Nodo alla gola

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Nodo alla gola
Rope3 1948.jpg
L'epilogo del film
Titolo originale Rope
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1948
Durata 77 minuti
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere Thriller
Regia Alfred Hitchcock
Soggetto Patrick Hamilton (dramma)
Sceneggiatura Arthur Laurents
Produttore Sidney Bernestein e Alfred Hitchcock per Warner Bros
Distribuzione (Italia) Warner Bros (1956)
Fotografia Joseph Valentine, William V. Skall
Montaggio William H. Ziegler
Musiche Leo S. Forbstein
Scenografia Perry Ferguson, Emile Kuri, Howard Bristol
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Nodo alla gola (Rope)[1] è un film del 1948 diretto e prodotto da Alfred Hitchcock.

Indice

[modifica] Trama

Brandon Shaw e Phillip Morgan, due giovani studenti, uccidono il loro amico David Kentley, strangolandolo con una corda, e ne nascondono il corpo in un baule antico sul quale imbandiscono la tavola per un party.

Inizia una singolare festa, a cui sono chiamati a partecipare anche il padre del ragazzo ucciso e la sua ragazza Janet Walker, che in precedenza aveva avuto una relazione con Brandon.

Brandon ha invitato anche il suo ex professore Rupert Cadell, sperando che egli esponga durante la serata le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti. Brandon non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto.

Phillip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto, ha paura di essere scoperto e, in alcuni momenti, questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti del disinvolto Brandon.

Mentre tutti gli invitati si interrogano sull'assenza di David, Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex fidanzato Kenneth.

Cadell intuisce che si è consumato un delitto e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa con un pretesto dopo la fine della festa, il professore induce Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.


[modifica] Produzione

[modifica] Soggetto

Il soggetto, tratto dalla pièce Rope di Patrick Hamilton, è ispirato a un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commesso nel 1924 da Nathan Freudenthal Leopold Jr. e Richard A. Loeb, una coppia di giovani uniti da un legame omosessuale. Il delitto sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il crimine aveva il solo scopo di "commettere un delitto" per il gusto estetico di compierlo). Il film si limita tuttavia unicamente a prendere spunto dal "gesto gratuito" della coppia, poiché il delitto Leopold-Loeb ebbe esecuzione totalmente diversa da quella presentata dalla trama del film.

[modifica] Sceneggiatura

Nel tardo autunno del 1947 Hitchcock contattò Hume Cronyn per preparare la sceneggiatura, adattando il dramma preesistente. All'inizio di dicembre il lavoro di adattamento era finito. Per i dialoghi fu assunto uno scrittore di teatro, Arthur Laurents, non ancora trentenne e con il quale la collaborazione, alla sua prima prova, si dimostrò produttiva e piacevole.[2]

[modifica] Riprese

Lunedì 12 gennaio 1948 iniziarono le prove: le riprese ebbero luogo a partire dal 22 gennaio e si conclusero il 21 febbraio.

[modifica] Set

"Il pavimento era segnato con cerchi numerati per i 25 o 30 movimenti che la macchina da presa avrebbe fatto...Intere pareti dell'appartamento scivolavano via per permettere alla macchina da presa di seguire gli attori...Ma più spettacolare di tutti i dispositivi era il cyclorama - una perfetta riproduzione in miniatura di 35 miglia del profilo di New York illuminato da 8000 lampadine a incandescenza e da 200 insegne al neon per le quali erano stati utilizzati 150 trasformatori."[3]

[modifica] Cast

Nel ruolo dell'ex professore dei due assassini fu chiamato James Stewart, alla sua prima collaborazione con Hitchcock. L'ingaggio fu economicamente oneroso, il compenso ammontò a 300.000 dollari, ma la relazione col regista si rivelò così reciprocamente rispettosa e amichevole che l'attore partecipò successivamente ad altri tre suoi film.

Nel ruolo del pianista passivo e irrequieto recitò Farley Granger, che Hitchcock aveva apprezzato in un'anteprima di La donna del bandito di Nicholas Ray; l'attore avrà un ruolo da coprotagonista poi ne L'altro uomo.

Nel ruolo del partner dominante e sociopatico fu scelto John Dall.(Donald Spoto,op.cit.,pp.388-389).

[modifica] Prima

La prima si ebbe il 25 settembre 1948.

Il film uscì in Italia solo nel 1956.

[modifica] Versione italiana

La versione italiana ed il relativo doppiaggio stravolgono il senso dell'omicidio: nella versione originale i due assassini commettono il delitto per il puro piacere estetico di compierlo, mentre nella versione italiana, fin dai primi minuti, il dialogo stravolge questo presupposto, lasciando invece intuire che l'omicidio sia avvenuto senza intenzionalità, ma solo per una fatalità indotta dal cattivo comportamento della vittima verso i suoi assassini. Ciò contrasta comunque con il comportamento di Brandon e Phillip fin dal dettaglio dei guanti che entrambi indossano nel momento in cui David viene strangolato, circostanza che suggerisce la premeditazione.


[modifica] Accoglienza

Quando venne distribuito le recensioni furono discordi e l'accoglienza del pubblico piuttosto fredda.

Varie associazioni sociali ed educative d'America condannarono il contenuto del film come pericoloso e immorale e alcune sale europee si rifiutarono di proiettare il film e pretesero dalla casa produttrice Warner Brothers la sostituzione con un'altra pellicola.(Donald Spoto,op.cit.,p.393.)

[modifica] Critica

"Nodo alla gola, nonostante la validità dei suoi trucchi tecnici e qualche momento efficace, che valsero a coprire le spese e a dare un certo profitto, appare stranamente piatto e ponderoso, tutto giocato su un ritmo uniforme che annulla in gran parte l'eccitazione e la suspense presenti nel soggetto."[4]

"Film decisivo, film-esperimento, film-svolta. Nodo alla gola è tanto famoso quanto poco visto."[5]

"Il film rappresenta l'esempio più rappresentativo e interessante della ricerca di adattamento del testo di origine teatrale alla scrittura cinematografica"[6] Hitchcock è sempre stato attratto da questo problema e si è cimentato più volte in questa ricerca, come testimoniano altri suoi film come ad esempio Prigionieri dell'oceano e La finestra sul cortile.

[modifica] Tecnica cinematografica

Per il regista è una doppia sfida tecnica: è il suo primo film a colori, ed è composto da undici piani-sequenza, alcuni dei quali collegati tra loro in modo da apparire come un'unica ripresa. "...l'idea un po' folle di girare un film costituito da una sola inquadratura" (Hitchcock a Truffaut)[7]

Tutte le riprese durano 10 minuti ciascuna, il tempo di durata di proiezione di un rullo, 300 metri di pellicola (TMT, Ten Minutes Take): gli stacchi necessari per cambiare bobina sono camuffati in modo da non spezzare la sensazione di continuità nel tempo e nello spazio.[8]

La macchina da presa si trasforma in "un uomo invisibile che gironzola per casa (il palco) e vede e sente tutto" (Patrick Hamilton), e che spesso traballa su queata nuova apparecchiatura, la crab dolly(obiettivo che abbraccia un campo visivo di 180 gradi).[9]

[modifica] Le unità classiche

Il film si svolge nel più totale rispetto delle unità classiche: tempo, luogo, azione.

[modifica] Tempo

Un pomeriggio: la giornata trascorre da un assolato pomeriggio al crepuscolo e alla notte.

[modifica] Luogo

Un appartamento a Manhattan: un ingresso, un soggiorno, un angolo di cucina. Una grande vetrata lascia intravedere il cielo e il superbo profilo di New York.

[modifica] Azione

Delitto e party.

Il delitto, che solitamente nei precedenti film del regista avveniva fuori dallo schermo, è mostrato con un terribile primo piano durante il primo minuto del film.


[modifica] Tono

L'humour nero di Hitchcock trova espressione in singolari accorgimenti tecnici, come alcune riprese effettuate dal punto di vista del cadavere.

[modifica] Codice Hays

Va dato atto del fatto che Hitchcock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggiti né allo spettatore avvertito dell'epoca (anche se erano destinati a non essere colti dal grande pubblico), né allo smaliziato spettatore di oggi, più abituato a dover decifrare microscopici indizi allusivi.

[modifica] Riferimenti letterari

Il film si inserisce inoltre nel dibattito, che all'epoca era d'attualità, sul cosiddetto atto gratuito propugnato dal premio Nobel per la letteratura André Gide; un'altra analogia riscontrabile è quella col romanzo Delitto e castigo di Dostoevskij. Altre influenze letterarie sono ascritte a Edgar Allan Poe, The Imp of the Perverse (Il demone della perversità), racconto pubblicato nel luglio del 1945 sul Graham's Magazine di Filadelfia.


[modifica] Note

  1. ^ Proposto anche con il titolo Cocktail per un cadavere
  2. ^ Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006,p.387. Prima edizione 1983.
  3. ^ Alfred Hitchcock, My Most Exciting Picture,<<Popular Photography>>, novembre 1948,pp.48-51 e 96-104, citato da Donald Spoto,op.cit, p.389-390..
  4. ^ John Russell Taylor, Hitch, Garzanti, Milano, 1980, p.260. Prima edizione London 1979.
  5. ^ Bruzzone-Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992,p.177.
  6. ^ Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, Mursia, Milano, 1998,p.83.
  7. ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore, Milano, 2009, p.149, prima edizione 1966.
  8. ^ Rohmer-Chabrol, Hitchcock, Marsilio, Venezia, 1986,pp.87-88, prima edizione 1957.
  9. ^ Bill Krohn,Alfred Hitchcock, Cahiers du cinéma, 2010,p.48.

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