Soldato Jane

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Soldato Jane
Soldato Jane.png
Jane O'Neill (Demi Moore) in una scena del film
Titolo originale G.I. Jane
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1997
Durata 124 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione
Regia Ridley Scott
Soggetto Danielle Alexandra
Sceneggiatura Danielle Alexandra, David Twohy
Produttore Roger Birnbaum, Demi Moore, Ridley Scott, Suzanne Todd
Fotografia Hugh Johnson
Montaggio Pietro Scalia
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Soldato Jane (G.I. Jane) è un film statunitense del 1997, diretto da Ridley Scott. Il titolo originale si basa su un gioco di parole tra G.I. Joe e il nome della protagonista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un quarto di tutti gli incarichi delle forze armate USA è preclusa alle donne, così, per migliorare questa situazione discriminante ed ingiustificata queste, su input di una senatrice, decidono di usare un doppio standard per il programma Navy SEAL delle squadre di ricognizione combinata. Questa decisione comporta la selezione di una pioniera tra le tante candidate.

Viene scelta O'Neill L.T. Jordan, tenente della Marina, analista topografica che lavora alla N.I.C. (Naval Intelligence Centre). L'addestramento comporta tre mesi devastanti sotto il comandante istruttore capo. Essendo una donna viene agevolata negli esercizi, ha una camera singola e tutti sono scettici e prevenuti nei suoi confronti, ma si ribella, chiede ed ottiene un unico trattamento, si integra con il gruppo e risulta migliore di molti altri uomini.

I test attitudinali sarebbero dovuti essere riservati, invece la stampa ne viene a conoscenza rendendo Jordan un manifesto dei diritti delle donne, chiamandola "Soldato Jane". A questo si aggiungono maldicenze a sfondo sessuale che la costringeranno ad abbandonare l'addestramento. Jordan si batterà, anche contro la senatrice, e riuscirà a cambiare la politica delle donne nel combattimento dimostrando che il "gentil sesso" non vale meno degli uomini. Sarà così inviata in missione in combattimento.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film propone con molta enfasi l'attaccamento e l'orgoglio tipicamente americano verso le proprie forze armate, insieme alla parità dei sessi. Nonostante l'eccezionale successo al botteghino, il film ha ricevuto pesanti critiche da una parte della stampa specializzata. "La storia è raccontata dal punto di vista del delirio masochista della protagonista (Demi Moore, che fa parte anche delle figure produttrici), ma difficilmente il buon senso di uno spettatore non perverso può condividere una battaglia per i diritti civili così idiota. Il succo è in una battuta che la Moore con i capelli rasati alla Giovanna d'Arco sul rogo rivolge al sadico addestratore: «Istruttore capo, succhiami il c....!» D'altra parte "R. Scott arranca come un regista pubblicitario suonato", questa la critica del sito specializzato MYmovies[1].

Anche Paolo Mereghetti non è stato molto tenero, dando al film una stella su quattro e definendolo "un rivoltante e puerile spot guerrafondaio, rimasto fermo ai modelli alla Top Gun". "Demi Moore con la pelata alla Bruce Willis, si comporta e parla come un marinaio ubriaco". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 19 novembre 2001). Ma non tutta la critica è così distruttiva, al contrario c'è chi salva in particolar modo l'interpretazione della Moore. "Cautamente, il film molto ripetitivo, ma non noioso, non prevede pesanti molestie sessuali, appena qualche battuta volgare contro la donna invadente troppo brava: e presto tra le grida, le sopraffazioni, le mortificazioni dell'addestramento, quasi ci si dimentica che uno dei vessati è femmina. Demi Moore, anche co-produttrice del film, è fisicamente ammirevole: recita benissimo, piegamenti, ginnastiche per rafforzare la muscolatura, corse, sforzi d'ogni genere, fatiche molto pesanti e una mascolinità coatta. Peccato sia arrivata in ritardo di qualche mese col sacrificio supremo di privarsi dei capelli: rasarsi la testa che poteva risultare un atto altamente simbolico di rinuncia alla femminilità come in passato era nel caso delle monache, oppure di separazione dal mondo come era nel caso delle ergastolane, adesso è soltanto una moda, adottata in tutto il mondo da tante ragazze." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 ottobre 1997).

"Di Demi Moore si può dire che, per quanto assurda sia la storia, è molto più a suo agio qui che nel ruolo della mammina spogliarellista di Striptease. Il sadico che più sadico non si può è Viggo Mortensen che però, ovviamente lo fa per la causa, perché è un animo delicato che legge Coetzee e ama la poesia tanto che come segno di conquistato rispetto regala alla soldatessa Jane una copia molto letta e sottolineata delle poesie di Lawrence" (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 4 ottobre 1997). Incurante delle stroncature, a fronte d'un budget di circa 50 milioni di dollari, il film ne incassò circa 97 milioni in tutto il mondo (di cui 48 milioni nei soli Stati Uniti). A questo si aggiungono circa 22 milioni, ottenuti in home video, per un guadagno netto totale di 69 milioni di dollari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Critica MYmovies

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