Alien³

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Alien³
Alien 3.jpg
Una scena del film
Titolo originale Alien³
Paese di produzione USA
Anno 1992
Durata 114 min
145 min (edizione speciale)
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza, drammatico
Regia David Fincher
Soggetto Dan O'Bannon, Ronald Shusett
Sceneggiatura David Giler, Walter Hill
Fotografia Alex Thomson
Montaggio Terry Rawlings
David Crowther (Special Assembly Cut Edition 2003)
Effetti speciali Richard Edlund, George Gibbs, Alec Gillis, Tom Woodruff
Musiche Elliot Goldenthal
Scenografia Belinda Edwards
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Dunque, vediamo se ho capito bene tenente: è una creatura alta due metri e mezzo con acido nelle vene, uccide a vista ed è piuttosto ripugnante... e lei si aspetta che io creda a tutto questo sulla parola? »
(Andrews a Ripley)

Alien³ è un film del 1992 diretto da David Fincher. È il terzo capitolo della serie iniziata nel 1979 con Alien e proseguita con Aliens - scontro finale (1986). Il film ha avuto un seguito: Alien - La clonazione (1997).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia precisamente da dove era terminato il precedente. Sulla USS Sulaco, la nave con la quale il tenente Ellen Ripley, il caporale Hicks, la piccola Newt e l'ormai disattivato androide Bishop stanno tornando sulla Terra, avviene un cortocircuito che provoca un incendio e costringe la nave ad espellere un modulo di salvataggio dove sono contenute le capsule criogeniche e a tentare un atterraggio di fortuna su un pianeta, Fiorina "Fury" 161, una colonia penale abitata solo da 25 detenuti con la sindrome 47,XYY, o Sindrome di Jacobs (la doppia y che contraddistinguerebbe gli assassini, stupratori e i serial killer incorreggibili, secondo una vecchia teoria genetica, del XIX secolo, che è risultata, poi, un falso storico).

Tutto questo avviene mentre l'equipaggio è in ipersonno. All'impatto con l'angusta superficie del pianeta sopravvive solo il tenente Ripley, che viene miracolosamente tratto in salvo: il caporale Hicks morirà in seguito allo sfondamento della sua capsula criogenica da parte di un tubo che lo trafiggerà, mentre la piccola Newt morirà in stato di incoscienza per annegamento dentro la sua capsula (che ha avuto un cortocircuito) e infine l'androide Bishop, già disattivato e gravemente danneggiato, resta quasi totalmente distrutto in seguito all'atterraggio.

Ripley si riprende dallo stato di post-ibernazione e dalle ferite dell'incidente e apprende la notizia della morte dei suoi compagni di viaggio. Dopo aver visto delle bruciature da acido nel relitto della navetta con cui era atterrata, Ripley sospetta che uno xenomorfo si sia intrufolato nella USS Sulaco e che poi sia atterrato insieme a loro su Fiorina 161. Pretende allora di vedere il cadavere di Newt, a cui era emotivamente legata (la considerava quasi una figlia) e convince il dottore a farle un'autopsia per vedere se è stata infettata dallo xenomorfo, ma dall'analisi non risulta nulla di anomalo.

Ripley chiede ed ottiene di far cremare i corpi di Hicks e Newt nella fornace della colonia penale, in modo che dai loro cadaveri non esca nessuno xenomorfo che eventualmente si fosse infiltrato dentro il loro corpo. Durante il cordoglio funebre però il cane di uno dei detenuti, infettato dallo xenomorfo presente nel modulo di salvataggio, muore dando alla luce una nuova forma di xenomorfo quadrupede estremamente feroce e letale. Intanto Ripley deve stare rinchiusa nell'infermeria per non farsi vedere dagli altri prigionieri i quali non accettano le donne nella loro comunità e la loro religione cristiana radicale gli impone di non provare piaceri corporali e, inoltre, non avevano l'occasione di vedere una donna da molti anni. Stando per molto tempo in infermeria la donna passa molto tempo con il dottore. Egli chiede a Ripley cosa realmente cercava nel corpo di Newt; la donna non risponde ed evita la domanda facendo l'amore con quest'ultimo. Intanto, uno dei prigionieri viene attaccato dallo xenomorfo ormai evolutosi velocemente in un esemplare adulto, che lo acceca spruzzandogli acido in faccia, facendolo cadere in una enorme ventola d'aerazione dove viene maciullato dalle pale.

Ripley non è del tutto convinta che il detenuto sia morto risucchiato da una ventola. Anzi, sospetta che sia proprio lo xenomorfo che la perseguita a uccidere i detenuti nella prigione, dove sono stati rinvenuti altri cadaveri più un sopravvissuto che racconta di aver visto un "drago" ammazzare i suoi compagni. Ripley gli crede e racconta tutto al capo della colonia penale Andrews, che però non le crede. La donna decide di controllare il computer di bordo della navetta di salvataggio e per farlo ha bisogno di un suo vecchio amico, l'androide Bishop. Pur di recuperare l'androide, Ripley esce fuori dai complessi dell'infermeria, rischiando di essere addirittura violentata da alcuni detenuti (anche se verrà salvata in tempo dal capo religioso dei prigionieri).

Recuperato Bishop dall'immondizia, Ripley lo riattiva, anche se l'unica cosa che rimane del robot sono la testa, un braccio e una parte del torace. Bishop si collega al computer di bordo della navetta e rivela a Ripley che, effettivamente, uno xenomorfo sotto forma di uovo, deposto dalla Regina xenomorfa, si era infiltrato nella navetta ed aveva causato un cortocircuito con l'acido uccidendo nell'ipersonno Hicks e Newt. Bishop, inoltre, rivela che gli eventi che sono accaduti sulla USS Sulaco, durante il viaggio di ritorno, erano stati monitorati dalla Compagnia Weyland-Yutani e che gli uomini della Compagnia sanno sempre tutto quello che accade a bordo.

Dopo queste rivelazioni Bishop chiede a Ripley di essere scollegato per sempre, perché, anche se lo riparassero, non sarebbe più al 100% delle sue funzionalità. Ripley acconsente alla richiesta del robot spegnendolo per sempre.

Ripley non riesce a capire come mai il dottore abbia il numero dietro alla nuca come tutti gli altri detenuti. Egli le confessa di avere ucciso in stato di ebbrezza dei pazienti in passato. Poco dopo questa confessione il dottore viene attaccato e ucciso dallo xenomorfo, il quale stava per fare fuori anche Ripley, ma che stranamente le risparmia la vita. Ripley corre ad avvisare gli altri dello xenomorfo ed assiste insieme a tutti i detenuti all'uccisione del capo della colonia penale: i detenuti adesso si convincono dell'esistenza dello xenomorfo, di cui Ripley parlava.

La donna capisce di essere stata infettata durante l'ibernazione nella capsula criogenica sul modulo di salvataggio e di essere quindi condannata a morire. Scopre inoltre, attraverso una scannerizzazione, che lo xenomorfo che porta dentro di sé è una Regina xenomorfa. Intanto, il vicecapo della colonia penale Aaron capta un messaggio della compagnia, secondo il quale una loro nave sarebbe atterrata entro poche ore su Fiorina 161 per prelevare il tenente Ellen Ripley.

I prigionieri, guidati dal risoluto Dillon e da Ripley, tentano con vari stratagemmi di imprigionare ed uccidere lo xenomorfo, ma falliscono al primo tentativo. Allora decidono di attirarlo usando come esca Ripley e di imprigionarlo dentro un pistone della fonderia, dove sarebbe stato colato del piombo fuso. A seguito di un piano caotico, ma ben architettato, e del sacrificio di tutti i detenuti, compreso Dillon, lo xenomorfo assassino viene finalmente ucciso. Gli unici sopravvissuti sono Morse, Aaron e Ripley.

Intanto la nave della Compagnia atterra sul pianeta e l'equipaggio raggiunge Ellen Ripley nella fonderia. Tra il personale della compagnia, Ripley incontra il dottor Michael Bishop, che dichiara di essere il costruttore dell'androide. Costui tenta in vari modi di convincere Ripley ad andare con loro, perché solo la Compagnia poteva salvarla, congelandola ed estraendole chirurgicamente l'embrione xenomorfo che si trovava dentro di lei. Il tenente è molto riluttante a seguire i dottori della compagnia, perché in cuor suo ha capito che il loro intento non è affatto di salvarla, ma di usare lo xenomorfo per scopi militari come un'arma.

Dopo il ferimento di Morse da parte di uno dei soldati, Aaron colpisce con una chiave inglese il Dottor Bishop e viene ucciso dagli uomini della compagnia. Ripley, rivelate le vere intenzioni della compagnia, decide di gettarsi nella fonderia, lasciando esterrefatti gli uomini e i dottori della compagnia. Questi ultimi, in questo modo, perdono la grande occasione di studiare lo xenomorfo, poiché la razza si è estinta nel secondo film della serie ("Aliens - Scontro finale").

La colonia penale, senza più nessun prigioniero (tranne Morse, che viene portato via dalla compagnia), viene chiusa e smantellata. Il film termina col messaggio di Ripley registrato dopo la vicenda della USS Nostromo, che si ripete incessantemente dentro il relitto della scialuppa di salvataggio della USS Sulaco.

Storia della produzione[modifica | modifica sorgente]

La nascita della sceneggiatura per il film Alien³ è stata lunga e travagliata.

Subito dopo l'uscita e il grande successo del film Aliens - scontro finale (1986), si pensò ad un terzo episodio della saga.

Nella trama originale Newt e il caporale Hicks erano i protagonisti assoluti del film, mentre il tenente Ellen Ripley rimaneva in criostasi. La trama prevedeva che un guasto ai motori costringesse l'astronave ad attraccare su una stazione orbitale Russa dove venivano condotti degli esperimenti genetici sugli alien. Inoltre Newt, Ripley e Bishop si sarebbero salvati fuggendo a bordo di una navetta diretta verso la Terra, invasa nel frattempo dagli alien.

Walter Hill, David Giler e Gordon Carrol stesero qualche bozza di soggetto, affidando poi al famoso scrittore di fantascienza William Gibson la stesura della sceneggiatura. Lo sciopero degli sceneggiatori del 1987 tuttavia bloccò tutto il progetto; malgrado la sceneggiatura fosse pronta, William Gibson tornò alla sua attività di romanziere.

Subentrò allora Eric Red, sceneggiatore di The Hitcher - La lunga strada della paura (1986) e di Il buio si avvicina (1987), il quale affiancò l'allora esordiente Renny Harlin, regista che sarebbe in seguito divenuto famoso per 58 minuti per morire - Die Harder (Die Hard 2, 1990) e Cliffhanger - L'ultima sfida (1993). Red tuttavia ebbe dei contrasti con i produttori, mentre il regista non era soddisfatto di come stava procedendo la lavorazione del film: entrambi abbandonarono la produzione.

Fu la volta di David Twohy, che nel 2000 scriverà e dirigerà Pitch Black. Twohy, come Eric Red prima di lui, scrisse una sceneggiatura priva del personaggio di Ellen Ripley, mentre la Fox voleva assolutamente la presenza di Sigourney Weaver nel terzo episodio. Così, all'insaputa di Twohy, i produttori incaricarono Vincent Ward e John Fasano di scrivere una sceneggiatura con protagonista Ripley. Quando Twohy venne informato da un giornalista, si sentì tradito ed abbandonò la produzione, sebbene la Fox gli avesse assicurato che la sceneggiatura di Ward e Fasano fosse pensata per Alien 4.

Intanto John Fasano aveva abbandonato il progetto per dedicarsi alla sceneggiatura di Ancora 48 ore: Greg Pruss prese il suo posto. Nel frattempo nei Pinewood Studios di Londra i preparativi per il film erano iniziati, anche se non c'era ancora una sceneggiatura ufficiale. La Fox cominciò ad avere problemi con Vincent Ward: la sua visione del film era troppo costosa per essere realizzata. I dissapori portarono l'autore ad abbandonare il film, così come anche Greg Pruss (che comunque non lavorò più nel cinema).

David Fincher, che aveva solo esperienza di videoclip, venne assunto come regista, mentre Larry Ferguson, sceneggiatore di Beverly Hills Cop 2, mise le mani sulla sceneggiatura. Il lavoro di Ferguson lasciò delusi sia Fincher che la Weaver: tutto si fermò di nuovo.

Walter Hill e David Giler vennero chiamati d'urgenza per cercare di risollevare la situazione. Presero alcuni elementi della sceneggiatura di Twohy e li mischiarono con quella di Ward e Fasano. Il tutto passò per le mani di un nuovo sceneggiatore, Rex Pickett, che miscelò ulteriormente le varie sceneggiature. Alla fine il film venne girato con questa sceneggiatura spuria. Tuttavia nelle sale è uscita una versione abbondantemente tagliata del film, così che la storia è stata ulteriormente modificata, deludendo gli ammiratori. James Cameron è rimasto profondamente deluso da Alien³, affermando che i produttori di tale film hanno stravolto la storia tagliando fuori i personaggi che erano comparsi nel secondo episodio della saga.[1]

I crediti del film presentano Vincent Ward come ideatore della storia, Dan O'Bannon e Ronald Shusett come ideatori dei personaggi, Walter Hill, David Giler e Larry Ferguson come sceneggiatori. Stranamente non viene citato David Twohy, sebbene sia sua l'idea del pianeta trasformato in colonia penale.

Edizione speciale[modifica | modifica sorgente]

Solo nel 2003, a 10 anni dall'uscita nei cinema ed in occasione del cofanetto per l'home video Alien Quadrilogy, il film venne ripresentato al pubblico nella sua interezza, con le tante scene tagliate o cambiate rimesse insieme. Alcune delle scene hanno subito dei cambiamenti a livello estetico e stilistico: i facehugger vengono mostrati in modo diverso dai precedenti film, uno di essi viene perfino trovato (alcune immagini si potevano vedere nei materiali pubblicitari dell'epoca), il primo Alien non viene fuori da un cane, ma da un bovino e la morte di Ripley presenta un'inquadratura più ravvicinata, non mostra la nascita della regina ed è più breve.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Un romanzo basato sulla sceneggiatura (contenente molte delle scene tagliate, poi rimontate nell'edizione speciale) fu scritto da Alan Dean Foster e la Dark Horse Comics pubblicò una mini-serie di tre numeri, contenente l'adattamento a fumetti della pellicola.

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • «In 1979, we discovered in space no one can hear you scream. In 1992, we will discover, on Earth, EVERYONE can hear you scream.»
  • «The bitch is back.»
  • «Nel 1979 "ALIEN" veniva da dentro. Nel 1986 "ALIEN" se ne era andato per sempre. Nel 1992 le peggiori paure diventano realtà. "ALIEN" è tornato.»

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il titolo del film è stato parodiato dai Simpson, nel segmento Homer³ presente nella puntata La paura fa novanta VI;
  • L'attimo in cui l'alien è a pochi centimetri dal viso di Ellen Ripley viene parodizzato in un altro episodio de I Simpson, "Rubare la prima base", nel momento in cui Bart Simpson bacia una sua coetanea, Nikki. Nella scena, l'alien bacia Ripley.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cameron a ruota libera ∂ Fantascienza.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]