Gli uccelli

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« Gli uccelli non sono aggressivi, signorina. Sono il simbolo della gentilezza. »
(l'ornitologa a Melanie)
Gli uccelli
Gli Uccelli.JPG
L'inquadratura finale del film
Titolo originale The Birds
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1963
Durata 120 minuti
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere thriller, horror
Regia Alfred Hitchcock
Soggetto Daphne Du Maurier
Sceneggiatura Evan Hunter
Produttore Alfred Hitchcock
Fotografia Robert Burks
Montaggio George Tomasini
Effetti speciali Larry Hampton, Ub Iwerks
Musiche Oskar Sala (effetti sonori)

Matthew Ross (musica aggiunta)

Scenografia George Milo
Costumi Edith Head
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli uccelli (The Birds) è un film del 1963 diretto da Alfred Hitchcock.

Fu presentato fuori concorso al 16º Festival di Cannes[1] ed è considerato uno dei capolavori di Hitchcock.

Trama[modifica | modifica sorgente]

« Ma signora, assalire è una parola un po' grossa: gli uccelli non hanno mica l'abitudine di assalire la gente senza motivo. »
(lo sceriffo alla signora Brenner)

In un negozio di animali a San Francisco s'incontrano l'avvocato Mitch Brenner e la ricca e giovane Melania Daniels, figlia dell'editore di uno fra i maggiori giornali della città.

Melania è indispettita perché, pur avendola riconosciuta, il giovanotto finge di scambiarla per la commessa e le si rivolge per informazioni su una coppia di lovebirds (pappagallini inseparabili) da donare alla sorellina Cathy per il compleanno. Melania in un primo momento sta al gioco e gli dice che il negozio non ha al momento tali pappagallini, se vuole ci sono dei canarini.

Ma presto Mitch interrompe l'amabile schermaglia e rivela il motivo del suo strano atteggiamento, rievocando la spiacevole circostanza in cui l'ha conosciuta. In tribunale era stata processata per guida in stato di ebbrezza e sfascio di vetrina. Prenderla in giro è il meritato contrappasso per una condotta spregiudicata e irresponsabile. Ne segue un battibecco in cui Melania lo apostrofa come ignorante e insolente.

A dispetto del moralismo punitivo di lui, la sofisticata figlia di papà si sente però attratta e affascinata, annota la targa della sua auto e si informa sul suo indirizzo. Per reincontrarlo acquista la coppia di pappagallini e decide di recapitargliela personalmente, recandosi prima nel suo appartamento a San Francisco e poi, non trovatolo, a Bodega Bay con la sua auto, dove Mitch trascorre i fine settimana in compagnia della madre e della sorella.

Lei però vuole fare una sorpresa a Mitch e così anziché arrivare con l'auto a casa sua, che si trova sulla sponda opposta della baia, decide di affittare un piccolo motoscafo e raggiungere così, non vista, la villetta. Attraversata la baia, entra quindi furtivamente nella casa di Mitch e lascia la gabbietta con gli uccellini, dopodiché attende nascondendosi nel motoscafo. Mitch scopre i pappagallini e si accorge della presenza di Melania, che mette in moto il fuoribordo e parte. Ma Mitch, saltato sulla sua auto, arriva prima di lei sulla sponda opposta della baia ad aspettarla. E qui mentre Melania è quasi arrivata, viene improvvisamente attaccata da un gabbiano che le ferisce la testa.

Decisa ad approfondire la relazione con Mitch, accoglie l'invito di Cathy di partecipare alla sua festa di compleanno, trattenendosi per la notte e facendosi ospitare da Annie, maestra di scuola di Cathy e vecchia fiamma del fratello.

Durante la notte un gabbiano, inspiegabilmente, sbatte sulla porta di casa e viene trovato morto dalle due donne.

Fatti inquietanti si susseguono: le galline di Lydia, la signora Brenner, si rifiutano di mangiare; durante la festa di Cathy uno stormo di gabbiani attacca i bambini; la sera stessa la casa dei Brenner viene invasa da centinaia di passeri che entrano attraverso il camino; l'indomani mattina, un agricoltore, conoscente dei Brenner, viene ritrovato nella propria casa, morto, martoriato dagli uccelli che sono arrivati a strappargli gli occhi; durante la giornata un peschereccio viene assalito dai gabbiani e una trentina di bambini vengono attaccati da una frotta di corvi mentre escono da scuola.

Gli abitanti della cittadina, per lo più increduli, tendono a minimizzare gli eventi, fino a quando non si verifica un attacco di vaste proporzioni in pieno giorno che causa numerose vittime.

In breve tempo l'intera zona è invasa da migliaia di uccelli che seminano il terrore. Anche la maestra Annie rimane vittima degli animali assassini.

I protagonisti si barricano in casa, assediati dai volatili, che feriscono gravemente Melania. Mitch decide di portarla all'ospedale e così all'alba i quattro partono con l'auto di Melania alla volta di San Francisco.

Fuori dall'uscio di casa, appollaiati ovunque, migliaia di uccelli osservano, immobili e minacciosi.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film fu prodotto e distribuito dall'Universal Pictures.

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Fu tratto dall'omonimo racconto di Daphne Du Maurier, di cui però mantiene solo l'idea centrale, cioè l'attacco degli uccelli contro gli uomini.

Hitchcock aveva ripensato al racconto dopo aver letto sul quotidiano di Santa Cruz, Sentinel, del 18 agosto 1961, la notizia di una nuova invasione di uccelli marini fra le case sulla costa, più ampia e devastante di quella avvenuta nell'anno precedente.[2]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura fu scritta da Evan Hunter e i personaggi sono creati ex novo.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Hitchcock non utilizzò attori già affermati nel ruolo dei protagonisti, anche per contenere i costi del film, già molto alti per gli effetti speciali.

Scritturò Tippi Hedren, allora nota come modella, per il ruolo femminile, e ne guidò personalmente l'interpretazione, trasformandola in una vera attrice (le assegnerà il ruolo di protagonista anche nel successivo film, Marnie).

Il protagonista maschile fu interpretato da Rod Taylor, al suo primo ruolo cinematografico di una certa importanza, mentre nella parte della madre del protagonista maschile Hitchcock volle l'attrice di teatro Jessica Tandy.

Nella parte della maestra, anziché Anne Bancroft, proposta da Hunter, Hitchcock scelse Suzanne Pleshette, notata in ruoli televisivi.[2]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese iniziarono il 5 marzo 1962 e durarono fino al 10 luglio dello stesso anno.[3]

Durante le riprese si dovettero affrontare innumerevoli problemi: i componenti della troupe furono graffiati e beccati; Tippi Hedren, nella scena in cui sale in una camera e viene aggredita dagli uccelli, fu ferita al viso da uno dei gabbiani; il lunedì successivo, quando dovettero riprendere le riprese, la trovarono stesa sul divano in stato di choc. Usarono quindi una controfigura per la scena in cui Mitch la porta giù dalle scale.

Uno dei corvi addestrati aveva preso in antipatia Rod Taylor, e appena lui arrivava sul set chiedeva preoccupato se l'uccello lavorasse quel giorno; il corvo, però, lo aspettava puntualmente appoggiato su una trave del set e lo inseguiva per beccarlo.

Luoghi[modifica | modifica sorgente]

California settentrionale e studi dell'Universal Pictures.

A Bodega Bay, piccolo porto sul Pacifico, a circa 60 miglia (un centinaio di chilometri) da San Francisco, la protagonista trascorre il fine settimana e si svolge la maggior parte del film; furono ricostruite fedelmente delle abitazioni esistenti per la casa e la fattoria.[4]

Costi[modifica | modifica sorgente]

Il film costò circa 2.500.000 dollari.

Prima[modifica | modifica sorgente]

La prima si ebbe il 28 marzo 1963.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Titolo del trailer

Il film è sperimentale e originale anche dal punto di vista della colonna sonora.

Priva di accompagnamento musicale tradizionale, ad eccezione di un accenno del Première Arabesque di Claude Debussy suonato al pianoforte da Melania e di una canzoncina cantata dai bambini della scuola, Risseldy Rosseldy, una versione americana della canzone popolare scozzese di Wee Cooper O'Fife, la colonna sonora è costituita unicamente dai rumori degli uccelli elaborati come una vera partitura.

Un duo di esperti in musica elettro-acustica, composto da Remi Gassmann e Oskar Sala, ebbe il compito di creare artificialmente tutti i rumori degli uccelli attraverso nastri magnetici accelerati in lettura e con uno strumento elettronico chiamato Trautonium dal nome del suo inventore Friedrich Trautwein.[2] che ne realizzò il prototipo nel 1929. Tuttavia fu proprio il musicista elettronico tedesco Oskar Sala negli anni a perfezionare lo strumento sino a creare una sorta di ibrido tra organo e sintetizzatore musicale.

Hitchcock racconta a Truffaut[modifica | modifica sorgente]

I rumori erano trattati ed elaborati secondo le indicazioni del regista che dettava alla segretaria una vera e propria sceneggiatura dei suoni. "Facevamo veramente qualcosa di sperimentale con tutti questi suoni autentici, che poi stilizzavamo in modo da trarne maggiori effetti drammatici".[4]

Battiti d'ali[modifica | modifica sorgente]

"Per esempio, quando Melania, rinchiusa nella mansarda, è attaccata dagli uccelli, avevamo molti suoni naturali, dei battiti di ali, ma li abbiamo stilizzati per ottenere un'intensità maggiore. Bisognava ottenere un'ondata minacciosa di vibrazioni piuttosto che un suono di un solo livello, al fine di avere una variazione di questo rumore, qualcosa di simile al suono ineguale prodotto dalle ali".[4]

Passi e inquadrature[modifica | modifica sorgente]

Nella scena in cui Lydia, la madre di Mitch, trova il cadavere dell'agricoltore, la colonna sonora è fondamentale. Il rumore dei passi della donna che corre nel cortile, all'esterno, è differente da quello dei passi nel corridoio all'interno della casa, sottolineati da una leggera eco. Il rumore dei passi è inoltre accompagnato da riprese dall'alto mentre quando la donna, impietrita dal terrore, resta immobile, si passa al primo piano e, quando torna a muoversi, "il rumore dei passi è proporzionato alla dimensione dell'immagine, aumenta fino a quando entra nel camioncino e a questo punto si sente un suono di agonia, quello del rumore del motore del camioncino, deformato".[4]

Il "grido" muto[modifica | modifica sorgente]

Lydia terrorizzata non riesce a parlare, né ad emettere alcun suono: apre la bocca e non esce alcun grido. L'effetto è molto intenso e l'inquadratura ricorda il famoso quadro di Edvard Munch, L'urlo. Non e' da escludere che il cineasta sapesse della scena della brechtiana "Madre coraggio" (immediato dopoguerra), in cui la protagonista, alla vista dell'uccisione della figlia - dopo avere assistito alla morte di altri due figli - "emette" il famoso non urlo, rimanendo pietrificata a bocca aperta: l'interprete era Helen Weigel, moglie di Bertolt Brecht. La scena verrà copiata, anzi "citata", come usa dire in gergo artistico, da Lina Volonghi, nei panni di Madre coraggio, produzione Teatro Stabile di Genova, 1971, per la regia di Luigi Squarzina.

Silenzio[modifica | modifica sorgente]

"Per la scena finale, quando Rod Taylor apre la porta della casa e vede per la prima volta degli uccelli a perdita d'occhio, ho chiesto un silenzio, ma non un silenzio qualsiasi; un silenzio elettronico di una monotonia che potesse evocare il rumore del mare che giunge da molto lontano"."[4]

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

"Delle 1500 inquadrature previste (circa il doppio di quelle di un film normale e quasi il triplo di quante ne usasse Hitchcock di solito), quasi 400 contenevano trucchi e fotomontaggi.[5]

Hitchcock richiese la collaborazione di molti esperti: lo scenografo Robert Boyle, il direttore della fotografia Robert Burks, il montatore George Tomasini.

Poiché detestava lavorare in esterni la maggior parte dei fondi che si vedono sono stati dipinti. Nonostante le difficoltà per le tecniche di ripresa sul fondale blu in uso in quel periodo, trovarono un'alternativa usando il metodo introdotto da Walt Disney, mascherine e fondali illuminati con lampade al sodio su fondale giallo.

Gli addetti agli effetti speciali e quelli del reparto ottico lavorarono sul film per più di un anno.[6]

"Tutte le risorse del cinema disponibili nel 1962 furono messe in gioco per la realizzazione di questo film, che stava man mano diventando il più costoso, tecnicamente più ambizioso e programmato in modo più rigoroso di tutti".[2]

Gli animali[modifica | modifica sorgente]

Ray Berwick, l'addomesticatore degli uccelli, addestrò gabbiani, corvi, cornacchie, a colpire, a ritornare ai loro posti, a piombare di nuovo sopra le loro vittime.

L'associazione per la protezione degli animali, Humane Society, era presente sul set per assicurarsi che non venisse fatto del male agli uccelli, che fossero alimentati in modo corretto e che non si abusasse del loro lavoro.[2]

Si utilizzarono inoltre uccelli meccanici, costruiti apposta per le scene in cui recitavano i bambini. Si fece ricorso anche all'animazione.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ebbe successo di pubblico. Nei primi mesi di proiezioni incassò oltre 11 milioni di dollari.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film fu complessivamente sottovalutato dalla critica internazionale.[7]

Era stato criticato negativamente da parecchi articoli apparsi sulla stampa americana (New York Times, Newsweek, New Yorker): per la mancanza di una ferma conclusione, per una costruzione debole, per l'amalgama non del tutto riuscito fra commedia e horror, per le interpretazioni poco convincenti dei due protagonisti, infine per la delusione di non trovare il thriller a cui il regista aveva abituato il suo pubblico.

Quando gli chiesero come avesse reagito alle critiche negative a dispetto del successo di pubblico, Hitchcock rispose ironicamente di "Aver pianto per tutto il percorso da Casa fino alla Banca".

Definizioni e giudizi[modifica | modifica sorgente]

Una fantasia[modifica | modifica sorgente]

Truffaut: "Il film è chiaramente una costruzione intellettuale, una fantasia".[4]

Una meditazione sul cosmo[modifica | modifica sorgente]

Noel Simsolo lo definisce una meditazione sul cosmo, in particolare sulla posizione e sul ruolo dell'uomo nel cosmo.[8]

Un poema lirico tragico[modifica | modifica sorgente]

Federico Fellini afferma che è una delle opere di Hitchcock da lui predilette, uno dei più grandi film di tutti i tempi: " Gli uccelli può venire meglio apprezzato non come una narrazione lineare, ma più come un poema lirico tragico i cui episodi sono come stanze che rafforzano un singolo tema a livello emotivo."[9]

Struttura del film[modifica | modifica sorgente]

Il ritmo iniziale è volutamente lento.

Il film decolla come una commedia sofisticata e per quasi 45 minuti pare non succedere niente, eccettuato il corteggiamento fra i due protagonisti: "...il film scherza sul ciglio del burrone".[7]

Gli uccelli, prima percepiti soltanto come vaga minaccia, gradualmente intervengono in una serie di attacchi, prima individuali e successivamente di gruppo. In un crescendo sempre più concitato, diventano pericolosi e incontrollabili.

Nella parte finale il film assume un carattere catastrofico.

Temi[modifica | modifica sorgente]

Donald Spoto[2] individua nel film alcune tematiche tipiche di Hitchcock, qui particolarmente approfondite:

  • il tema dell'abbandono, della solitudine e della paura dell'altro

"...il film esplora la fragilità dei rapporti umani, la paura della perdita e dell'abbandono.[...] ogni avvenimento relativo agli uccelli viene subito dopo una scena che descrive la paura di un personaggio di essere solo o di venire abbandonato". Melania è stata abbandonata dalla madre quando aveva soltanto undici anni, la maestra Annie è stata abbandonata da Mitch, Lydia, la madre di Mitch, vedova, teme di essere abbandonata dal figlio.

  • il tema della visione

Oltre quaranta volte nel film tornano parole relative il vedere; ogni sequenza si conclude con una dissolvenza su un personaggio che guarda fuori nel vuoto; gli uccelli beccano le orbite vuote dell'agricoltore ucciso. Gli uccelli guardano, spiano.

Bruzzone-Caprara[7] segnalano:

  • il tema dell'incomunicabilità

Portano come esempio la sequenza del Tides Café. Melania e gli avventori scorgono un uomo che sta per accendere una sigaretta accanto alla sua auto mentre a terra scorre del gasolio: tutti gridano che non getti il fiammifero ma lui non può sentirli e provoca col suo gesto una esplosione.

Metafora della frantumazione[modifica | modifica sorgente]

In tutto il film ritorna ossessionante l’idea della distruzione:

  • sui titoli di testa sagome nere di uccelli passano e beccano le lettere distruggendo le parole appena si formano;
  • Mitch ha conosciuto Melania nell’aula del tribunale dove era processata per aver frantumato una vetrina con la sua auto fuori controllo;
  • il gabbiano che aggredisce Melania le lacera la pelle e la fa sanguinare;
  • Lydia raccoglie sul pavimento del suo salotto i cocci dei piattini di porcellana dopo l’invasione dei passeri dal camino e ha la premonizione della morte di Dan quando vede le tazze da tè appese sopra la stufa frantumate;
  • nella stanza di Dan i vetri delle finestre sono ridotti a schegge, i mobili a pezzi, non c’è più niente di intero;
  • durante l’assalto nel giorno del compleanno di Cathy scoppiano i palloncini e i becchi degli uccelli strappano gli abiti e feriscono i bambini;
  • durante la fuga dalla scuola, gli occhiali di una delle bambine si frantumano sulla strada;
  • le pareti della cabina telefonica in cui è asserragliata Melania si spezzano e non reggono ai colpi ripetuti;
  • nella casa dei Brenner porte e scuri si crepano e si spaccano;
  • infine nell’ultima scena appare completa la metamorfosi di Melania: spettinata, insanguinata, bendata, le unghie laccate spezzate, gli abiti gualciti, senza parole e negli occhi solo vuoto terrore.

Finale[modifica | modifica sorgente]

Una prima versione prevedeva che i fuggiaschi giungessero a San Francisco e trovassero il Golden Gate Bridge invaso dagli uccelli. In seguito, Hitchcock optò per un finale aperto a diverse interpretazioni e volle che dopo l'ultima inquadratura non comparisse la scritta "The End".[2]

"La magnifica atmosfera impressionista della scena finale cos'altro è se non l'incubo del Giudizio Universale tradotto in luce?"[7]

Interpretazioni[modifica | modifica sorgente]

"Perché gli uccelli attaccano gli uomini?"

È la domanda inevitabile a cui lo spettatore cerca di dare una risposta.

Sequenza del "Tides Café"[modifica | modifica sorgente]

Hitchcock, prevenendola, fa affrontare la questione, in una sequenza centrale del film. Melania riferisce dell'attacco degli uccelli ai bambini usciti dalla scuola agli avventori riuniti nel Café Tides, i quali, esprimendo le loro convinzioni, illustrano posizioni e pregiudizi comuni:

  • l'ornitologa, in base alle sue conoscenze scientifiche si rifiuta di crederle e nega che una ribellione degli uccelli sia possibile;
  • un avventore alcolizzato e predicatore declama brani delle profezie di Ezechiele sulla punizione divina dei peccati dell'uomo;
  • un marinaio condivide la preoccupazione e l'angoscia di Melania e racconta che la sua barca è stata aggredita dai gabbiani;
  • un viaggiatore di passaggio invoca un intervento di forza "bisogna sparare e ucciderli tutti";
  • una madre spaventata e nevrotica accusa Melania di essere lei la causa di tutto, con la sua venuta ha portato la disgrazia a Bodega Bay.

I critici cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Per l'interpretazione del film sono state formulate una serie di teorie:

  • cosmologica: cosa succederebbe se si alterasse l'ordine dell'universo, l'equilibrio di potere fra l'uomo e gli altri elementi della natura;[10]
  • religiosa: la divinità punisce le colpe del genere umano[11];
  • politico-storica: l'invasione degli uccelli allude al pericolo atomico, ricorda i raid aerei della seconda guerra mondiale[12];
  • psicologico-famigliare: gli uccelli riflettono le tensioni tra i personaggi, le difficili relazioni sentimentali soprattutto all'interno della famiglia[13];
  • psicanalitica: l'invasione degli uccelli rappresenta l'esplosione di forze intrapsichiche, l'affiorare di desideri repressi. Questa tesi è stata sostenuta dallo psicanalista e filosofo Slavoj Žižek[14];

Cameo[modifica | modifica sorgente]

Come in quasi tutti i suoi film precedenti, Hitchcock appare in un cameo: lo si vede, all'inizio del film, uscire dal negozio di animali con due cani dal pelo bianco al guinzaglio (si tratta dei suoi due terrier, Geoffrey e Stanley).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nota sulle versioni[modifica | modifica sorgente]

L'aspect ratio originale è di 1.37:1 (negative ratio) ma circola sulle emittenti TV italiane una versione Widescreen di 1.85:1 (intended ratio), che è ottenuta con delle tendine nella parte inferiore e superiore dell'immagine, riducendo di circa il 20% la superficie visibile.[15]

Sequel/remake[modifica | modifica sorgente]

È stato prodotto un seguito apocrifo: Uccelli 2 - La paura (1987), e uno ufficiale: Gli uccelli II (1994) di cui però manca il cast originale.

Un rifacimento in pre-produzione presso la Platinum Dunes era previsto per uscire il 3 luglio 2009 negli Stati Uniti[16][17], ma fu rinviato a data da destinarsi a seguito di numerosi problemi di produzione[18]. Ispirato anch'esso al racconto di Daphne De Maurier[19] trattato per il cinema da Leslie Dixon[20], alla regia era posizionato Michael Bay, in seguito replicato da Martin Campbell[21].

Nel cast artistico era confermata Naomi Watts nel ruolo di Melania Daniels[20].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1963, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 giugno 2011.
  2. ^ a b c d e f g Donald Spoto,Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006, pp. 568-579
  3. ^ Box office / incassi per Gli Uccelli (1963), Internet Movie Database. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  4. ^ a b c d e f François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore, 2009, pp. 244-246
  5. ^ Cinefantastique, anno X, n°2, autunno 1980, pp. 15-35, citato da Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006
  6. ^ Robert Boyle, Intervista concessa a Donald Spoto, 1º marzo 1982, e articolo pubblicato su Film Comment, anno XIV, n°3, maggio-giugno 1978, pp. 33-35, citati nel libro di Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006, pag, 571,
  7. ^ a b c d Bruzzone-Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992, pag. 252.
  8. ^ Noel Simsolo, Alfred Hitchcock, Seghers, 1969, pag. 111.
  9. ^ Intervista concessa da Federico Fellini a Donald Spoto in data 8 maggio 1980.
  10. ^ Camille Paglia , The Birds , London, British Film Institute, 1998.
  11. ^ Alain Bergala, Alfred, Adam et Eve in Hitchcock et l'art, pp.111- 125, Milan, 2000
  12. ^ Bruzzone-Caprara, I film di Alfred Hitchcock, p. 253.
  13. ^ Patrick Brion, Hitchcock, Editions de La Martinière, 2000, pp.530- 534.
  14. ^ Slavoj Žižek, L' universo di Hitchcock. Mimesis, 2008,
  15. ^ aspect ratio per Gli Uccelli. URL consultato il 25 marzo 2010.
  16. ^ Manuela Blonna, Gli Uccelli: George Clooney nel cast?, Vivacinema.it, 27 ottobre 2008. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  17. ^ Liza Foreman, The Vine: 'Birds' to fly again in Uni remake, Hollywood Reporter, 26 aprile 2005. URL consultato l'11 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  18. ^ Worst Previews.com "The Birds" Remake May Not Happen
  19. ^ Ryan Parsons, The Birds Remake, Canmag.com, 26 aprile 2005. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  20. ^ a b Naomi Watts per il remake di The Birds, Horror Magazine. URL consultato l'11 gennaio 2008.
  21. ^ Naomi Watts parla del remake di Uccelli, Cineblog, 13 marzo 2008. URL consultato l'11 gennaio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Natalino Bruzzone-Valerio Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992.
  • Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006.
  • François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore, 2009.
  • Slavoj Žižek, L' universo di Hitchcock. Mimesis, 2008.
  • (fr) Noël Simsolo, Alfred Hitchcock, Seghers, 1969.
  • (fr) Raymond Bellour, "Les Oiseaux": analyse d'une séquence, Cahiers du Cinéma, n. 216, ottobre 1969.

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