggia sporca |
| anni '90 | Thelma & Louise | 1492: la conquista del paradiso | L'Albatross - Oltre la tempesta | Soldato Jane |
| anni 2000 | Il gladiatore | Hannibal | Black Hawk Down | Il genio della truffa | Le crociate | All the Invisible Children | Un'ottima annata | American Gangster |