Il sospetto (film 1941)
| « L'amore nel suo cuore ... la tragedia nella sua mente » |
| Il sospetto | |
|---|---|
| Titolo originale | Suspicion |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1941 |
| Durata | 99 min |
| Colore | B/N |
| Audio | sonoro |
| Genere | thriller |
| Regia | Alfred Hitchcock |
| Soggetto | Anthony Berkeley |
| Sceneggiatura | Joan Harrison, Samson Raphaelson, Alma Reville |
| Casa di produzione | RKO Radio Pictures |
| Fotografia | Harry Stradling Sr. |
| Montaggio | William Hamilton |
| Musiche | Franz Waxman |
| Scenografia | Van Nest Polglase e Darrell Silvera |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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| Premi | |
Il sospetto è un film del 1941, diretto da Alfred Hitchcock con Cary Grant e Joan Fontaine.
[modifica] Soggetto
Il soggetto è tratto dal romanzo Before the Fact di Anthony Berkeley Cox, scritto e pubblicato nel 1932 sotto lo pseudonimo di Francis Iles. Tre anni dopo furono venduti i diritti del libro alla RKO.
[modifica] Produzione
La RKO aveva provato a portare il libro sullo schermo fin dal 1935 e per la sceneggiatura era stato contattato Emlyn Williams. Nel maggio-giugno del 1940 il progetto fu affidato da Harry Edington ad Hitchcock.
[modifica] Sceneggiatura
Hitchcock ingaggiò per la sceneggiatura Samson Raphaelson, collaboratore di successo di molti film di Ernst Lubitsch. La scrittura cinematografica si protrasse dal dicembre 1940 al marzo 1941 e a parecchie scene lavorarono Alma Reville e Joan Harrison.[1]
[modifica] Cast
La parte del protagonista maschile fu affidata a Cary Grant, nel primo dei quattro film di Hitchcock interpretati. La parte della protagonista femminile fu affidata a Joan Fontaine, al suo secondo film con Hitchcock dopo Rebecca.
[modifica] Riprese
Il film fu girato interamente in studio e costò molto meno dei precedenti due film americani, Rebecca e Il prigioniero di Amsterdam. Le riprese iniziarono il 10 febbraio 1941 e durarono fino a luglio dello stesso anno. Nell'agosto furono completati le musiche e il doppiaggio.
[modifica] Prima
La prima si ebbe il 14 novembre 1941.
[modifica] Accoglienza
Al pubblico il film piacque moltissimo. La stampa del settore lo accolse con una varietà di giudizi: alcuni entusiasti come Howard Barnes dell' Herald Tribune, altri positivi ma con riserve ad esempio sul finale, come Bosley Crowther del New York Times che definisce il film un giallo psicologico.[2]
[modifica] Hitchcock su Hitchcock
"Si tratta del mio secondo film inglese girato a Hollywood: attori inglesi, atmosfera inglese, romanzo inglese."[3]
[modifica] I giudizi dei critici
Noel Simsolo: "Film equivoco dal finale equivoco"[4]
Eric Rohmer e Claude Chabrol: Il film dimostra" in che modo il tarlo del sospetto guasta l'unità di una coppia", la protagonista "si nutre di tale sospetto come un vampiro, vuole solo crogiolarsi nel fallimento del suo amore."[5]
[modifica] Struttura del film
- La prima parte:
“Un’affascinante storia d’amore che si svolge su un’aria di valzer”[6] Introduzione con la scena del treno, la coppia si forma e si ama. La prima parte è rappresentata dal punto di vista del narratore.
- La seconda parte:
Il punto di vista è da quello della giovane donna. Il comportamento del marito risulta sempre più enigmatico, nonostante l’interpretazione dell’attore non sia minimamente cambiata. Nasce il sospetto e il sogno d’amore si trasforma in incubo.
- Conclusione:
Nel corso dell’ultima scena, in cima alla scogliera, il sospetto pare diradarsi, il marito si discolpa, ma il dubbio rimane. "Johnnie potrebbe aver nuovamente mentito. Il repentino salto verso l'innocenza è registrato con gli stessi movimenti riservati all'illustrazione delle menzogne."[7]
[modifica] Il finale
La scelta del finale fu laboriosa e non del tutto soddisfacente. Alma Reville e Joan Harrison avevano lavorato su diversi finali. A metà luglio del 1941 non era stato ancora deciso quale sarebbe stato scelto. Hitchcock confessa a Truffaut che la fine del film non gli piaceva e ne aveva pensata un'altra, sempre diversa da quella del romanzo.[8]
[modifica] Trama del romanzo
Before the fact è la storia di Lina, che cresce in campagna nei primi decenni del XX secolo. A ventotto anni, ancora vergine, rischia di rimanere zitella; inoltre trova la vita con i suoi genitori piuttosto noiosa. Quindi decide di sposare un giovane sconosciuto, appena arrivato, che proviene da una famiglia impoverita, il ventisettenne Johnnie Aysgarth. Il padre di Lina, il Generale McLaidlaw, è contrario al matrimonio e tutti pensano che Johnnie sia interessato solo ai soldi di Lina.
Nonostante ciò, Lina e Johnnie si sposano dopo un breve fidanzamento. Trascorrono la luna di miele a Parigi, soggiornando nei migliori hotel e, successivamente, si stabiliscono a Londra in un ampio appartamento. Solo sei mesi dopo Johnnie, disoccupato, confessa a Lina che avevano vissuto grazie a prestiti e che non è più in grado di pagarli. Pian piano Lina comincia a pagare tutte le spese e invita Johnnie a cercare un lavoro fisso. Lasciano il costoso appartamento londinese e si trasferiscono nel Dorset, dove non conoscono nessuno. Suo malgrado, Johnnie è costretto a trovarsi un lavoro, amministra la vasta tenuta del Capitano Melbeck.
Con il passare del tempo Lina scopre che Johnnie è un truffatore, un bugiardo, un ladro, un falsario, un malversatore, un adultero e un assassino. Ma l'omicidio di Lina sarà il primo effettivo delitto commesso da Johnnie.
Isobel Sedbusk, autrice di gialli, si trasferisce nel loro paese per trascorrere le vacanze estive. Johnnie fingendo di voler parlare con lei del suo nuovo libro, scopre che una sostanza comunemente usata è velenosa, e non lascia nessuna traccia nel corpo umano dopo il decesso. Lina che sembra esser diventata pazza prende l'influenza, si aspetta ormai da molto tempo che suo marito la uccida.
[modifica] Trama del film
La giovane aristocratica inglese Lina Mackinlaw sposa, contro il volere dei genitori, John Aysgarth, un playboy che vive di espedienti. Ma dopo il matrimonio Lina matura il sospetto che John sia un assassino e che voglia ucciderla per intascare l'assicurazione. A differenza dal romanzo il film ha un lieto fine: si scopre infatti che John non aveva mai tentato di uccidere la moglie.
[modifica] Rapporto libro-film
Il romanzo è la storia di una donna che scopre di aver sposato un assassino e si lascia uccidere per amore; il film è la storia di una donna che sospetta che il marito sia un assassino. Il film ha "un valore psicologico più grande del romanzo". (Truffaut)
[modifica] Suspense
Hitchccok crea la suspense sfruttando la soggettiva. Lo spettatore osserva il comportamento del protagonista dal punto di vista della moglie. La tensione nasce dal conflitto fra il desiderio di credere alle giustificazioni dell'uomo e di avere fiducia in lui e le ripetute smentite dei fatti che alimentano il dubbio e l'angoscia. L' altalena emotiva mina l'equilibrio psicofisico della donna e tiene avvinto lo spettatore in crescendo fino alla scena finale.
[modifica] Vero e falso
La verità sfugge allo spettatore: è la donna che in preda alla nevrosi, frigida e incapace di amare un uomo, affascinata dalla morte, proietta sul marito le sue frustrazioni e i suoi impulsi autodistruttivi[9] o è lui un bugiardo, amante del lusso, così a corto di mezzi che per intascare il premio dell'assicurazione della vita della moglie è in potenza e verosimilmente un assassino? (come sarà lo zio Charlie, pluriassassino di ricche vedove, il protagonista de L'ombra del dubbio)
[modifica] Cameo
Vediamo Hitchcock imbucare una lettera mentre Lina esce da una libreria con parecchi gialli per Johnnie.
[modifica] Doppiaggio in Spagna
Nel 1943, un gruppo di attori italiani si trovava a Madrid per partecipare ad un film di coproduzione Hispano-Italiana, tra questi Emilio Cigoli, Paola Barbara, Nerio Bernardi, Franco Coop, Anita Farra, Felice Romano; gli avvenimenti del 25 luglio e dell'8 settembre dello stesso anno impedirono a questi attori il ritorno in Italia.
Un rappresentante della 20th Century Fox a Madrid, chiese agli attori italiani, nell'attesa del ritorno in patria, di occuparsi del doppiaggio di alcune pellicole della casa statunitense, in modo che all'arrivo degli americani in Italia, con la riapertura del mercato cinema, potessero essere pronte per le sale.
In quel periodo (1943-1944), vennero doppiati a Madrid in italiano, oltre a Il sospetto di Hitchcock, La zia di Carlo di Archie L. Mayo, Il pensionante di John Brahme, Com'era verde la mia valle di John Ford ed altri film.
Le pellicole doppiate in italiano furono successivamente portate in Italia a disposizione dei circuiti cinematografici, in quel periodo controllati dagli americani.
[modifica] Sequenze celebri
Diventò meritatamente celebre la scena in cui Cary Grant sale le scale per portare il bicchiere di latte forse avvelenato a Joan Fontaine che giace ammalata nella camera da letto al piano superiore, Alfred Hitchcock racconta a Truffaut che aveva fatto mettere dentro il bicchiere una luce perché bisognava che lo spettatore guardasse solo quello. [10]La sequenza è analizzata in un sito francese dedicato al film.[11]
[modifica] Note bibliografiche
- ^ Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino, 2006, pgg. 307-311..
- ^ Donald Spoto,op. cit., Lindau, Torino, 2006, pag. 311.
- ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore, 2009, pag. 116.
- ^ Noel Simsolo, Alfred Hitchcock, Seghers, 1969, pag. 45.
- ^ Rohmer-Chabrol, Hitchcock, Marsilio, Venezia, 1986, pgg. 71-72.
- ^ Rohmer-Chabrol, op. cit. , Marsilio, Venezia, 1986, pag. 72.
- ^ Bruzzone-Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992, pag. 140.
- ^ François Truffaut, op. cit., Il Saggiatore, 2009, pag. 117.
- ^ Noel Simsolo, Alfred Hitchcock, Seghers, 1969, pag. 46.
- ^ François Truffaut, op. cit., Il Saggiatore, 2009, pag. 118.
- ^ Hitchcock - Soupçons - Suspicion - sur le site RayonPolar