Taser

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Una M26 Taser del modello militare
Un taser-x26 con visibile l'arco elettrico che si sprigiona fra i due elettrodi

Il termine taser è un marchio depositato dalla TASER International, Inc. ed è l'acronimo di Thomas A. Swift's Electronic Rifle, dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto, facente riferimento a dei dispositivi classificati come armi da difesa "meno che letali" che fanno uso dell'elettricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tali dispositivi sono stati ideati nel 1969 da Jack Cover ma i modelli che permettono l'immobilizzazione totale di una persona sono stati progettati a partire dal 1998.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Quando viene azionato, il taser proietta due piccoli dardi con traiettorie non parallele in modo da aumentare la distanza tra i due, perché l'efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro. Questi dardi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo il quale produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, che viene rilasciata in brevissimi impulsi. Entrambi i dardi devono colpire il bersaglio ma non è necessario che superino i vestiti ed inoltre è possibile toccare il soggetto colpito senza subire l'effetto del taser perché l'elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi.

Gli impieghi nel mondo[modifica | modifica sorgente]

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Per la legge italiana il taser è considerato arma propria ma non arma da fuoco e per importarlo serve apposita licenza di importazione. Possono essere venduti dagli armieri a persone con porto d'armi ma non possono essere portati per nessun motivo.

Una circolare del Ministero dell'Interno del 1997 ha chiarito l'utilizzo e l'acquisto di tali strumenti, che necessitano di particolari autorizzazioni.[1]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica sorgente]

Negli USA il taser trova il suo più largo impiego nelle forze di polizia. Nel paese vengono inoltre commercializzati anche modelli espressamente pensati per la difesa personale

Amnesty International denuncia che 334 sono le persone morte negli Usa, dal 2001 all'agosto 2008, dopo essere state colpite da taser. Medici e magistrati sono giunti alla conclusione che nel 50 per cento dei casi i taser abbiano causato direttamente o contribuito a causare la morte. In almeno sei casi mortali, i taser sono stati utilizzati su persone che avevano problemi di salute in fase acuta, tra cui un medico che aveva avuto un incidente con la propria automobile, andata distrutta, nel corso di una crisi epilettica. È morto dopo essere stato ripetutamente colpito da un taser sul ciglio della strada dove, stordito e confuso, non riusciva a obbedire ai comandi di un agente[2].

A Miami Beach, l' 8 agosto 2013,  un ragazzo di 18 anni è morto dopo essere stato colpito con una pistola taser da un agente che cercava di arrestarlo perché stava disegnando dei graffiti sul muro di un fast food abbandonato. Uno dei poliziotti lo ha colpito al petto con la pistola Taser e il ragazzo è morto dopo essere stato ricoverato in ospedale. 

Canada[modifica | modifica sorgente]

Il 14 ottobre 2007 al terminal di Vancouver in Canada, un uomo polacco di 40 anni è deceduto per arresto cardiaco a causa dell'uso del taser da parte della polizia canadese.

Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre 2007 l'ONU ha equiparato l'uso di taser ad una forma di tortura e ne ha sconsigliato l'acquisizione alle forze dell'ordine portoghesi.[3]

Dibattito e contestazioni[modifica | modifica sorgente]

La ditta TASER International ha affermato che i taser non hanno mai causato decessi[4].

Nel novembre 2007, in conseguenza della morte di una persona in Canada (la terza nel lasso di tempo di un mese) si sono accentuate le polemiche sull'uso di questo tipo di arma, la cui adozione è stata fortemente criticata dall'ONU e della quale Amnesty International ha chiesto il ritiro.[5]

Uno studio finanziato dal National Institute of Justice e svolto dalla Wake Forest University School of Medicine prendente in esame 1000 casi di individui colpiti da un taser ha riportato che in nessun caso il taser fu causa di morte. Secondo lo studio il 99,7% dei colpiti non riportò danni o subì danni leggeri (lividi, sbucciature) mentre il rimanente 0,3% dovette ricevere cure ospedaliere. Le ferite erano causate dalla caduta dei soggetti dopo essere stati colpiti dal taser.[6]

Uno studio commissionato dalla Canadian Broadcasting Corporation ha determinato che il 10 per cento dei 41 taser esaminati sprigionava più corrente di quella dichiarata dal produttore, mettendo quindi in luce la necessità di altre verifiche e test indipendenti su queste armi.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storditori elettrici sul sito della Polizia di Stato
  2. ^ Taser Abuse in the United States. URL consultato il 4 maggio 2010.
  3. ^ ONU: i Taser sono Tortura, Punto Informatico, 26 novembre 2007. URL consultato il 26 novembre 2007.
  4. ^ Are TASER devices safe?. URL consultato il 4 maggio 2010.
  5. ^ Fonte: Canada.blogosfere.it
  6. ^ I Taser sono sicuri, Punto Informatico, 10 ottobre 2007. URL consultato il 10 ottobre 2007.
  7. ^ Some tested Tasers fire stronger current than company says, CBCNews.ca, 4 dicembre 2008. URL consultato il 16 dicembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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