Piano sequenza

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Il piano sequenza è una tecnica cinematografica che consiste nella modulazione di una sequenza (un segmento narrativo autonomo) attraverso una sola inquadratura, generalmente piuttosto lunga.

Come la profondità di campo, il piano sequenza prescinde dal montaggio (che attua un processo di sintesi eliminando tutto ciò che non serve al racconto), sfruttando la molteplicità dei piani all'interno della singola inquadratura e rispettando il tempo del mondo reale. Tuttavia spesso si parla di piano sequenza erroneamente, chiamando in questo modo un'altra tecnica, il long take, a cui si fa ricorso più spesso.

Si tratta di un'opzione estetica cui diversi registi faranno riferimento dopo l'uso rivoluzionario che ne fece il regista Orson Welles in Quarto potere (1941). Verrà poi teorizzata e sviluppata in un contesto culturale differente da André Bazin, che la considerava una tecnica atta, insieme a profondità di campo e long take, a riprodurre la realtà, senza le costrizioni tipiche che venivano imposte dal découpage classico, il quale vincolava lo spettatore ad un significato e ad un'emotività ben precisi. Queste teorie verranno fatte proprie dalla Nouvelle Vague.

L'uso del piano sequenza è molto comune nei film di Michael Haneke e Steve McQueen.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Alfred Hitchcock ha girato un suo film (Nodo alla gola, 1948) con 8 piani sequenza. Il suo obiettivo era quello di realizzare un film con un solo piano sequenza, ma le tecniche dell'epoca non lo consentivano. Le bobine della macchina da presa contenevano, infatti, un metraggio sufficiente per girare piani sequenza da una decina di minuti l'uno. Per simulare la continuità temporale e spaziale Hitchcock ha suturato gli otto piani sequenza tra loro sfruttando le superfici nere sopra le quali la macchina da presa capitava (schiene di personaggi, pareti, armadi, ecc.), rendendo invisibili i tagli. L'impressione che ne risulta è che il film sia girato in un'unica inquadratura.

Nel 1967 Jean-Luc Godard nel film Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica usa un piano sequenza della durata di circa 8 minuti quasi all'inizio del film, nel quale riprende una lunga coda in autostrada, con relativi litigi tra automobilisti, che si conclude con la macabra vista della scena di un incidente stradale.

Nel 1977, con il film Una giornata particolare, Ettore Scola ha girato un piano sequenza tra i più complessi e lunghi della storia del cinema italiano: la macchina da presa dall'esterno dell'edificio entra all'interno dell'appartamento (inizio film).

Nel 1998 Brian De Palma nel film Omicidio in diretta usa un piano sequenza nella seconda scena del film di una durata di quasi 10 minuti in un palazzetto dello sport nella quale la macchina da presa segue costantemente Nicolas Cage; fu il piano sequenza con più comparse e personaggi che interagiscono mai realizzato fino a quel momento.

Nel 2002 Aleksandr Sokurov, dopo 2-3 tentativi falliti, è invece riuscito a girare un film realmente con un unico piano sequenza: Arca russa (girato in digitale proprio per sopperire al problema della pellicola troppo corta in un unico caricatore) è ambientato nell'Ermitage di San Pietroburgo, dove un cineasta si trova a ripercorrere la storia della Russia dal 1700 ad oggi.

Nel 2004 Johnnie To, nel prologo del film Breaking News, ha realizzato un piano sequenza di 7 minuti, che consiste in una sparatoria fra una gang e la polizia, durante la quale la macchina da presa si muove dal basso verso l'alto e viceversa per mostrare l'azione su più piani differenti.

Nel 2005 nel film The Protector - La legge del Muay Thai, diretto da Prachya Pinkaew, Tony Jaa parte dal primo piano di un palazzo, arrivando fino in cima. Durante il percorso affronta tantissime persone, che gli si avventano contro avendo la peggio, e supera diverse ambientazioni e situazioni. L'inquadratura ricorda molto quella di un videogioco in terza persona.

Nel 2005 il regista Louis Nero gira a Torino in una sola notte un film di 124 minuti in un unico piano sequenza, il titolo è appunto Pianosequenza'.

Nel 2006 Alfonso Cuarón applica il piano sequenza in un film d'azione girando due scene estremamente complesse ne I figli degli uomini.

Nel 2008 Steve McQueen nel film Hunger realizza un piano sequenza di 17 minuti, che mostra il protagonista Bobby Sands mentre parla con un sacerdote.

Nel 2009 è andato in onda il quarto episodio della serie britannica Psychoville, l'episodio è interamente girato in due lunghi piani sequenza, il primo di 20 minuti, il secondo di 10.

Il film del 2012 La casa muta di Gustavo Hernandèz è stato girato in un unico piano sequenza.

Nel 2013 Alfonso Cuarón realizza nella scena iniziale di Gravity un piano sequenza di ben 17 minuti.

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