Nodo alla gola

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Nodo alla gola

una scena del film
Titolo originale: Rope
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1948
Durata: 80 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: thriller
Regia: Alfred Hitchcock
Soggetto: Patrick Hamilton (dramma)
Sceneggiatura: Arthur Laurents
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Episodi:
Fotografia: Joseph Valentine,William V. Skall
Montaggio: William H. Ziegler
Effetti speciali:
Musiche: Leo S. Forbstein
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Scenografia: Perry Ferguson,Emile Kuri,Howard Bristol
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
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Nodo alla gola è un film diretto e prodotto da Alfred Hitchcock del 1948.

Per il regista è una doppia sfida tecnica: è il suo primo film a colori, ed è composto da undici piani-sequenza, alcuni dei quali collegati tra loro in modo da apparire come un'unica ripresa.

Il soggetto, tratto dalla pièce Rope di Patrick Hamilton, è ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commesso nel 1924 da una coppia di giovani uniti da un legame omosessuale: Nathan Freudenthal Leopold Jr. e Richard A. Loeb, che sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il crimine aveva il solo scopo di "commettere un delitto" per il gusto estetico di compierlo). Il film si limita tuttavia unicamente a prendere spunto dal "gesto gratuito" della coppia, poiché il delitto Leopold-Loeb ebbe esecuzione totalmente diversa da quella presentata dalla trama del film.

L'humour nero di Hitchcock trova espressione in singolari accorgimenti tecnici, come alcune riprese effettuate dal punto di vista del cadavere.

Va dato atto del fatto che Hitchcock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggiti allo spettatore avvertito dell'epoca (anche se erano destinati a non essere colti dal grande pubblico), né allo smaliziato spettatore di oggi, non più abituato a dover decifrare microscopici indizi allusivi.

Il film si inserisce inoltre nel dibattito, che all'epoca era d'attualità, sul cosiddetto atto gratuito propugnato dal premio Nobel per la letteratura André Gide.

[modifica] Trama

Due giovani studenti omosessuali, Brandon (John Dall) e Phillip (Farley Granger), uccidono il loro amico David, strangolandolo con una corda, e nascondono il suo corpo in una cassa sulla quale imbandiscono la tavola per un party. Sta per iniziare una singolare festa, a cui sono invitati anche il padre del ragazzo ucciso (Cedric Hardwicke) e la sua ragazza Janet (Joan Chandler).

Brandon ha invitato anche il suo ex professore Rupert Cadell (James Stewart), perché esponga durante la serata le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti. Brandon non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto. Phillip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto, ha paura di essere scoperto e, in alcuni momenti, questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti del disinvolto Brandon.

Mentre tutti gli invitati si interrogano sull'assenza di David, Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex fidanzato Kenneth (Douglas Dick). Cadell intuisce che si è consumato un delitto e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa dopo la fine della festa con una scusa, il professore porta Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.

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